lunedì 10 giugno 2019

Nicolas Cage Day - Mom and Dad: Istinto omicida (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/01/2019 Qui - Purtroppo questo thriller horror/dark comedy di Brian Taylor (di cui avevo apprezzato i due Crank) non riesce a lasciare il segno fino in fondo, intendiamoci non è un film brutto o inguardabile ma si nota l'indecisione del regista (o forse dovrei dire della sceneggiatura?) che non sa quale direzione imboccare se quella dell'horror o quella della commedia. Ne viene fuori un pastrocchio, tutto sommato anche abbastanza divertente ma che non riesce a graffiare efficacemente né a sfruttare correttamente una buona idea di fondo. Non aiutano a rendere più interessante la pellicola, alcuni aspetti della sceneggiatura poco approfonditi, eppure Mom and Dad: Istinto omicida, il nuovo film del regista, sceneggiatore e produttore, anche di Ghost Rider: Spirito di Vendetta, film presentato al Toronto Film Festival a settembre del 2017, un film con una certa originalità, cosa sempre più rara al giorno d'oggi, riesce a intrattenere a dovere. Il film infatti, un onesto thriller con Nicolas Cage (incredibilmente uno dei motivi per cui vedere il film, anche Selma Blair convince senza mezzi termini), non è affatto male e, avendo una trama abbastanza particolare, invoglia lo spettatore a guardarlo. E' ovviamente una pellicola parecchio sopra le righe, però, il regista riesce, con mestiere, a renderla verosimile. Sì perché nonostante lo svolgimento e il racconto, comunque apprezzabile, indubbiamente sconclusionato, l'eclettico regista americano, che infarcisce la pellicola di temi "moderni" (quali la voglia degli adulti di tornare giovani, i genitori si scagliano contro i propri figli, colpevoli di aver portato loro via, la giovinezza, colpevoli di un'esuberanza tecnologica che ha ucciso ogni forma di dialogo), usa un semplice escamotage, qualcosa di naturale che c'è in ognuno di noi, per parlare alle vecchie e nuove generazioni, per sovvertire le regole della natura umana e rendere il tutto più credibile.

Il film difatti, ipotizza cosa potrebbe accadere in una tranquilla città di provincia se, a causa di una misteriosa isteria collettiva, il latente conflitto intergenerazionale, insito in ogni nucleo familiare tradizionale, esplodesse di colpo, come un'epidemia zombie, annullando per ventiquattr'ore ogni istinto naturale di preservazione della specie e dando sfogo ad un liberatorio istinto infanticida. E insomma partendo da uno spunto intrigante e fortemente satirico, che smonta l'ipocrisia perbenista tipica della middle class americana, il regista sovverte ogni regola etica e morale per dare spazio ad una caccia animalesca in cui un'orda di genitori degeneri e frustrati si ritrova a braccare la propria prole. Al centro della carneficina troviamo l'emblematica famiglia Ryan composta dai coniugi Brent (Nicolas Cage) e Kendall (Selma Blair). La coppia descrive perfettamente le amarezze di una coppia alla deriva, soverchiata dalle responsabilità di un ruolo genitoriale che ha spento lentamente qualsiasi entusiasmo giovanile, anticipando il rancore che sfocerà ben presto nella violenza contro gli ingrati figli: l'insopportabile sedicenne Carly (Anne Winters) e l'inconsapevole fratellino Josh (Zackary Arthur). Costretti, come tutti i loro coetanei a lavare i panni sporchi di sangue, in famiglia. In Mom and Dad non male è la caratterizzazione dei personaggi: Brent è di sicuro il soggetto più interessante, è la figura che incarna ciò che vuole esprimere il regista. Il ritmo è bello frenetico. La pellicola dura pochissimo, vero, però non ci si annoia neanche per un secondo. Oltretutto, gran parte del film è girata in una casa, ma Brian Taylor è bravissimo a non far sopraggiungere mai la noia, optando per un montaggio serratissimo.
Tra le scene da ricordare, c'è sicuramente quella della comparsa dei genitori di Brent, anche loro colpiti dall'isteria. In questa sequenza (in cui però davvero delizioso è il cameo di Lance Henriksen), si rasenta davvero il grottesco. Non manca un po' di sangue che in prodotti come questo non guasta mai. Buona la scenografia, angusta e stretta. La fotografia pure fa il suo dovere. Il cast è guidato da un Nicolas Cage brillante. L'attore di Long Beach è autore di una performance decisamente su di giri. Più la pellicola procede, più egli diventa folle. Espressioni da matto assolutamente riuscite e ottima interpretazione dei dialoghi. Bravi anche tutti gli altri (tra cui Brionne Davis) ma soprattutto Selma Blair, capace di ammantare la figura materna di una stanchezza malinconica ed empatica che sottolinea la crudeltà degli eventi che le precipitano addosso. Ma purtroppo, a far da contraltare ai pregi, tra questi, la parte iniziale particolarmente ispirata, la colonna sonora micidiale che transita oculatamente dal lirismo di Debussy al punk hardcore dei Regan Youth, passando per i Roxette, ma anche i titoli di testa sgranati, dai toni accesi, tanti difetti non da poco, i quali alla fine, gli costano l'insufficienza. C'è una sceneggiatura davvero risicata. Praticamente sono scritti solo i dialoghi, i quali, per fortuna, sono buoni. Certo, c'è l'idea di base che risulta essere innovativa, ma complessivamente, ci troviamo di fronte ad uno screenplay povero. E tra l'altro, non viene dato uno straccio di spiegazione riguardo l'isteria.
La seconda parte poi è eccessivamente sbilanciata, quando per stemperare i momenti riflessivi, accompagnati da una carrellata di flashback fin troppo didascalici, l'azione si riduce ad una serie di scenette slapstick esageratamente lunghe e ridondanti. L'elemento che però, in un certo senso, condanna il film, è il finale. Perché? Semplicemente, è tronco. La pellicola in realtà non ha una conclusione, si interrompe di botto, come se all'improvviso qualcuno spegnesse di colpo il televisore. Scelta davvero bizzarra. Peccato, perché così facendo si è riusciti a rovinare un prodotto valido. Peccato poi per i vaghissimi riferimenti alle cause scatenanti. Il contenimento dello scontro tra le mura domestiche, se da una parte non dispiace per ritmo e cattiveria, da un'altra lascia un po' delusi in quanto le scene di massa (su tutte il massacro al campo di football) promettevano benissimo. In conclusione, Mom and Dad è un film che lascia l'amaro in bocca, sotto diversi punti di vista. Fortunatamente, la dose massiccia di humor, scorrettezza e violenza di molte sequenze rende la visione un'amabile truffa, magistralmente orchestrata, che non mancherà in ogni caso di strappare ai più cinici e smaliziati qualche amara e sonora risata. Si perché anche se alla fine si resta delusi (ma non troppo) da questo thriller che poteva "essere" ma non è stato, il film resta un prodotto carino con un sorprendente Nicolas Cage, qui particolarmente ispirato e perfetto nel ruolo (al contrario che in Pay the Ghost, in cui sembrava quasi spaesato e in USS Indianapolis, in cui però era il film a non funzionare e lui era addirittura l'unico, più o meno, a salvarsi), un prodotto che un'occhiata la merita, soprattutto per la trama. Voto: 5,5



Come da titolo questo film è stato da me visto in occasione della mia partecipazione del Nicolas Cage Day, una rassegna cinematografica (che mi ha già visto partecipe due anni fa della suddetta con il suo capolavoro action Con Air) nata per onorare uno degli attori più amati (ed odiati) di sempre. Una rassegna che in collaborazione con tanti blogger, dopo il banner ufficiale della rassegna di quest'anno (fatta da me) la lista di tutti i partecipanti, potrebbe chissà anche ritornare l'anno prossimo, dopotutto il nostro Nicolas ha bisogno di mangiare e a tanti film sicuramente parteciperà, comunque per il momento accontentiamoci.