Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - La seconda parte di "Dune" conserva sia i meriti sia i difetti del primo capitolo. La narrazione, che ruota attorno al personaggio di Paul Atreides, adotta toni messianici e veicola un messaggio anticolonialista attraverso un esoterismo palese. Denis Villeneuve stupisce con una perizia tecnica poco comune a Hollywood, ma alcune carenze nella sceneggiatura evidenziano la difficoltà e l'inefficacia nel trasporre la complessità dell'opera originale. Rimangono notevoli la fotografia camaleontica e la colonna sonora di Hans Zimmer. Un film non rivoluzionario, ma con elementi di spicco e grande impatto. Voto: 7 [Infinity Plus]
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Rebecca Ferguson. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rebecca Ferguson. Mostra tutti i post
mercoledì 31 luglio 2024
Dune - Parte due (2024)
Labels:
Austin Butler,
Avventura epica,
Charlotte Rampling,
Dave Bautista,
Denis Villeneuve,
Florence Pugh,
Javier Bardem,
Josh Brolin,
Rebecca Ferguson,
Sci-fi,
Stellan Skarsgård,
Timothée Chalamet,
Zendaya
martedì 27 febbraio 2024
Mission: Impossible - Dead Reckoning - Parte uno (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2024 Qui - Probabilmente il migliore della saga dal punto di vista della spettacolarità delle azioni. Il buon Tom Cruise anche a 60 anni suonati riesce brillantemente nei panni dell'action man. Se parliamo invece di trama allora usciamo dai canoni della missione impossibile ordinaria per entrare nella fantascienza pura (stiamo parlando di qualcosa molto simile a Skynet di Terminator), e nel complesso delude, parte da premesse pretenziose e dà luogo a un gioco delle parti poco verosimile (candidature agli Oscar comprese). Storia che si può suddividere in tre tronconi: aeroporto, Italia (va detto che sulla parte di Roma ho avuto una sensazione di déjà-vu con l'ultimo Fast and Furious) e treno per quasi 3 ore, troppe per il soggetto schematico e risicato dello script. Non che sia un film noioso, tutt'altro, ma francamente tirato all'inverosimile. Discreti gli ingressi della Hayley Atwell e del cattivo Esai Morales, non male insomma, ma da vedere dopo aver assunto una robusta dose di sospensione dell'incredulità. Voto: 6 [Sky]
Labels:
Cary Elwes,
Christopher McQuarrie,
Film di spionaggio,
Hayley Atwell,
Henry Czerny,
Pom Klementieff,
Rebecca Ferguson,
Shea Whigham:,
Simon Pegg,
Thriller action,
Tom Cruise,
Vanessa Kirby,
Ving Rhames
giovedì 27 ottobre 2022
Frammenti dal passato - Reminiscence (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - In un futuro distopico ma plausibile in cui le zone costiere sono semi sommerse a causa dell'innalzamento delle acque, un investigatore privato impiega un macchinario in grado di visualizzare i ricordi dei suoi clienti. Ambientazione resa con una certa efficacia e spunto intrigante per questo noir vintage che avrebbe avuto però bisogno di una sceneggiatura più coesa e grintosa invece di concentrarsi sull'ossessione sentimentale del protagonista interpretato da un Hugh Jackman sottotono in cerca della seducente ma statica Rebecca Ferguson. Non privo di fascino ma nel complesso deludente. L'esordio alla regia della produttrice Lisa Joy (co-creatrice di Westworld per HBO) non convince, almeno non fino in fondo. Voto: 5,5
Labels:
Angela Sarafyan,
Brett Cullen,
Cliff Curtis,
Daniel Wu,
Dramma romantico,
Hugh Jackman,
Lisa Joy,
Marina de Tavira,
Natalie Martinez,
Rebecca Ferguson,
Thandie Newton,
Thriller fantascientifico
lunedì 31 gennaio 2022
Dune (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2022 Qui - Avevo aspettative alte viste le recensioni, l'hype generali e il resto
(avendo io visto il deludente Dune di David Lynch e confidando nel
bravissimo Denis Villeneuve una migliore resa), sono rimasto non deluso
ma un po' perplesso. Il regista dell'ottimo Blade Runner 2049 riesce in
questo: una grande resa estetica (contemplativa e avvolgente)
irrobustita da una gestione del sonoro che lascia attoniti (lo score di
Hans Zimmer, in tal senso, è davvero evocativo). Quello che mi ha
convinto meno sono la messa in scena, un po' troppo cupa, certe scene
d'azione un po' strane girate con approssimazione, non è facile entrare
in quel mondo, talvolta la pellicola manca di profondità, ho avuto
l'impressione che il tutto (attori compresi) fosse a servizio dello
spettacolo, dello sfarzo, del fare colpo a tutti i costi. Stessa fedeltà
al romanzo (di Frank Herbert) ma film di opposta natura: debordante ed
eccessivo quello di Lynch, essenziale e quasi ascetico questo, il cui
rigore si riflette nelle forme degli edifici e delle macchine, nei
costumi e soprattutto nella palette quasi monocromatica della
fotografia. Il risultato è visivamente appagante ma il racconto stenta
ad appassionare. Rimane comunque un buon prodotto, maestoso ed epico a
suo modo, anche se alla fine mi ha lasciato un senso di vago ed
incompiuto, dopotutto s'interrompe proprio sul più bello, il che è
giustificato dal fatto che questa è la prima parte (e per fortuna la
seconda parte verrà prodotta), ma ne ho ugualmente risentito. Nel
confronto col Dune degli anni '80 (invecchiato male), questo è
sicuramente una spanna sopra, con la prima trasposizione che
paradossalmente aveva il pregio di finire già, completando tutto il
percorso. Bello ma non bellissimo, mi aspettavo di più. Voto: 7
Labels:
Avventura,
Dave Bautista,
Denis Villeneuve,
Fantascienza,
Jason Momoa,
Javier Bardem,
Josh Brolin,
Oscar Isaac,
Rebecca Ferguson,
Romanzo,
Stellan Skarsgård,
Thriller drammatico,
Timothée Chalamet,
Zendaya
lunedì 25 gennaio 2021
Doctor Sleep (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/01/2021 Qui - Dopo l'adattamento de Il gioco di Gerald per Mike Flanagan tocca confrontarsi con il seguito più atteso di sempre per gli amanti di Stephen King e dell'horror in generale. Se inizialmente restano le atmosfere e qualche bel richiamo al primo film successivamente si avverte un po' di fastidio e viene spontaneo chiedersi il significato di questo seguito. Anche perché più che di horror trattasi di un (buon) dark fantasy. Da Shining poi si prende solamente spunto, per raccontare una storia che si discosta quasi del tutto dal capolavoro di Stanley Kubrick, i cui elementi danno l'avvio e la conclusione alla pellicola. Questo determina una certa autonomia della trama rispetto all'ingombrante originale, mossa alquanto furba per evitare paragoni rovinosi, ma che comunque non dissipa lo scetticismo. Una bambina prodigio ed un ex bimbo prodigio (il nostro Danny, un Ewan McGregor alquanto in parte), ora adulto, combattono fianco a fianco una lotta magica contro un gruppo di malvagi cannibali spirituali, guidati da una fascinosa e bellissima Rebecca Ferguson. Per niente noioso, anzi particolarmente stimolante, le vicende sono narrate con buon ritmo, alternando momenti action ad altri di riflessione (le scene migliori sono quelle girate nell'hotel maledetto). Il risultato è un film che intrattiene, ma che sembra poter dare molto più di quello che effettivamente dà (il regista, che dal precedente pesca pure qualche nome, se la cava). Doctor Sleep lascia un ricordo piacevole eppure vago. Voto: 6
Labels:
Bruce Greenwood,
Carel Struycken,
Cliff Curtis,
Emily Alyn Lind,
Ewan McGregor,
Henry Thomas,
Horror,
Jacob Tremblay,
Mike Flanagan,
Rebecca Ferguson,
Romanzo,
Stephen King,
Thriller
venerdì 29 maggio 2020
Mission: Impossible - Fallout (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/05/2020 Qui - Discreto sesto episodio della saga (un film ben realizzato, dunque la "promessa di qualità" del film è stata mantenuta ulteriormente) che si può considerare a tutti gli effetti il seguito del precedente (ma comunque meglio riuscito) Rogue Nation. Il cast infatti è lo stesso (villain incluso) con l'unico inserimento di un bravo Henry Cavill (al posto di Jeremy Renner) che in più di un'occasione finisce per rubare la scena allo stesso Tom Cruise. Certo, ormai gli inseguimenti cominciano a diventare ripetitivi (l'inseguimento a Parigi ed il finale in alta quota meritano comunque un plauso), come anche le acrobazie di Tom Cruise, a cui il tempo continua a non passare, ed anche i colpi di scena sono un po' telefonati, tuttavia il film scorre bene e riesce a non far pesare troppo le quasi due ore e mezza di durata. Se lo si vede col cervello rigorosamente spento ci si può anche divertire, altrimenti se cercate plausibilità e verosimiglianza lasciate perdere (il sesto episodio della serie Mission Impossible è infatti un concentrato di adrenalina ed effetti speciali lanciati alla massima velocità che non hanno nessuna pretesa di essere credibili). L'unico difetto che si può trovare è che, a differenza degli altri capitoli, di questo se non si è visto il film precedente si rischia di non capire a fondo la trama perché dà per scontato la conoscenza di alcuni personaggi. Per la saga e per il regista Christopher McQuarrie (lo è stato anche del precedente) direi un passo indietro quindi, però già raggiungere la sufficienza è un bel traguardo di questi tempi. Voto: 6
Labels:
Alec Baldwin,
Angela Bassett,
Christopher McQuarrie,
Film di spionaggio,
Henry Cavill,
Michelle Monaghan,
Rebecca Ferguson,
Sean Harris,
Simon Pegg,
Thriller action,
Tom Cruise,
Vanessa Kirby,
Ving Rhames
martedì 5 maggio 2020
Men in Black: International (2019)
Titolo Originale: Men in Black: International
Anno e Nazione: USA 2019
Genere: Azione, Fantascienza, Commedia, Avventura
Produttore: Laurie McDonald, Walter F. Parkes
Regia: F. Gary Gray
Sceneggiatura: Art Marcum, Matt Holloway
Cast: Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Liam Neeson
Emma Thompson, Rebecca Ferguson, Les Twins
Spencer Wilding, Ariana Grande, Rafe Spall
Emma Thompson, Rebecca Ferguson, Les Twins
Spencer Wilding, Ariana Grande, Rafe Spall
Durata: 105 minuti
Chris Hemsworth e Tessa Thompson nel quarto capitolo della saga.
Molly
corona il sogno di entrare nell'agenzia segreta. Al fianco di un collega
deve smascherare una spia nella filiale di Londra.
sabato 13 luglio 2019
The Greatest Showman (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/05/2019 Qui - Sapete bene della mia non predilezione per i film musical, eppure dopo il successo di La La Land (film che ho apprezzato tanto), successo che sembra aver giustamente avviato, dato che di questi tempi il pubblico forse ha di nuovo voglia di leggerezza e di perdersi in un mondo più o meno lontano dalla realtà di tutti i giorni, un nuovo interesse a Hollywood verso un genere che un tempo aveva innegabilmente reso gloriosa la mecca del cinema, sono piacevolmente e nuovamente rimasto sorpreso da un film musical, un film musical del 2017 davvero "energizzante". E questo film è The Greatest Showman, uno di quei musical che fanno venire voglia di alzarsi ed applaudire: performance straordinarie e una colonna sonora magnetica. The Greatest Showman infatti, che ci porta via dai giorni nostri con una narrazione a metà strada tra favola e romanzo dickensiano, dove protagonisti sono il rutilante mondo del circo, i freaks, i fenomeni da baraccone, ma soprattutto la voglia di riscatto e le sfide che valgono il sogno di una vita, anche se perfetto non è certamente, anzi, è un film davvero bello che attira lo spettatore e lo coinvolge specie grazie alla musica. Le musiche in un musical sono spesso punto di forza del film, qui, sorprendentemente, pur essendo apprezzabili e di buona fattura (anche di più), vengono superate per coinvolgimento dal contesto in cui la storia si svolge. E questo è il vero punto di forza di quest'opera, eccessiva e vorticosa che ti fa superare le due ore di spettacolo in un lampo. Siamo nell'America nell'Ottocento e il giovane Phineas Taylor Barnum, figlio di un umile sarto, stringe una forte amicizia con Charity, appartenente alla ricca famiglia per cui il padre lavora. Tuttavia il loro legame viene ostacolato per ragioni di carattere sociale e le cose non si mettono meglio per il ragazzo quando rimane orfano di padre. Senza perdersi di coraggio, convinto che la fortuna risieda tutta nella buona volontà e intraprendenza dell'uomo, dopo vari espedienti per tirare avanti, l'ormai adulto Phineas (Hugh Jackman) fugge a New York con Charity (Michelle Williams), si sposa e trova un lavoro. Le cose non vanno sempre bene e infatti, perso il lavoro per la solita imprevedibilità della sorte, Phineas deve fronteggiare ancora una volta le avversità, senza darsi per vinto e con un'incrollabile fiducia nelle possibilità dell'uomo.
Labels:
Bill Condon,
Dramma romantico,
Film biografico,
Film musicale,
Hugh Jackman,
Michelle Williams,
Rebecca Ferguson,
Will Swenson,
Yahya Abdul-Mateen II,
Zac Efron,
Zendaya
mercoledì 19 giugno 2019
L'uomo di neve (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/11/2018 Qui - L'uomo di neve (Giallo, Gran Bretagna, 2017): The Snowman si presenta come il più classico dei gialli, dove una vecchia gloria della polizia ormai in declino ed incapace di intrattenere relazioni umane stabili si metterà all'aiuto della nuova e carina stella emergente della polizia locale per risolvere una serie di efferati delitti a cui nessuno sembra venirne a capo. Sinceramente prima di approcciarmi all'opera il sapere che dietro alla macchina da presa ci sarebbe stato quel Tomas Alfredson che tanto bene aveva fatto con lavori come La Talpa o Lasciami Entrare aveva fatto accrescere in me un certo tipo di aspettative (anche il trailer in verità). Aspettative che non sono stato affatto ripagate, sotto nessun punto di vista. La storia scivola via in modo quasi impercettibile riempita di cliché e personaggi già visti e ritriti in questo genere di film. La sceneggiatura purtroppo non la sorregge, balbettante sin dalle prime battute fatica e seguire un certo filo logico senza mai regalare un po' di imprevedibilità alla vicenda, non riuscendo nemmeno ad imprimere quell'atmosfera tipica e caratteristica dei lavori del regista svedese. Purtroppo anche dal punto di vista cinematografico il lavoro non lo si può considerare soddisfacente, il montaggio è privo di ritmo ed alcune scene sono girate in modo molto approssimativo. L'impressione è che il film abbia tutte le potenzialità per dare qualcosa ma che la non giusta gestione di tutte le risorse abbia alla fine creato un'opera confusa, poco avvincente e di cui si poteva fare tranquillamente a meno. Perché tratto dall'omonimo romanzo di Jo Nesbo, L' uomo di neve soffre parecchia confusione narrativa oltre una fastidiosa lentezza di fondo.
Labels:
Charlotte Gainsbourg,
Chloe Sevigny,
David Dencik,
Giallo poliziesco,
J. K. Simmons,
James D'Arcy,
Michael Fassbender,
Rebecca Ferguson,
Romanzo,
Thriller drammatico,
Toby Jones,
Val Kilmer
martedì 14 maggio 2019
Florence (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/03/2018 Qui - Una storia ironica e molto divertente che ci restituisce un personaggio (poco conosciuto) che ha vissuto per il teatro e la musica e che sognava di potersi esibire sul palcoscenico nonostante l'evidente carenza di intonazione, questo è Florence (Florence Foster Jenkins), film del 2016 diretto da Stephen Frears. Il film infatti, tratto da una storia vera, come fu per il controverso ma discreto The Program e come spesso è insito nella filmografia del regista britannico, che non stupisce di certo per l'interpretazione di Meryl Streep, che già aveva dato mostra delle sue doti nell'interpretare la vecchiaia e la malattia, racconta la storia del soprano statunitense priva di doti canore, che aveva ispirato anche Marguerite di Xavier Giannoli (uscito l'anno prima e che ultimamente ho scartato), che riuscì ad esaudire il sogno di esibirsi in pubblico, nientemeno che al Carnegie Hall. La storia difatti e il film stesso (che nell'eleganza e nella struttura scenica e interpretativa è assolutamente riuscito), che sebbene sembri surreale nella sua trama nonostante riporti una storia vera, ci restituisce l'incredibile e grottesca biografia di una donna dal cuore d'oro, che cantava col cuore. Ottimista, malgrado la sventura di un primo matrimonio fallimentare, che le aveva lasciato come "regalo" solo la "sifilide" causa di danni articolari gravi, che le impedirono di coltivare la sua prima passione per il piano (e di avere figli), si dedicò quindi, alla morte del padre, che le aveva lasciato un ingente eredità, al canto lirico. E nonostante Florence sia completamente stonata e inadeguata, riesce a conquistare tutti con la sua passione che rende l'impossibile possibile. Lei infatti, nonostante i piccoli inganni del marito che a sua insaputa "compra" il pubblico e grazie all'approdo fortunoso del suo disco alla radio, allietando i militari che cercano distrazione in teatro durante le loro "pause" dalla guerra e dalla tragedia, conquisterà tutti, critici compresi, con un memorabile ultimo concerto.
martedì 7 maggio 2019
Life: Non oltrepassare il limite (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/02/2018 Qui - Non strabilierà per originalità, ma Life: Non oltrepassare il limite (Life), che tenta di assolvere al suo compito di mero prodotto ludico, fornendo basi classiche di fanta-thriller già rodate e che fanno una certa presa sul pubblico, si segnala sicuramente come un signor sci-fi horror. Girato con eleganza dallo svedese d'origine cilena Daniel Espinosa, pur essendo l'ennesimo clone di "Alien", questo film del 2017, risulta infatti costruito con invidiabile cura sfociante in un'escalation tensiva a dir poco ottima, concretizzata grazie ad una sceneggiatura che una volta lanciata non ammette attimi di respiro. Giacché questo agghiacciante thriller, ambientato nello spazio e che affronta l'annoso tema della possibilità di trovare altre forme di vita al di fuori della Terra, anche grazie ad un comparto tecnico eccellente (scenografia e ambientazione sono ben curati ed assolutamente realistici), raggiunge, nonostante una trama non solidissima e oltretutto semplice nei contenuti e nello svolgimento (anche se del tutto funzionale), l'obiettivo di diffondere tensione e ritmo fino alla fine. Anche perché la pellicola ci parla di un team di scienziati, guidato dal capitano Kat (Olga Dihovichaya), che a bordo di una stazione spaziale, dopo aver trovato una traccia dell'esistenza della vita su un pianeta ritenuto sino ad allora inospitale, si ritrovano tutti, i dottori Miranda (Rebecca Ferguson) e David (Jake Gyllenhaal), i tecnici Roy (Ryan Reynolds) e Sho (Hiroyuki Sanada), e lo scienziato Hugh (Ariyon Bakare), in una situazione di grande pericolo. La creatura aliena infatti, alla quale viene dato il nome di Calvin, nata da una cellula biologica fossilizzata, fortemente capace di adattarsi all'ambiente circostante (che comincia via via a crescere e a svilupparsi), dopo essersi liberata non darà tregua all'equipaggio, facendo così iniziare un'incubo senza ritorno.
lunedì 8 aprile 2019
La ragazza del treno (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/11/2017 Qui - Dopo il personalmente deludente adattamento cinematografico di American Pastoral, un altro best-seller (che ovviamente non ho letto) subisce lo stesso tipico trattamento di chi vorrebbe emulare il risultato straordinario di un libro ed adattarlo per il cinema, ma con risultati alquanto fallimentari. Spesso infatti le trasposizioni cinematografiche di best seller che hanno emozionato milioni di lettori non rendono come dovrebbero, ma anzi perdono di qualità. Questo, spiace dirlo (soprattutto a chi ha letto il libro e probabilmente apprezzato), vale anche per La ragazza del treno (The Girl on the Train), film del 2016 diretto da Tate Taylor che, nonostante l'idea originale di fondo (e la storia potenzialmente interessante), si può definire una accozzaglia di idee mal gestite, o banalmente un polpettone (giacché essa viene raccontata con eccessive ambizioni registiche, fallendo quasi su tutta la linea). Questa classica romanzo/pellicola infatti, che ha voluto forse sfruttare il successo del buonissimo thriller L'amore bugiardo: Gone girl, dato che questo film negli Stati Uniti è uscito lo stesso periodo, ottobre 2016 contro ottobre 2014 del film di David Fincher (ed è anche abbastanza simile nei contenuti, no nel risultato), risulta essere alquanto confusionaria, sia nel passaggio dal presente al passato, sia in quello da una scena all'altra. Difatti, il continuo alternarsi tra passato e presente francamente disorienta più che intrigare, ed anche lo scorrere del tempo non viene rappresentato con chiarezza. D'altronde il pubblico predilige i film che mantengono un ordine cronologico. Per evitare questo problema, sarebbe bastato utilizzare flashback volti a mostrare quanto accaduto in passato. Sicuramente la pellicola ne avrebbe giovato e non poco.
Labels:
Allison Janney,
Edgar Ramirez,
Emily Blunt,
Giallo poliziesco,
Haley Bennett,
Justin Theroux,
Lisa Kudrow,
Luke Evans,
Rebecca Ferguson,
Romanzo,
Tate Taylor,
Thriller drammatico
sabato 27 ottobre 2018
Mission Impossible: Rogue Nation (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/12/2015 Qui - Mission: Impossible: Rogue Nation è un film del 2015, uscito nelle sale cinematografiche italiane dal 19 agosto. È il quinto film della serie Mission: Impossible con protagonista Tom Cruise nei panni dell'agente della IMF Ethan Hunt. Lo stesso Tom Cruise dopo l'uscita del film, ha già annunciato che il sesto capitolo è in pre-produzione, con le riprese fissate per il giugno 2016. Il regista Christopher McQuarrie (lo stesso di questo quinto capitolo) ha annunciato di aver accettato il ruolo di regista e sceneggiatore del sesto capitolo della saga di Mission: Impossible, la cui data di uscita è stata fissata per il 2018. E' il terzo dei quattro film di Sky Primafila che ho scelto di vedere. In questo quinto capitolo della serie, la IMF viene sciolta, dopo che la CIA (tramite il suo direttore, che non ha mai avuto l'IMF in simpatia) ha deciso di chiudere la divisione di Ethan e compagni,
giudicandone i metodi troppo caotici e i risultati dettati più dalla
fortuna che della professionalità (basta vedere il casino che hanno fatto al Cremlino, nel quarto episodio). Ethan Hunt però non ci sta e si condanna a ricercato pur di continuare le indagini sul cosiddetto "Sindacato", un gruppo di agenti addestrati e pericolosi, per lo più dichiarati
morti, e invece attivissimi in ogni settore del terrorismo
contemporaneo. Insieme al suo team deve affrontare una nuova missione
impossibile, eliminare questo Sindacato, che vuole distruggere la IMF e creare un nuovo ordine mondiale, attraverso una serie crescente di attacchi terroristici. Ethan riunisce la sua squadra e si allea all'ex
agente britannico Ilsa Faust, ma potrà davvero fidarsi di lei?
Labels:
Alec Baldwin,
Christopher McQuarrie,
Film di spionaggio,
Jeremy Renner,
Rebecca Ferguson,
Sean Harris,
Simon Pegg,
Thriller action,
Tom Cruise,
Tom Hollander,
Ving Rhames
martedì 23 ottobre 2018
Hercules: il guerriero (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/12/2015 Qui - Hercules: il guerriero è un film del 2014 diretto e co-prodotto da Brett Ratner, basato sulla graphic novel Hercules: La guerra dei Traci della Radical Comics. Questa pellicola rappresenta il secondo film del 2014 sulla figura leggendaria di Ercole, dopo Hercules: La leggenda ha inizio. Ma questo secondo capitolo è molto diverso soprattutto visivamente e stilisticamente, anche nel rappresentare gli dei ma è quasi la continua del precedente. Nei panni di Hercules c'è Dwayne Johnson (The Rock), che ha ammesso di aver sempre desiderato di interpretare questo personaggio da quando (15 anni fa) aveva iniziato a darsi al cinema con il Re Scorpione. Al contrario di altri questo film è unico nel suo genere, per la prima volta c'è qualcuno che al cinema affronta la mitologia greca per quello che è: mito, racconto, narrazione eroica prima ancora che manifestazione effettiva, in bilico tra credibile e incredibile, l'eroe non è un dio (e da umano prova tanta paura). Nel mondo di Hercules - Il guerriero il prodigio non è chiaro se esista o meno, gli dei, le creature mitiche, le maledizioni e anche gli interventi sovrannaturali stanno nei racconti ma non si vedono nella realtà, per crederci serve fede e forse una buona dose d'inganni. Ogni mito viene svelato per essere una costruzione basata su una realtà poco metafisica e molto concreta, sempre finalizzato a mettere paura, tenere buoni o esaltare le truppe. Del semidio greco (Eracle, ma all'italiana resta Hercules) sappiamo e vediamo ben poco di "fanta-eroico", il prologo non è altro che il frutto dell'immaginazione di Iolao, figlio di Ificle e nipote di Hercules che mentre cerca di portare a casa la pelle, intrattiene i banditi che lo tengono in ostaggio con il mito della semi-divinità, inventando storie ricche d'azione e sciabolate: Hercules (nella leggenda un semidio figlio di Zeus) possiede davvero la forza di un dio, ma è un comunissimo uomo terreno, un orfano ateniese, mortale ma dotato di una forza sovrumana. Hercules, reduce dalle dodici fatiche affidategli dal re di Micene Euristeo per espiare il massacro della sua stessa famiglia, guida un gruppo di fedeli ed esperti mercenari.
Iscriviti a:
Post (Atom)












