Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2024 Qui - Chi si approccia a questa pellicola sa già cosa trova. E qui in effetti ci sta tutto, nel bene nel male: le auto, le esplosioni, dialoghi fuori le linee, sceneggiatura inesistente, personaggi che tornano, acrobazie da cartone animato e la family. Da Los Angeles a Roma (parzialmente Torino spacciata per la capitale d'Italia) fino a Rio De Janeiro e Portogallo, dove si consuma un finale al cardiopalma. C'è da dire che rispetto al precedente capitolo si esagera fortunatamente di meno, tuttavia il fatto di essere questa solo la prima parte, ne svilisce il risultato e l'intrattenimento. Ed alla fine sempre mediocre. Voto: 5 [Sky]
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mercoledì 31 gennaio 2024
Fast X (2023)
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venerdì 22 dicembre 2023
Dungeons & Dragons - L'onore dei ladri (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Conoscevo il gioco solo per fama, non mi aspettavo niente, anche se la canzone Wings of Time dei Tame Impala faceva ben presagire, e infatti musica di qualità e grandissima sorpresa nel complesso, nel scoprire un fantasy notevole di puro intrattenimento: personaggi carismatici, trama avventurosa e piena di imprevisti, ironia facilona ma che strappa più di una risata. Mi sono innamorato di questo gruppo di eroi ladri falliti dove il capo realizza solo "piani" destinati a fallire. Chiaramente la sceneggiatura è la cosa migliore, riesce a creare un perfetto bilanciamento tra le scene d'azione e l'ilarità continua degli avvenimenti (funzionano anche i momenti più "emotivi"). Se bisogna trovare una pecca sta nella CGI a volte poco curata, ma che nulla toglie al ritmo e alla godibilità del film. Di un film che cita, omaggia e conquista. Divertimento assicurato per 2 ore. Voto: 7
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lunedì 31 gennaio 2022
Fast & Furious 9 - The Fast Saga (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2022 Qui - Come un cartone animato, chi conosce il brand lo sa bene ed è abituato
alle scene impossibili e contro ogni legge fisica, svuotato ormai da
quello che doveva essere lo spirito originale la serie è votata a ogni
capitolo solo a strabiliare sempre più con scene assurde, esplosioni ed
esagerazioni di ogni tipo, come dice la Michelle Rodriguez al termine di
una delle scene più pazze: "Questa mi è nuova!". Ad ogni modo a sto
giro, tra macchine che vanno nello spazio e personaggi che resuscitano,
questo forse è il peggior capitolo della saga, esageratamente e
ingiustificatamente lungo, orfano della coppia Hobbs&Shaw che
avevano dato una ventata di freschezza al franchise (e pure uno
spin-off) oltre a dare più ironia cosa che in questo film manca del
tutto con dialoghi logorroici e stucchevoli. Si viaggia per inerzia e si
arriva sfiniti con l'unica certezza, continua (malauguratamente). Voto:
4,5
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mercoledì 13 novembre 2019
Widows - Eredità criminale (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/11/2019 Qui
Tema e genere: Un heist movie declinato al femminile che ha come punti cardine la miseria umana e la sete di potere. Ma è anche un thriller drammatico, purtroppo però sin troppo smaccato e dalla tesi prevedibile per convincere minimamente.
Tema e genere: Un heist movie declinato al femminile che ha come punti cardine la miseria umana e la sete di potere. Ma è anche un thriller drammatico, purtroppo però sin troppo smaccato e dalla tesi prevedibile per convincere minimamente.
Trama: A Chicago quattro donne, rimaste vedove dopo l'uccisione dei rispettivi mariti, si uniscono per scampare da debiti e minacce, e organizzano una rapina.
Recensione: Una Chicago attuale ma colma di irregolarità governative, stile Capone d'annata (dove il 18° distretto diventa l'oggetto dei desideri di due sponde, nessuna delle quali dedita a legge e onestà, nessuna delle quali presumibilmente avulsa di quattrini), è la location della quale si serve Steve McQueen per adattare, cinematograficamente parlando, l'omonima (e anonima) serie tv degli anni '80, aiutato dalla sceneggiatura di Gillian Flynn, non una qualunque, già scrittrice del romanzo Gone Girl e poi sceneggiatrice della trasposizione cinematografica diretta da David Fincher, ma non basta, tremenda delusione. Perché certo, non si può dire che manchi il materiale narrativo, in questo guazzabuglio convulso, serioso ed altamente improbabile che segna il ritorno in regia di Steve McQueen, un cineasta fino ad ora assai apprezzato con Shame, Hunger e soprattutto 12 Anni Schiavo, pellicole notevoli in grado di azzerare quasi la sua iniziale imbarazzante omonimia provocata dal suo nome "impegnativo", qui alla sua prima clamorosa débâcle (almeno secondo il presente punto di vista), ma molte, troppe, sono le cose che qui non funzionano: a partire dalla costruzione dei personaggi, concatenati l'un l'altro da un filo di combinazioni e probabilità assurdi. I due, anzi tre (c'è pure il grande vecchio Robert Duvall) politici coinvolti nella sporca vicenda sono così laidi, beceri e corrotti da apparire come caricature quasi comiche, Liam Neeson, marito della protagonista Viola Davis, è un delinquente incallito ed impenitente, ma viene celebrato al funerale con gli onori che si riservano ad un eroe nazionale, la coppia tra l'altro si scopre afflitta in precedenza da un grave lutto da intolleranza razziale (che accozzaglia incontrollata di carne sul fuoco..) mai elaborato che ha finito per dividerli, ancora, come se non bastasse, il colpo messo a segno comporta tutta una serie di circostanze "ad orologeria" tanto fantasmagoriche ed improbabili, che pare trovarci in un film di fantascienza, tanto risultano campate per aria le vicissitudini delle quattro serissime donne coinvolte, casalinghe frustrate e al verde a causa degli scellerati consorti.
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mercoledì 26 giugno 2019
Nemesi (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2019 Qui - Nemesi (Thriller, Usa 2016): Cosa succede quando uccidi il fratello di una delle più abili chirurghe del pianeta? Che lei ti fa rapire e ti cambia sesso. Questo è quello che accade nei primi venti minuti dell'ultima fatica del regista Walter Hill, vecchia conoscenza del cinema anni '80. Infatti, quando il killer per contratto Frank Kitchen uccide il dissoluto Sebastian Jane, che deve dei soldi alla mala, la sorella della vittima, la Dott.ssa Rachel Jane, chirurgo plastico geniale e body artist, radiata dall'ordine dei medici, medita una vendetta veramente atroce e pedagogica, nelle sue intenzioni, ma Frank non ci pensa proprio a ripartire, non cerca redenzione ma solo vendetta. Dicevo le intenzioni, se quelle di Michelle Rodriguez (con tanto di ridicoli protesi al naso e barbetta finta) tutto sommato riescono, quelle del regista si infrangono immediatamente, anche perché ci vuole una bella dose di sospensione dell'incredulità per star dietro al racconto, che sembra carente proprio in quelli che dovrebbero essere i suoi punti di forza. Difatti, nonostante uno spunto interessante, che viene oltretutto e sostanzialmente ignorato, il film non funziona. Giacché un paio di nudi integrali della protagonista non possono aprire riflessione alcuna sull'impatto emotivo dovuto al cambiamento di sesso, al massimo accennano ad un idea di carnalità che però rimane in superficie, fine a se stessa, un film sulla vendetta, ci tiene il regista a sottolineare questo aspetto, guardandosi bene dal fornire spiegazioni sul cambio di sesso imposto come una punizione. Ed allora, così epurato, il film diventa un banale film sulla vendetta, abbastanza volgare ed inutilmente violento, girato senza un filo di ironia (bel difetto per un "B movie"), una brutta copia di "Jimmy Bobo", tanto per citare un recente lavoro del regista. C'è ben poca azione in Nemesi, i personaggi parlano troppo e spesso a sproposito, il racconto avanza in modo farraginoso e artefatto. Non fosse per Michelle Rodriguez (che concede più corpo, sempre se era il suo davvero, che anima al personaggio, ma con risultati alterni) e per Sigourney Weaver (lei sempre ottima, che vince a mani basse il duello fra star, dimostrando che la classe non è acqua), si sarebbe tentati di mollare il film al suo destino dopo soli 5 minuti. Non lo si fa, ma alla fine i 95 minuti o giù di lì di visione finiscono nel vuoto cosmico. Voto: 4
lunedì 3 giugno 2019
Fast & Furious 8 (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/08/2018 Qui - Sono passati sedici anni ormai dal primo capitolo che dava finalmente una ventata d'aria fresca agli action movie, introducendo per la prima volta le famose corse clandestine lungo le strade delle città più grandi del mondo, in questo caso tutto ebbe inizio per quelle di Los Angeles per poi spostarsi sino al Giappone per la precisione a Tokyo nell'ottimo terzo capitolo. Ma dal quarto capitolo in poi il format delle corse clandestine è andato a farsi benedire, con l'aggiunta di un nuovo incipit d'intrattenimento, molto più spettacolare e adrenalinico ma pur sempre perdendo lo spirito dei bei vecchi tempi e delle sfide con le auto modificate proprio come i migliori Need For Speed (in tal senso evitabile la piccola citazione). Con il passare del tempo e dei capitoli successivi i nostri eroi hanno avuto perdite e aggiunte nei loro cuori e nelle loro vite, dal quinto capitolo hanno affidato a Dwayne "The Rock" Johnson un personaggio che passando gli anni ha preso più importanza, sino proprio a quest'ultimo capitolo, che avrebbe riportato discordanze tra lui e Vin Diesel sull'importanza dei personaggi sia nel set che fuori con qualche piccola lite, liti che stavano intaccando la realizzazione di questo Fast & Furious 8 (The Fate of the Furious), film del 2017 diretto da F. Gary Gray, e i prossimi capitoli, per la precisione il 9 e il 10 che dovrebbe essere l'epilogo di tutto questo teatrino di tradimenti ed esplosioni. Tuttavia l'ennesimo capitolo è stato prodotto, anche se questo purtroppo, seguendo la scia dell'emozionante (in particolare per la prematura scomparsa di uno degli attori protagonisti, Paul Walker) ma esagerato e banale settimo capitolo (qui la mia recensione), perda nuovamente equilibrio. Perché certo, è ormai da tanto che Fast & Furious si è reinventato, da pellicola di macchine e velocità a stunt movie un po' spy e molto action a la Point Break, un Mission Impossible su quattro ruote (e in tal senso come sia potuto accadere che un action che parlava di corse in auto clandestine e ladri di videoregistratori, era il 2001, abbia generato una saga alla James Bond, nonché una vera e propria mini-epica, sarebbe qualcosa da approfondire), ma qui l'esagerazione supera il limite di sopportazione.
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giovedì 9 maggio 2019
I Puffi - Viaggio nella foresta segreta (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/02/2018 Qui - I Puffi - Viaggio nella foresta segreta (Animazione, Usa 2017): Dopo due film a tecnica mista parecchio bruttarelli seppur godibili e facili a vedersi, ecco nuovamente i Puffi nel terzo lungometraggio, ed interamente animato, a loro dedicati. Purtroppo però, seppur pieno di buone intenzioni, esse naufragano nella noia e nell'ovvietà. Perché questo film infantile e risibile diretto da Kelly Asbury, forse prodotto esclusivamente per dare ulteriore impulso al marketing dei pupazzetti blu, che urla modernità quasi avesse paura di essere etichettato come antiquato, manca di originalità, è banale ed esile. Smurfs: The Lost Village infatti, che mette nuovamente (come nel secondo) al centro della vicenda Puffetta, che fatica a trovare un suo ruolo nel villaggio e che quando viene a sapere di un villaggio misterioso attraversa, con i suoi amici la foresta incantata con alle calcagne il perfido Gargamella, nonostante l'ottima grafica computerizzata non va oltre il compitino (a tal proposito i difetti, come un'ambigua colonna sonora, sono più dei pregi). Perché sì, rimane la tenerezza di base e si amplia il lato comico, con battute, specie del caro mago malvagio (e iperattivo), abbastanza tristi, ma rimane un prodotto mediocre nell'animo (ricevibile soprattutto per i più piccoli) nonostante i buoni mezzi tecnici. Voto: 5,5
domenica 2 dicembre 2018
Fast & Furious 7 (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/02/2016 Qui - Da affezionato della serie non potevo non vedere su canale5 la scorsa settimana l'ultimo capitolo della saga automobilistica più adrenalinica di sempre, Fast & Furious 7 (2015). L'aspettavo da tanto questo settimo film che non sarà però, ovviamente, l'ultimo. L'ultimo è stato invece per il compianto e amatissimo protagonista Paul Walker, morto tragicamente quando le riprese del film erano ancora in corso. Per completare il film, i due suoi fratelli hanno prestato volto e corpo per poterlo finire degnamente e regalare ai fan uno dei finali più belli e tristi di sempre, perché effettivamente Walker era l'anima del film, il cuore della storia. Storia che riprende da dove aveva concluso il precedente capitolo, quando un rivale viene ferito gravemente dalla banda di Toretto. Il cast si allarga e già alla prima scena troviamo un personaggio che lotta sempre per i buoni ma in questo nei panni del 'cattivo', fratello di Shaw, ossia Jason Statham in una entrata decisamente d'effetto, per non usare un eufemismo. La trama di questo capitolo è semplice, il 'roccioso' Hobbs ferito da Deckard (Statham) avvisa Dom del pericolo che sta correndo, questo spietato assassino delle forze speciali infatti è in cerca di vendetta e la morte di Han da Tokyo è solo l'inizio. L'inseguimento comincia ma quando i due se li stanno dando di santa ragione arriva una squadra delle operazioni segrete, comandata da Frank Petty, il "Signor Nessuno". Shaw ne approfitta e fugge. Frank informa Dom che lo assisterà nel fermare Deckard, ma solo se egli ricambierà nell'impedire che un mercenario di nome Mose Jakande ottenga l'Occhio di Dio (praticamente la macchina di Person of Interest), un computer in grado di scovare qualsiasi persona, e di salvarne il proprio creatore, un hacker di nome Ramsey, dagli uomini di Jakande. Dom così rimette insieme la sua squadra e insieme organizzano un piano di salvataggio. Piano che tra inseguimenti tra macchine, camion, proiettili ed elicotteri, tra crolli, esplosioni spettacolari e salto di grattacieli, tra mazzate e mazzate andrà a buon fine. E la lotta tra i due, rinviata, finalmente avviene ma con un risultato ampliamente quasi scontato, ma nonostante il carcere di Shaw, son sicuro che tra i due non è ancora finita, ne vedremo ancora delle belle.
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