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martedì 27 febbraio 2024

Mission: Impossible - Dead Reckoning - Parte uno (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2024 Qui - Probabilmente il migliore della saga dal punto di vista della spettacolarità delle azioni. Il buon Tom Cruise anche a 60 anni suonati riesce brillantemente nei panni dell'action man. Se parliamo invece di trama allora usciamo dai canoni della missione impossibile ordinaria per entrare nella fantascienza pura (stiamo parlando di qualcosa molto simile a Skynet di Terminator), e nel complesso delude, parte da premesse pretenziose e dà luogo a un gioco delle parti poco verosimile (candidature agli Oscar comprese). Storia che si può suddividere in tre tronconi: aeroporto, Italia (va detto che sulla parte di Roma ho avuto una sensazione di déjà-vu con l'ultimo Fast and Furious) e treno per quasi 3 ore, troppe per il soggetto schematico e risicato dello script. Non che sia un film noioso, tutt'altro, ma francamente tirato all'inverosimile. Discreti gli ingressi della Hayley Atwell e del cattivo Esai Morales, non male insomma, ma da vedere dopo aver assunto una robusta dose di sospensione dell'incredulità. Voto: 6 [Sky]

martedì 31 ottobre 2023

Wendell & Wild (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/10/2023 Qui - La tredicenne Kat si allea con due fratelli demoni per riportare in vita i genitori persi in un incidente d'auto. L'autore di Nightmare Before Christmas (un certo Henry Selick) torna con una pellicola animata in stop motion che riprende le atmosfere cupe e gotiche di quel film e del cinema di Tim Burton. Un film nello stesso tempo divertente ed inquietante in cui compaiono non tanto sotto traccia temi importanti come quello dell'infanzia emarginata e dei legami parentali. Tecnicamente pregevole, con animazione impeccabile e sfondi suggestivi e un buon doppiaggio, soffre tuttavia del confronto e di una incapacità insita di entusiasmare. E' la storia in sé che fatica a coinvolgere, risultando troppo prevedibile e con qualche momento di staticità di troppo. I personaggi non hanno una grande carica emozionale, e la storia non possiede grande dinamismo né grandi capacità a coinvolgere pienamente. Ma è a suo modo un film edificante e rigorosamente inclusivo, in cui la trasgressione si unisce all'umanità, e per quanto banale vale il "prezzo del biglietto". Voto: 6+

martedì 5 ottobre 2021

La casa nera (1991)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/10/2021 Qui - Una sorta di riuscitissima fiaba nera diretta da Wes Craven nel 1991, un originale e inventivo horror tendente piuttosto decisamente al thriller più che al gore o allo splatter, capace di tener col fiato sospeso gli spettatori. Durante il prologo può apparire già visto e scontato, ma man mano che procede, La casa nera (ma il titolo originale significa La gente, le persone sotto le scale), mostra gradualmente una serie di qualità non trascurabili. Oltre alla recitazione (piuttosto bravi i ragazzi, "Matto" e Alice, e i due genitori pazzoidi, interpretati da Everett McGill e Wendy Robie, ovvero i coniugi Hurley di Twin Peaks, si fa notare anche un "giovane" Ving Rhames), al ritmo serrato e alla regia, la scenografia. Difatti, la grande trovata del film è senza dubbio la casa, un labirinto di cunicoli, intercapedini, canali di aerazione, scivoli, camini che la attraversano orizzontalmente e perpendicolarmente. La macchina da presa di Wes Craven insegue i ragazzi tra le insenature di quella che può tranquillamente annoverarsi tra le dimore più inquietanti mai comparse sul grande schermo, e costringe lo spettatore ad un tour de force spaventevole che difficilmente avrà modo di dimenticare. Un film pienamente riuscito, profondamente inquietante, che non manca anche di esibire un sotto-testo di critica sociale, e si conclude con un finale pirotecnico assolutamente inaspettato. Una pellicola cattiva ed esilarante, tra le più originali del buon Wes Craven (anche se il Top lo si trova in ben altro). Non perfetto, ma comunque notevole, e sicuramente da vedere. Voto: 7

venerdì 29 maggio 2020

Pulp Fiction (1994)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/05/2020 Qui - Il lavoro totale di Tarantino, un'opera completa e quasi perfetta ormai entrata di diritto nell'immaginario collettivo mondiale. Malgrado non sia, a mio parere, il migliore del regista né il mio preferito fra i suoi film, mi rendo conto (adesso più che prima) di come Pulp Fiction sia un lavoro straordinario, realizzato da un giovane 30enne che all'attivo aveva un solo film. In questa epopea pulp tutto funziona, dalla commistione di svariati generi, al fortissimo black humour, dalle scene di violenza eccessiva ai brillantissimi dialoghi fra le varie star presenti (da Samuel L. Jackson a John Travolta, da Uma Thurman a Bruce Willis, da Tim Roth ad Harvey Keitel e da Christopher Walken a Ving Rhames) fino ad arrivare alle tante citazioni e curiosità che il cineasta americano ha infilato in questa sua scanzonata storia. Fra risate, nostalgia, frasi ormai storiche e tanto altro Tarantino nel 1994 ci regalò questa perla del cinema contemporaneo, un'opera imperdibile per gli appassionati della settima arte e non. Voto: 8

Mission: Impossible - Fallout (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/05/2020 Qui - Discreto sesto episodio della saga (un film ben realizzato, dunque la "promessa di qualità" del film è stata mantenuta ulteriormente) che si può considerare a tutti gli effetti il seguito del precedente (ma comunque meglio riuscito) Rogue Nation. Il cast infatti è lo stesso (villain incluso) con l'unico inserimento di un bravo Henry Cavill (al posto di Jeremy Renner) che in più di un'occasione finisce per rubare la scena allo stesso Tom Cruise. Certo, ormai gli inseguimenti cominciano a diventare ripetitivi (l'inseguimento a Parigi ed il finale in alta quota meritano comunque un plauso), come anche le acrobazie di Tom Cruise, a cui il tempo continua a non passare, ed anche i colpi di scena sono un po' telefonati, tuttavia il film scorre bene e riesce a non far pesare troppo le quasi due ore e mezza di durata. Se lo si vede col cervello rigorosamente spento ci si può anche divertire, altrimenti se cercate plausibilità e verosimiglianza lasciate perdere (il sesto episodio della serie Mission Impossible è infatti un concentrato di adrenalina ed effetti speciali lanciati alla massima velocità che non hanno nessuna pretesa di essere credibili). L'unico difetto che si può trovare è che, a differenza degli altri capitoli, di questo se non si è visto il film precedente si rischia di non capire a fondo la trama perché dà per scontato la conoscenza di alcuni personaggi. Per la saga e per il regista Christopher McQuarrie (lo è stato anche del precedente) direi un passo indietro quindi, però già raggiungere la sufficienza è un bel traguardo di questi tempi. Voto: 6

venerdì 22 febbraio 2019

Nicolas Cage Day: Con Air (1997)

Recensione e retrospettiva pubblicate su Pietro Saba World il 23/01/2017 Qui - E' probabilmente uno degli attori più amati e allo stesso odiati di sempre, perché Nicolas Cage, di cui oggi si celebrano le gesta qui nella blogosfera, non è mai stato e mai sarà un vero e proprio attore di primissimo livello, eppure ha recitato in più di 70 film e ha vinto perfino un Oscar (nel 1995). E nonostante quel che se ne dica di lui i suoi film sono vere e proprie perle cinematografiche, anche se non propriamente tutte. Infatti tanti sono i suoi film finiti nella spazzatura, tanti quanti però quelli indimenticabili (sorretti da una struttura e narrazione ottime, avvincenti e belle il giusto), poiché senza alcun dubbio io posso affermare che non c'è un attore come lui di cui io abbia visto così tante pellicole (una trentina sicuramente), e tutte moderatamente apprezzate. Anche se strano da dirsi ma alcuni di essi hanno funzionato, anche adesso essi funzionano ancora, perché la sua recitazione seppur al limite della decenza è sempre stata al servizio della pellicola, e quasi mai il contrario, a parte ovviamente rare eccezioni in cui il suo talento è venuto stranamente fuori (da Via da Las Vegas a Face/off, da Aldilà della vita a Lord of War, da Il cattivo tenente a Joe fino a The Runner, ultimo suo visto che mi ha davvero sorpreso in positivo). Comunque mi spiego meglio, prendendo ad esempio Ghost Rider (ma ne potrei prenderne tanti altri come esempio), a me è sempre piaciuto tanto non perché c'era lui ma perché il personaggio (o il racconto come in Segnali dal futuro) risultava ed era, ancora è, fantastico, tanto che anche togliendolo il risultato non cambierebbe, anche se davvero vorrei vedere un altro al suo posto? forse no perché la sua faccia è imbattibile e imprescindibile per certi film. Come questo che sto per presentare e che sicuramente tutti almeno una volta avranno visto, ovvero Con Air (1997), uno dei suoi migliori film dal punto di vista cinematografico e uno dei primissimi visti e amati, tanto che, no ragazzi, non sono impazzito, ma quando ho rivisto scorrere i titoli di coda del film sulle fantastiche, meravigliose note di Sweet Home Alabama degli Lynyrd Skynyrd, ho avuto la precisa sensazione che quello che avevo appena finito di rivedere (per la quarta-quinta volta) fosse, ed era anche prima, nonostante non me ne ero mai accorto (anche se divenuto personalmente un cult), un capolavoro.

martedì 15 gennaio 2019

Piranha 3DD (2012)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/08/2016 Qui - Un film e soprattutto un horror di primo livello, con una trama, un cast, dialoghi, effetti di medio-alto livello. Il film in questione è Piranha 3DD, che avevo già visto tempo fa, ma che grazie a Rai4 e il ciclo Midnight Factory ho potuto rivedere, perché mi era piaciuto davvero tanto, come il primo sanguinario ed eccitante capitolo (comunque decisamente migliore di questo). Un film (del 2012) che pare un horror, che pare una commedia, che pare addirittura un porno, si perché come in parte il primo la pellicola oltre agli effetti ottimi, all'humour e comicità divertente, non ha assolutamente il senso del pudore, cosa che intriga ma che guasta un po' il senso della pellicola incentrata sui dei famelici mostri marini. Un film che continua lo sviluppo del primo diretto da Alexandre Aja, che si distaccò del tutto dal plot dell'originale Dantiano (Piranha 1978, Joe Dante) in quanto i voracissimi pesciolini non erano più quelli del papà dei Gremlins, mutati geneticamente dall'esercito per scopi bellici, ma divennero grossi e preistorici, perché liberatisi dai fondali di Lake Victoria a causa di una scossa tellurica. Quindi, ricorrendo a un pretesto naturalista al posto della metafora anti-militare, una tanto sanguinolenta quanto divertente operazione tridimensionale di pura exploitation che, con Christopher Lloyd nei panni di una sorta di scienziato pazzo in evidente aria di omaggio al suo Doc della trilogia Ritorno al futuro, sfruttava le falliche bestie per scagliarle contro i bagnanti impegnati a godersi la settimana di sole delle "vacanze di primavera" lasciando intravedere, in mezzo ad abbondanza di tette al vento e un pene mozzato galleggiante, la tipica morale proto-slasher che vuole ucciso chiunque non riesca a tenersi lontano da vizi e peccati. Tanto sanguinolenta quanto divertente operazione tridimensionale che non poteva fare a meno di generare questo secondo episodio, non più diretto da Aja, ma dal John Gulager 'responsabile' dei tre Feast.

giovedì 6 dicembre 2018

Un respiro di sollievo (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2016 Qui - Un respiro di sollievo (A Day Late and a Dollar Short) è un inedito e drammatico film americano per la televisione del 2014 col premio Oscar Whoopi Goldberg (grande interpretazione la sua), al fianco di Ving Rhames. Un cast di colore in una storia grigia, una struggente vicenda familiare. Quando apprende che un nuovo attacco di asma potrebbe esserle fatale, l'irascibile matriarca Viola Price, è convinta di essere ormai vicina alla morte, ma prima di lasciare questo mondo, prima di finire eventualmente sottoterra, ha ancora un'ultima cosa da fare, un ultimo desiderio da realizzare, riunire di nuovo la propria famiglia, da tempo a pezzi, il marito da cui è separata e i loro quattro figli. Il tempo non è molto, e per portare a termine il suo desiderio e riunire i quattro figli, dovrà però fare i conti con antiche rivalità e problemi di ogni di tipo, rivalità tra fratelli, gravidanze adolescenziali, tossicodipendenze e svariati altri guai. Quella di Viola, che ha di fronte a sé un compito non facile, sarà un'ingerenza che la famiglia non ricordava da decenni, ma Viola è decisa ad andare fino in fondo. La storia è interessante ma pecca un po' nell'originalità e nel troppo perbenismo. A parte il finale, emozionante e dai buoni sentimenti, le storie sembrano e sono fin troppo vere purtroppo (abusi, tradimenti, droga, carcere) ma messe quasi, solo per fare 'numero' e movimentare il film. Che sì è vivace, intrattiene, ci si diverte, in qualche frangente, fa riflettere ma che rimane forse inconcludente. Da vedere almeno una volta, anche solo per vedere la grandissima Whoopi Goldberg all'opera. S.V.

sabato 27 ottobre 2018

Mission Impossible: Rogue Nation (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/12/2015 Qui - Mission: Impossible: Rogue Nation è un film del 2015, uscito nelle sale cinematografiche italiane dal 19 agosto. È il quinto film della serie Mission: Impossible con protagonista Tom Cruise nei panni dell'agente della IMF Ethan Hunt. Lo stesso Tom Cruise dopo l'uscita del film, ha già annunciato che il sesto capitolo è in pre-produzione, con le riprese fissate per il giugno 2016. Il regista Christopher McQuarrie (lo stesso di questo quinto capitolo) ha annunciato di aver accettato il ruolo di regista e sceneggiatore del sesto capitolo della saga di Mission: Impossible, la cui data di uscita è stata fissata per il 2018. E' il terzo dei quattro film di Sky Primafila che ho scelto di vedere. In questo quinto capitolo della serie, la IMF viene sciolta, dopo che la CIA (tramite il suo direttore, che non ha mai avuto l'IMF in simpatia) ha deciso di chiudere la divisione di Ethan e compagni, giudicandone i metodi troppo caotici e i risultati dettati più dalla fortuna che della professionalità (basta vedere il casino che hanno fatto al Cremlino, nel quarto episodio). Ethan Hunt però non ci sta e si condanna a ricercato pur di continuare le indagini sul cosiddetto "Sindacato", un gruppo di agenti addestrati e pericolosi, per lo più dichiarati morti, e invece attivissimi in ogni settore del terrorismo contemporaneo. Insieme al suo team deve affrontare una nuova missione impossibile, eliminare questo Sindacato, che vuole distruggere la IMF e creare un nuovo ordine mondiale, attraverso una serie crescente di attacchi terroristici. Ethan riunisce la sua squadra e si allea all'ex agente britannico Ilsa Faust, ma potrà davvero fidarsi di lei?

martedì 16 ottobre 2018

Death race 3: Inferno (2012)

Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/11/2015 Qui - Death race 3: Inferno, Luke Goss torna a vestire i panni di Frankenstein nel terzo (ed ultimo?) capitolo (datato anno 2012), un autista superstar nel brutale derby da demolizione nel cortile della prigione. Gli manca solo una vittoria per conquistare la libertà per sé e per i suoi uomini, quando viene trascinato in una nuova competizione, più feroce di tutte quelle che ha sperimentato fino ad ora. Messo contro i suoi avversari più spietati, Lucas combatte per mantenere se stesso e la sua squadra viva in una gara nell'infernale deserto del Kalahari in Sud Africa. Un potente magnate cercherà in tutti i modi di boicottarlo ma grazie ad un'astuto quanto imprevedibile piano riuscirà a lasciare quel mondo così brutale. Adrenalinico. Voto: 6-