venerdì 27 febbraio 2026

I film del mese (Febbraio 2026)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 27/02/2026 Qui - Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato su i film candidati ai Premi Oscar di quest'anno.

Presence (Horror/Thriller 2024) - Un esperimento metacinematografico in cui lo sguardo dello spettatore diventa parte integrante del film: la "presenza" che osserva i personaggi siamo, in fondo, anche noi. L'idea formale è più forte della storia, che si appoggia a dinamiche familiari e crisi già viste, ma Soderbergh costruisce un one‑location film sorprendentemente efficace grazie a regia, montaggio e uso dello spazio. La ghost story vira più sul dramma che sull'horror, senza spaventi, ma con un'attenzione costante alle relazioni e ai non detti. Il POV e la messa in scena minimalista creano un'atmosfera curiosamente ipnotica, pur con qualche limite (stacchi troppo lunghi, ritmo altalenante). Nel complesso è un film interessante, non rivoluzionario, che vive più di stile che di sostanza ma riesce comunque a coinvolgere fino al finale. Voto: 6,5

Drop - Accetta o rifiuta (Dramma/Thriller 2025) - Un thriller ad alta tensione che funziona finché si accetta di mettere da parte le molte forzature narrative. Christopher Landon abbandona la commedia slasher (Freaky l'ultima) per un gioco hitchcockiano ambientato quasi interamente in un ristorante di lusso, dove lo smartphone diventa l'arma del ricatto e ogni personaggio appare sospetto. La storia procede con buon ritmo e mantiene viva la tensione, sostenuta da una convincente Meghann Fahy, anche se il finale scivola nell'inverosimile e nell'eccesso. Un intrattenimento solido, non originale, ma efficace nel suo meccanismo di paranoia e accerchiamento. Voto: 6

Un film fatto per Bene (Documentario/Commedia 2025) - Un'opera-mosaico in cui Franco Maresco intreccia tre film mancati: il progetto su Carmelo Bene, il biopic seicentesco mai realizzato e la sua stessa autofiction. Ne nasce un metacinema caotico e sarcastico, a metà tra "Effetto notte" e "Lost in La Mancha", dove l'ironia si fa risentimento e il collage di materiali (dal making of della CinicoTV alle citazioni cinefile) appare tanto esilarante quanto pretestuoso. Il film alterna intuizioni brillanti, crudeltà discutibili e momenti autocelebrativi, oscillando tra omaggio e funerale grottesco del cinema italiano. Imperfetto, irregolare, ma indiscutibilmente Maresco. Voto: 6

The Monkey (Horror/Commedia 2025) - Non un vero horror, ma una black comedy splatter che gioca con il racconto di Stephen King trasformandolo in un divertissement grottesco. Il regista punta su umorismo macabro, morti creative e un immaginario volutamente esagerato, più vicino a "Final Destination" che alle sue atmosfere più cupe. La tensione funziona a tratti, il ritmo cala quando entra in scena il dramma familiare, e l'originalità non è il punto forte. Resta però un B‑movie divertente, sanguinoso e coerente nel suo registro, un lavoro minore ma curioso nella filmografia di Oz Perkins (precedentemente reduce dalle ambigue fatiche diaboliche di Longlegs). Voto: 6

Elisa (Dramma 2025) - Dramma carcerario ispirato a una storia vera, costruito come il lento percorso di memoria e riconoscimento di una donna condannata per un delitto che non ricorda. Il regista riprende l'ambiente chiuso già esplorato in Ariaferma, ma qui lo restringe alla dimensione individuale, trasformando la cella in uno spazio mentale più che fisico. La regia resta sobria e controllata, tutta giocata su sguardi, silenzi e piccoli scarti emotivi. Barbara Ronchi offre un'interpretazione credibile e trattenuta, ben sostenuta da Roschdy Zem e dal sobrio cast. La narrazione rinuncia ai colpi di scena per una ricostruzione lineare e intima, che però a tratti soffre di ripetitività e dialoghi troppo dilatati. Nonostante questi limiti, il film rimane solido, riflessivo e capace di interrogare sul peso della colpa e sulla possibilità di comprenderla davvero. Voto: 6

Il padre dell'anno (Commedia/Dramma 2024) - Una commedia drammatica che segue binari prevedibili ma resta piacevole grazie alla sensibile regia e alla presenza magnetica di Michael Keaton, ben affiancato da Mila Kunis. Il film punta su toni agrodolci e dialoghi semplici, mantenendo un'atmosfera calda e familiare. La prima parte scorre con freschezza, mentre il secondo atto perde incisività e non approfondisce davvero il rapporto padre‑figlia, limitandosi a soluzioni lineari. Pur senza sorprendere né innovare, rimane un titolo genuino e leggero, sostenuto da un cast affiatato e da una regia che sa cogliere le dinamiche emotive con delicatezza. Voto: 6

Here (Dramma 2024) - Zemeckis dopo Pinocchio costruisce un esperimento affascinante: uno spazio immobile attraversato da secoli di vita, dove la casa diventa teatro di esistenze che si sfiorano senza toccarsi. L'idea è forte, la resa visiva impressionante, e il gioco temporale offre momenti davvero suggestivi. Ma l'impianto concettuale finisce spesso per soffocare le storie: alcuni segmenti risultano incompiuti, altri superflui, e l'eccesso di artificio digitale crea distanza invece di emozione. Pur con un finale potente e qualche intuizione brillante, Here resta un'opera a metà, più interessante da osservare che da vivere, un film che affascina ma raramente coinvolge davvero. Voto: 6

L'amico fedele (Dramma/Commedia 2024) - Dramma elegante ma irregolare, il film fatica a trovare un equilibrio: la prima parte è fiacca, intrappolata in una malinconia di superficie e in una New York troppo compiaciuta, mentre il rapporto tra Iris e l'alano Apollo cresce con misura senza scadere nel sentimentalismo. L'ingresso più deciso di Bill Murray dà finalmente spessore emotivo e l'ultima mezz'ora trova un'intensità che prima mancava, grazie anche a una Naomi Watts naturale e convincente. Resta però una cappa di letterarietà che smorza l'empatia e impedisce all'adattamento di decollare davvero. Un film curato, tenero a tratti, ma complessivamente diseguale. Voto: 5,5

The Fox (Dramma 2022) - Il film racconta il legame tra Franz, giovane soldato segnato da un'infanzia traumatica, e la volpe che trova durante la campagna di Francia. La guerra resta sullo sfondo, mentre il rapporto uomo‑animale diventa il vero cuore della storia, scelta che evita deviazioni romantiche e dà al film un'identità distinta. La fotografia è splendida e il finale colpisce senza difese. Non mancano limiti: il ritmo a tratti si affloscia e la ricostruzione storica è essenziale, quasi minimale. Ma la sincerità del rapporto tra i due protagonisti, unita alla prova intensa di Simon Morzè, permette al film di elevarsi oltre la media e di lasciare un segno emotivo autentico. Voto: 6+

Heretic (Horror/Thriller 2024) - Il film (che conferma la vocazione della A24 per i film non banali) parte in modo folgorante: un thriller psicologico teso, costruito sul confronto tra due missionarie e il disturbante Mr. Reed. I dialoghi teologici, l’atmosfera da "escape room" e la regia curata creano un crescendo magnetico, sostenuto da un Hugh Grant sorprendente e dalle ottime prove di Sophie Thatcher e Chloe East. La riflessione sulle iterazioni della fede, con il parallelo a "Monopoly", è uno dei momenti più incisivi e originali. Quando però la storia oltrepassa la famosa porta, il film perde compattezza e scivola verso un horror più convenzionale, con qualche forzatura e un finale meno incisivo. Nonostante ciò, resta un'opera originale, ben interpretata e capace di mantenere alta la tensione per buona parte della sua durata. Voto: 6,5

OSCAR MOVIE

KPop Demon Hunters (Animazione/Musicale/Avventura 2025) - Un film animato che fonde folklore coreano, K‑pop e action in un'animazione esplosiva e coloratissima. Maggie Kang (qui regista in co-abitazione con Chris Appelhans) omaggia le proprie radici con creature mitiche, estetica da anime e ritmo da videoclip, mentre le protagoniste (imperfette e divertenti) incarnano un empowerment leggero e spontaneo. Le canzoni sono ben integrate, anche se l'autotune può risultare invadente. La trama è semplice e prevedibile, ma l'ambientazione curata, i dettagli visivi e un antagonista riuscito compensano i limiti. Il film diverte, scorre veloce e conquista per energia e fantasia, pur sfiorando soltanto le criticità dell'industria K‑pop. Un prodotto godibile e trascinante, più spettacolo che satira, ma efficace nel suo intento. Voto: 6,5

Train Dreams (Dramma 2025) - Un uomo comune attraversa l'America delle origini, vivendo tra la natura primordiale e i primi segni di modernità che avanzano. La sua esistenza scorre lenta, fatta di lavoro nei boschi, di piccoli momenti di felicità con la moglie e la figlia, fino alla tragedia che lo lascia solo con i suoi ricordi. Il dolore lo accompagna mentre il mondo cambia attorno a lui, ma il suo resta immobile, sospeso tra rimpianti e speranze fragili. La regia contemplativa, le immagini maestose dei paesaggi e l'atmosfera quasi spirituale richiamano il cinema di Terrence MalickJoel Edgerton offre una prova intensa, sostenuta da un cast solido e da una fotografia che esalta la forza della natura. Ne nasce un racconto intimo, malinconico, forse non originale, ma capace di toccare corde profonde con sincerità e misura. Voto: 7

Jurassic World - La rinascita (Sci-fi/Azione 2025) - Il nuovo Jurassic non rinnova davvero il franchise, ma recupera con mestiere la formula classica: trama lineare, missione chiara, gruppo diviso sull'isola e una serie di sequenze di sopravvivenza ben costruite. Gareth Edwards dirige con solidità e valorizza un cast affiatato, con Scarlett JohanssonMahershala Ali e Manuel Garcia‑Rulfo in buona forma. Visivamente il film funziona, pur restando prevedibile e segnato da un forte senso di déjà-vu. L'azione è efficace, l'ironia calibrata e gli effetti speciali ben dosati. Un capitolo che non sorprende, ma riporta la saga a un livello dignitoso dopo gli eccessi della trilogia precedente. Voto: 6

F1 - Il film (Sportivo/Azione 2025) - Un blockbuster adrenalinico che punta tutto su spettacolo e tecnica: Kosinski riprende la formula di Top Gun: Maverick e la applica alla F1, regalando gare girate con un realismo impressionante, un sonoro travolgente e una fotografia che esalta ogni dettaglio in pista. La trama segue schemi classici (caduta, riscatto, rivalità) ma Brad Pitt funziona bene come veterano in cerca di redenzione, mentre Bardem e Condon aggiungono solidità al cast, anche se i personaggi restano piuttosto stereotipati. La durata è abbondante e le forzature non mancano, ma il ritmo regge e l'intrattenimento è garantito. La presenza di veri piloti e circuiti dà un valore aggiunto che farà felici gli appassionati, pur restando un film accessibile anche a chi non segue la F1. Un'americanata di lusso, confezionata con grande mestiere. Voto: 7

Una battaglia dopo l'altra (Dramma/Thriller 2025) - Il nuovo film di Paul Thomas Anderson è un'opera anarchica e satirica che mescola grottesco, action e critica sociale in un'America polarizzata e riconoscibilissima. Il camera car rasoterra e altre trovate visive amplificano l'esperienza fisica, mentre la storia alterna humour nero, tensione e riflessioni sull'estremismo politico. DiCaprio è straordinario, Del Toro incisivo e Penn volutamente sopra le righe nel ruolo del suprematista bianco. La struttura è frammentata, a tratti geniale e a tratti dispersiva, con personaggi che entrano ed escono e un ritmo che non sempre tiene. Ma la regia resta potente, culminando in un inseguimento finale memorabile. Imperfetto ma vibrante, è un film (rispetto a Licorice Pizza) che colpisce più per energia e visione che per coesione narrativa. Voto: 7+

venerdì 30 gennaio 2026

I film del mese (Gennaio 2026) - Seconda Parte

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/01/2026 Qui - Ecco la seconda parte della lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Il secondo speciale cinematografico del mese è incentrato sulla Giornata della Memoria, con il classico Film che la ricorda.

Scomode verità (Dramma 2024) - Patsy è un personaggio dominato da rabbia e aggressività, che sfoga su famiglia e conoscenti senza che il film offra reali motivazioni oltre a pochi cenni su traumi passati. Ne risulta una figura spesso caricaturale, nonostante l'intensa interpretazione della Jean-Baptiste. Il racconto, tipicamente Leightiano (come Peterloo ed altri), procede in modo lineare e si concentra quasi esclusivamente su di lei, ma la mancanza di un adeguato approfondimento psicologico genera freddezza e sbilanciamento. Restano memorabili alcuni scontri quotidiani (nel negozio di mobili, al parcheggio, al supermercato) e un cast complessivamente solido. Voto: 5,5

Blink Twice (Thriller 2024) - Un thriller derivativo ma efficace, che richiama Get Out e The Menu pur trovando una sua identità nel tema della violenza di genere e in un finale più beffardo e femminista del previsto. La regia di Zoe Kravitz (talentuosa attrice qui al suo debutto da regista) costruisce con lentezza un clima di inquietudine crescente, tra ironia, surreale e lampi di horror, sostenuta da una fotografia satura e da un cast solido in cui spicca l'ambiguità di Channing Tatum. La trama non brilla per originalità e qualche ingenuità affiora, ma l'intrattenimento funziona e il twist conclusivo dà la giusta scossa. Un esordio imperfetto ma godibile. Voto: 6,5

Una figlia (Dramma 2025) - Dopo MiaIvano Di Matteo torna a raccontare adolescenti fragili e contesti familiari tesi, ma questa volta il risultato è meno incisivo. L'omicidio che apre la storia genera spunti forti (soprattutto nelle sequenze del carcere minorile) senza però trovare un vero approfondimento emotivo o sociale. La regia punta su un realismo anni '80-'90, ma spesso scivola in una drammaticità facile. Ginevra Francesconi è la più convincente, mentre Stefano Accorsi resta sacrificato da una scrittura debole. Buone alcune figure di contorno, meno riuscita la rappresentazione della Polizia. Un film che si segue, ma che rimane sospeso e poco coraggioso. Voto: 5,5

The Alto Knights - I due volti del crimine (Dramma/Gangster 2025) - Un omaggio al gangster movie classico, con Barry Levinson (alla regia 10 anni dopo il modesto Rock the Kasbah) che rilegge Martin Scorsese senza però raggiungerne l'energia. L'idea del doppio ruolo funziona: Robert De Niro regge il film con carisma, incarnando due volti opposti del crimine organizzato, anche se trucco e gestualità tradiscono l'età. La ricostruzione d'epoca è curata e la fotografia dà solidità, ma il racconto resta statico, verboso e poco incisivo, privo di veri guizzi. Un'opera professionale, dignitosa, che aggiunge poco al genere ma si lascia vedere grazie al mestiere dei suoi autori. Voto: 6

Eden (Thriller 2024) - Ron Howard parte da una storia affascinante ma realizza un film corretto più che memorabile. L'ambientazione selvaggia di Floreana diventa teatro di un'umanità corrosa da invidia, paranoia e istinti primordiali, in un racconto più cupo del solito per il regista (che con Tredici vite aveva realizzato il classico compitino). La confezione è solida e il cast notevole (con un trio di donne pazzesche), anche se alcune prove risultano sopra le righe e la durata pesa. L'idea dell'Eden che si trasforma in inferno è interessante, ma il film resta statico e poco incisivo (come fu Elegia americana), lasciando la sensazione di un'occasione solo in parte sfruttata. Voto: 5,5

L'amore che non muore (Romantico 2024) - Un film che mescola commedia, dramma, noir e persino musical con energia disordinata ma contagiosa. Gilles Lellouche (bravo attore e regista interessante, vedasi 7 uomini a mollo) firma un racconto imperfetto e disomogeneo, sostenuto però da un ritmo alto, una colonna sonora trascinante e personaggi vivi nelle loro fragilità. La storia d'amore tra una ragazza "perbene" e un giovane già segnato dal crimine funziona, nonostante qualche prevedibilità e la lunga durata. Cast solido, con François Civil più incisivo della pur intensa Adele Exarchopoulos. Un'opera passionale, non impeccabile ma coinvolgente. Voto: 7

Heart Eyes - Appuntamento con la morte (Romantico/Horror 2025) - Uno slasher contaminato dalla commedia romantica, poco originale ma sorprendentemente divertente. Josh Ruben (già regista del "simpatico" A cena con il lupo - Werewolves Within) conosce bene il genere: cita Scream, inserisce un killer dal look efficace (con gli occhi a cuoricino) e dosa bene ritmo, ironia e qualche spruzzata di cattiveria. La trama è prevedibile e l'identità dell'assassino si intuisce presto, ma i protagonisti funzionano, i dialoghi scorrono e le sequenze splatter si integrano con leggerezza. Un intrattenimento semplice, senza pretese, che fa esattamente ciò che promette. Voto: 6

Guglielmo Tell (Storico/Dramma 2024) - Un classico racconto di cappa e spada che rilegge la leggenda di Guglielmo Tell (ben interpretato da Claes Bang) con cura visiva e solide ricostruzioni d'epoca. I paesaggi svizzeri e le scene di battaglia funzionano, così come un cast ben scelto, con Ben Kingsley particolarmente incisivo. Tuttavia, la narrazione resta troppo concentrata sul protagonista senza approfondirlo davvero, i dialoghi risultano deboli e la durata si fa sentire. Un film (diretto da Nick Hamm, il regista dell'interessante Driven - Il caso DeLorean) diligente, corretto, ma poco memorabile, pur offrendo qualche momento di autentica tensione. Voto: 6

Black Bag - Doppio gioco (Thriller 2025) - Un elegante esercizio di stile di Steven Soderbergh (regista che torna in pista dopo il deludente Kimi - Qualcuno in ascolto, arrivato dopo una serie di buoni film tra i quali No Sudden Move): una spy‑story algida, verbosa e priva di vera azione, sostenuta soprattutto dalla confezione impeccabile e dal carisma di Michael Fassbender e Cate Blanchett. La trama, una classica caccia alla talpa, richiede attenzione assoluta per non perdersi nei dialoghi tecnici e nei molti nomi, e pur partendo bene finisce per perdere slancio, approdando a un finale alla Agatha Christie. Curato, breve e raffinato, ma poco memorabile. Voto: 6+

M3GAN 2.0 (Sci-fi/Azione 2025) - Un sequel diretto del precedente che abbandona l'horror domestico per trasformarsi in un action fantascientifico pieno di citazioni, ritmo forsennato e CGI impeccabile. La dinamica bambina‑robot sparisce quasi del tutto, lasciando spazio a un giocattolone colorato dove Megan diventa l'eroina alla Terminator 2 contro la nuova minaccia Amelia. L'intreccio si allarga a complotti e geopolitica, a volte con troppa carne al fuoco, ma il divertimento non manca: sparatorie, arti marziali alla Matrix, esplosioni e momenti cult come la sequenza alla Supercar. Meno riusciti i sermoni sull'AI, ma come intrattenimento fracassone funziona. Voto: 6

Flight Risk - Trappola ad alta quota (Thriller 2025) - Un thriller a basso budget e tra i lavori meno riusciti (anzi il peggiore) di Mel Gibson regista. Ambientato quasi tutto su un aereo, soffre di effetti modesti, colpi di scena prevedibili e un sentimentalismo fuori luogo. Mark Wahlberg diverte come villain sopra le righe, mentre Topher Grace e Michelle Dockery convincono solo a tratti. Qualche momento adrenalinico c'è, ma la trama è telefonata e l'insieme resta scorrevole quanto dimenticabile. In attesa che Gibson ritrovi davvero la sua forma, quella che gli permise di dirigere nel 2016 il bellissimo La battaglia di Hacksaw Ridge, dramma bellico di memorabile intensità. Voto: 4,5

IL FILM DELLA MEMORIA

Il dono più prezioso (Animazione/Dramma 2024) - Un film che segna il debutto nell'animazione di Michel Hazanavicius (regista eclettico che tra un remake inutile e principi "dimenticati" è capace di realizzare film memorabili come questo), che adatta la favola di Jean-Claude Grumberg raccontando la Shoah dal punto di vista dei "salvati". La vicenda della neonata gettata dal vagone e salvata da una coppia di taglialegna diventa una fiaba dura e umanissima, priva di retorica, capace di restituire l'orrore attraverso immagini essenziali e un'animazione acquerellata, grezza e poetica. La voce narratrice e la musica di Alexandre Desplat aggiungono profondità emotiva a un racconto quasi muto, dove la semplicità formale amplifica la tragedia. Presentato a Cannes, il film (che avrebbe meritato una candidatura agli Oscar) unisce rigore morale, delicatezza visiva e un messaggio umanista che parla a tutti, trasformando una storia di dolore in una piccola, luminosa parabola di resistenza e compassione. Voto: 7

lunedì 19 gennaio 2026

I film del mese (Gennaio 2026) - Prima Parte

Post pubblicato su Pietro Saba World il 19/01/2026 Qui - Ecco la prima parte della lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Il primo speciale cinematografico del mese è incentrato su Lupin III, con sei film animati della filmografia recente (a me mancanti) sul ladro gentiluomo.

La trama fenicia (Commedia/Avventura 2025) - Wes Anderson conferma il suo stile inconfondibile: impeccabile nella forma, maniacale nei dettagli, visivamente irresistibile. Ma La trama fenicia mostra anche i limiti di un autore che sembra ripetere all'infinito gli stessi schemi. L'estetica è splendida, le geometrie perfette, i capitoli ben costruiti, e la coppia Del Toro–Threapleton funziona; tuttavia la narrazione è altalenante, a tratti confusa, e la sensazione di déjà-vu domina ogni fotogramma. Il film tenta di rinnovarsi con una storia tra spy‑story e satira sul capitalismo, oltre al tema familiare caro al regista, ma il risultato è freddo, poco emotivo e privo di quel calore che caratterizzava i suoi lavori migliori. I personaggi restano rigidi, la trama c'è e non c'è, e l'insieme appare più come un esercizio di stile che come un racconto coinvolgente. Un'opera minore (come Asteroid City), consigliata soprattutto a chi trova conforto nell'estetica Andersoniana e nei suoi rituali visivi, più che a chi cerca qualcosa di davvero nuovo. Voto: 6

Companion (Thriller/Sci-fi 2025) - Uno di quei film che funziona solo se visto senza sapere nulla. Il twist dopo mezz'ora cambia completamente direzione e conoscere la premessa lo indebolisce. È una black comedy fantascientifica che gioca sulla mascolinità tossica e sul controllo nelle relazioni, con toni più leggeri rispetto ai classici del genere. L'idea dei robot‑partner è attuale e credibile, anche se alcuni elementi (come l'assurda opzione "violenza al 100%") rivelano buchi di sceneggiatura e portano a derive action meno riuscite. Nonostante ciò, ritmo e cast funzionano: Sophie Thatcher e Jack Quaid (alias Mr. Morfina) reggono bene il mix di thriller, commedia e sci‑fi. Non è originale come Ex Machina o Westworld, ma intrattiene, diverte e scorre senza pretese. Da vedere senza informazioni e senza aspettative. Voto: 6,5

Dumb Money (Commedia/Dramma 2023) - Film, diretto dal regista di Crudelia e soprattutto Tonya, piacevole e accessibile anche a chi non conosce la vicenda reale, raccontata con quello stile frizzante tipico dei biopic post The Wolf of Wall Street. La storia, pur complessa, scorre bene grazie a personaggi simpatici e ben caratterizzati, anche se il ritmo cala un po' nel finale. Rientra nel filone degli "instant movie" sull'attualità e sfrutta con efficacia il classico schema dello sfigato che si riscatta. Non punta al capolavoro, ma è confezionato con cura e si lascia seguire senza fatica. Il racconto del caso GameStop diventa una versione moderna di Davide contro Golia: piccoli investitori contro i giganti di Wall Street, con i social come arma inaspettata. Qualche tecnicismo può risultare ostico, ma nel complesso è una storia interessante e ben resa. Voto: 6,5

Paternal Leave (Dramma 2025) - Il film segue una quindicenne tedesca che arriva in Italia per conoscere il padre mai incontrato. Ne nasce un dramma intimo fatto di silenzi, goffi tentativi di comunicazione e ferite mai elaborate. La regia di Alissa Jung adotta uno stile sobrio e osservativo, a volte efficace, a volte appesantito da lentezze, simbolismi ripetuti e un'eccessiva ricerca di "autorialità". Il film vive soprattutto sulle spalle dei due protagonisti: Juli Grabenhenrich e Luca Marinelli, entrambi credibili e naturali. La storia procede tra momenti toccanti e passaggi più sbrigativi, senza offrire facili riconciliazioni né ottimismo di comodo. Ritratto agrodolce di un rapporto impossibile da ricucire del tutto, è un'opera curata ma altalenante, che convince più per le interpretazioni che per la costruzione narrativa. Voto: 6

Wolf Man (Dramma/Horror 2025) - Leigh Whannell rilegge il licantropo in chiave moderna puntando più sul dramma familiare e sulla metafora della malattia degenerativa che sull'horror classico. L'idea della trasformazione come isolamento fisico ed emotivo funziona, così come alcune scelte registiche (in primis la soggettiva del lupo) ma la narrazione procede a fasi alterne e la parte centrale si impantana in ripetizioni. Whannell elimina la mitologia tradizionale (luna piena, argento) e costruisce un home invasion teso ma meno incisivo rispetto al suo The Invisible Man. Il film resta dignitoso, sostenuto dalle ottime prove del cast, da un buon make‑up e da una fotografia efficace. Pur con momenti riusciti, è un'opera che ha più il "volto" che il cuore del lupo mannaro classico: interessante nelle intenzioni, meno potente nell'esecuzione. Voto: 6+

Dragon Trainer (Fantastico/Avventura 2025) - Live‑action che segna l'ottimo debutto della DreamWorks nel campo delle trasposizioni: fedele allo spirito dell'originale, emozionante e realizzato con cura. Dean DeBlois riprende quasi integralmente la struttura del film del 2010, arricchendo però i personaggi e ampliando leggermente la mitologia. La CGI funziona, Sdentato mantiene il design cartoonesco che lo rende espressivo e le scene di volo sono spettacolari, sostenute da una colonna sonora coinvolgente. Buona anche la caratterizzazione dei comprimari e convincente il rapporto tra Hiccup e Stoick, solido Gerard Butler in carne e ossa. Non è un remake innovativo, ma una fiaba avventurosa ben confezionata, visivamente efficace e capace di intrattenere sia i fan storici sia chi si avvicina per la prima volta alla storia. Voto: 7

L'amore, in teoria (Romantico/Commedia 2025) - Una rom‑com fresca che racconta con leggerezza le incertezze sentimentali della Gen Z, divisa tra iper‑connessione e solitudine emotiva. Al centro c'è Leone, studente timido e innamorato della persona sbagliata, che attraverso i servizi sociali incontra Flor e il clochard Meda, figure che lo spingono a vivere l'amore invece di analizzarlo.  La regia di Luca Lucini è scorrevole, Milano funziona da sfondo autentico e la colonna sonora contemporanea dà ritmo. La storia non è rivoluzionaria e qualche personaggio resta stereotipato, ma il film intrattiene con calore e sincerità. Nicolas Maupas è il vero punto di forza: delicato, credibile, capace di dare profondità a un ragazzo pieno di fragilità. Una commedia semplice ma autentica, perfetta come "comfort movie" moderno. Voto: 6

Mission: Impossible - The Final Reckoning (Azione/Thriller 2025) - Film che chiude (forse) la saga con un capitolo più cupo e narrativo del solito, meno ricco di azione ma capace di alzare la posta con toni quasi fantascientifici. Tom Cruise resta il fulcro, ma questa volta il cast di supporto ha più spazio e funziona bene. Le sequenze spettacolari sono poche ma molto lunghe e folli (soprattutto quella subacquea e quella aerea) mentre il resto punta su dialoghi, spiegazioni tecniche e un'atmosfera più pesante. Il film soffre di qualche buco di sceneggiatura, personaggi un po' sottili e un ritmo altalenante nella parte centrale, ma scorre comunque con facilità nonostante le quasi tre ore. Esai Morales è un villain efficace ma poco presente; Hayley Atwell e Simon Pegg aggiungono energia, mentre il tono ironico è ridotto al minimo. Non è il finale epico che molti si aspettavano, ma rimane un capitolo solido, divertente e coerente con la saga, con un messaggio chiaro: la tecnologia va dominata, non subita. Voto: 6+

LUPIN III ANIMATION

Lupin III - Il sigillo di sangue, la sirena dell'eternità (Animazione/Fantastico 2011) - Un'avventura classica di Lupin, con tutti gli elementi tipici: tesoro misterioso, azione, humour, doppi giochi di Fujiko e una buona dose di fascino. Il character design retrò richiama il Lupin di Miyazaki, mentre il nuovo cast di doppiatori funziona senza stonature. Ottima, come sempre, la colonna sonora di Yuji Ohno. La storia della sirena e delle due pietre offre spunti piacevoli, anche se il tono fantasy indebolisce un po' l'insieme e alcuni cliché si ripetono (Goemon messo in difficoltà, antagonisti biondi). Rimangono però momenti riusciti: i siparietti di Fujiko, Zenigata in versione comica, la piccola che chiama Lupin "maestro". Nel complesso uno special curato, prevedibile ma godibile, non tra i migliori, ma comunque capace di intrattenere chi ama il personaggio. Voto: 6+

Lupin III - La pagina segreta di Marco Polo (Animazione/Thriller 2012) - 23° special di Lupin III, Another Page segue la caccia alla pagina perduta del "Milione", che condurrebbe a un tesoro capace di fermare tutte le guerre. Lupin la cerca per profitto, mentre l'antagonista Lombardo vuole impedirne la scoperta per salvare il suo traffico d'armi. Il viaggio porta la banda da Genova al Giappone, intrecciando le leggende di Yoshitsune e Benkei. La struttura è quella classica (tesoro, tradimenti di Fujiko, Zenigata alle calcagna, Goemon in ritiro), ma il ritmo è lento, con poche scene d'azione e qualche momento morto; Fujiko e Zenigata compaiono poco. Il character design è debole, mentre doppiaggio e musica restano ottimi. Nel complesso uno special discreto, godibile per chi conosce poco la saga, ma tra i meno riusciti per i fan di lunga data. Voto: 6

Lupin III - La principessa della brezza: La città nascosta nel cielo (Animazione/Avventura 2013) - Special televisivo che porta una ventata d'aria fresca nella saga di Lupin III grazie a un ritmo vivace e a un comparto artistico più curato della media, nonostante una CGI talvolta invasiva. La storia, semplice ma frizzante, trascina Lupin in un'avventura internazionale dopo aver raccolto per caso un bambino, tra bande rivali, regni in rivolta e un usurpatore manovrato da un industriale senza scrupoli. Il film punta su un'avventura più fantasiosa e scanzonata del solito, ricca di inseguimenti e scontri spettacolari. I comprimari funzionano senza brillare, mentre Lupin appare più energico e generoso. Disegni e animazioni risultano superiori agli special precedenti. Nel complesso un titolo divertente, non tra i migliori, ma sicuramente godibile. Voto: 6+

Lupin the IIIrd - La lapide di Jigen Daisuke (Animazione/Azione 2014) - Film che inaugura il trittico di Takeshi Koike con un Lupin cupo, pulp e vicino allo spirito originale di Monkey Punch. L'atmosfera è hard‑boiled, adulta e violenta, lontana dal tono scanzonato delle produzioni più recenti. Jigen è protagonista assoluto, ritratto come un sicario glaciale più che come la storica "spalla", mentre Fujiko (come mai prima d'ora) brilla in sequenze visivamente audaci (forse troppo). La trama è semplice ma solida, sostenuta da un villain efficace e da un comparto visivo di grande impatto, moderno ma debitore della prima serie. L'opera soffre un po' del minutaggio ridotto e di comprimari poco sviluppati, ma resta una visione obbligata per i fan e un ottimo ingresso per i nuovi spettatori. Un Lupin più adulto, sporco e magnetico, che funziona. Voto: 6,5

Lupin III - La partita italiana (Animazione/Thriller 2016) - Uno special televisivo anomalo: più che un film originale, un collage di tre episodi della serie (L'avventura italiana) con trenta minuti inediti a fare da collante. L'idea del Conte mascherato e del tesoro di Cagliostro avrebbe potuto funzionare, ma la narrazione si blocca ogni volta che riemerge il materiale televisivo, creando un effetto spezzato e poco coinvolgente. La sceneggiatura risulta debole, con personaggi introdotti e subito dimenticati e situazioni prive di logica, mentre l'unico vero pregio resta il comparto tecnico: ottimo character design, belle ambientazioni e una sigla notevole. Tuttavia lo special appare vuoto, ripetitivo e incapace di sfruttare l'ambientazione italiana o la presenza di Rebecca. Nel complesso un prodotto modesto, evitabile per chi conosce già la serie. Voto: 5,5

Lupin the IIIrd - Ishikawa Goemon getto di sangue (Animazione/Azione 2017) - Film che prosegue il filone cupo e maturo inaugurato da Koike, riportando Lupin e soci a un'estetica vicina al manga originale e alla prima serie. Mette al centro Goemon, mostrato più vulnerabile del solito e coinvolto in un duello brutale con Hawk, villain carismatico ma non sempre approfondito. Lo stile è estremo, violento, quasi splatter, con richiami a Tarantino e un comparto tecnico eccellente: animazioni fluide, regia energica, character design incisivo. La trama resta semplice e lineare, più resa dei conti che avventura, e Lupin ha un ruolo marginale. Nonostante limiti e prevedibilità, il film funziona per atmosfera, intensità e coerenza stilistica, risultando imperdibile per chi ama il Lupin "giacca verde" e la visione più adulta del franchise. Voto: 6,5

mercoledì 31 dicembre 2025

I migliori film visti nel 2025

Post pubblicato su Pietro Saba World il 31/12/2025 Qui - Ecco la classifica delle migliori pellicole cinematografiche viste quest'anno, quei film che secondo mia personale opinione consiglierei di vedere, poiché soddisfacenti, adeguati e/o mediamente pregevoli. Tuttavia opinabili sono i miei giudizi e toccherebbe allo spettatore la decisione ultima, nessuna responsabilità, ma io ve l'ho detto. In ogni caso la lista di tutti film belli e brutti visti quest'anno trovate nella pagina FILM ANNO PER ANNO DAL 2015 AD OGGI.


  • 31. Voto: 7 - Wallace e Gromit - Le piume della vendetta (2024): È un film leggero e divertente, con tutto il fascino artigianale di Aardman e l'umorismo slapstick tipico di Nick Park. Pur con qualche personaggio secondario meno riuscito, resta un'ora e venti di intrattenimento brillante e irresistibile.
  • 30. Voto: 7 - In a Violent Nature (2024): Uno slasher originale e minimale che, seguendo lo sguardo dell'assassino, costruisce tensione silenziosa e immagini brutali. Imperfetto ma memorabile per atmosfera e approccio.
  • 29. Voto: 7 - Nessuno ti salverà (2023): Un fanta‑horror muto elegante e teso, sorretto dalla prova intensa di Kaitlyn Dever e da una regia visivamente impeccabile. Originale e inquietante, funziona nonostante qualche imperfezione.
  • 28. Voto: 7 - Inside - À l'intérieur (2007): Un'opera estrema e claustrofobica della New French Extremity: tensione altissima, splatter brutale e due protagoniste intense, pur con qualche forzatura e un finale discutibile.
  • 27. Voto: 7 - Predator - Killer dei Killer (2025): Un'antologia animata solida e coinvolgente, con ottima resa visiva e un episodio giapponese particolarmente riuscito. Qualche calo finale, ma resta un capitolo originale che arricchisce la saga.
  • 26. Voto: 7 - Follemente (2025): Una commedia brillante sul caos delle emozioni, sorretta da un cast affiatato e da un'idea semplice ma efficace. Rallenta un po' nel finale, ma resta un piccolo film fresco e godibile.
  • 25. Voto: 7 - Pupille - In mani sicure (2018): Un film delicato e rassicurante, che racconta l'attesa dell'adozione con sensibilità e senza retorica. Ottime interpretazioni e un tono sereno rendono la storia commovente nella sua semplicità.
  • 24. Voto: 7 - Nosferatu (2024): Un Nosferatu visivamente magnetico e gotico, con un Orlok inquietante e un'estetica impeccabile. La trama resta classica, ma l'insieme funziona come horror d'autore suggestivo.
  • 23. Voto: 7 - Cyrano (2021): Un musical elegante e sorprendente, sostenuto da un cast luminoso e da un'estetica raffinata. Qualche eccesso nelle coreografie, ma Dinklage emoziona e il film conquista con la sua dolcezza.
  • 22. Voto: 7 - Triangle of Sadness (2022): Una satira feroce e grottesca, divertente e corrosiva, con un cast impeccabile. Qualche eccesso finale, ma Östlund colpisce duro e coinvolge.
  • 21. Voto: 7 - Flee (2021): Un racconto sincero e toccante, che alterna animazione semplice e repertorio per dare forma al trauma e all'identità di un giovane profugo. Meno incisivo di Valzer con Bashir, ma ricco di immagini potenti e di un'emotività autentica.
  • 20. Voto: 7 - Better Man (2024): Un biopic musicale frenetico e visionario, ricco di ritmo, cuore e trovate audaci. Tra CGI spettacolare, melodramma e ironia pop, Better Man scorre con energia psichedelica e un tocco di tenero kitsch.
  • 19. Voto: 7 - The Call (2020): Un thriller psicologico sudcoreano sorprendente, costruito su paradossi temporali svelati con grande abilità. Mistero, tensione e un colpo di scena efficace lo rendono un'opera originale e davvero godibile.
  • 18. Voto: 7 - Giurato numero 2 (2024): Un dramma giudiziario teso e diretto con fermezza: qualche forzatura, ma Eastwood firma un film avvincente e senza compromessi.
  • 17. Voto: 7 - La terra promessa (2023): Un'avventura storica solida e coinvolgente, impeccabile nella ricostruzione e sostenuta da un cast eccellente. Elegante e avvincente, si segue con vero piacere.
  • 16. Voto: 7 - Nickel Boys (2024): Due ragazzi afroamericani affrontano gli abusi di un riformatorio, in un racconto duro ma pieno di umanità. Dopo un inizio lento, il film diventa una potente riflessione su razzismo, amicizia e dignità.
  • 15. Voto: 7 - September 5 - La diretta che cambiò la storia (2024): Un racconto teso e rispettoso, che rivive Monaco '72 senza sensazionalismi. Ricostruzione impeccabile e grande intensità umana.
  • 14. Voto: 7 - Lunana - Il villaggio alla fine del mondo (2019): Un film semplice e delicato, ricco di emozioni sincere e splendida fotografia. Nonostante il finale amaro, resta un'opera garbata e coinvolgente.
  • 13. Voto: 7 - The Girl with the Needle (2024): Un dramma cupo e angosciante, girato in un bianco e nero espressionista che amplifica miseria e tensione. Intenso e disturbante, grazie anche alle ottime interpretazioni, lascia un segno pur non essendo per tutti.
  • 12. Voto: 7 - Il mio amico robot (2023): Un film d'animazione emozionante e originale, capace di raccontare amicizia e amore senza dialoghi. Tra un'estetica semplice ma suggestiva e una New York anni '80 ricca di atmosfera, la storia cresce fino a un finale di grande intensità emotiva.
  • 11. Voto: 7 - Il seme del fico sacro (2024): Un film iraniano intenso e coraggioso, che parte come un forte dramma sociale e si trasforma in un thriller claustrofobico. La svolta finale convince più sul piano simbolico che narrativo, ma l'opera resta solida e di grande qualità.
  • 10. Voto: 7 - Goksung - La presenza del diavolo (2016): Un horror coreano potente e inquieto, che unisce dramma familiare, folklore e tensione esistenziale. Pur penalizzato da un minutaggio eccessivo, resta un'opera magnetica e ambiziosa, culminata in un finale enigmatico che amplifica il suo fascino disturbante.
  • 9. Voto: 7 - Super/Man: The Christopher Reeve Story (2024): Un documentario toccante che celebra la resilienza di Christopher Reeve: qualche momento retorico, ma il ricordo è potente e commovente.
  • 8. Voto: 7 - The Holdovers - Lezioni di vita (2023): Un film dal fascino anni '70, toccante e ben interpretato, con un grande Paul Giamatti. Non originalissimo, ma ricco di cuore e davvero memorabile.
  • 7. Voto: 7+ - Frankenstein (2025): Una rilettura gotica e intima di Frankenstein, visivamente potente e sostenuta da interpretazioni solide. Del Toro rinnova il mito senza tradirlo, pur con qualche limite negli effetti digitali.
  • 6. Voto: 7+ - The Substance (2024): Un body horror audace e provocatorio, visivamente travolgente e sorretto da due interpretazioni intense. Qualche lentezza e un finale molto splatter non ne intaccano la forza: resta un'opera inquietante e memorabile.
  • 5. Voto: 7+ - Holy Spider (2022): Un thriller cupo e disturbante che unisce tensione e denuncia sociale, mostrando una società patriarcale che giustifica l'orrore. Realistico, ben recitato e amaro nel finale, è un'opera scomoda ma necessaria.
  • 4. Voto: 7,5 - Flow - Un mondo da salvare (2024): Opera coraggiosa e suggestiva, capace di emozionare con il solo potere delle immagini nonostante i limiti tecnici e qualche ripetizione. Il messaggio ecologista è chiaro, a tratti troppo esplicito, ma il film resta un piccolo gioiello europeo dal cuore autentico.
  • 3. Voto: 7,5 - The Brutalist (2024): Corbet firma un melodramma epico e moderno, che trasforma la storia di Laslo Toth in una potente riflessione sul sogno americano tradito. Brody è magistrale e, nonostante qualche eccesso, il film sfiora il capolavoro.
  • 2. Voto: 7,5 - Io sono ancora qui (2024): Salles racconta la dittatura attraverso la storia dei Paiva, trasformando un dramma familiare in denuncia civile. L'intensa prova di Fernanda Torres dà al film una forza semplice ma incisiva.
  • 1. Voto: 7,5 - La zona d'interesse (2023): Un'esperienza sonora potentissima: Glazer costruisce un film in cui musica e sound design evocano l'orrore senza mostrarlo, creando un impatto profondo. Qualche lentezza non ne intacca la forza, e le ultime sequenze restano davvero sconvolgenti.

I peggiori film visti dell'anno (2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 31/12/2025 Qui - Ecco la classifica delle peggiori pellicole cinematografiche viste quest'anno, quei film che secondo mia personale opinione sconsiglierei di vedere, poiché non soddisfacenti, deludenti e/o mediamente scadenti. Tuttavia opinabili sono i miei giudizi e toccherebbe allo spettatore la decisione ultima, nessuna responsabilità, ma io vi ho avvisato. In ogni caso la lista di tutti film belli e brutti visti quest'anno trovate nella pagina FILM ANNO PER ANNO DAL 2015 AD OGGI.


  • 18. Voto: 5 - L'orto americano (2024): Un film elegante ma sbilanciato: il mix di generi non trova coesione, la sceneggiatura resta fragile e il protagonista poco incisivo. Il bianco e nero affascina, ma l'opera convince solo a tratti.
  • 17. Voto: 5 - Eterno visionario (2024): Un biopic solido ma appesantito da eccessi teatrali: Bentivoglio è intenso, ma la messa in scena enfatica e la durata eccessiva rendono il racconto poco fluido. Placido dirige con mestiere, ma il film resta più interessante che davvero coinvolgente.
  • 16. Voto: 5 - Maria (2024): Un biopic elegante e malinconico, curato nello stile ma poco coinvolgente. Jolie è raffinata, ma il film resta anonimo nonostante l'ottima atmosfera.
  • 15. Voto: 5 - Parthenope (2024): Un film visivamente affascinante ma povero di sostanza: Sorrentino privilegia l'estetica e Parthenope finisce per smarrirsi, lasciando una certa delusione.
  • 14. Voto: 5 - Drive-Away Dolls (2024): Il debutto di Ethan Coen convince poco: buona intesa tra le protagoniste, ma dialoghi e trama si disperdono, lasciando un film poco incisivo.
  • 13. Voto: 5 - Finalmente l'alba (2023): Un film curato nell'ambientazione ma povero di sostanza: la storia si disperde, i personaggi risultano caricaturali e il finale convince poco. Un'occasione sprecata nonostante i mezzi.
  • 12. Voto: 5 - L'esorcista - Il credente (2023): David Gordon Green tenta di rilanciare L'Esorcista, ma tra cameo forzati, idee sprecate e una sceneggiatura senza forza il film risulta un'operazione debole e deludente.
  • 11. Voto: 5 - The Old Guard 2 (2025): Un sequel fiacco e senza mordente: ritmo lento, azione poca e personaggi poco incisivi, con la sola Theron a reggere il tutto.
  • 10. Voto: 5 - Peter Pan & Wendy (2023): Un live action elegante ma piatto, privo di slancio narrativo e di vera magia. Nonostante la cura visiva e un buon Uncino di Jude Law, Peter Pan resta incolore e la storia non riesce a incantare.
  • 9. Voto: 5 - Seance - Piccoli omicidi tra amiche (2021): Un horror al femminile con buone atmosfere e un'eroina efficace, ma appesantito da false piste forzate, un movente debole e un finale improbabile. Pur con qualche spunto, resta un film convenzionale.
  • 8. Voto: 5 - Il buco - Capitolo 2 (2024): Un prequel poco incisivo, con protagonisti spenti e una sceneggiatura senza idee forti. Nonostante il buon cast, resta trascurabile.
  • 7. Voto: 4,5 - Un film Minecraft (2025): Un film povero di idee, sorretto quasi solo dal carisma di Jack Black e Jason Momoa. Trama debole, personaggi piatti e un mondo di Minecraft appena accennato lo rendono un prodotto infantile e inconcludente.
  • 6. Voto: 4,5 - Fall (2022): Un survival che punta tutto sulle vertigini: visivamente efficace, ma scritto in modo debole e prevedibile. Le protagoniste non convincono e i colpi di scena sono telefonati.
  • 5. Voto: 4,5 - Biancaneve (2025): Un live action curato ma poco incisivo: storia prolissa, canzoni invadenti e protagonista senza vero slancio. Un prodotto per famiglie che non lascia il segno.
  • 4. Voto: 4,5 - Babygirl (2024): Un thriller erotico confuso e pieno di cliché, spesso involontariamente comico. Kidman è coraggiosa, ma il film resta poco incisivo e il cast sprecato.
  • 3. Voto: 4,5 - I Saw the TV Glow (2024): Un film più vicino al dramma psicologico che all'horror, visivamente affascinante ma narrativamente frammentato. Ambizioso nelle idee, resta però poco coinvolgente e finisce per lasciare più perplessità che emozioni.
  • 2. Voto: 4 - Emilia Pérez (2024): Un mix ardito ma mal calibrato: il film oscilla tra thriller e musical senza trovare una vera identità. La storia resta superficiale, le canzoni spezzano il ritmo e, nonostante qualche guizzo visivo, l'insieme lascia freddi e perplessi.
  • 1. Voto: 3,5 - The Crow - Il corvo (2024): Un remake imbarazzante e senza identità: storia d'amore debole, personaggi piatti, regia confusa e uno splatter finale fuori luogo. Un rifacimento mal riuscito che lascia solo la sensazione di tempo sprecato.

lunedì 29 dicembre 2025

Movies Vintage Awards 2025

Post pubblicato su Pietro Saba World il 29/12/2025 Qui - Ecco la classifica generale di tutti i film "Vintage" visti quest'anno, film antecedenti agli anni 2000 che ho visto in occasione di speciali cinematografici e/o di specifiche circostanze, tra i quali la Notte Horror. Tutte situazioni che mi hanno permesso di scoprire e in alcuni casi riscoprire film che hanno fatto storia e/o che sono diventati dei cult, ma anche pellicole dimenticate. Sarà la curiosità o la nostalgia di certi periodi e generi, però mai mi stancherò di vedere e/o rivedere questo Cinema immortale.


  • 34. Voto: 5La casa di Cristina (2000): Un film pieno di incongruenze e scelte grottesche, salvato solo in parte da un'idea finale mal gestita e dal carisma della protagonista.
  • 33. Voto: 5,5 - Manitù, lo spirito del male (1978)Un horror bizzarro e memorabile, che mescola rituali antichi, tecnologia e momenti grotteschi fino a un finale imprevedibile e irresistibilmente eccentrico.
  • 32. Voto: 6- - Call Me Tonight (1986): Un OAV leggero e più comico che horror‑erotico, con stile anni '80, buoni design dei demoni e una storia semplice ma piacevole.
  • 31. Voto: 6 - WXIII: Patlabor the Movie 3 (2002): Un capitolo tecnicamente curato ma senza identità, che imita Oshii senza raggiungerne la profondità e si salva solo grazie a un finale amaro riuscito.
  • 30. Voto: 6 - Dragon's Heaven (1988): Un OAV breve e visivamente affascinante, semplice nella trama ma ricco di stile e curiosità, perfetto per gli appassionati dell'animazione anni '80 più sperimentale.
  • 29. Voto: 6 - Morte a 33 giri (1986): Un horror metal anni '80 più nostalgico che valido, divertente nel suo trash ma sorretto soprattutto dall’atmosfera d’epoca più che dal reale valore cinematografico.
  • 28. Voto: 6 - Cabal (1990): Un horror‑fantasy appassionato e imperfetto, che ribalta i ruoli tra mostri e umani offrendo un'esperienza godibile ma lontana dal capolavoro.
  • 27. Voto: 6 - Lo squartatore di New York (1982): Un giallo imperfetto ma dignitoso, sostenuto più dall'estro visivo di Fulci che da una trama prevedibile e da una tensione spesso incostante.
  • 26. Voto: 6+ - Roujin Z (1991): Un anime delicato e ben curato che riflette sull'anzianità e sui limiti dell'empatia artificiale, efficace nonostante qualche ingenuità di tono.
  • 25. Voto: 6+ - Patlabor 2: The Movie (1993): Un film tecnicamente eccellente ma narrativamente più freddo e pesante, che sacrifica coinvolgimento e tensione in favore di riflessioni politico‑militari meno incisive.
  • 24. Voto: 6+ - Mimic (1997): Un horror solido e godibile, derivativo ma efficace, valorizzato da ottime creature e da un'atmosfera tesa che sopperisce alla scarsa originalità.
  • 23. Voto: 6+ - La cosa da un altro mondo (1951): Un cult più storico che coinvolgente, interessante per capire l'evoluzione del genere ma oggi poco incisivo rispetto al remake di Carpenter.
  • 22. Voto: 6+ - Hardware - Metallo letale (1990): Un cult cyberpunk grezzo ma magnetico, che sopperisce alla semplicità narrativa con un'estetica potente fatta di atmosfera, ritmo e visioni post‑apocalittiche.
  • 21. Voto: 6+ - Demon City Shinjuku, la città dei mostri (1988): Un anime oscuro e stilizzato, derivativo ma affascinante, che punta tutto su estetica e atmosfera più che su originalità narrativa.
  • 20. Voto: 6+ - Quella villa accanto al cimitero (1981): Un horror sporco e visionario ma poco incisivo, che punta sull'atmosfera marcescente più che su una narrazione solida, risultando il capitolo meno ispirato della trilogia.
  • 19. Voto: 6+ - Patlabor: The Movie (1989): Un film solido e accessibile, più introspettivo che action, valorizzato dalla regia elegante di Oshii e da un tono leggero che lo rende piacevole anche senza essere memorabile.
  • 18. Voto: 6,5 - Mobile Suit Gundam II: Soldati del dolore (1981): Un secondo capitolo più maturo ed emotivamente devastante, che approfondisce la crescita dei personaggi e alza la posta della trilogia nonostante qualche eccesso nelle battaglie.
  • 17. Voto: 6,5 - Midori - La ragazza delle camelie (1992): Un'opera d'animazione estrema e disturbante, dominata dall'Ero Guro e da un'estetica malsana che colpisce più per l'impatto artistico che per il conforto emotivo.
  • 16. Voto: 6,5 - La spina del diavolo (2001): Un film affascinante e già maturo, una fiaba nera che anticipa il Del Toro migliore grazie a atmosfera, regia e un'ambientazione di grande forza emotiva.
  • 15. Voto: 6,5 - Memories (1995): Un'antologia visivamente potente e varia, con un capolavoro ("Magnetic Rose"), due esperimenti riusciti a metà e un valore complessivo che la rende imprescindibile per chi ama l'animazione d'autore.
  • 14. Voto: 6,5 - Vampire Hunter D: Bloodlust (2000): Un adattamento visivamente superiore ma più romantico che horror, discreto e godibile, capace di eguagliare il film del 1985 pur senza reali picchi di originalità.
  • 13. Voto: 6,5 - Sette note in nero (1977): Un thriller onirico e coinvolgente, discreto ma imperfetto, che affascina più per atmosfera e tensione che per un finale davvero convincente.
  • 12. Voto: 6,5 - Non si deve profanare il sonno dei morti (1974): Un piccolo cult italo‑spagnolo cupo e incisivo, che unisce critica eco‑sociale e zombi classici in un horror atmosferico e sorprendentemente efficace nonostante i limiti produttivi.
  • 11. Voto: 6,5 - Ballata macabra (1976): Un film d'atmosfera che, pur nella sua classicità, brilla per ambiguità, grandi interpretazioni e un finale davvero memorabile.
  • 10. Voto: 7- - Paura nella città dei morti viventi (1980): Un horror cupo e crudele, ricco di immagini potenti e suggestioni gotiche, più memorabile nelle singole scene che nella sua coesione narrativa.
  • 9. Voto: 7 - Macross - Il film (1984): Un film d'animazione armonioso e memorabile, che unisce fantascienza, sentimento e un finale poetico grazie a musica e design di altissimo livello.
  • 8. Voto: 7 - Crepuscolo di Tokyo (1957): Un ritratto familiare cupo e disilluso, dove Ozu trasforma il dolore quotidiano in un cinema essenziale e incisivo.
  • 7. Voto: 7 - Mobile Suit Gundam III: Incontro nello spazio (1982): Un finale epico e perfettamente calibrato che rielabora la storia con nuova forza, chiudendo la trilogia con eleganza e grande impatto emotivo.
  • 6. Voto: 7+ - Tetsuo: The Iron Man (1989): Un incubo cyberpunk estremo e sperimentale, disturbante ma irresistibilmente creativo, che trasforma la fusione uomo‑macchina in un'esperienza visiva e sonora indimenticabile.
  • 5. Voto: 7+ - Fiori d'equinozio (1958): Una commedia luminosa e malinconica in cui Ozu, al suo primo colore, racconta con ironia il conflitto tra tradizione e modernità attraverso un padre conservatore e una figlia pronta al futuro.
  • 4. Voto: 7+ - Angel's Egg (1985): Un'esperienza animata ermetica e ipnotica, più contemplativa che narrativa, ricca di simbolismi e atmosfera ma volutamente ostica per chi non ama l'animazione sperimentale.
  • 3. Voto: 7,5 - Inizio d'estate (1951): Un ritratto intimo del cambiamento, osservato attraverso la grazia silenziosa di Noriko. Ozu trasforma i gesti quotidiani in pura emozione, con la luminosità radiosa di Setsuko Hara.
  • 2. Voto: 8 - Viaggio a Tokyo (1953): Un ritratto sobrio e universale del distacco generazionale, raccontato con la delicatezza senza tempo di Ozu, dove i gesti minimi diventano una meditazione profonda sul cambiamento.
  • 1. Voto: 9 - Lo squalo (1975): Un capolavoro senza tempo, una lezione di suspense in cui Spielberg trasforma il "non visto" in pura tensione, dando vita a un'icona pop che ancora oggi resta impeccabile e irresistibile.