Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Tommy Wirkola non mi dispiace affatto dato che ho apprezzato (soprattutto) sia Dead Snow 1 e 2, ma anche il più recente Seven Sisters. In questo caso sembra combinare la figura di Babbo Natale con Trappola di cristallo dove Babbo Natale (interpretato da un simpatico e convincente David Harbour) è il John McLane della situazione, disilluso per la perdita dello spirito natalizio in questi tempi moderni (ma ricorda anche altri). Fatica un po' a carburare ma quando ci riesce gore e splatter non mancano. La gente muore male, solo che il pippone moralista ci viene infilato quasi a forza, stonando e di parecchio con quanto visto. Se si vuole essere cattivi, bisogna esserlo fino in fondo. Tommy Wirkola ha fatto di meglio, ma tutto sommato non è disprezzabile e come intrattenimento (natalizio alternativo) può andare bene. Un film per certi versi assurdo ma che si guarda piacevolmente. Voto: 6+
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venerdì 22 dicembre 2023
lunedì 13 novembre 2023
Killer Klowns from Outer Space (1988)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/11/2023 Qui - B-Movie citazionista a metà strada fra horror e comico, con clown alieni che seminano il panico con i loro scherzi letali. Meno ingenuo di quanto possa sembrare, denota una certa inventiva mista a una buona dose di crudeltà: all'inizio i pagliacci paiono risibili nel loro modo d'agire, ma alle risate si intervallano presto sequenze inquietanti. Le trovate non mancano, anche se nella seconda parte il ritmo cala. Palloncini segugio, popcorn mutanti e ombre cinesi carnivore: i Fratelli Chiodo (in pratica al loro unico lungometraggio ed è un peccato...) portano la fantasia al potere e tra citazioni erudite e situazioni campy partoriscono un filmino di quelli traballanti ma ruspanti, zeppo di trovate bambinesche di sicura presa, con uno stuolo di attori qui meno espressivi dei killer klowns stessi (escludendo il fu grande John Vernon) e una canzoncina rock dei Dickies che frulla in testa per giorni. La fotografia ricca di colore esalta le ambientazioni fantascientifiche dell'astronave. Sarà anche una sciocchezza (trash è trash), ma mette un buonumore smisurato. Voto: 6+
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martedì 31 ottobre 2023
Wendell & Wild (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/10/2023 Qui - La tredicenne Kat si allea con due fratelli demoni per riportare in vita i genitori persi in un incidente d'auto. L'autore di Nightmare Before Christmas (un certo Henry Selick) torna con una pellicola animata in stop motion che riprende le atmosfere cupe e gotiche di quel film e del cinema di Tim Burton. Un film nello stesso tempo divertente ed inquietante in cui compaiono non tanto sotto traccia temi importanti come quello dell'infanzia emarginata e dei legami parentali. Tecnicamente pregevole, con animazione impeccabile e sfondi suggestivi e un buon doppiaggio, soffre tuttavia del confronto e di una incapacità insita di entusiasmare. E' la storia in sé che fatica a coinvolgere, risultando troppo prevedibile e con qualche momento di staticità di troppo. I personaggi non hanno una grande carica emozionale, e la storia non possiede grande dinamismo né grandi capacità a coinvolgere pienamente. Ma è a suo modo un film edificante e rigorosamente inclusivo, in cui la trasgressione si unisce all'umanità, e per quanto banale vale il "prezzo del biglietto". Voto: 6+
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lunedì 31 luglio 2023
The Voices (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2023 Qui - Il classico topos dell'horror psicologico che vede lo psycho killer di turno sulla via della redenzione grazie all'amore (ma di rado in questi casi omnia vincit amor) è trattato secondo i dettami della commedia brillante. Il risultato è più interessante sulla carta che di fatto, ma non disprezzabile. Ryan Reynolds e i suoi animali parlanti sono spassosi, qualche gag è indovinata, ma alla fine si ha l'impressione di non aver riso abbastanza. Manca un guizzo di audacia e genialità che avrebbe colmato diversi momenti sottotono, soprattutto visivamente. Il risultato finale è insomma, e tutto sommato, gradevole, ma l'amaro in bocca resta, in quanto è questa una mezza occasione sprecata. Peccato infatti che così tante idee alla fine risultino più confuse che ficcanti. Voto: 5,5
mercoledì 31 maggio 2023
Buttiamo giù l'uomo (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2023 Qui - Due sorelle si disfano di un cadavere, scoperchiando i segreti del villaggio marino. Delizioso thriller, garbato o graffiante alla bisogna, spiritoso ed implacabile, in cui il focus è nell'universo femminile che condiziona la vita sociale con intrighi che culminano nel bordello bed & breakfast. Il film (fratelli Coen docet) è condotto con gusto dalle registe esordienti (Bridget Savage Cole e Danielle Krudy), che si concedono sfizi estetici (soprattutto all'inizio) o narrativi (il coro dei pescatori che scandisce gli eventi come una ballata). Finale brusco ma perfetto nella sua sospensione tutt'altro che irrisolta. E pur con qualche forzatura, il film (sostenuto altresì da una buona prova corale del cast, quasi tutto al femminile) merita la visione. Voto: 6+
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Get Duked! (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2023 Qui - Dall'orienteering al survival: quattro ragazzi di città braccati o blanditi dal popolo selvaggio ed insidioso della campagna. Miscelando con stravaganza ed ironia vari linguaggi, dal teen movie all'horror, dal cartoon al videoclip (di cui il regista, alla sua opera prima, è maestro), il film azzarda una riflessione sul conflitto generazionale. Che ha pure spunti visionari interessanti (i cacciatori mascherati), ma che plana facilmente nella banalità concettuale e nella superficialità narrativa (le prede mostrano un alto grado di idiozia ma non meno demenziali risultano le indagini condotte dai poliziotti in campo). Comunque, moderatamente divertente, le buffe disavventure suscitano infatti più di un sorriso. Humor e ritmo con un pizzico di anarchia. Voto: 6
mercoledì 17 maggio 2023
Vampires vs. the Bronx (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2023 Qui - Nulla di memorabile (rimane sempre a metà tra horror e commedia, senza essere né perturbante né comico), un po' citazionista (nel film si cita Blade ma questo assomiglia più a un mix tra I Goonies e Buffy L'ammazzavampiri il film) e a tratti anche simpatico, peccato che nulla aggiunga al genere. La critica sociale è piuttosto blanda ed appena accennata, i vampiri (dopo un entrata in scena notevole) risultano piuttosto anonimi (make up non irresistibile), alcuni passaggi della storia risultano forzati o troppo improbabili e si sente la mancanza di quel minimo di sangue e tensione (il target non permetteva eccessi, però qualcosina si poteva di più). Avrei dato più spazio a Zoe Saldana dato che si è fatta tentare dalla produzione (Netflix), che invece "sceglie" Sarah Gadon che pare però poco azzeccata. Per passare un ora e mezzo si può anche vedere, qualche scena divertente o azzeccata c'è, però si dimentica molto in fretta (scontro finale abbastanza inverosimile contro vampiri centenari), lontano dagli esponenti più riusciti del suo genere. Voto: 5,5
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mercoledì 30 novembre 2022
Splatters - Gli schizzacervelli (1992)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2022 Qui - Un film totalmente folle! Difficile trovare una pellicola che abbia preso così di petto la definizione di splatter. E pensare che dopo i primi minuti vien voglia di spegnere, data la pochezza delle interpretazioni e della trama. Il bello viene dopo, quando fiumi di sangue affiorano in superficie sconquassando come l'onda d'urto di una bomba atomica esplosa nelle profondità dell'oceano. Le influenze di Sam Raimi e George A. Romero sono evidenti, ma nel complesso ben metabolizzate da Peter Jackson, che le restituisce all'ennesima potenza e con uno stile che vanta una sua personalità. Questo spassoso horror ad alto tasso di splatter e di demenzialità infatti, che intrattiene allegramente lo spettatore per tutta la sua durata, mostra come Jackson, pur essendo ad una delle sue prime prove, era un regista già pieno di idee e di un talento non comune (decisamente poliedrico come si vedrà dopo questo "pasticcio"). Naturalmente non è un capolavoro ma un buon prodotto per divertirsi, tuttavia va detto che non è per tutti i gusti ma adatto solo agli stomaci forti. Voto: 6
giovedì 27 ottobre 2022
Finale a sorpresa - Official Competition (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Dopo Il cittadino illustre, torna la coppia di registi argentini (Mariano Cohn/Gastón Duprat) con una satira meta-filmica posatamente graffiante. Il cinema stesso diventa qui bersaglio di un elegante sfottò che non lascia spazi vuoti, dall'industria (il produttore che neanche sa ciò che andrà a finanziare) agli artisti (i surreali esercizi imposti dalla Penelope Cruz, i fanciulleschi attriti fra il "prestigioso" snob Oscar Martínez e il "popolare" cafone Antonio Banderas), dal lancio del prodotto (la conferenza stampa) al film nella sua essenza (il finale, a sorpresa ma non tanto). La dinamicità non è di casa, ma il cast è sopraffino e l'umorismo trascinante (non mi è dispiaciuto ma non lo riguarderei mai più). Voto: 6
Halloween Killer (2004)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Piccolo gioiellino cult di cattiveria e cattivo gusto ambientato in un bizzarro microcosmo dove sembra che tutti siano stupidi o quasi (bisogna chiudere un occhio su diverse incongruenze e inverosimiglianze, ma se si sta al gioco dello script il divertimento non manca). C'è un po' di tutto: gattini morti ammazzati, donne incinte e ciechi malmenati, un padre sbudellato davanti alla sua intera famiglia, senza contare piccole blasfemie (il killer mascherato da Gesù) e un finale beffardo che non poteva essere migliore. Sciocco ma decisamente godibile. Pochi soldi, ma tante buone idee. Non serve altro per fare un buon horror e questo film ne è la prova. Jeff Lieberman mischia horror e comedy trovando un giusto equilibrio (una commedia nera travestita da slasher movie). Una pellicola tutt'altro che politicamente corretta (citazionista non per caso), che vuole essere irriverente e ci riesce. Certo, il doppiaggio è abbastanza mediocre, gli attori un po' così, e tra questi c'è la Katheryn Winnick futura Lagertha (il bambino invece totalmente odioso), ma Satan's Little Helpers, che si avvale di una "maschera" alquanto efficace e di gran resa scenica, un piccolo spazio merita, almeno tra gli amanti dello slasher. Voto: 6+
sabato 20 agosto 2022
Rubber (2010)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/08/2022 Qui - Incipit notevole per un film folle e genialoide, una pazzia alla Troma, nonché esordio cinefilo di quel terribile d'un Quentin (nome che cinematograficamente da tempo è garanzia di genialate) Dupieux che saprà sorprenderci un paio d'anni dopo con l'irresistibile nonsense e humor nero presente nel successivo Wrong, ed ultimamente con quella folle fantastica commedia Mandibules. A proposito di nonsense, il film si basa non per caso sul "no reason": una serie di situazioni che avvengono, appunto, senza ragione, a cominciare da un copertone killer che girovaga per il deserto americano in cerca di vittime. Strepitoso per il gusto artistico che dimostra Mr. Oizo (rendere interessante un pneumatico è difficile) e per le musiche fantastiche. Diverse scene strappano anche un sorriso, complice la trovata del pubblico e del direttore che gestisce il film/non film (bene il cast, decisamente ben in parte, tra questi l'attore feticcio Jack Plotnick). Purtroppo non sempre la sceneggiatura è brillante, rovinata dall'ansia di promuovere un nonsense ad ogni costo finisce per perdere il carisma del genio e sfociare in un sofismo di maniera. Cattiva impressione che colpisce soprattutto i dialoghi, laddove lo svolgimento "muto" è denso di grazia. Discontinuo ma riuscito è tuttavia in definitiva quest'omaggio meta-cinematografico a i B-movies fondato sul nonsense che raggiunge l'apice nell'epico finale. Per intenditori. Voto: 7
martedì 31 maggio 2022
La morte ti fa bella (1992)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2022 Qui - Black comedy a tinte macabre divertente e riuscita, un prodotto più che
discreto diretto da un mestierante abile come Robert Zemeckis, che è un
volpone e
sa il fatto suo. Egli dirige con
mestiere e intelligenza un film forte di un trio di attori davvero in
parte ed in gran forma: un Bruce Willis a dir poco atipico eppure
davvero convincente (come poche altre volte in carriera), la solita
mattatrice Meryl Streep e una bravissima (e nella parte finale anche
inquietante) Goldie Hawn, aggiungiamo in più un paio di apparizioni
indimenticabili di una grande caratterista come Isabella Rosselini
e il gioco è fatto. Con ironia e cinismo si gioca con la "maledizione"
della vita e della
bellezza eterna, trasformando una simpatica commedia in una favola nera
degna di un qualsiasi lavoro di Tim Burton (chissà come avrebbe
reso se a
girarlo fosse stato lui). Oggi gli effetti speciali colpiranno di meno,
ma all'epoca alcune scenette ormai famose di questo film lasciarono il
segno (vinse l'Oscar). Non
è tra i lavori migliori di Zemeckis, ma la prova attoriale dei tre
mattatori e l'originalità dell'opera mi hanno sempre lasciato un
magnifico e stravagante ricordo, anche perché attualmente risulta più
difficile imbattersi in fiabe nere studiate così bene (sceneggiatura e
ritmo non sono sempre straordinari ma nel complesso vanno bene per il
tipo di film). Non eccelso ma
davvero molto simpatico ed originale. Voto: 6,5
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giovedì 31 marzo 2022
La babysitter - Killer Queen (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2022 Qui - Dopo il divertente La babysitter, McG
richiama la quasi totalità del
cast e riprende le disavventure del povero Cole. Peccato che il plot sia
poco più che una rimasticatura del precedente capitolo, spostato dai
sobborghi all'aperta campagna. La svolta sovrannaturale (retta da una
CGI assai pacchiana) si affianca a un'apertura eccessiva alla comicità,
con sovrabbondanza di battute spesso gratuite e alla lunga sfiancanti.
Si segnala un piccolo colpo di scena nel finale, inatteso ma non per
questo riuscito. Discreta la fotografia (blu e rossi saturissimi) e
scene
splatterstick decenti. Rispetto al precedente, l'effetto sorpresa è
ormai svanito e quindi si degenera, tuttavia piacevole e divertente a
vedersi (per i pregi di cui sopra, per il buon ritmo e per
l'intraprendenza delle giovani donzelle protagoniste), anche se
decisamente meno riuscito del suo predecessore. Voto: 6
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domenica 31 ottobre 2021
Movies for Halloween: Hubie Halloween (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/10/2021 Qui - In tutta sincerità mi aspettavo un film diverso, un film che non prendesse il genere horror da un senso lato, ma direttamente, tuttavia non mi è dispiaciuta questa commedia, e non ne rimpiango la scelta (nonostante sperassi davvero in qualcosa di più). Una commedia grottesca con un po' di "umorismo nero" che rimane però sempre ben salda nel genere comedy, e in questo senso Hubie Halloween (diretto da Steven Brill) è un film decisamente più adatto alle famiglie, anche perché la comicità non tocca (quasi) mai lo scurrile, che ad altri, ma sicuramente è un prodotto da guardare senza troppe aspettative. E certamente è un film anch'esso perfetto (nonostante l'elemento primario mancante) per la notte delle streghe, in quanto della notte di Halloween il film ne sviscera le "componenti". Si tratta infatti, ed è soprattutto questa, una gustosa parodia della cinematografia di questo periodo. C'è difatti tutto il mondo Halloween all'interno del film. Di un film, un caleidoscopio di cult dell'orrore (si ricalcano classici, parecchi classici, c'è pure qualcosina proveniente direttamente dall'anno scorso, ovvero da Trick 'r Treat), che racchiude tutto l'immaginario della festività. A conti fatti un compendio della Storia di Halloween in quanto cita, e sovverte in chiave (appunto) parodistica, tantissimi elementi cardini della celebrazione. Tanto che, più che una commedia, Hubie Halloween, ennesima collaborazione tra il colosso Netflix e la casa di produzione di Adam Sandler qui protagonista (tuttavia questa la prima volta che mi ci imbatto, è il primo film che vedo), è una vera parodia citazionista delle più note situazioni di horror famosi, con uno stile spiazzante e volutamente da B movie. Rivedibile certo, sotto diversi punti di vista, ma nell'insieme godibile e leggero.
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martedì 5 ottobre 2021
La casa nera (1991)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/10/2021 Qui - Una sorta di riuscitissima fiaba nera diretta da Wes Craven nel 1991, un originale e inventivo horror tendente piuttosto decisamente al thriller più che al gore o allo splatter, capace di tener col fiato sospeso gli spettatori. Durante il prologo può apparire già visto e scontato, ma man mano che procede, La casa nera (ma il titolo originale significa La gente, le persone sotto le scale), mostra gradualmente una serie di qualità non trascurabili. Oltre alla recitazione (piuttosto bravi i ragazzi, "Matto" e Alice, e i due genitori pazzoidi, interpretati da Everett McGill e Wendy Robie, ovvero i coniugi Hurley di Twin Peaks, si fa notare anche un "giovane" Ving Rhames), al ritmo serrato e alla regia, la scenografia. Difatti, la grande trovata del film è senza dubbio la casa, un labirinto di cunicoli, intercapedini, canali di aerazione, scivoli, camini che la attraversano orizzontalmente e perpendicolarmente. La macchina da presa di Wes Craven insegue i ragazzi tra le insenature di quella che può tranquillamente annoverarsi tra le dimore più inquietanti mai comparse sul grande schermo, e costringe lo spettatore ad un tour de force spaventevole che difficilmente avrà modo di dimenticare. Un film pienamente riuscito, profondamente inquietante, che non manca anche di esibire un sotto-testo di critica sociale, e si conclude con un finale pirotecnico assolutamente inaspettato. Una pellicola cattiva ed esilarante, tra le più originali del buon Wes Craven (anche se il Top lo si trova in ben altro). Non perfetto, ma comunque notevole, e sicuramente da vedere. Voto: 7
venerdì 16 luglio 2021
La babysitter (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/07/2021 Qui - Lei è la miglior babysitter che si possa desiderare, che Cole alias Judah Lewis (I See You) può desiderare, o forse no? Assomiglia al superiore (anche se di poco) Better watch out, ma è ugualmente un divertente b-movie, ben edificato sugli stereotipi dello slasher e della black comedy anni '80, omaggio a "Mamma ho perso l'aereo" (che tra l'altro viene esplicitamente citato) versione horror/violenta ed in perfetto equilibrio tra momenti leggeri (con gag per lo più convincenti) e morti atroci ben studiate con relativa abbondanza emoglobinica (splatter dosato ed efficace). Film da non prendersi sul serio come richiesto tra le righe dal regista McG (vivace quanto la sua regia, lui che all'attivo ha già parecchi film), il quale si affida ad uno script in cui prendere la decisione idiota non è da addebitarsi alla sceneggiatura sconclusionata, bensì da leggersi come vero e proprio omaggio ad un filone che sui comportamenti imbarazzanti ha costruito le proprie fortune. A volte le assurdità diventano un attimo eccessive e di conseguenza non sempre si riesce a far buon viso a cattivo gioco, anche se ritmo indiavolato e comicità spesso al limite del demenziale rendono la visione sempre piacevole. Di sicuro non un lavoro da tramandare ai posteri, anche se il bacio saffico tra Samara Weaving (spettacolare come in Guns Akimbo) e Bella Thorne (gnocca sempre e comunque) non può (giustamente) passare inosservato. Voto: 6,5
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lunedì 3 maggio 2021
Eat Local - A cena coi vampiri (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/05/2021 Qui - B-movie a tema vampiresco che miscela, o tenta di farlo, il fattore horror (dettato dai vampiri) con lo humor di estrazione british, un po' grezzo e povero di vere grandi idee. Il risultato, nonostante tutto, appare abbastanza dignitoso e assicura una visione innocua, senza fesserie abnormi (a parte i visori termici che spariscono nel momento del bisogno) ma anche senza eccellere più di tanto. I dialoghi nonsense, volutamente demenziali, risultano abbastanza divertenti. Effetti e make up abbastanza riusciti (il resto del comparto tecnico idem). Cast niente male, Tony Curran riveste i panni del vampiro. Anche la regia è piuttosto buona e per questo non mi sento di stroncare questo esordio dell'attore Jason Flemyng (le basi sono discrete per un secondo film senza sbavature). Tra proiettili schivati a colpi di scenette comiche e la vecchietta che esce fuori sparando a colpi di mitraglia gridando "figli di buona donna", il film si rivela infatti un horror comedy dal gusto britannico tra freddure ed episodi divertenti, decisamente simpatico. Voto: 5,5
lunedì 4 gennaio 2021
Fatman (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/01/2021 Qui - Ricco bambino malvagio (stronzo) riceve carbone per Natale e assolda un killer (un Walton Goggins decisamente bastardo) per uccidere Babbo Natale. La premessa folle è seguita da un film che si muove sui binari del fantastico partendo dal presupposto che sia la realtà, di conseguenza anche il Santa di Mel Gibson (maledettamente in parte) è fuori dagli schemi e certamente spassoso nella rappresentazione, così come tutto il sistema legato al tema natalizio. Non mancano scene action e di violenza pulp per un lavoro curioso (che ha ben poco del cinema per famiglie), a tratti con intuizioni geniali ma anche con molti dettagli lasciati alla sospensione dell'incredulità. I fratelli in regia (Ian Nelms e Eshom Nelms) sanno però nel complesso ben sviluppare la storia e si arriva alla fine soddisfatti. Favola nera incompleta sì, ma con buone idee. Poteva essere parecchio migliore, ma si lascia vedere. Voto: 6
domenica 8 novembre 2020
Finché morte non ci separi (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/11/2020 Qui - Non c'è soltanto Parasite a raccontare la lotta di classe, seppur con un prodotto molto più di genere come un horror-comedy diviso fra il classico e il moderno, tra un'impostazione sanguinolenta e divertita e una graffiante satira sociale. Un prodotto che, senza pretese alcune (è intrattenimento e niente più, impensabile pensare di raggiungere il livello dell'ottimo film coreano), riesce, mantenendo costantemente la vena ironica e il black humor, alla grande a intrattenere e divertire (un'ora e mezza di giostra degli orrori con una gioiosa esplosione di sangue). I personaggi sono ben caratterizzati e ci si "affeziona" subito alla loro assurdità e stravaganza (Samara Weaving qui sposa sanguinaria alla Beatrix Kiddo è splendida). Buono il ritmo (buono anche l'uso piuttosto macabro di alcune canzoncine altrimenti innocue), notevole la scelta della location (la villa è infatti di per sé un'altra protagonista, con i suoi anfratti bui, i quadri inquietanti, i passavivande). Esempio di soggetto semplice, portato ad alti livelli grazie a un buon lavoro di fantasia registica, quella di Matt Bettinelli-Olpin (attore e regista in V/H/S) e Tyler Gillett (anch'esso in V/H/S ed insieme già alla regia de La stirpe del male). Forse il finale poteva essere migliore (inatteso, pure troppo, è coerente ma seppur gustoso, esagerato), però nel complesso film sufficiente e ben riuscito. Voto: 6+
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mercoledì 16 settembre 2020
L'albero del vicino (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/09/2020 Qui - Nel terzo film del regista islandese Hafsteinn Gunnar Sigurðsson, da titolo internazionale Under the Tree, è proprio un albero a costituire "il pomo della discordia" tra due famiglie vicine di casa nella storia qui raccontata. Una storia che quindi sonda in profondità i disagi di una convivenza forzata tra esseri civili che perdono il reale senso della convivenza secondo principi civici consolidati. Svariati dispetti e ripicche reciproche coinvolgeranno così entrambe le famiglie e soprattutto condurranno al peggio la situazione, per non dire addirittura alla tragedia. L'Albero del vicino è una sorta di commedia noir che attraverso l'ironia sottile ed alcune scene esilaranti presenta in realtà una situazione generale parecchio tragica. Intanto, ogni protagonista della storia, chi più, chi meno, si trova in una situazione personale già di per sé piuttosto problematica, ma quello che conduce il tutto a deflagrare in una ferocia e violenza inaudite, è proprio la caparbietà, l'orgoglio e la cattiveria insita umana che fanno sì che ogni esponente della vicenda incontrerà una fine cruenta ed irreversibile che gli cambierà per sempre in peggio l'esistenza. Il regista in non oltre 90 minuti riesce perfettamente a condensare la storia e la sua tematica attraverso una regia lucida, ben scandita ed all'insegna dell'essenzialità. Un'opera, dunque, riuscita, che induce lo spettatore, divertendolo anche in parte e sia pure amaramente, a riflettere sulla, a volte, stupidità umana e sulle conseguenze a cui essa può portarlo. Voto: 6+
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