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lunedì 19 gennaio 2026

I film del mese (Gennaio 2026) - Prima Parte

Post pubblicato su Pietro Saba World il 19/01/2026 Qui - Ecco la prima parte della lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Il primo speciale cinematografico del mese è incentrato su Lupin III, con sei film animati della filmografia recente (a me mancanti) sul ladro gentiluomo.

La trama fenicia (Commedia/Avventura 2025) - Wes Anderson conferma il suo stile inconfondibile: impeccabile nella forma, maniacale nei dettagli, visivamente irresistibile. Ma La trama fenicia mostra anche i limiti di un autore che sembra ripetere all'infinito gli stessi schemi. L'estetica è splendida, le geometrie perfette, i capitoli ben costruiti, e la coppia Del Toro–Threapleton funziona; tuttavia la narrazione è altalenante, a tratti confusa, e la sensazione di déjà-vu domina ogni fotogramma. Il film tenta di rinnovarsi con una storia tra spy‑story e satira sul capitalismo, oltre al tema familiare caro al regista, ma il risultato è freddo, poco emotivo e privo di quel calore che caratterizzava i suoi lavori migliori. I personaggi restano rigidi, la trama c'è e non c'è, e l'insieme appare più come un esercizio di stile che come un racconto coinvolgente. Un'opera minore (come Asteroid City), consigliata soprattutto a chi trova conforto nell'estetica Andersoniana e nei suoi rituali visivi, più che a chi cerca qualcosa di davvero nuovo. Voto: 6

Companion (Thriller/Sci-fi 2025) - Uno di quei film che funziona solo se visto senza sapere nulla. Il twist dopo mezz'ora cambia completamente direzione e conoscere la premessa lo indebolisce. È una black comedy fantascientifica che gioca sulla mascolinità tossica e sul controllo nelle relazioni, con toni più leggeri rispetto ai classici del genere. L'idea dei robot‑partner è attuale e credibile, anche se alcuni elementi (come l'assurda opzione "violenza al 100%") rivelano buchi di sceneggiatura e portano a derive action meno riuscite. Nonostante ciò, ritmo e cast funzionano: Sophie Thatcher e Jack Quaid (alias Mr. Morfina) reggono bene il mix di thriller, commedia e sci‑fi. Non è originale come Ex Machina o Westworld, ma intrattiene, diverte e scorre senza pretese. Da vedere senza informazioni e senza aspettative. Voto: 6,5

Dumb Money (Commedia/Dramma 2023) - Film, diretto dal regista di Crudelia e soprattutto Tonya, piacevole e accessibile anche a chi non conosce la vicenda reale, raccontata con quello stile frizzante tipico dei biopic post The Wolf of Wall Street. La storia, pur complessa, scorre bene grazie a personaggi simpatici e ben caratterizzati, anche se il ritmo cala un po' nel finale. Rientra nel filone degli "instant movie" sull'attualità e sfrutta con efficacia il classico schema dello sfigato che si riscatta. Non punta al capolavoro, ma è confezionato con cura e si lascia seguire senza fatica. Il racconto del caso GameStop diventa una versione moderna di Davide contro Golia: piccoli investitori contro i giganti di Wall Street, con i social come arma inaspettata. Qualche tecnicismo può risultare ostico, ma nel complesso è una storia interessante e ben resa. Voto: 6,5

Paternal Leave (Dramma 2025) - Il film segue una quindicenne tedesca che arriva in Italia per conoscere il padre mai incontrato. Ne nasce un dramma intimo fatto di silenzi, goffi tentativi di comunicazione e ferite mai elaborate. La regia di Alissa Jung adotta uno stile sobrio e osservativo, a volte efficace, a volte appesantito da lentezze, simbolismi ripetuti e un'eccessiva ricerca di "autorialità". Il film vive soprattutto sulle spalle dei due protagonisti: Juli Grabenhenrich e Luca Marinelli, entrambi credibili e naturali. La storia procede tra momenti toccanti e passaggi più sbrigativi, senza offrire facili riconciliazioni né ottimismo di comodo. Ritratto agrodolce di un rapporto impossibile da ricucire del tutto, è un'opera curata ma altalenante, che convince più per le interpretazioni che per la costruzione narrativa. Voto: 6

Wolf Man (Dramma/Horror 2025) - Leigh Whannell rilegge il licantropo in chiave moderna puntando più sul dramma familiare e sulla metafora della malattia degenerativa che sull'horror classico. L'idea della trasformazione come isolamento fisico ed emotivo funziona, così come alcune scelte registiche (in primis la soggettiva del lupo) ma la narrazione procede a fasi alterne e la parte centrale si impantana in ripetizioni. Whannell elimina la mitologia tradizionale (luna piena, argento) e costruisce un home invasion teso ma meno incisivo rispetto al suo The Invisible Man. Il film resta dignitoso, sostenuto dalle ottime prove del cast, da un buon make‑up e da una fotografia efficace. Pur con momenti riusciti, è un'opera che ha più il "volto" che il cuore del lupo mannaro classico: interessante nelle intenzioni, meno potente nell'esecuzione. Voto: 6+

Dragon Trainer (Fantastico/Avventura 2025) - Live‑action che segna l'ottimo debutto della DreamWorks nel campo delle trasposizioni: fedele allo spirito dell'originale, emozionante e realizzato con cura. Dean DeBlois riprende quasi integralmente la struttura del film del 2010, arricchendo però i personaggi e ampliando leggermente la mitologia. La CGI funziona, Sdentato mantiene il design cartoonesco che lo rende espressivo e le scene di volo sono spettacolari, sostenute da una colonna sonora coinvolgente. Buona anche la caratterizzazione dei comprimari e convincente il rapporto tra Hiccup e Stoick, solido Gerard Butler in carne e ossa. Non è un remake innovativo, ma una fiaba avventurosa ben confezionata, visivamente efficace e capace di intrattenere sia i fan storici sia chi si avvicina per la prima volta alla storia. Voto: 7

L'amore, in teoria (Romantico/Commedia 2025) - Una rom‑com fresca che racconta con leggerezza le incertezze sentimentali della Gen Z, divisa tra iper‑connessione e solitudine emotiva. Al centro c'è Leone, studente timido e innamorato della persona sbagliata, che attraverso i servizi sociali incontra Flor e il clochard Meda, figure che lo spingono a vivere l'amore invece di analizzarlo.  La regia di Luca Lucini è scorrevole, Milano funziona da sfondo autentico e la colonna sonora contemporanea dà ritmo. La storia non è rivoluzionaria e qualche personaggio resta stereotipato, ma il film intrattiene con calore e sincerità. Nicolas Maupas è il vero punto di forza: delicato, credibile, capace di dare profondità a un ragazzo pieno di fragilità. Una commedia semplice ma autentica, perfetta come "comfort movie" moderno. Voto: 6

Mission: Impossible - The Final Reckoning (Azione/Thriller 2025) - Film che chiude (forse) la saga con un capitolo più cupo e narrativo del solito, meno ricco di azione ma capace di alzare la posta con toni quasi fantascientifici. Tom Cruise resta il fulcro, ma questa volta il cast di supporto ha più spazio e funziona bene. Le sequenze spettacolari sono poche ma molto lunghe e folli (soprattutto quella subacquea e quella aerea) mentre il resto punta su dialoghi, spiegazioni tecniche e un'atmosfera più pesante. Il film soffre di qualche buco di sceneggiatura, personaggi un po' sottili e un ritmo altalenante nella parte centrale, ma scorre comunque con facilità nonostante le quasi tre ore. Esai Morales è un villain efficace ma poco presente; Hayley Atwell e Simon Pegg aggiungono energia, mentre il tono ironico è ridotto al minimo. Non è il finale epico che molti si aspettavano, ma rimane un capitolo solido, divertente e coerente con la saga, con un messaggio chiaro: la tecnologia va dominata, non subita. Voto: 6+

LUPIN III ANIMATION

Lupin III - Il sigillo di sangue, la sirena dell'eternità (Animazione/Fantastico 2011) - Un'avventura classica di Lupin, con tutti gli elementi tipici: tesoro misterioso, azione, humour, doppi giochi di Fujiko e una buona dose di fascino. Il character design retrò richiama il Lupin di Miyazaki, mentre il nuovo cast di doppiatori funziona senza stonature. Ottima, come sempre, la colonna sonora di Yuji Ohno. La storia della sirena e delle due pietre offre spunti piacevoli, anche se il tono fantasy indebolisce un po' l'insieme e alcuni cliché si ripetono (Goemon messo in difficoltà, antagonisti biondi). Rimangono però momenti riusciti: i siparietti di Fujiko, Zenigata in versione comica, la piccola che chiama Lupin "maestro". Nel complesso uno special curato, prevedibile ma godibile, non tra i migliori, ma comunque capace di intrattenere chi ama il personaggio. Voto: 6+

Lupin III - La pagina segreta di Marco Polo (Animazione/Thriller 2012) - 23° special di Lupin III, Another Page segue la caccia alla pagina perduta del "Milione", che condurrebbe a un tesoro capace di fermare tutte le guerre. Lupin la cerca per profitto, mentre l'antagonista Lombardo vuole impedirne la scoperta per salvare il suo traffico d'armi. Il viaggio porta la banda da Genova al Giappone, intrecciando le leggende di Yoshitsune e Benkei. La struttura è quella classica (tesoro, tradimenti di Fujiko, Zenigata alle calcagna, Goemon in ritiro), ma il ritmo è lento, con poche scene d'azione e qualche momento morto; Fujiko e Zenigata compaiono poco. Il character design è debole, mentre doppiaggio e musica restano ottimi. Nel complesso uno special discreto, godibile per chi conosce poco la saga, ma tra i meno riusciti per i fan di lunga data. Voto: 6

Lupin III - La principessa della brezza: La città nascosta nel cielo (Animazione/Avventura 2013) - Special televisivo che porta una ventata d'aria fresca nella saga di Lupin III grazie a un ritmo vivace e a un comparto artistico più curato della media, nonostante una CGI talvolta invasiva. La storia, semplice ma frizzante, trascina Lupin in un'avventura internazionale dopo aver raccolto per caso un bambino, tra bande rivali, regni in rivolta e un usurpatore manovrato da un industriale senza scrupoli. Il film punta su un'avventura più fantasiosa e scanzonata del solito, ricca di inseguimenti e scontri spettacolari. I comprimari funzionano senza brillare, mentre Lupin appare più energico e generoso. Disegni e animazioni risultano superiori agli special precedenti. Nel complesso un titolo divertente, non tra i migliori, ma sicuramente godibile. Voto: 6+

Lupin the IIIrd - La lapide di Jigen Daisuke (Animazione/Azione 2014) - Film che inaugura il trittico di Takeshi Koike con un Lupin cupo, pulp e vicino allo spirito originale di Monkey Punch. L'atmosfera è hard‑boiled, adulta e violenta, lontana dal tono scanzonato delle produzioni più recenti. Jigen è protagonista assoluto, ritratto come un sicario glaciale più che come la storica "spalla", mentre Fujiko (come mai prima d'ora) brilla in sequenze visivamente audaci (forse troppo). La trama è semplice ma solida, sostenuta da un villain efficace e da un comparto visivo di grande impatto, moderno ma debitore della prima serie. L'opera soffre un po' del minutaggio ridotto e di comprimari poco sviluppati, ma resta una visione obbligata per i fan e un ottimo ingresso per i nuovi spettatori. Un Lupin più adulto, sporco e magnetico, che funziona. Voto: 6,5

Lupin III - La partita italiana (Animazione/Thriller 2016) - Uno special televisivo anomalo: più che un film originale, un collage di tre episodi della serie (L'avventura italiana) con trenta minuti inediti a fare da collante. L'idea del Conte mascherato e del tesoro di Cagliostro avrebbe potuto funzionare, ma la narrazione si blocca ogni volta che riemerge il materiale televisivo, creando un effetto spezzato e poco coinvolgente. La sceneggiatura risulta debole, con personaggi introdotti e subito dimenticati e situazioni prive di logica, mentre l'unico vero pregio resta il comparto tecnico: ottimo character design, belle ambientazioni e una sigla notevole. Tuttavia lo special appare vuoto, ripetitivo e incapace di sfruttare l'ambientazione italiana o la presenza di Rebecca. Nel complesso un prodotto modesto, evitabile per chi conosce già la serie. Voto: 5,5

Lupin the IIIrd - Ishikawa Goemon getto di sangue (Animazione/Azione 2017) - Film che prosegue il filone cupo e maturo inaugurato da Koike, riportando Lupin e soci a un'estetica vicina al manga originale e alla prima serie. Mette al centro Goemon, mostrato più vulnerabile del solito e coinvolto in un duello brutale con Hawk, villain carismatico ma non sempre approfondito. Lo stile è estremo, violento, quasi splatter, con richiami a Tarantino e un comparto tecnico eccellente: animazioni fluide, regia energica, character design incisivo. La trama resta semplice e lineare, più resa dei conti che avventura, e Lupin ha un ruolo marginale. Nonostante limiti e prevedibilità, il film funziona per atmosfera, intensità e coerenza stilistica, risultando imperdibile per chi ama il Lupin "giacca verde" e la visione più adulta del franchise. Voto: 6,5

venerdì 17 ottobre 2025

Horror Challenge 2025: Parte II

Post pubblicato su Pietro Saba World il 17/10/2025 Qui - Seconda parte di questa ottombrina challenge a tema horror (di genere, sottogenere e varianti), anno 2025. Per questo segmento i principali protagonisti sono vampiri, fantasmi e demoni, ma non mancheranno anche altri luciferini soggetti. Ricordo che la visione di suddetti film è avvenuta per la maggior parte tramite piattaforme streaming legali (e a pagamento), in alcuni casi tramite piattaforme streaming non legali. QUI il post della Challenge comprendente il Banner completo. PARTE I

Nosferatu (Horror/Fantastico 2024) - Il "Nosferatu" di Robert Eggers è un'opera visivamente magnetica che omaggia i capolavori di Murnau e Herzog, pur cercando una propria voce. Il regista torna all'horror dopo il sottovalutato The Northman, scegliendo di reinterpretare il mito di Dracula con grande cura estetica e atmosfere gotiche. Il Conte Orlok, reso mostruoso e inquietante da Bill Skarsgård, abbandona l'antieroe romantico per tornare a incarnare il terrore puro. La prima parte è tesa e gotica, la seconda più frammentata ma comunque suggestiva, culminando in un finale poeticamente disturbante. Fotografia, trucco e atmosfere claustrofobiche sono eccellenti, anche se la trama resta classica e il cast non sempre brilla. Pur non aggiungendo molto alla mitologia del personaggio, Eggers realizza un horror d'autore che, sebbene meno originale dei suoi primi lavori, resta un prodotto curato e coinvolgente. Un film che non era necessario, ma che si fa comunque apprezzare. Voto: 7

Neverlake (Horror/Thriller 2013) - Una fiaba nera italica che sorprende per atmosfera e ambizione. Ambientato in Toscana, il film intreccia folklore etrusco e suggestioni gotiche, costruendo un mistero che si sviluppa con ritmo sospeso e tensione crescente. La regia è elegante e attenta, con una fotografia plumbea e un accompagnamento sonoro efficace. Il cast internazionale funziona, anche se la protagonista risulta talvolta poco espressiva. La storia, originale e ben strutturata, riesce a coinvolgere senza ricorrere a cliché hollywoodiani, pur peccando in un finale troppo esplicito e didascalico, che avrebbe guadagnato in ambiguità. Nonostante qualche effetto digitale discutibile, il film resta una piacevole sorpresa nel panorama italiano, capace di evocare FulciPhenomena e suggestioni iberiche senza risultare derivativo. Voto: 6,5

The Night House - La casa oscura (Horror 2021) - Un dramma psicologico con venature paranormali che punta più sull'atmosfera che sul terrore esplicito. Dopo il suicidio del marito, la protagonista (interpretata con intensità da Rebecca Hall) indaga su un passato oscuro che si manifesta tra presenze inquietanti e simboli esoterici. La narrazione gioca con il tema del doppio e mantiene un alone di mistero, pur risultando a tratti criptica e diluita. La regia di David Bruckner dosa con intelligenza tensione e simbolismo, evitando facili spiegazioni e lasciando spazio all'interpretazione. L'ambientazione lacustre e la fotografia amplificano il senso di inquietudine. Il finale, seppur non del tutto originale, chiude con coerenza un racconto che parla di dolore, identità e abissi interiori. Un film che non punta allo spavento facile, ma lascia il segno. Voto: 6

The Innocents (Horror/Thriller 2021) - Un disturbante thriller paranormale che esplora l'infanzia come territorio ambiguo e misterioso, dove Bene e Male sono concetti ancora in formazione. Ambientato in una periferia nordica, il film segue un gruppo di bambini che scoprono di possedere poteri sovrannaturali, dando vita a dinamiche sempre più inquietanti. Il regista evita gli stereotipi dell'horror tradizionale, preferendo una narrazione rarefatta e silenziosa, dove la tensione cresce lentamente e si insinua sotto pelle. La regia è elegante, gli effetti speciali dosati con intelligenza, e il cast di giovanissimi attori sorprende per intensità e naturalezza. Pur con qualche lentezza e una sceneggiatura non sempre originale, The Innocents riesce a coinvolgere e inquietare, offrendo una visione insolita e profonda del lato oscuro dell'infanzia. Voto: 6,5

Lo squalo (Horror/Thriller 1975) - "Jaws" è un capolavoro che ha ridefinito il concetto di suspense al cinema. Steven Spielberg orchestra la paura con una regia magistrale, costruendo la tensione attraverso l'attesa e l'uso sapiente del non visto: lo squalo appare poco, ma la sua presenza è costante, amplificata dalla colonna sonora iconica di John Williams. La prima parte del film è un crescendo di ansia e inquietudine, mentre la seconda si trasforma in una lotta primordiale tra uomo e natura, con i tre protagonisti (Roy ScheiderRichard Dreyfuss e Robert Shaw) perfettamente caratterizzati e in stato di grazia. A 50 anni dalla sua uscita (motivo per cui merita di essere celebrato e visto o rivisto), e a parte che non invecchia mai, resta un'opera tecnicamente impeccabile, simbolo della paura atavica dell'ignoto e pietra miliare della cultura pop. Voto: 9

Cruel Peter (Horror 2019) - Un horror gotico che punta su atmosfere cupe e ambientazioni suggestive, con una confezione visiva curata e una fotografia volutamente tetra. La storia mescola elementi di ghost story ed esorcismo, ma soffre di una certa prevedibilità e di scelte registiche discutibili, come l'eccessivo buio nelle scene chiave, che penalizza la tensione visiva nonostante gli effetti grafici siano credibili. Il film, ambientato in una Sicilia decadente e folkloristica, cerca un respiro internazionale ma finisce per appiattirsi su modelli già visti, perdendo in originalità. Il cast è professionale ma non memorabile, e il finale lascia qualche perplessità, con snodi narrativi poco approfonditi. Pur non rivoluzionando il genere, resta un prodotto dignitoso, interessante per chi apprezza l'horror classico dalle tinte gotiche. Voto: 6

Lamb (Horror/Fantastico 2021) - Una fiaba nera islandese sospesa tra dramma, mistery e sfumature horror. Racconta la storia di una coppia segnata da un lutto, che trova conforto nell'arrivo di una creatura ibrida, metà umana e metà animale, accolta come figlia. Questo evento miracoloso sembra colmare un vuoto emotivo, ma nasconde un conflitto profondo con le leggi della natura, che prima o poi reclama ciò che le appartiene. L'opera si muove tra silenzi, paesaggi gelidi e simbolismi ancestrali, riflettendo sul rapporto tra uomo e ambiente, sul desiderio di possesso e sulla maternità negata. Stilisticamente curato, lento e rarefatto (con una fotografia che esalta l'isolamento e la tensione latente) lascia spazio ai silenzi e ai sottintesi, con un finale (seppur telefonato) disturbante e simbolico. Un'opera insolita, da vedere con sguardo attento. Voto: 6+

venerdì 29 agosto 2025

I film del mese (Agosto 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 29/08/2025 Qui - Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione giapponese, con la Parte 4 dell'Anime Generation.

Holy Spider (Dramma/Thriller 2022) - Un thriller iraniano ispirato a fatti reali, che racconta la caccia a un serial killer di prostitute nella città di Mashhad. Oltre alla tensione narrativa, il film denuncia una società patriarcale e repressiva, dove l'assassino riceve comprensione e persino approvazione. Atmosfera cupa e disturbante, con sequenze di omicidi crude ma mai gratuite; Regia solida e cast convincente, con personaggi ben delineati; Critica esplicita al fanatismo religioso e all'ipocrisia istituzionale; Ambientazione iraniana resa con realismo e senza didascalismi; Finale amaro e inquietante, che lascia riflettere sull'impatto sociale e culturale della vicenda. Pur non brillando per ritmo, il film coinvolge e colpisce, offrendo uno spaccato potente e scomodo di una realtà poco conosciuta in Occidente. Un'opera coraggiosa e necessaria. Voto: 7+

The Crow - Il corvo (Azione/Fantastico 2024) - Un remake imbarazzante sotto ogni aspetto, paragone impietoso. La storia d'amore è affrettata e poco credibile, i personaggi piatti e privi di carisma (lui troppo "sporco", lei bruttina). La seconda parte tenta di dare profondità, ma si perde in dialoghi piatti e una narrazione che non decolla mai. Il terzo atto scivola in una vendetta violenta e gratuita, con uno splatter tardivo e fuori luogo. Il nemico è abbozzato, senza motivazioni chiare. Le musiche sono fuori tono, la regia priva di visione. Un film che non lascia nulla, se non la sensazione di aver sprecato tempo. Un film mal riuscito, tra i peggiori rifacimenti mai visti. Voto: 3,5

Fall (Azione/Thriller 2022) - Due ragazze decidono di scalare una torre radio abbandonata alta 600 metri per superare un lutto e guadagnare visibilità. L'impresa, assurda e pericolosa, si trasforma presto in un incubo. Il film si regge solo sulle riprese spettacolari che trasmettono vertigine e tensione, mentre tutto il resto (dialoghi, personaggi, trama) è debole, prevedibile e spesso imbarazzante. Un survival mal scritto, con protagoniste antipatiche e colpi di scena telefonati. Voto: 4,5

Thelma (Commedia/Azione 2024) - Una commedia action originale e divertente, ispirata a una storia vera. La protagonista è una novantenne truffata online che, con l'aiuto del nipote nerd e di un vecchio amico, decide di recuperare il denaro perso affrontando un'avventura improbabile ma piena di energia. Il film sorprende per la freschezza della regia, la simpatia del cast (ottima la prova di June Squibb) e il tono leggero con cui affronta temi importanti come l'indipendenza nella terza età, la fiducia e la resilienza. Senza scadere nel melodramma, riesce a trasmettere un messaggio positivo: l'età non è un limite alla vitalità. Un piccolo film che lascia il sorriso. Voto: 6,5

Il giorno dell'incontro (Sportivo/Dramma 2023) - Il film d'esordio alla regia di Jack Huston, segue Mickey Flannigan, ex campione caduto in disgrazia, nelle ore che precedono il suo ritorno sul ring. Più che una redenzione sportiva, il match rappresenta un gesto finale verso le persone che ama. Girato in bianco e nero, il film, che di precisi riferimenti cinematografici non ne ha pochi, si muove tra cinema d'autore e racconto sportivo, con atmosfere malinconiche e dialoghi riflessivi. Michael Pitt offre una prova intensa e dolente, affiancato da interpreti di rilievo come Joe PesciRon Perlman e Steve Buscemi. Se le sequenze di boxe risultano meno riuscite, il racconto umano conserva una sua grazia, pur non evitando qualche cliché e prevedibilità. Un'opera apprezzabile, che trova forza nella sua poetica visiva e nella sincerità del protagonista. Voto: 6,5

venerdì 31 gennaio 2025

I film del mese (Gennaio 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 31/01/2025 Qui - A farla da padrone in questo primo mese cinematografico dell'anno due piattaforme, quella di Sky e di Mediaset. Da quest'ultima, tramite l'abbonamento Infinity Plus, ho visto (penso record assoluto) ben 5 film, visti consecutivamente nelle ultime settimane. Cominciando da Twisters, in programma dal 27 dicembre scorso al 2 gennaio, Beetlejuice Beetlejuice, dal 3 al 9 gennaio, Super/Man: The Cristopher Reeve Story, dal 10 al 16 gennaio, Buffalo Kids, dal 17 al 23 gennaio, e Trap, dal 24 al 30 gennaio. Tra l'altro i primi quattro torneranno disponibili a febbraio. Ho visto poi un film anche da RaiPlay, ovvero Lunana, candidato per il miglior film internazionale agli Oscar del 2022, ed a proposito, altri due film candidati agli Oscar rispettivamente nel 2021 e nel 2024 e sempre nella categoria miglior film internazionale ho anche visto. Tra i dodici film di Sky ecco infatti L'uomo che vendette la sua pelle e soprattutto La zona d'interesse. Quest'ultimo non solo è l'unico ad averlo vinto quel premio, è il film scelto di vedere per la Giornata della Memoria, immancabile appuntamento della mia agenda cinematografica. Infine nel primo "Angolo Vintage" di quest'anno troviamo due film del maestro Guillermo Del Toro, non sono riuscito a trovare il suo primo cosicché ho visto i due successivi al suo esordio che ancora mi mancavano. Tra l'altro Mimic tuttora disponibile alla visione su Paramount Plus (La spina del diavolo invece l'ho visto in streaming). Uno speciale che chiude una lista di film sorprendenti, di pellicole interessanti.

[Infinity Plus] Twisters (Azione/Thriller 2024) - Un film che, nonostante non raggiunga le vette dell'originale, riesce a intrattenere piacevolmente. Segue le regole del legacy remake cercando di recuperare la scintilla che ha reso il primo "Twister" un classico. Il film (del regista di Minari) offre una narrazione avventurosa ed esperienze visive spettacolari. La sceneggiatura, sebbene semplice, denuncia la speculazione e lo sfruttamento delle disgrazie altrui, promuovendo empatia e solidarietà civile. Gli attori fanno del loro meglio, però niente di che. In conclusione, "Twisters" può essere considerato un disaster movie godibile, con qualche difetto, ma nel complesso riuscito. Voto: 6

[Sky] Finalmente l'alba (Storia/Dramma 2023) - Negli anni '50, una giovane ragazza viene scelta durante un casting. Il film esplora l'ingenuità che si scontra con la crudeltà del Cinema. Anche se il soggetto non è nuovo, sarebbe stato preferibile ridurne la durata. La ricostruzione ambientale è impeccabile, ma manca di sostanza e lascia un'impressione di vacuità (Saverio Costanzo ha fatto di meglio). Le vicende della protagonista evaporano come il cinema neorealista, senza lasciare traccia. Il caso Montesi è solo accennato e il finale moderno è una scelta discutibile. I personaggi sono estremamente caricaturali e alcuni non convincono. Un budget stellare sprecato. Voto: 5

[Sky] Maigret (Giallo/Dramma 2022) - Gerard Depardieu veste bene i panni di un Maigret dimesso e malconcio, ancora capace di fare il suo mestiere con i dovuti tempi. Tuttavia, il film risulta solo sufficiente, con un'indagine che presenta continui alti e bassi d'interesse. Nonostante la naturalezza delle interpretazioni, il ritmo lento fa sembrare che il tempo si fermi, nonostante la durata non sia eccessiva. In definitiva, un film corretto che avrebbe dovuto osare di più, forse per riverenza o paura. Voto: 6

[Infinity Plus] Beetlejuice Beetlejuice (Horror/Commedia 2024) - La scommessa di riproporre un personaggio di successo anni dopo è vinta da Tim Burton. Anche se la storia non è memorabile, come nel primo film (che ho visto prima di questo), il talento del regista emerge in modo controverso, colpendo positivamente per la capacità di mescolare gli stili con fluidità. Colonna sonora, scenografie ed effetti speciali sono ben riusciti. I nuovi personaggi e gli attori sono ben inseriti. Il film è piacevole e ritmato, senza troppe pretese, ma intrattiene. Jenna Ortega incide poco; Monica Bellucci, in stile vedova nera, parla pochissimo ma funziona. Un film godibile nel complesso. Voto: 6

[Sky] Il punto di rugiada (Dramma 2023) - Marco Risi cambia leggermente registro con questo film malinconico che contrappone due generazioni: i giovani, inizialmente insofferenti, e gli anziani, definiti "ospiti". L'atmosfera della casa di riposo facilita una certa empatia. Tuttavia, c'è uno squilibrio tra attori anziani e giovani, con i primi che hanno più spazio. Nonostante ciò, ci sono momenti toccanti come il Capodanno e la battaglia con la neve. Dino, interpretato da De Francovich, con la sua ironia e cinismo, dà il tono dominante al film. Un film sospeso tra divertimento e senso di morte, tra tenerezza e drammi familiari, poco considerato, ma una piccola perla. Voto: 6+

venerdì 28 giugno 2024

Il colore viola (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Non un film da scartare, ma presenta un certo déjà-vu. Rispetto al suo predecessore, non è altrettanto forte. Il musical, tratto dal romanzo di Alice Walker, sembra più adatto al palcoscenico che allo schermo, anche se il cast afroamericano, da Fantasia Barrino a Danielle Brooks, ha motivo di essere fiero della propria interpretazione. La produzione brilla per regia, fotografia, scenografie, coreografie e una colonna sonora eccezionale. La trama alterna momenti fedeli all'originale a divergenze che potrebbero avvicinarsi di più al libro, che non ho letto. Il film perde punti per la mancanza di drammaticità e realismo dell'originale, prevalendo una certa leggerezza, nonostante ci siano scene toccanti. Blitz Bazawule mostra talento, ma non è Steven Spielberg. I temi fondamentali, come la condizione femminile in una società patriarcale, restano forti. Il film è buono, ma non eguaglia l'originale. Voto: 6 [Infinity Plus]

mercoledì 15 maggio 2024

Terrore dallo spazio profondo (1978)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/05/2024 Qui - Premetto che ho visto l'originale talmente tanto tempo fa che è come se non lo avessi visto, quindi non faccio paragoni. In ogni caso il primo remake del classico "L'invasione degli ultracorpi" è un buon titolo fantascientifico, ancora oggi godibile e piacevole. La prima parte è quella che ho preferito maggiormente, piena di mistero ed avvolta da una discreta tensione (aiutata anche da una buona colonna sonora ansiogena). Purtroppo nel momento dell'esplosione dell'orrore la pellicola perde colpi, e se escludiamo qualche guizzo (le urla degli "alieni", il cane-uomo) la storia scade un po' fra lungaggini e ripetitività. Ottimi invece gli effetti, validi tutt'ora, e cast d'eccezione con grandi nomi del periodo e giovani promesse future. Il finale poi è altrettanto bello ed inquietante con un gran colpo di scena (anche se senza nessuna speranza, forse in qualche modo necessaria). Una piccola pecca secondo me sono i dialoghi (qualche sporadica volta) troppo scontati. Resta comunque un discreto film di fantascienza con qualche svirgolata horror. Un onorevole remake che non sfigura nel confronto con il primo film del 1956. Voto: 6,5

venerdì 29 marzo 2024

Non così vicino (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Remake di Mr. Ove, ha il pregio di essere interpretato più che dignitosamente dai due protagonisti (Tom Hanks e Mariana Trevino), ma anche l'inevitabile difetto, per chi aveva visto (apprezzato e giudicato discretamente) l'originale, di ripercorrere le stesse orme, risultando un'operazione un po' superflua. Nella sua versione americana, com'era prevedibile, più enfatica e sdolcinata in alcune dinamiche (e più corretta in altre), inoltre qui lo scemo che fa ginnastica è eccessivamente macchiettistico, e ci sono più salti indietro, che interrompono la narrazione principale. Ma nel complesso lo si segue senza sbuffare, e alla fine, proprio l'interpretazione convincente dei due attori fanno sì che il risultato non sia poi così male. Voto: 6+ [Prime Video]

giovedì 26 ottobre 2023

Grazie ragazzi (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/10/2023 Qui - Purtroppo ancora una volta il cinema nostrano deve ricorrere a un remake di una pellicola d'oltralpe, a dimostrazione che ai nostri sceneggiatori le idee nuove scarseggiano assai. Bisogna però anche dire che il risultato finale lascia molto soddisfatti, in quanto il nuovo film di Riccardo Milani (all'ennesima rivisitazione italica dopo Corro da te) riesce a far ridere (le piccole incursioni comiche sono infatti apprezzabili abbastanza), commuovere e pensare. Si tratta infatti di un'interessante riflessione sul mestiere dell'attore, del potere rieducativo dell'arte ma anche, andando oltre, del concetto di libertà e di privazione della stessa. Il regista trova dei validi alleati in tutti gli interpreti, e non nel solo Antonio Albanese. Volendo trovare una critica: si può imputare al prodotto un finale troppo retorico che fa scadere un po' il risultato finale, che rimane comunque di tutto rispetto. Voto: 6,5

lunedì 31 luglio 2023

Pet Sematary (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2023 Qui - L'originale Cimitero vivente del 1989 è di tutt'altra pasta, esplorando di più il lato emotivo e psicologico dei personaggi. Questo rifacimento non è male, anche in virtù del fatto che tenta di proporre qualcosa di più elaborato in termini di tensione, cambiando anche alcuni aspetti del primo film che appaiono interessanti e che culminano in un finale ad hoc. Nel complesso però è un'opera troppo uniformata agli horror commerciali di questi anni con non pochi difetti. Comunque la realizzazione è buona, una giusta dose di tensione è in grado di trasmetterla. Forse quello che mi ha convinto meno è il montaggio, dove tutto appare frettolosamente imbastito, privo di fronzoli ma anche troppo sbrigativo. Certo l'immagine finale del film, che chiude il cerchio con quella iniziale, non è male, ma dai registi di Starry Eyes, imperfetto finché si vuole, ma molto più interessante, mi aspettavo qualcosa di più, peccato. Voto: 6

mercoledì 31 maggio 2023

La furia di un uomo - Wrath of Man (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2023 Qui - Godibilissimo action in cui il tema della vendetta si miscela con un heist movie a creare qualcosa se non di originale almeno di interessante e convincente. La trama è divisa in capitoli che viaggiano avanti e indietro nella temporalità alla Tarantino, ma il tono non contiene alcuna ironia, anzi, violenza e sguardi corrucciati la fanno da padroni. Jason Statham imperturbabile e perfetto per il ruolo, fiancheggiato da compagni più ciarlieri e istrionici come Holt McCallany e Josh Hartnett. Notevoli lo snodarsi della trama e i vari colpi di scena. Guy Ritchie in cabina di regia (che si rivela nuovamente una garanzia dopo l'altrettanto riuscito The Gentlemen) imprime un considerevole ritmo al girato e tra sparatorie all'ultimo sangue, inseguimenti e sevizie, il divertimento non manca di certo (da sottolineare anche la totale assenza di un'inutile sotto-trama sentimentale). Scontato ma audace. Voto: 6+

venerdì 28 aprile 2023

Living (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Evitando di fare paragoni con il film di Akira Kurosawa poiché si arriverebbe ad ovvie deduzioni, posso affermare che il film di Oliver Hermanus (l'aderenza al modello originale è comunque rispettata, con un pizzico di speranza in più al film del regista giapponese) si fa apprezzare per il suo modo garbato e molto "inglese" con cui si tratta dello spinoso problema con cui tutti noi dovremmo fare i conti. Il bravissimo protagonista (un certo Bill Nighy per dire) incarna alla perfezione quel passo mesto verso l'inevitabile che diventa in parte occasione di riscatto personale e familiare (fallito) e soprattutto sociale. L'ambientazione negli anni '50 fornisce al film (grazie al rigore della messa in scena e ai costumi) una patina vintage piacevole. Unica nota stonata il discorso finale del vigilante, qualcosa di retorico che stona un po' con quanto visto fino a quel momento. "Vivere" aveva bisogno di un remake? Probabilmente no ma se proprio si doveva fare direi che meglio di così era difficile. La sceneggiatura è infatti ben bilanciata, e avrebbe meritato più considerazione dall'Academy. Voto: 6,5

venerdì 31 marzo 2023

Illang - Uomini e lupi (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Anche se l'intro offre da subito un diversivo (la riunificazione delle due Coree alla base dei disordini e conflitti sociali), per buona parte l'opera segue gli eventi del film d'animazione giapponese (Jin-Roh - Uomini e lupi) di cui è remake (in live action) salvo poi trovare uno sviluppo lento e poco avvincente, che per quanto condito di buona action, lascia lo spettatore un po' confuso. La parte finale recupera buona parte dell'interesse, con le scene del soldato armato e la buona fotografia nelle scene nelle fogne, ma nel frattempo due ore di film si sono fatte sentire abbastanza. Un discreto pasticcio (com'era in un certo senso preventivabile), moderatamente legittimato da episodici squarci di luce, esclusivamente riconducibili alla tecnica sopraffina del regista sudcoreano Kim Ji-woon, che non si dimentica (basta ricordarsi infatti di I Saw the Devil) neanche nelle peggiori occasioni. Voto: 5,5

martedì 28 febbraio 2023

Firestarter (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2023 Qui - Carino, si lascia seguire, ma appassiona poco, coinvolge meno, e ancora un poco delude. Il paragone con il primo adattamento cinematografico del 1984 è inevitabile ma quest'ultimo grazie anche ad un buon cast riusciva in parte a salvarsi, seppur in calcio d'angolo. Se ridondante era Fenomeni paranormali incontrollabili, scarno è questo Firestarter, al punto che rispetto all'originale il testo viene (mal) asciugato e corretto. La delusione vera è il finale dove non c'è una vera catarsi. Se nel 1984 era proprio il finale pirotecnico a salvare parzialmente il film, in questo caso c'è pochissima catarsi. Non nascondo una certa delusione perché c'erano margini di miglioramento proprio perché il film del 1984 non era eccezionale, ma invece di essere migliore sembra più un banale filmetto per la tv. A conti fatti non così interessante e/o coinvolgente da meritare la benché minima sufficienza. Voto: 5

venerdì 16 dicembre 2022

Pinocchio (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/12/2022 Qui - Da Robert Zemeckis proprio non me l'aspettavo, va bene che con Le streghe il campanello d'allarme era già scattato, ma scendere così in basso sembrava impossibile, e invece tutto maledettamente vero (abbiamo perso anche lui?), non volevo crederci però se non brutta è sicuramente inutile ed evitabile questa versione "umana ma non tanto" del classico Disney di Pinocchio. Quasi copia/incolla della prima versione ma senza un briciolo di magia. Un leggero tentativo di raccontare qualcosa del passato di Geppetto per poi passare sui binari conosciuti. A parte la fata "turca" ovviamente, molto utile veramente. Ne viene fuori un film artificioso, poco ispirato e pure poco disneyano. La CGI ha alti e bassi, alcune trovate si comprendono poco e fondamentalmente è un prodotto più annacquato del precedente. Da salvare il solo Tom Hanks come Geppetto. Voto: 5

giovedì 27 ottobre 2022

Corro da te (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Un film copiato sì, ma copiato bene (e meglio), per una volta almeno. Il remake del film francese Tutti in piedi è infatti ed incredibilmente (seppur sia praticamente una copia carbone) più a fuoco, certo, è aiutato in questo dalla bellezza dei due protagonisti, comunque un voto positivo lo merita. Corro da te si fa apprezzare per il ritmo brioso, per l'assenza di volgarità, per alcuni personaggi piuttosto azzeccati e per la confezione ben curata dal regista Riccardo Milani (non nuovo a certi prodotti). Il valore aggiunto è la prestazione di Pierfrancesco Favino, attore che ha oramai raggiunto una maturità tale che gli permette di svariare dalle pellicole drammatiche a quelle leggere in maniera sempre eccellente. Qui è alle prese con un personaggio cinico ed odioso, che (molto) lentamente si evolve e finalmente matura grazie all'amore. La sua controparte è la bella Miriam Leone, che in verità è troppo bella per essere "vera", ma va bene. Una piacevole commedia che affronta garbatamente il difficile tema della disabilità, che nonostante la superficialità insita, si lascia vedere. Voto: 6

Seven Days War (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Gruppo di studenti decide di ribellarsi ai rispettivi genitori barricandosi in una vecchia fabbrica. Questo spunto interessante dà tuttavia il là a una prevedibile serie di incontri/scontri tra i ragazzi che culminano in un finale ovviamente positivo. Graficamente è un prodotto decente, ma ciò non basta a salvarlo dalla noia, strano davvero che il libro dal quale la pellicola è tratta abbia avuto tanto successo. Seven Days War è un film che intrattiene nonostante tutti i suoi difetti. Ha dei grossi problemi di scrittura dei dialoghi e qualche inciampo nella caratterizzazione dei personaggi che vengono però almeno bilanciati dai suoi (pochi) punti di forza. La sensazione finale è di un film gradevole, ma che avrebbe potuto essere molto migliore. Voto: 6

martedì 17 maggio 2022

West Side Story (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2022 Qui - Non ho mai fatto mistero della mia avversione ai musical (non è questa la prima volta e non sarà l'ultima), ma al di là di questo io non ho problemi se un film è girato bene, tanto che ho amato la rivisitazione moderna del genere in La La Land. West Side Story, ad una prima visione per me è (solo) un bel film. Non è infatti al livello di quel gioiello, ma pur con le sue variazioni tutto il film è un valido remake che non impallidisce di fronte all'originale, e che non solo rende omaggio al calco originale, ma anche soprattutto al cinema di quell'epoca. A proposito dell'originale, dello suddetto ricordo prevalentemente alcune immortali canzoni, qui rivisitate in maniera eccelsa, come eccelsi sono i costumi, le scenografie e coreografie. La regia stessa di Steven Spielberg è sempre precisa e non è semplice per un 70enne che per la prima volta affronta il genere/musical, ma solo lui poteva cimentarsi nell'impresa del remake del più classico e celebre dei musical, lui il "cantore" per eccellenza del cinema americano. Remake ma con ambientazione sempre negli anni del film originale, quasi a sottolineare che i problemi di integrazione e razzismo sono sempre un prerogativa tipicamente americana, ieri come oggi. Sotto questo punto di vista tali tematiche sono ancora più messe in evidenza in questo remake dove corre sottile l'equilibrio fra inclusione del sogno o essere trattato come spazzatura. Al netto di qualche variazione stilistica non imprescindibile, il risultato è infatti discretamente soddisfacente, fatta salva ovviamente la mancanza di originalità dell'operazione. Si tratta nel complesso di uno spettacolo visivamente appagante, con un'ambientazione metropolitana affascinante, performance musicali eccellenti e un'ottima prova del cast, un cast che non abbisogna di nomi altisonanti per funzionare (il premio Oscar ad Ariana DeBose lo conferma). Tutto è davvero ben fatto, e le due ore e mezza scorrono via piacevolmente. Non sarà un capolavoro, ma questo era il remake (nell'anno con più operazioni di questo genere) che più statuette meritava, in ogni caso buonissimo film, utile per fare conoscere un classico alle giovani generazioni (che forse come me non ha mai visto). Voto: 7

CODA - I segni del cuore (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2022 Qui - Questo è un film che si potrebbe etichettare sbrigativamente con l'aggettivo "carino", è fatto per scaldare il cuore e fare versare qualche lacrimuccia e ci riesce con discreto mestiere, ma se non fosse stato per i premi ricevuti (ne ha vinti tre) credo che non l'avrei sicuramente selezionato per una visione. Anche perché l'originale, I segni del cuore è infatti il remake (americano) de La famiglia Bélier, film del 2014 diretto da Éric Lartigau, mi era piaciuto tanto e non aveva di certo bisogno di essere "rigirato", già perché nonostante qualche cambio rispetto all'originale (dall'ambientazione rurale si passa a una cittadina che vive di pesca, il personaggio del fratello è qui più grande) rispecchia quasi pedissequamente le scene madri non aggiungendo alcunché di veramente memorabile, anzi, inferiore anche per la mancanza di momenti comici che ravvivavano il film orgogliosamente francese. Rimangono la potenza del messaggio sulla diversità e la bravura del cast (qui composto prevalentemente da attori senza udito, non lo è Emilia Jones, ma brava anche lei, anzi, la si apprezza particolarmente), ma è troppo poco per essersi meritato l'Oscar al miglior film (un film appunto carino, ma niente di più). E non lo meritava di certo l'originale per dire (all'epoca snobbato), ma sappiamo già che l'Academy a conto suo va, e che la non originalità premiata va, la qualità invece, di no mi sa. Voto: 6+

sabato 20 novembre 2021

La vita davanti a sé (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2021 Qui - Una Sophia Loren convincente a più di 80 anni è la nota più lieta di questo film, un film, remake del film del 1977 "La Vita davanti a sé" (che a suo tempo vinse l'Oscar come miglior film straniero) tratto dall'omonimo romanzo francese "La Vie devant soi", che viene leggermente soffocato da una sceneggiatura un po' scontata in cui a tratti prevalgono noia e lentezza. Una sceneggiatura a cui manca quel guizzo che ci faccia entrare davvero nel dramma e nei suoi personaggi, una sceneggiatura che non possiede lo spessore necessario per donare carattere alla pellicola che, tolta l'interpretazione dei due protagonisti (e il conseguente rapporto intenso tuttavia riduttivo tra i due), non sembra possedere altre doti degne di nota. Il regista Edoardo Ponti (figlio della grande attrice) non riesce inoltre a creare la giusta atmosfera. Il film in effetti è un festival di banalità e già visto con il tentativo di redenzione di un giovane disadattato (senegalese) che viene allevato da una prostituta (ebrea) in pensione. Il film purtroppo mette sul tavolo tante (troppe, ci sta in mezzo di tutto) tematiche (la storia nel suo tentativo di essere multiculturale ed inclusiva, alla fine è un po' troppo sbrigativa e superficiale), ma poi punta principalmente sul sentimento, diventando un filmetto light di cui perfetta è la dimensione da piattaforma streaming, ossia Netflix (non a caso sa un po' di televisivo in alcuni passaggi). La canzone della Pausini (che non meritava la candidatura figuriamoci la vittoria dell'Oscar) ha sì un bel messaggio (nella sua ruffianeria), ma arriva inutilmente alla fine, quando ormai irricevibile è alle orecchie dello spettatore, nei migliori dei casi già addormentato. Non male, ma parecchio deludente. Voto: 5,5

mercoledì 27 ottobre 2021

Death Race 2050 (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2021 Qui - Ci sono film che sono intenzionalmente così brutti da diventare divertenti, ma questo sicuramente non è uno di quelli. Death Race 2000 di Roger Corman (prodotto da) era tutta un'altra storia, una bellissima storia. Diretto nel 1975 da Paul Bartel aveva David CarradineSylvester Stallone e persino John Landis. La premessa vedeva un futuro distopico in cui investire con macchine bizzarre è sport nazionale, ed era divertente come sembrava. Questo sequel/reboot/remake (perché non si capisce cos'è, tra tagli, cambiamenti e quant'altro) è praticamente la stessa cosa, solo più stupido, più moderno, nettamente peggiore, ma per certi versi attuale in modo abbastanza tragico. Laddove le auto sembravano davvero pericolose, qui sembrano piuttosto le creazioni di un bambino, e non impressionano per niente. I costumi sono roboanti e tutti i personaggi del film (interpretati male da tutto il cast, comprendente volti noti e volti meno noti) sono così esagerati da irritare (soprattutto uno). Si può vedere chiaramente che le scene d'azione sono state tagliate. Anche gli effetti sono ridicoli. Perché va bene che Death Race 2050 è una produzione B a basso budget in cui tutto è ritratto nel modo più semplice ed esagerato possibile, ma qui si è andato oltre. In questo film, diretto dallo sconosciuto G.J. Echternkamp, va praticamente tutto storto. Dopo i primi 10 minuti la noia, la prevedibilità e l'ovvio prendono il sopravvento. Ripetitivo, deludente e scadente, in confronto all'originale meno onesto, in più pochi culi e tette. Per gli appassionati di trash. Voto: 3,5