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venerdì 19 dicembre 2025

I film del mese (Dicembre 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 19/12/2025 Qui - Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato sul Natale, con i classici "Christmas Movie".

Lilo & Stitch (Commedia/Sci-fi 2025) - Un passo in avanti della Disney dopo i numerosi e recenti flop. Il remake live action di Lilo & Stitch si presenta come un film tenero e rispettoso dell'originale del 2002. La sceneggiatura riprende fedelmente gran parte delle scene, scelta che rassicura i fan ma limita la possibilità di reinterpretazioni più audaci. Stitch in CGI è ben realizzato, credibile e divertente, mentre la fotografia delle Hawaii e le musiche contribuiscono a un'atmosfera calda e familiare. Le interpretazioni di Maia Kealoha e Sydney Agudong aggiungono profondità emotiva ai rapporti tra sorelle, rendendo la storia più intensa. Pur senza grandi sorprese, il film (diretto dal regista del delizioso Marcel the Shell) riesce a essere piacevole, equilibrato e adatto a tutte le età, valorizzando la morale e la dolcezza dei personaggi. Voto: 6,5

Predator - Killer dei Killer (Animazione/Sci-fi 2025) - Un film animato antologico che porta i Predator in 3 epoche storiche (vichinghi, Giappone feudale e 2a Guerra Mondiale) con un epilogo sul loro pianeta. L'animazione suggestiva e lo splatter ben dosato rendono ogni episodio coinvolgente, con il segmento giapponese particolarmente riuscito per intensità visiva e silenzi narrativi. Pur con qualche calo nel 3° episodio, il progetto si distingue per ritmo, cura tecnica e un sottotesto anti-bellico che valorizza la cooperazione oltre la violenza. Nel complesso, un capitolo originale e riuscito che conferma la solidità della saga e accresce l'attesa per "Badlands". Voto: 7

Jaws @ 50: The Definitive Inside Story (Documentario 2025) - Diretto da Laurent Bouzereau, celebra il capolavoro di Spielberg a cinquant'anni dalla sua uscita. Partendo dal romanzo di Peter Benchley, ripercorre la nascita del fenomeno cinematografico attraverso filmati d'archivio e interviste a cast, troupe e registi contemporanei, da James Cameron a Guillermo del Toro. Spielberg stesso guida la narrazione con ricordi e riflessioni, mentre John Williams rievoca la celebre colonna sonora. Oltre al dietro le quinte, il film indaga l'impatto culturale e scientifico de Lo Squalo, mostrando come abbia trasformato la percezione degli squali e stimolato iniziative di tutela marina. Piacevole e coinvolgente, pur con qualche eco di lavori precedenti, resta una testimonianza preziosa dell'eredità di un'opera che ha segnato il cinema e la cultura pop. Voto: 6,5

I Fantastici Quattro - Gli inizi (Azione/Sci-fi 2025) - Il primo vero successo cinematografico per il celebre team Marvel, dopo anni di tentativi falliti. Ambientato negli anni '60, recupera lo spirito originale dei fumetti con atmosfere retrofuturistiche e un forte senso di famiglia. Il cast funziona bene, guidato da Pedro Pascal e Vanessa Kirby, mentre Galactus emerge come villain di peso. Silver Surfer risulta invece un po' sacrificato e alcune ingenuità narrative rallentano la seconda parte, ma tra citazioni, umorismo e cura visiva il film (diretto dal regista di Cut Bank) intrattiene e rappresenta (dopo alcuni passetti falsi) un chiaro segnale di ripresa per il MCU. Voto: 6,5

The Witcher - Le sirene degli abissi (Animazione/Avventura 2025) - Un film animato firmato Studio MIR che, pur non raggiungendo la forza narrativa di The Nightmare of the Wolf, conferma la validità dell'universo di Andrzej Sapkowski anche in versione animata. La trama, una rivisitazione dark-fantasy della fiaba della Sirenetta, risulta poco originale e con personaggi non sempre incisivi, ma il comparto tecnico è di buon livello: design curato, atmosfere suggestive e animazioni fluide rendono le sequenze d'azione coinvolgenti. Interessante anche la scelta di riproporre alcune voci storiche della saga, compreso l'interprete videoludico di Geralt. Nel complesso Le sirene degli abissi si rivela un capitolo discreto che intrattiene gli appassionati e lascia intravedere il potenziale dell'animazione come alternativa al live action. Voto: 6

The Old Guard 2 (Azione/Avventura 2025) - Un film che si rivela un sequel debole e inferiore al già poco entusiasmante e/o riuscitissimo primo capitolo. Nonostante il ritorno del cast, il cambio di regia non porta nuova energia e il film soffre di ritmo lento, poca adrenalina e personaggi poco incisivi. Charlize Theron resta l'unica a dare carisma, mentre Uma Thurman come villain appare superflua. La trama è anonima, le scene d'azione scarse e poco memorabili, con qualche spunto interessante solo nel prologo e nel duello finale. Nel complesso, un capitolo mediocre che non rilancia la saga e lascia l'attesa per un eventuale terzo episodio senza grandi aspettative. Voto: 5

The Girl with the Needle (Dramma/Thriller 2024) - Un dramma cupo e disturbante ambientato nella Copenaghen del primo dopoguerra, ispirato a un vero caso di cronaca. La protagonista Karoline, giovane operaia sola e vulnerabile, si ritrova intrappolata in una società ostile e classista, fino a diventare complice di decisioni efferate. Girato in un bianco e nero espressionista di grande impatto, The Girl with the Needle alterna momenti lenti ma atmosferici a sequenze crude e quasi horror, restituendo un senso di ineluttabilità e angoscia. Le interpretazioni, in particolare quella di Trine Dyrholm, rafforzano la credibilità di un racconto che esplora senza reticenze miseria, ipocrisia e nefandezze umane. Un'opera (presentata a Cannes e candidata all'Oscar internazionale) intensa e difficile, non adatta a tutti, ma capace di lasciare un segno. Voto: 7

Il club dei delitti del giovedì (Thriller/Commedia 2025) - Un murder mystery leggero e brillante diretto dal veterano Chris Columbus e tratto dal romanzo di Richard Osman. Ambientato in una casa di riposo nel Kent, segue quattro pensionati detective (Helen MirrenPierce BrosnanBen Kingsley e Celia Imrie) che si ritrovano coinvolti in un vero omicidio. Il film mescola ironia british e giallo classico con ritmo scorrevole, atmosfere curate e un cast ben assortito che sostiene la storia con naturalezza. Pur senza grandi colpi di scena, riesce a intrattenere grazie al tono fresco e amabile, dimostrando che un giallo può essere divertente senza rinunciare al mistero. Voto: 6+

Frankenstein (Horror/Sci-fi 2025) - Non solo un nuovo adattamento del romanzo di Mary Shelley, ma una rilettura intima e visivamente potente del mito. Diviso in tre parti, culmina nel punto di vista della Creatura, dove emerge con forza il tema della solitudine e della ricerca di umanità (mi ha ricordato il bel gioco The Wanderer). Oscar Isaac offre un Victor Frankenstein tormentato e ambizioso, Jacob Elordi sorprende con una creatura vulnerabile e intensa, mentre Mia Goth brilla nei suoi doppi ruoli e Christoph Waltz incarna l'oscurità dell'ambizione scientifica. Scenografie e costumi grandiosi rafforzano l'atmosfera gotica, anche se alcuni effetti digitali risultano meno convincenti. Nel complesso, Guillermo Del Toro (dopo il bellissimo Pinocchio) firma un'opera personale e coinvolgente, capace di rinnovare il mito senza tradirne lo spirito. Voto: 7+

CHRISTMAS MOVIE

Bloody Calendar (Horror 2021) - Una giovane paraplegica riceve per il compleanno un calendario dell'Avvento misterioso che, a ogni apertura, richiede sacrifici in cambio di vendetta e vantaggi personali. La protagonista, interpretata con intensità da Eugénie Derouand, si ritrova così in un percorso sempre più inquietante, dove il dilemma etico e morale diventa centrale. Il film evita facili Jumpscare e gore, puntando invece su un'atmosfera cupa e sofisticata, con un demone dalle fattezze disturbanti e un'estetica che richiama Hellraiser e Silent Hill. Nonostante qualche debolezza di sceneggiatura e un ritmo talvolta statico, la regia riesce a mantenere tensione e a valorizzare l'evoluzione psicologica della protagonista. Il finale ambiguo lascia aperta la riflessione, rendendo questo horror natalizio un'esperienza originale e disturbante. Voto: 6+

An Almost Christmas Story (Animazione/Fantastico 2024) - Un piccolo gufo di nome Moon rimane intrappolato nell'albero di Natale del Rockefeller Plaza e, ferito a un'ala, trova sostegno in Luna, una bambina con disabilità. Insieme affrontano la città e scoprono la magia delle feste, in un racconto che unisce delicatezza e inclusione. Il corto Disney prodotto da Alfonso Cuarón (regia David Lowery) mescola stop motion e animazione tradizionale, con scenari suggestivi e uno stile visivo originale. La storia, ispirata ad un reale episodio, trasmette un messaggio di solidarietà e rispetto per le diversità senza cadere nella retorica, regalando un finale lieto ma non scontato. Voto: 6,5

Silent Night (Horror/Commedia 2021) - Il film parte da un'idea forte (un suicidio collettivo durante la vigilia di Natale per sfuggire a un'apocalisse imminente) ma non riesce a sfruttarla fino in fondo. L'alternanza tra commedia caustica e tragedia nichilista appare sbilanciata: la prima parte indulge in cliché natalizi senza incisività, mentre la seconda si irrigidisce in un tono cupo e monocorde. La regia di Camille Griffin, pur elegante, manca di coraggio nel portare fino alle estreme conseguenze i temi bioetici e generazionali, lasciandoli in superficie. Il ritmo lento e la psicologia dei personaggi (tra questi Keira Knightley e Matthew Goode) poco coerente indeboliscono l'impatto, e il finale ambiguo sembra mascherare una mancanza di sviluppo. Ne resta un racconto pessimista e inquietante, ma incompiuto, che spreca parte del suo potenziale. Voto: 5,5

Dear Santa (Commedia/Fantastico 2024) - Commedia natalizia che parte da un'idea curiosa ma si perde presto in toni zuccherosi e prevedibili. I Farrelly, anche se il film è diretto dal solo Bobby, rinunciano alla loro solita irriverenza per una storia familiare, con Jack Black che non riesce a imprimere la sua solita energia. Qualche risata nella prima parte e un cameo simpatico (Ben Stiller sul finale) non bastano a salvare una trama confusa e poco incisiva, che scivola verso un finale smielato e politicamente corretto (buono comunque il lavoro dei giovani protagonisti). Nel complesso, un film che si dimentica in fretta e lascia delusi soprattutto i fan di Jack Black. Voto: 5+

Uno Rosso (Azione/Commedia 2024) - Film natalizio d'azione diretto da Jake Kasdan che, pur offrendo spettacolo e ritmo sostenuto, soffre di una sceneggiatura piuttosto prevedibile e di personaggi poco approfonditi. Dwayne Johnson ed Chris Evans funzionano come coppia, ma non riescono a dare spessore ai rispettivi ruoli, mentre la villain appare debole e poco incisiva. J.K. Simmons spicca come Babbo Natale, ma il resto del cast rimane in secondo piano. Gli effetti speciali e l'ironia garantiscono intrattenimento, tuttavia la storia si appoggia troppo ai cliché del genere e al consueto trionfo dei buoni sentimenti, risultando godibile ma priva di vera originalità. Voto: 6

Silent Night - Il silenzio della vendetta (Dramma/Azione 2023) - Con "Silent Night" John Woo torna al cinema americano (dopo una pausa lunga decenni e il suo ultimo film in terra d'Oriente dal titolo Manhunt) con un revenge movie essenziale e quasi privo di dialoghi. Brian, segnato dalla morte del figlio e dalla propria menomazione, intraprende una vendetta feroce che lo lega indissolubilmente alla morte. La prima parte, più lenta e drammatica, insiste sul trauma familiare, mentre la seconda esplode in pura azione, con sparatorie coreografate e regia dinamica che confermano la mano del maestro. La sceneggiatura resta semplice e poco originale, ma la scelta stilistica del silenzio e l'intensità di Joel Kinnaman rendono il film coinvolgente, dimostrando che John Woo, a quasi 80 anni, sa ancora dirigere con energia e precisione. Voto: 6

That Christmas (Animazione/Commedia 2024) - Film natalizio animato che intrattiene senza mai sorprendere davvero. La trama è semplice e prevedibile, con personaggi appena abbozzati e situazioni incollate tra loro più per necessità che per coerenza narrativa. Qualche gag simpatica e i consueti buoni sentimenti del periodo rendono la visione piacevole per i più piccoli, ma per gli adulti l'interesse cala rapidamente. L'animazione e le ambientazioni sono curate, tuttavia l'inserimento di tocchi "politically correct" e autocitazioni superflue smorzano la magia della ricorrenza. Nel complesso resta un prodotto leggero, adatto soprattutto ai più piccoli. Voto: 6

Carry-On (Azione/Thriller 2024) - L'ultimo, l'ennesimo film che conferma (dopo alcune virate nel fantasy avventuristico e nel fumettistico) la mano sicura di Jaume Collet-Serra nel dirigere action-thriller ad alta tensione. La storia, pur prevedibile e priva di originalità, funziona grazie al ritmo serrato e alla capacità del regista di creare empatia verso i protagonisti. La prima parte, con il "Viaggiatore" che impartisce ordini via auricolare, è la più intrigante; la seconda accelera con inseguimenti e sparatorie, diventando più frenetica ma anche meno credibile. Taron Egerton convince come eroe per caso, mentre sorprende Jason Bateman in un insolito ruolo da villain. L'uso del Novichok come arma terroristica aggiunge un tocco insolito a un film che, pur non reinventando il genere, intrattiene con efficacia e mantiene alta l'adrenalina fino alla fine. Voto: 6,5

Jack Whitehall Missione Natale (Commedia 2024) - Una commedia natalizia leggera che punta più sull'intrattenimento immediato che sull'estetica o sull'originalità. L'idea del viaggio caotico per tornare a casa in tempo per le feste funziona grazie alla comicità del protagonista e a numerosi cameo che strappano sorrisi (da Michael Bublé a Dave Bautista e Rebel Wilson). Il film gioca con i cliché del genere e inserisce citazioni iconiche (come quella a "Mamma ho perso l'aereo") senza mai risultare pesante o volgare. Non è un capolavoro, ma riesce a divertire e a trasmettere un po' di calore natalizio, perfetto come visione spensierata durante le feste. Voto: 6

Our Little Secret (Romantico/Commedia 2024) - Altra commedia romantica natalizia con Lindsay Lohan per Netflix, stavolta diretta da Stephen Herek. La trama segue Avery e Logan, ex fidanzati che si ritrovano dopo dieci anni scoprendo di avere partner fratelli e una suocera invadente. Il film gioca sugli equivoci tipici delle feste: gag leggere, atmosfera natalizia ben resa e un cast simpatico che strappa qualche sorriso. Tuttavia la scrittura appare prevedibile e poco originale, con situazioni già viste in altre rom-com. In sintesi: una commedia natalizia piacevole ma mediocre, ideale solo per chi cerca leggerezza e mood festivo, senza aspettarsi emozioni forti o novità. Voto: 5,5

Sorella di neve (Dramma/Commedia 2024) - Fiaba natalizia intensa e delicata che affronta temi come la perdita e la resilienza con un linguaggio semplice ma toccante. Ambientata in un villaggio nordico, racconta di Julian, un bambino che ha perso la sorella maggiore e che ritrova la magia del Natale grazie all'incontro con Hedwig, vivace e misteriosa coetanea. La regia (di Cecilie A. Mosli) costruisce un'atmosfera suggestiva, tra scenografie evocative e un tono che alterna leggerezza e introspezione. Pur con qualche ingenuità narrativa e momenti didascalici, il film (tratto dal romanzo omonimo di Lisa Aisato e Maja Lunde) riesce a trasmettere messaggi universali di amore e speranza, risultando emozionante e adatto a un pubblico familiare, anche se più coinvolgente per spettatori adulti rispetto ai più piccoli. Voto: 6,5

venerdì 30 agosto 2024

Red Notice (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2024 Qui - Un mix di vari film (Ocean's ElevenIndiana JonesTrue LiesTango & Cash) che nel complesso risulta divertente, in particolare per la chimica tra Dwayne Johnson e Ryan Reynolds, che mostra un'affinità notevole, permettendo ai loro personaggi stereotipati di coesistere. Gal Gadot si distingue pure, interpretando una villain carismatica e seducente, con diversi punti a suo favore. Presenta alcune scene d'azione convincenti, ambientazioni internazionali e una regia accurata. Sebbene derivativo, il film non è sgradevole, terminando con un finale affrettato che lascia spazio a future avventure. Voto: 5,5 [Netflix]

venerdì 29 settembre 2023

Black Adam (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/09/2023 Qui - Scuderia di fumetti con giusto un paio di cavalli di razza, la DC continua però a dar battaglia sul piano filmico e prova anche lei a creare, seppur con fatica, un proprio universo parallelo. Stavolta tocca a Black Adam, ex schiavo similegizio che diventa per magico volere un super(anti)eroe. La storia è quella che è, cioè insignificante, nonostante qualche velleitario tentativo di articolare e complicare l'etica dei protagonisti (in questo senso i personaggi di contorno risultano essere piuttosto inutili come supereroi). Il comparto botti e ultrasuoni reca però qualche soddisfazione, così come non delude il massiccio Dwayne "The Rock" Johnson, a suo agio nei panni di questo granitico eroe. L'intrattenimento è infatti garantito (si segue bene, non annoia e mantiene un buon ritmo), anche se i dialoghi non hanno una grande ironia da esibire. Non ci resta che aspettare l'immancabile sequel e/o spin-off. Voto: 6

giovedì 31 agosto 2023

DC League of Super-Pets (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2023 Qui - Krypto, il cane di Superman, riunisce una squadra di animali dai poteri svariati per sconfiggere il perfido Luthor. Diretto da Jared Stern, spassosissimo film d'animazione che, nonostante una trama non originale, appare sin dalle prime sequenze carico di adrenalina ed effetti speciali alla maniera americana: il motto "uno per tutti, tutti per uno" funziona a meraviglia regalando allo spettatore (si spera di ogni età) azione ma anche dialoghi e situazioni intrise di sano humour, alternante a qualche momento emotivamente più serio. Il design non è eccelso, ma in questo caso ciò è di secondaria importanza. Buono (carino senza essere indimenticabile), ma soprattutto migliore di alcune altre, ultime, produzioni di stampo DC. Voto: 6+

sabato 30 aprile 2022

Jungle Cruise (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Prendete un'antica leggenda legata ai conquistadores, metteteci dentro situazioni tipiche di Indiana Jones e Pirati dei Caraibi, shakerate tutto freneticamente ed eccovi servito questo Jungle Cruise (che comunque s'ispira prevalentemente ad una celebre attrazione di Disneyland). La regia solida di Jaume Collet-Serra (abituato già a film d'azione come quelli già girati con Liam Neeson, Run All Night o L'uomo sul treno, ma non dimentichiamo Paradise Beach con Blake Lively) permette di avere un film dal ritmo serrato dall'inizio alla fine e ricco di momenti divertenti. La Disney sforna un prodotto accattivante che è anche politicamente corretto. Per fare questo sfrutta i grandi successi del passato e il carisma di Dwayne Johnson, perfetto per interpretare ruoli di questo genere (è affiancato da Emily Blunt nella ricerca del leggendario albero i cui petali possono curare qualsiasi ferita ed annullare ogni maledizione). Un po' troppa CGI qua e là, che crea un effetto a volte da videogame, ma nell'insieme l'operazione è riuscita. Riesce ad incarnare lo spirito del più classico dei film d'avventura, offrendo un intrattenimento e un interesse più che adeguato che è impossibile classificare come noioso o scialbo. Voto: 6

martedì 27 ottobre 2020

Jumanji: The Next Level (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2020 Qui - Il precedente di qualche anno fa era un filmetto da poco, ma piacevole e con ritmo, un ottimo intrattenimento senza ambizioni. Filmetto che comunque aveva incassato un patrimonio. In Jumanji: The Next Level, tra action e commedia, ritroviamo gli stessi elementi che hanno caratterizzato Jumanji: Benvenuti nella giungla. Rivediamo una struttura rodata che non aggiunge particolari novità, che tende a non rischiare, rimanendo salda a determinate linee narrative se non per qualche scena. Una decisione che potrebbe ritorcersi contro se si decidesse di produrre un nuovo capitolo, come potrebbe far pensare la clip nei titoli di coda. Jake Kasdan torna alla regia di questo sequel dirigendo lo stesso cast del capitolo precedente con qualche new entry. Ed è proprio il cast ad essere uno degli elementi vincenti del film, complice anche l'aggiunta di attori quali Danny De Vito e Danny Glover che interpretano il nonno di Spencer, che con il suo amico Milo creano divertenti siparietti stile "La strana coppia". Se nel film precedente le tematiche erano legate esclusivamente ai ragazzi e ai vari problemi adolescenziali riflessi nei loro avatar, in questo episodio si affrontano anche tematiche più adulte. Non sempre convincono gli effetti speciali che esagerano in alcune scene, cercando di strappare qualche risata in più allo spettatore. In conclusione però, sequel godibile, porta sullo schermo una narrazione che a tratti risulta un déjà-vu del precedente capitolo, ma riesce comunque ad intrattenere e divertire. Voto: 6

venerdì 14 agosto 2020

Fast & Furious - Hobbs & Shaw (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/08/2020 Qui - Dietro la direzione adrenalinica e tosta di David Leitch (uno che di ritmo ed action se ne intende eccome, se si pensa a John Wick e ad Atomica Bionda, sue regie precedenti assieme a Deadpool 2), il film, spin-off della serie di Fast & Furious, che si svolge due anni dopo Fast & Furious 8 (da quest'ultimo proviene l'accoppiata Hobbs & Shaw, che lì faceva faville, qui anche, ma non è quello il problema di questo nono capitolo), si districa tra coreografie perfettamente orchestrate ed una buona dose di ironia, almeno fino al punto in cui la vicenda ci conduce a Samoa, terra esotica e paradiso d'origine di Hobbs (e dello stesso gigantesco Dwayne "The Rock" Johnson). Qui la vicenda si caramella di intrusioni familiari invadenti e sdolcinate che, assieme alla immancabile svolta rosa (in questo caso tuttavia alla bellissima Vanessa Kirby non gli si può dire niente), contribuiscono a raffreddare non poco i motori di una vicenda di fatto grossolana, banale e prevedibile, ma visivamente garante di uno spettacolo piuttosto godibile. Tra i camei, oltre a lady Helen Mirren, simpatica madre ladra di Jason Statham/Shaw, è Ryan Reynolds che, spuntato fuori come dall'uovo, si rende protagonista di due interventi esilaranti e dissacranti, in grado di far perdonare almeno in parte tutta la ridondante retorica sulla famiglia entro cui rimane invischiato questo indiavolato e concitato nono capitolo della serie più tamarra (e fortunata) probabilmente di sempre (nel cast da segnalare comunque un corpulento Idris Elba, e poi Cliff CurtisEddie MarsanEiza González e Kevin Hart). Perché va bene che l'intrattenimento è importante, ma i limiti del concepibile e accettabile vengono ampiamente superati anche in ottica action-movie, la durata è poi francamente eccessiva. E quindi pellicola vivace ma obbiettivamente mediocre. Voto: 5+

martedì 17 marzo 2020

Una famiglia al tappeto (2019)

Titolo Originale: Fighting with My Family
Anno e Nazione: USA, Regno Unito 2019
Genere: Biografico, Commedia, Drammatico
Produttore: Kevin Misher, Dwayne Johnson, Dany Garcia, Stephen Merchant, Michael J. Luisi
Regia: Stephen Merchant
Sceneggiatura: Stephen Merchant
Cast: Florence Pugh, Lena Headey, Nick Frost, Jack Lowden, Vince Vaughn, Dwayne Johnson
James Burrows, Hannah Rae, Thea Trinidad, Kim Matula, Aqueela Zoll, Ellie Gonsalves
Stephen Merchant, Julia Davis, Elroy Powell, Sheamus, Chloe Csengery
Durata: 102 minuti

Intenso biopic con Vince Vaughn, Dwayne Johnson e Lena Headey.
La storia di Saraya-Jade Bevis, meglio nota come Paige, la più giovane campionessa della World Wrestling Entertainment.

venerdì 19 luglio 2019

Rampage - Furia animale (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/06/2019 Qui
Tema e genere: Action basato sull'omonimo videogioco degli anni ottanta prodotto da Midway Games.
Trama: Un gorilla dal pelo argentato, un lupo e un rettile diventano creature mostruose a causa di un esperimento genetico andato per il peggio. Il primatologo Davis Okoye si unisce alle forze armate per impedire il disastro.
Recensione: La squadra di San AndreasDwayne Johnson eroe d'azione dai muscoli pronunciati e dal cuore d'oro, Brad Peyton in cabina di regia e Carlton Cuse alla sceneggiatura (insieme con Adam SztykielRyan Condal e Ryan Engle), prende il timone di un'altra produzione appartenente al filone catastrofico-fantascientifico. Una produzione che sfrutta il momento revival anni '80 per portare su schermo l'adattamento di un vecchio gioco cabinato, Rampage appunto, che offriva la possibilità di impersonare tre grottesche creature con il solo ed unico obiettivo di distruggere tutto quello che capitava a tiro. Un gioco (che non conosco ed a cui non ho mai giocato) quindi senza grosse pretese, come questo film, un film validissimo come intrattenimento trash. Nonostante una trama basilare per non dire esilissima, i sceneggiatori infatti, sono comunque riusciti ad estrarre un contenuto valido per rendere reale questo progetto e farlo approdare al cinema (lo scorso anno ovviamente). Un progetto in cui il regista, viste le fruttuose collaborazioni anche in Viaggio nell'isola misteriosa oltre a quell'altro, non può che scegliere proprio il volto del maschio alfa del cinema moderno per il suo protagonista. Con la sua prestanza fisica e l'immancabile carisma con il quale lima i suoi ruoli da duro, l'ex wrestler Dwayne Johnson diventa così il primatologo Davis Okoye. Dopo aver salvato un cucciolo di gorilla albino di nome George dai bracconieri, l'uomo cresce l'animale nel suo centro di accoglienza creando così un forte legame con esso. Quando la creatura si ritroverà a sua volta coinvolta in un incidente genetico che la vedrà ingrandirsi a dismisura, sarà compito del suo migliore amico, quello di fermarlo prima che commetta danni irreparabili alla popolazione di Chicago. Come se non bastasse, il gorilla non è l'unico animale ad aver subito una mutazione, anche un lupo ed un alligatore sono finiti vittime dello stesso trattamento e daranno manforte nella distruzione. Fortunatamente per Okoye, al suo fianco in questa missione potrà contare sull'aiuto della genetista Kate Caldwell, interpretata da Naomie Harris e sul misterioso agente governativo cui presta il volto Jeffrey Dean Morgan. Insieme questi individui dovranno fermare il prima possibile il malvagio e strampalato piano dei due fratelli a capo della compagnia che ha sviluppato il mutagene a causa di tutto questo. Tutti ingredienti ottimali insomma per un film d'azione che prometteva scintille e adrenalina per tutta la sua durata, promesse in parte mantenute. Infatti, sebbene le premesse fatte fossero ben poco invitanti, il film di e su Rampage non è da bocciare in toto. La trama piatta e semplicistica è visivamente ritagliata tutta attorno al ruolo del personaggio principale, ritagliando una cornice ben fatta, ma rimanendo comunque una base scarna utile solo per mostrare effetti speciali esagerati. Una realizzazione tecnica che diventa il lato forte, nonché vero fulcro di questo lungometraggio. Questi effetti, sono infatti veramente ben realizzati ed imponenti, nonché onnipresenti per l'intera proiezione. Tutto questo viene supportato nei momenti più calmi da un umorismo basilare che però riesce a strappare una risata nonostante tutto. Insomma, un prodotto di intrattenimento fine a se stesso e senza troppe pretese, utile a divertire e passare qualche ora di svago senza troppi pensieri.

giovedì 11 luglio 2019

Skyscraper (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/04/2019 Qui - Skyscraper (Azione, Usa 2018): Questo è uno di quei film senza pretese che punta tutto sulla forza bruta e sull'azione all'ennesima potenza. Tuttavia, qualcosa va storto nel processo creativo, perché il film, che racconta di Will (Dwayne Johnson, a cui sicuramente non gli si può dire niente), ex agente dell'FBI e veterano di guerra, che si occupa di valutare gli standard di sicurezza dei grattacieli, che quindi per lavoro in Cina, vede andare in fiamme il grattacielo più alto e sicuro del mondo, egli che ritenuto colpevole, si vede costretto a scappare, a ricercare i veri responsabili e a salvare sia la sua reputazione sia la sua famiglia intrappolata all'interno dell'edificio, è platealmente inverosimile. Si spinge parecchio oltre il limite dell'umano, il che non sarebbe un problema se non si presentassero situazioni inverosimili frequentemente. Colpa presumibilmente del regista, Rawson Marshall Thurber (quello del divertente ma troppo assurdo Una spia e mezzo), che prende troppe decisioni sconcertanti per quanto riguarda la trama in generale (anche se pur registicamente egli lasci a desiderare, con certe scene interessanti gestite in modo non esaltante). Ogni volta che si incontrano l'un l'altro, i personaggi risultano semplicemente slegati tra di loro. Non che mi aspettassi tanto da Skyscraper, un film che prova ad essere un Die Hard più duro, ma almeno avrebbe potuto prendere in prestito le parti migliori del film classico a cui si ispira, invece niente. Come se la poca originalità nello sviluppo della storia non bastasse, non ci sono colpi di scena tangibili. Il fatto che Will non abbia una gamba è molto interessante, ma quest'aspetto si presenta a sbalzi nel film, come se gli autori si ricordassero di colpo che hanno un protagonista senza un arto. Stucchevoli quadretti familiari si alternano a più riprese a sventagliate di mitra, il tutto incorniciato digitalmente (e neanche ottimamente) da un fuoco che dovrebbe mangiarsi tutto il film ma che poi non fa così paura. Anche l'edificio non diventa mai un vero e proprio personaggio. Possiede tante caratteristiche interessanti, ma dal momento che viene sabotato, il film non riesce a imprimere quella situazione di Will contro l'edificio, è costantemente un Will contro i cattivi. Il The Pearl vanta anche una sala degli specchi ad alta tecnologia senza alcun motivo logico e non solo...lo script dedica parecchio tempo ad incensare il grattacielo ma poi non lo sfrutta al meglio. Inoltre, è davvero inspiegabile perché, in un edificio in fiamme, nessun personaggio si comporta mai come se stesse all'interno di un luogo in cui la temperatura risulta insopportabile. Mi sarei aspettato un goccio di sudore o qualche effetto più credibile in qualche scena. Ora, non voglio essere troppo critico, le esplosioni mi sono piaciute, e mi è piaciuto rivedere in azione Neve Campbell, ma egli stessa e The Rock (entrambi carismatici che riescono comunque a far sì che questo non sia completamente un film da buttare) meritavano di meglio. La categoria dei film d'azione, anche se questo pur non raggiungendo nuove vette di originalità cinematografica rimane in ogni caso un blockbuster caciarone che si lascia guardare senza indugi, meritava di meglio. Perché certo, nonostante tutti i difetti (anche una colonna sonora veramente poco originale), mi sono leggermente divertito a guardare Skyscraper, ma poi quello che rimane è pochissimo. Ed è un peccato, perché c'era tanto potenziale...ahimè non sfruttato. Voto: 5

mercoledì 26 giugno 2019

Una spia e mezzo (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2019 Qui - Una spia e mezzo (Commedia, Azione, Usa 2016): La commedia in salsa action basata sulla chimica tra i due protagonisti, una versione aggiornata della humpsy-bumpsy (piccolo e impacciato uno, grosso e manesco l'altro) di Rawson Marshall Thurber (Come ti spaccio la famigliaPalle al balzo) presenta svariati requisiti negativi: le scene d'azione sono mosce, il discorso sugli effetti del bullismo è quanto mai rozzo e inefficace, lo schema narrativo (con il protagonista che non sa su chi riporre la propria fiducia) non usato al meglio e comunque vecchiotto. Il feeling tra il ciarliero Kevin Hart e il possente Dwayne Johnson dona qualche istante ridanciano (soprattutto per merito del primo, comico di razza normalmente male impiegato, ma anche del secondo, che non smetto comunque di amare dopo questa prova leggermente deludente), ma il copione di David Stassen e Ike Barinholtz, cui ha messo le mani anche il regista, è sovente semplicistico e mai esaltante (Jason Bateman è un sadico impiegato che afferma di essere membro di Scientology, abbastanza inutile). La regia è visibilmente volenterosa, ma il citazionismo è scriteriato (che c'entrano Un compleanno da ricordareTwilight e Jason Bourne?), e la chiusa, con The Rock che si svela in costume adamitico davanti alla folla dei suoi ex compagni di liceo (tra cui c'è persino Melissa McCarthy), è irrealistica e imbarazzante. Vale comunque uno sguardo per l'immagine iniziale, ottenuta in digitale, di The Rock in divertente versione obesa. E comunque di positivo c'è anche la colonna sonora, dal groove rilevante, anch'essa fin troppo poco presente, e i bloopers dopo i titoli di coda. Quest'ultimi fanno molto ridere, tanto da farvi riflettere sul film stesso. Un film (un buddy movie) non orribile né inguardabile, ma irrimediabilmente conformista. Un film leggermente migliore di Poliziotto in prova e Un poliziotto ancora in prova con Kevin Hart protagonista, che può comunque divertire, ma a cui non si può dare la sufficienza cinematograficamente parlando. Voto: 5+

giovedì 6 giugno 2019

Jumanji: Benvenuti nella giungla (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/09/2018 Qui - Nonostante le pessime premesse, che fra continui ritardi produttivi, tra commenti di sdegno all'annuncio di un sequel del cult del 1995 con protagonista l'intramontabile Robin Williams (tra questi anch'io) e poco convincenti materiali promozionali facevano presagire un sequel pasticciato e privo di personalità, Jumanji: Benvenuti nella giungla (Jumanji: Welcome to the Jungle) si rivela un'opera convincente ed estremamente godibile, che trae spunto dal soggetto del predecessore senza rimanerne ingabbiato, prendendo una strada totalmente autonoma e calibrando abilmente umorismo, avventura e azione. Dopo alcune prove non indimenticabili come Bad Teacher: Una cattiva maestra e Sex Tape: Finiti in reteJake Kasdan (figlio del più celebre Lawrence, regista de Il grande freddo e sceneggiatore de L'impero colpisce ancoraI predatori dell'arca perduta e Star Wars: Il risveglio della Forza) riesce nell'intento difatti di fondere vecchio e nuovo in questo film del 2017 e di riportare quindi in auge l'avventura sul grande schermo, continuando l'inevitabile processo di revival cinematografico degli anni '90 (conseguente a quello degli anni '80) già lanciato da film come Jurassic World o il meno riuscito Baywatch (anche se lì il divertimento era comunque sufficientemente garantito). Infatti, Jumanji: Benvenuti nella Giungla si rivela una gradita sorpresa, grazie a tanti piccoli fattori che riescono a distogliere l'attenzione dal capostipite, e che rendono questo sequel (non reboot non remake) compatto, capace di adeguarsi perfettamente ai tempi e reggersi narrativamente sulle proprie gambe. Anche se tuttavia nonostante la sua modernizzazione (dato che è comunque questo l'adattamento in chiave moderna del precedente, da notare di come il gioco si auto-evolva per adattarsi all'era della tecnologia, passando da gioco da tavolo a videogames, un geniale escamotage), il film non manca di citazioni al vecchio film, come la corsa dei rinoceronti, i tamburi di sottofondo, le citazioni ad Alan Parrish, tutti elementi indimenticabili ed indistinguibili per chi del primo film se ne era innamorato. A differenza di esso però avremo un cambio di location, una scelta molto particolare per differenziarlo dalla storia del 1995: se il primo film vede la sua storia svolgersi nella città, questo sequel ci farà visitare quella famosa e famigerata giungla in cui visse per 26 anni il vecchio Alan.

lunedì 3 giugno 2019

Fast & Furious 8 (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/08/2018 Qui - Sono passati sedici anni ormai dal primo capitolo che dava finalmente una ventata d'aria fresca agli action movie, introducendo per la prima volta le famose corse clandestine lungo le strade delle città più grandi del mondo, in questo caso tutto ebbe inizio per quelle di Los Angeles per poi spostarsi sino al Giappone per la precisione a Tokyo nell'ottimo terzo capitolo. Ma dal quarto capitolo in poi il format delle corse clandestine è andato a farsi benedire, con l'aggiunta di un nuovo incipit d'intrattenimento, molto più spettacolare e adrenalinico ma pur sempre perdendo lo spirito dei bei vecchi tempi e delle sfide con le auto modificate proprio come i migliori Need For Speed (in tal senso evitabile la piccola citazione). Con il passare del tempo e dei capitoli successivi i nostri eroi hanno avuto perdite e aggiunte nei loro cuori e nelle loro vite, dal quinto capitolo hanno affidato a Dwayne "The Rock" Johnson un personaggio che passando gli anni ha preso più importanza, sino proprio a quest'ultimo capitolo, che avrebbe riportato discordanze tra lui e Vin Diesel sull'importanza dei personaggi sia nel set che fuori con qualche piccola lite, liti che stavano intaccando la realizzazione di questo Fast & Furious 8 (The Fate of the Furious), film del 2017 diretto da F. Gary Gray, e i prossimi capitoli, per la precisione il 9 e il 10 che dovrebbe essere l'epilogo di tutto questo teatrino di tradimenti ed esplosioni. Tuttavia l'ennesimo capitolo è stato prodotto, anche se questo purtroppo, seguendo la scia dell'emozionante (in particolare per la prematura scomparsa di uno degli attori protagonisti, Paul Walker) ma esagerato e banale settimo capitolo (qui la mia recensione), perda nuovamente equilibrio. Perché certo, è ormai da tanto che Fast & Furious si è reinventato, da pellicola di macchine e velocità a stunt movie un po' spy e molto action a la Point Break, un Mission Impossible su quattro ruote (e in tal senso come sia potuto accadere che un action che parlava di corse in auto clandestine e ladri di videoregistratori, era il 2001, abbia generato una saga alla James Bond, nonché una vera e propria mini-epica, sarebbe qualcosa da approfondire), ma qui l'esagerazione supera il limite di sopportazione.

martedì 14 maggio 2019

Baywatch (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/03/2018 Qui - In piena tendenza con i revival che stanno riportando a galla tutti i culti televisivi e cinematografici degli scorsi decenni (poiché purtroppo Hollywood può tutto), ecco Baywatch, il film basato sull'omonima serie tv anni '90 che racconta le avventure dei bagnini guidati da David Hasselhoff alias Mitch Buchannon. Poteva infatti mancare Baywatch fra i tanti franchise da trasporre al cinema? No, ma avrei preferito di si. Non perché tenga particolarmente a cuore quella serie, ma perché dopo il deludente e davvero mediocre reboot di CHiPs, anche in questo adattamento i toni si fanno ben più demenziali, mentre l'umorismo cresce d'intensità fino a sfiorare la parodia. La serie originale era molto kitsch certo, ma si prendeva relativamente sul serio, perché pur avendo elementi da commedia, non scivolava mai nell'autoironia. Il film dell'esperto del genere Seth Gordon (Come ammazzare il capo… e vivere feliciIo sono tu) all'opposto infatti (la cui cifra stilistica verte al surreale-demenziale con qualche sterile gag volgarotta e una lieve exploitation che non sfocia mai nel nudo gratuito), predilige appunto l'umorismo smaccato anche quando affronta gli snodi drammatici, con i suoi intrecci criminosi che sfociano in situazioni comiche o paradossali. Il risultato è che riprendendone gli spunti non si fa altro che replicarla, aggiornando ovviamente (e solo) il reparto gnocca, cosa che, per carità, fa molto piacere, ma è forse davvero poco e/o troppo. Si certo, i tempi cambiano e questo film ne è un lampante esempio, ma questo Baywatch è tamarro, scontato, semplicistico e volgarotto, basilare e sessista. Tuttavia poiché il suddetto non si vergogna di essere proprio ciò appena descritto, e poiché sa dove vuole arrivare, arrivando abbastanza bene e dicendo bene quel (molto poco) che vuole dire, è da premiare l'onestà del regista, che riesce in ogni caso anche elevando all'ennesima potenza il materiale di partenza, a mettere in piedi un film onesto e divertente (scoppiettante), certamente sopra le righe, come detto frivolo, sboccato e volgare ma mai compiaciuto, coerentemente divertente.

martedì 7 maggio 2019

Oceania (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/02/2018 Qui - Il 2016 è stato un grandissimo anno per la Disney, visto che ha confezionato nell'animazione tre successi di critica, ma anche al botteghino. Ha aperto le danze il bellissimo Zootropolis (giustamente vincitore dell'Oscar 2017), le ha continuate il bello ed emozionante Alla ricerca di Dory e le ha concluse appunto, con il film in questione, ovvero l'altrettanto bello e affascinante, Oceania (Moana), film d'animazione del 2016 prodotto da Walt Disney Pictures e i Walt Disney Animation Studios e diretto da Ron Clements e John Musker. Quest'ultimo però, già classico Disney, non raggiunge il livello dei suddetti precedenti film, perché anche se quest'altro ottimo lavoro di Disney che, con la sua nuova "principessa che non vuol essere una principessa", centra di nuovo l'obbiettivo, anche grazie a personaggi e ambientazioni completamente inedite, e anche se realizza un film d'animazione eccellente sia per grandi che piccini, non ha stessa profondità, intensità e coinvolgimento. Tuttavia seppur io abbia apprezzato di più Zootropolis per il messaggio più maturo, questa è stata una bella sorpresa. Anche perché la casa di produzione, dopo aver sfidato i cliché nel precedente Frozen: Il regno di ghiaccio (personalmente non proprio eccezionale), torna sulla strada classica continuando, però, a innovarsi sotto qualche aspetto (molto interessante e più "originale") come quello dell'escludere completamente la love story. Una particolarità del film è quella di raccontare appunto una storia avventurosa, lontana dai classici Disney come BiancaneveCenerentola e altri progetti e, soprattutto, senza un principe azzurro pronto a salvarle la vita. Perché qui, il ruolo della "salvatrice" spetta a lei.

mercoledì 6 marzo 2019

San Andreas (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 10/04/2017 Qui - Ammetto di avere una certa predilezione per Dwayne Johnson alias The Rock, credo anche di non aver mai nascosto questo, in ogni caso le aspettative per San Andreas, film catastrofico del 2015 diretto dal quasi sconosciuto Brad Peyton, autore non proprio eccelso, anzi, a stento si salva solo Viaggio nell'isola misteriosa (con lo stesso protagonista principale), erano abbastanza elevate, anche se ovviamente non m'aspettavo un capolavoro. Attese che purtroppo sono state, almeno in parte, disattese, anche se inaspettatamente questo film in ottica di genere è un film catastrofico onesto e ben fatto, certo, come opera filmica vale poco, resta il "divertimento". D'altronde il film dà quanto promette, perché nonostante una sceneggiatura come ovvio prevedibile, e nonostante si capisce che rimane un B-movie, dove le scemenze vanno anche loro fuori scala come le scosse, sia scemenze dette, che scemenze fatte, che scemenze scientifiche di vario tipo, San Andreas (che ovviamente si riferisce alla faglia di Sant'Andrea, ed essendo un catastrofico, si capisce che per Los Angeles ma soprattutto per San Francisco saranno cavoli amari) è un catastrofico più che sufficiente e fatto anche abbastanza bene. Difatti senza soffermarsi troppo sul comunque pessimo script di Carlton Cuse (Lost), se no non si capisce nulla, in questo film infatti ci si "godono" le catastrofi e le sfighe varie e si passano un paio d'ore, finita lì. Certo, per la qualità, se fossi andato al cinema sarebbero stati soldi sprecati, era consigliabile perciò (come ho fatto io) aspettare il passaggio tv, ed è così che l'ho visto.

domenica 2 dicembre 2018

Fast & Furious 7 (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/02/2016 Qui - Da affezionato della serie non potevo non vedere su canale5 la scorsa settimana l'ultimo capitolo della saga automobilistica più adrenalinica di sempre, Fast & Furious 7 (2015). L'aspettavo da tanto questo settimo film che non sarà però, ovviamente, l'ultimo. L'ultimo è stato invece per il compianto e amatissimo protagonista Paul Walker, morto tragicamente quando le riprese del film erano ancora in corso. Per completare il film, i due suoi fratelli hanno prestato volto e corpo per poterlo finire degnamente e regalare ai fan uno dei finali più belli e tristi di sempre, perché effettivamente Walker era l'anima del film, il cuore della storia. Storia che riprende da dove aveva concluso il precedente capitolo, quando un rivale viene ferito gravemente dalla banda di Toretto. Il cast si allarga e già alla prima scena troviamo un personaggio che lotta sempre per i buoni ma in questo nei panni del 'cattivo', fratello di Shaw, ossia Jason Statham in una entrata decisamente d'effetto, per non usare un eufemismo. La trama di questo capitolo è semplice, il 'roccioso' Hobbs ferito da Deckard (Statham) avvisa Dom del pericolo che sta correndo, questo spietato assassino delle forze speciali infatti è in cerca di vendetta e la morte di Han da Tokyo è solo l'inizio. L'inseguimento comincia ma quando i due se li stanno dando di santa ragione arriva una squadra delle operazioni segrete, comandata da Frank Petty, il "Signor Nessuno". Shaw ne approfitta e fugge. Frank informa Dom che lo assisterà nel fermare Deckard, ma solo se egli ricambierà nell'impedire che un mercenario di nome Mose Jakande ottenga l'Occhio di Dio (praticamente la macchina di Person of Interest), un computer in grado di scovare qualsiasi persona, e di salvarne il proprio creatore, un hacker di nome Ramsey, dagli uomini di Jakande. Dom così rimette insieme la sua squadra e insieme organizzano un piano di salvataggio. Piano che tra inseguimenti tra macchine, camion, proiettili ed elicotteri, tra crolli, esplosioni spettacolari e salto di grattacieli, tra mazzate e mazzate andrà a buon fine. E la lotta tra i due, rinviata, finalmente avviene ma con un risultato ampliamente quasi scontato, ma nonostante il carcere di Shaw, son sicuro che tra i due non è ancora finita, ne vedremo ancora delle belle.

martedì 23 ottobre 2018

Hercules: il guerriero (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/12/2015 Qui -  Hercules: il guerriero è un film del 2014 diretto e co-prodotto da Brett Ratner, basato sulla graphic novel Hercules: La guerra dei Traci della Radical Comics. Questa pellicola rappresenta il secondo film del 2014 sulla figura leggendaria di Ercole, dopo Hercules: La leggenda ha inizio. Ma questo secondo capitolo è molto diverso soprattutto visivamente e stilisticamente, anche nel rappresentare gli dei ma è quasi la continua del precedente. Nei panni di Hercules c'è Dwayne Johnson (The Rock), che ha ammesso di aver sempre desiderato di interpretare questo personaggio da quando (15 anni fa) aveva iniziato a darsi al cinema con il Re Scorpione. Al contrario di altri questo film è unico nel suo genere, per la prima volta c'è qualcuno che al cinema affronta la mitologia greca per quello che è: mito, racconto, narrazione eroica prima ancora che manifestazione effettiva, in bilico tra credibile e incredibile, l'eroe non è un dio (e da umano prova tanta paura). Nel mondo di Hercules - Il guerriero il prodigio non è chiaro se esista o meno, gli dei, le creature mitiche, le maledizioni e anche gli interventi sovrannaturali stanno nei racconti ma non si vedono nella realtà, per crederci serve fede e forse una buona dose d'inganni. Ogni mito viene svelato per essere una costruzione basata su una realtà poco metafisica e molto concreta, sempre finalizzato a mettere paura, tenere buoni o esaltare le truppe. Del semidio greco (Eracle, ma all'italiana resta Hercules) sappiamo e vediamo ben poco di "fanta-eroico", il prologo non è altro che il frutto dell'immaginazione di Iolao, figlio di Ificle e nipote di Hercules che mentre cerca di portare a casa la pelle, intrattiene i banditi che lo tengono in ostaggio con il mito della semi-divinità, inventando storie ricche d'azione e sciabolate: Hercules (nella leggenda un semidio figlio di Zeus) possiede davvero la forza di un dio, ma è un comunissimo uomo terreno, un orfano ateniese, mortale ma dotato di una forza sovrumana. Hercules, reduce dalle dodici fatiche affidategli dal re di Micene Euristeo per espiare il massacro della sua stessa famiglia, guida un gruppo di fedeli ed esperti mercenari.