Visualizzazione post con etichetta Sundance. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sundance. Mostra tutti i post

venerdì 24 ottobre 2025

Horror Challenge 2025: Parte III

Post pubblicato su Pietro Saba World il 24/10/2025 Qui - Terza parte di questa ottombrina challenge a tema horror (di genere, sottogenere e varianti), anno 2025. Per questo segmento i principali protagonisti sono diavoli, cyborg/robot e killer assassini (mascherati e non mascherati), ma non mancheranno anche altri luciferini soggetti. Ricordo che la visione di suddetti film è avvenuta per la maggior parte tramite piattaforme streaming legali (e a pagamento), in alcuni casi tramite piattaforme streaming non legali. QUI il post della Challenge comprendente il Banner completo. PARTE I - PARTE II

Goksung - La presenza del diavolo (Horror/Thriller 2016) - Un horror coreano visivamente potente e narrativamente ambizioso, che intreccia dramma familiare, superstizione e inquietudine esistenziale. Il protagonista, inizialmente goffo e passivo, si trasforma in un padre disperato, offrendo un arco emotivo credibile e coinvolgente. L'atmosfera rurale e liminale amplifica il senso di smarrimento, mentre rituali esoterici e suggestioni folkloristiche arricchiscono la tensione. Tuttavia, il film soffre per un minutaggio eccessivo e una gestione dispersiva dei personaggi secondari, che indebolisce il ritmo e diluisce l'impatto. Il finale, enigmatico e aperto (con molteplici interpretazioni), lascia lo spettatore in uno stato di incertezza (amplificando il senso di smarrimento), coerente però con l'ambiguità che permea l'intera opera. Un film disturbante e magnetico, che avrebbe brillato ancora di più con un montaggio più asciutto. Ma resta, seppur ambiziosamente imperfetta, opera notevole. Voto: 7

Oddity (Horror/Thriller 2024) - Un thriller-horror irlandese sorprendente e ben confezionato, che mescola con efficacia elementi gialli, paranormali e folkloristici. La trama ruota attorno a una sensitiva cieca decisa a scoprire la verità sull'omicidio della sorella gemella, in un'ambientazione isolata e inquietante che amplifica la tensione. Carolyn Bracken è convincente nel doppio ruolo, mentre la sceneggiatura, pur semplice e non originalissima, riesce a gestire con coerenza Jumpscare (convenzionali ma funzionali), humor nero (nella gustosa parte finale) e suggestioni esoteriche come la figura del Golem. La regia di Damian McCarthy dimostra talento nel costruire atmosfera e nel dosare i colpi di scena, offrendo una visione appagante e diversa dalle solite ghost stories. Un'opera che, pur con qualche prevedibilità, riesce a lasciare il segno. Voto: 6,5

In a Violent Nature (Horror/Thriller 2024) - Slasher atipico, originale e disturbante, diretto con stile minimale da Chris Nash, che adotta il punto di vista dell'assassino per destrutturare il genere (riuscendoci). Ambientato in un bosco silenzioso e privo di colonna sonora, il film costruisce tensione attraverso lunghi silenzi e un ritmo compassato, culminando in omicidi brutali e visivamente potenti. La creatura protagonista, evocativa di Jason Voorhees ma con tratti propri, potrebbe diventare una nuova icona horror. Il finale criptico aggiunge spessore tematico, suggerendo riflessioni sul genere stesso. Un esperimento riuscito, imperfetto ma memorabile per gli appassionati. Voto: 7

Hardware - Metallo letale (Horror/Sci-fi 1990) - Esordio visivamente potente per Richard Stanley (quello di Color Out of Space per intenderci), che con pochi mezzi ma grande personalità, firma un cult cyberpunk. Ambientato in un futuro post-apocalittico sabbioso e radioattivo, il film racconta l'assalto di un cyborg autoassemblante in un appartamento blindato, dove la protagonista (una convincente, magnetica Stacy Travis) affronta una minaccia inarrestabile. La sceneggiatura è semplice e derivativa, ma compensata da un'estetica potente: fotografia monocromatica, colonna sonora industrial e atmosfere opprimenti. Tra suggestioni da Terminator e Blade Runner, Stanley sperimenta con luci, suoni e ritmo, creando un'opera imperfetta e limitata, nonché datata, ma affascinante, che ha giustamente conquistato lo status di cult. Voto: 6+

Smile 2 (Horror/Thriller 2024) - Il secondo capitolo di Smile conferma il talento visivo di Parker Finn, che alza l'asticella della regia con soluzioni più audaci e una fusione di generi ben orchestrata. L'inquietudine del primo film si affievolisce, ma viene compensata da un ritmo serrato e da momenti splatter efficaci, come l'invasione del corpo di danza. Il minutaggio è eccessivo e i Jumpscare, seppur funzionali al target teen, risultano abusati. La narrazione si appoggia su una struttura derivativa, con qualche spiegone di troppo, ma il cast è solido e il finale, pur tirato per le lunghe, regala una chiusura divertente e visivamente potente. Un sequel che intrattiene, senza sorprendere. Voto: 6

I Saw the TV Glow (Horror/Fantastico 2024) - Presentato (incautamente) come horror, in realtà più vicino al dramma psicologico, questo film si rivela un'opera ambiziosa e criptica che esplora l'identità e l'alienazione con uno stile visivo marcato. L'estetica neon, i silenzi disturbanti e le suggestioni Lynchiane creano un'atmosfera straniante, ma la narrazione frammentata e piatta, e il ritmo lento rendono difficile l'immersione. I protagonisti, poco espressivi, faticano a coinvolgere, e il messaggio allegorico sulla transizione di genere resta troppo implicito per emergere con forza. Originale nelle intenzioni, ma poco riuscito nella resa, è un film che divide e lascia perplessi. Voto: 4,5

Longlegs (Horror/Thriller 2024) - Un thriller-horror ambizioso che mescola investigazione e sovrannaturale con una confezione visiva curata e atmosfere cupe (richiamando Seven e Il silenzio degli innocenti, ma non solo). Oz Perkins costruisce un mondo inquietante, tra codici cifrati, rituali satanici e visioni disturbanti, ma la sceneggiatura fatica a mantenere coerenza e chiarezza, lasciando diversi interrogativi irrisolti. Maika Monroe è efficace ma emotivamente distante, mentre Nicolas Cage, irriconoscibile e dosato con parsimonia, regala un personaggio visivamente memorabile, anche se narrativamente sottoutilizzato. Il film promette molto e riesce a inquietare in alcuni momenti, ma non raggiunge le vette sperate (il migliore del regista rimane Gretel e Hansel), risultando più affascinante nella forma che nella sostanza. Voto: 6

venerdì 17 ottobre 2025

Horror Challenge 2025: Parte II

Post pubblicato su Pietro Saba World il 17/10/2025 Qui - Seconda parte di questa ottombrina challenge a tema horror (di genere, sottogenere e varianti), anno 2025. Per questo segmento i principali protagonisti sono vampiri, fantasmi e demoni, ma non mancheranno anche altri luciferini soggetti. Ricordo che la visione di suddetti film è avvenuta per la maggior parte tramite piattaforme streaming legali (e a pagamento), in alcuni casi tramite piattaforme streaming non legali. QUI il post della Challenge comprendente il Banner completo. PARTE I

Nosferatu (Horror/Fantastico 2024) - Il "Nosferatu" di Robert Eggers è un'opera visivamente magnetica che omaggia i capolavori di Murnau e Herzog, pur cercando una propria voce. Il regista torna all'horror dopo il sottovalutato The Northman, scegliendo di reinterpretare il mito di Dracula con grande cura estetica e atmosfere gotiche. Il Conte Orlok, reso mostruoso e inquietante da Bill Skarsgård, abbandona l'antieroe romantico per tornare a incarnare il terrore puro. La prima parte è tesa e gotica, la seconda più frammentata ma comunque suggestiva, culminando in un finale poeticamente disturbante. Fotografia, trucco e atmosfere claustrofobiche sono eccellenti, anche se la trama resta classica e il cast non sempre brilla. Pur non aggiungendo molto alla mitologia del personaggio, Eggers realizza un horror d'autore che, sebbene meno originale dei suoi primi lavori, resta un prodotto curato e coinvolgente. Un film che non era necessario, ma che si fa comunque apprezzare. Voto: 7

Neverlake (Horror/Thriller 2013) - Una fiaba nera italica che sorprende per atmosfera e ambizione. Ambientato in Toscana, il film intreccia folklore etrusco e suggestioni gotiche, costruendo un mistero che si sviluppa con ritmo sospeso e tensione crescente. La regia è elegante e attenta, con una fotografia plumbea e un accompagnamento sonoro efficace. Il cast internazionale funziona, anche se la protagonista risulta talvolta poco espressiva. La storia, originale e ben strutturata, riesce a coinvolgere senza ricorrere a cliché hollywoodiani, pur peccando in un finale troppo esplicito e didascalico, che avrebbe guadagnato in ambiguità. Nonostante qualche effetto digitale discutibile, il film resta una piacevole sorpresa nel panorama italiano, capace di evocare FulciPhenomena e suggestioni iberiche senza risultare derivativo. Voto: 6,5

The Night House - La casa oscura (Horror 2021) - Un dramma psicologico con venature paranormali che punta più sull'atmosfera che sul terrore esplicito. Dopo il suicidio del marito, la protagonista (interpretata con intensità da Rebecca Hall) indaga su un passato oscuro che si manifesta tra presenze inquietanti e simboli esoterici. La narrazione gioca con il tema del doppio e mantiene un alone di mistero, pur risultando a tratti criptica e diluita. La regia di David Bruckner dosa con intelligenza tensione e simbolismo, evitando facili spiegazioni e lasciando spazio all'interpretazione. L'ambientazione lacustre e la fotografia amplificano il senso di inquietudine. Il finale, seppur non del tutto originale, chiude con coerenza un racconto che parla di dolore, identità e abissi interiori. Un film che non punta allo spavento facile, ma lascia il segno. Voto: 6

The Innocents (Horror/Thriller 2021) - Un disturbante thriller paranormale che esplora l'infanzia come territorio ambiguo e misterioso, dove Bene e Male sono concetti ancora in formazione. Ambientato in una periferia nordica, il film segue un gruppo di bambini che scoprono di possedere poteri sovrannaturali, dando vita a dinamiche sempre più inquietanti. Il regista evita gli stereotipi dell'horror tradizionale, preferendo una narrazione rarefatta e silenziosa, dove la tensione cresce lentamente e si insinua sotto pelle. La regia è elegante, gli effetti speciali dosati con intelligenza, e il cast di giovanissimi attori sorprende per intensità e naturalezza. Pur con qualche lentezza e una sceneggiatura non sempre originale, The Innocents riesce a coinvolgere e inquietare, offrendo una visione insolita e profonda del lato oscuro dell'infanzia. Voto: 6,5

Lo squalo (Horror/Thriller 1975) - "Jaws" è un capolavoro che ha ridefinito il concetto di suspense al cinema. Steven Spielberg orchestra la paura con una regia magistrale, costruendo la tensione attraverso l'attesa e l'uso sapiente del non visto: lo squalo appare poco, ma la sua presenza è costante, amplificata dalla colonna sonora iconica di John Williams. La prima parte del film è un crescendo di ansia e inquietudine, mentre la seconda si trasforma in una lotta primordiale tra uomo e natura, con i tre protagonisti (Roy ScheiderRichard Dreyfuss e Robert Shaw) perfettamente caratterizzati e in stato di grazia. A 50 anni dalla sua uscita (motivo per cui merita di essere celebrato e visto o rivisto), e a parte che non invecchia mai, resta un'opera tecnicamente impeccabile, simbolo della paura atavica dell'ignoto e pietra miliare della cultura pop. Voto: 9

Cruel Peter (Horror 2019) - Un horror gotico che punta su atmosfere cupe e ambientazioni suggestive, con una confezione visiva curata e una fotografia volutamente tetra. La storia mescola elementi di ghost story ed esorcismo, ma soffre di una certa prevedibilità e di scelte registiche discutibili, come l'eccessivo buio nelle scene chiave, che penalizza la tensione visiva nonostante gli effetti grafici siano credibili. Il film, ambientato in una Sicilia decadente e folkloristica, cerca un respiro internazionale ma finisce per appiattirsi su modelli già visti, perdendo in originalità. Il cast è professionale ma non memorabile, e il finale lascia qualche perplessità, con snodi narrativi poco approfonditi. Pur non rivoluzionando il genere, resta un prodotto dignitoso, interessante per chi apprezza l'horror classico dalle tinte gotiche. Voto: 6

Lamb (Horror/Fantastico 2021) - Una fiaba nera islandese sospesa tra dramma, mistery e sfumature horror. Racconta la storia di una coppia segnata da un lutto, che trova conforto nell'arrivo di una creatura ibrida, metà umana e metà animale, accolta come figlia. Questo evento miracoloso sembra colmare un vuoto emotivo, ma nasconde un conflitto profondo con le leggi della natura, che prima o poi reclama ciò che le appartiene. L'opera si muove tra silenzi, paesaggi gelidi e simbolismi ancestrali, riflettendo sul rapporto tra uomo e ambiente, sul desiderio di possesso e sulla maternità negata. Stilisticamente curato, lento e rarefatto (con una fotografia che esalta l'isolamento e la tensione latente) lascia spazio ai silenzi e ai sottintesi, con un finale (seppur telefonato) disturbante e simbolico. Un'opera insolita, da vedere con sguardo attento. Voto: 6+

venerdì 30 agosto 2024

Past Lives (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2024 Qui - Non è necessario parlare o spiegare; il "non detto" è al cuore della narrazione di Celine Song nel suo debutto. Un racconto semiautobiografico, ispirato a eventi reali della vita della regista, che esplora l'attesa, la prossemica tra i due talentuosi protagonisti e il comprimario, e il loro modo di comunicare prima di usare le parole. Questo si riflette nella regia, nel montaggio e nelle inquadrature. L'autrice elude le lungaggini, avanza rapidamente dove serve e con una delicata femminilità si focalizza sui momenti chiave, lasciando che l'emozione cresca nello spettatore fino a toccarlo almeno un po'. Nonostante un pizzico di astuzia e una certa mancanza di originalità, rimane un film degno di nota. È un'opera che, sebbene non rivoluzionaria, possiede una solidità che merita attenzione e considerazione. Voto: 7 [Sky]

mercoledì 31 luglio 2024

Fresh (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Nel suo esordio, Mimi Cave offre un horror raffinato che suscita terrore senza mostrarlo apertamente, solleticando l'immaginazione. La trama è affascinante e misteriosa, tuttavia alcune scelte di regia e certe scene non sono completamente persuasive, come gli intermezzi che si allontanano dal nucleo centrale della narrazione. Fresh emerge per la sua tensione e inquietudine distintive, con una storia che appare lineare, soprattutto all'inizio, ma che cela un'attrazione oscura che cattura l'attenzione, suscitando speranza e desiderio di giustizia per le protagoniste. La seconda metà del film e le scene più esplicite sono meno incisive, con personaggi effimeri e trame superficiali. In conclusione, il film oscilla tra idee promettenti e momenti deboli. Non eguaglia Raw, ma è comunque un piacere per le sue dinamiche attuali. Fresh è un film modesto ma elegante e ben recitato, piacevolmente sorprendente, anche se facilmente dimenticabile. Voto: 6 [Disney Plus]

venerdì 28 giugno 2024

Speak No Evil (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - L'invito a trascorrere il fine settimana in casa di sconosciuti può non essere la scelta più avveduta: è su questa premessa che il film di Christian Tafdrup costruisce un esercizio di tensione pura, basato su attese interlocutorie e improvvisi contrasti (non tutti finemente eseguiti come si potrebbe credere). Nonostante alcune forzature, il film trasmette efficacemente una sensazione di disagio indefinito, con dinamiche che colpiscono e un'escalation negli ultimi venti minuti che si avventura nel territorio dell'istinto cieco, terrificante nella sua mancanza di motivazioni. Tuttavia, questo contribuisce a rendere il film ancora più inquietante di quanto non appaia. È promosso perché riesce a disturbare senza cadere nell'eccesso di violenza. Dunque, un'opera che, nonostante alcune lacune e momenti poco credibili, è fondamentalmente ben realizzata, ma che probabilmente non rivedrei, poiché suscita tristezza. Voto: 6+ [RaiPlay]

venerdì 14 giugno 2024

Santa Maud (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2024 Qui - Il film si presenta interessante, sebbene non brilli per originalità nei temi. La regia e l'interpretazione sono ben eseguite, fondendo psicologia, malattia e fede in modo equilibrato per creare un'opera visivamente ed emotivamente coinvolgente. Il risultato è soddisfacente, anche se classificarlo come horror potrebbe sembrare un'esagerazione. La sceneggiatura è essenziale, concentrata sul dualismo irrisolto tra fervore religioso e disturbo mentale della protagonista. Questa scelta si dimostra azzeccata perché la regista, Rose Glass, comunica efficacemente il tema attraverso sequenze impattanti che lasciano il pubblico senza una conclusione definitiva. L'accostamento di una colonna sonora inquietante e una fotografia dai toni scuri intensifica il senso di disagio per lo spettatore. La narrazione lenta valorizza la performance di Morfydd Clark (apprezzata Galadriel ne Gli Anelli del Potere), che è notevole. Il film è raffinato nel trasmettere un'ossessione che culmina in un finale allucinato, con momenti di vero terrore, risolti in chiave metafisica. Un esordio promettente. Voto: 6,5

martedì 30 aprile 2024

Prisoners of the Ghostland (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Sinceramente volevo toccare con mano la delusione generale di questo Prisoners of the Ghostland. In effetti quest'ultimo lavoro dell'eccentrico Sion Sono è parecchio deludente, un'accozzaglia di sequenze buttate quasi a caso ed anche noiose. Dalla trama e dal trailer mi aspettavo almeno una versione dei poveri di 1997 - Fuga da New York, perché le analogie ci sono e mi andava anche bene, ma in realtà la pellicola prende un'altra strada, quella della confusione e della noia. Si salva qualche momento visivo di discreta fattura, ma non basta. Mi dispiace per Sion Sono (sempre apprezzato) perché si vedono le buone intenzioni, ma alla fine è venuto fuori un pasticcio. Non benissimo Nicolas Cage, che dopo qualche buona prova, torna con una performance stavolta troppo sopra e fuori le righe. Voto: 5 [Prime Video/TimVision]

venerdì 29 marzo 2024

Run Sweetheart Run (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Irriverente questa regia (di Shana Feste) che, tramite alcuni scaltri escamotage (che "nascondono" con sapienza e furbizia la moria di effetti speciali) pare giocare con lo spettatore così come "l'essere mostruoso" protagonista della pellicola gioca con le sue vittime. Nonostante una sceneggiatura scialba e dialoghi insipidi, il film incuriosisce e scorre via che è un piacere. Bello anche il finale, che può essere anche letto come una sorta di manifesto contro il maschilismo, ma anche come il solito esagerato messaggio femminista. Questo per dire anche che i difetti non mancano, ma per intrattenere riesce nell'intento. E in questo senso si può sicuramente vedere, ma non è un prodotto che resta impresso, Ella Balinska invece sì. Voto: 6 [Prime Video]

martedì 27 febbraio 2024

A Thousand and One (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2024 Qui - Dramma di una madre, passabile ma non indimenticabile. A Thousand and One, al netto di una indecifrabile sensazione di superficialità, è un film che decanta un po' alla volta, soprattutto a fine visione. Un film forte, quasi romanzesco. Resta impresso il forte realismo suggerito dalla regista A.V. Rockwell, che sceglie i cambiamenti di Harlem per raccontare la storia di due "randagi" che provano ad essere madre e figlio. Il film poggia quasi interamente sui due protagonisti (entrambi bravissimi) e procede a ritmo serrato elargendo più di un momento commovente. Tutto ciò è sicuramente ammirevole, specie in un'opera prima, eppure A Thousand and One, risulta a chi scrive, appesantito da una durata eccessiva e da una sensazione di già visto, e coinvolgente sino a un certo punto, una serie di difetti ricorrenti negli esordi (e acerbo, senz'altro, ma occhio). Nel complesso bello e carico di significato. Voto: 6,5 [Sky]

lunedì 31 luglio 2023

Cha Cha Real Smooth (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2023 Qui - Dopo il college Andrew, tornato a vivere con la madre e il fratello, conosce Domino, ragazza madre, e si innamora di lei. Diretta e interpretata da Cooper Raiff, una commedia romantica dai toni tenui che punta sui dialoghi e sul realismo delle situazioni. I personaggi sono ben caratterizzati e portatori di sentimenti in cui un coetaneo può facilmente riconoscersi. Oltre allo spontaneo Raiff, si segnala la prova della (sempre) affascinante Dakota Johnson nel ruolo di una giovane donna fragile, un ruolo che l'attrice interpreta in scioltezza. La sceneggiatura ha più di un punto debole, in particolare nella gestione della figura materna e dei suoi problemi, ma il risultato è una storia semplice e al tempo stesso unica, impreziosita da una colonna sonora accattivante e da tanti momenti di leggerezza che rendono la visione davvero piacevole e scorrevole. Un buon film nel suo genere. Voto: 6,5

venerdì 30 giugno 2023

Velvet Buzzsaw (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2023 Qui - Una di quelle pellicole dalle tante potenzialità non sfruttate. La satira nei confronti del mondo dell'arte non punge quanto vorrebbe ed anche i personaggi sono poco più di macchiette, anche se probabilmente sarebbe quello l'intento, ovvero mostrare la loro vacuità. Peccato, perché ho apprezzato tanto Nightcrawler - Lo Sciacallo dello stesso autore (ovvero Dan Gilroy), dove li si la satira verso il mondo dei mass-media è riuscito, invece questo film uscito direttamente su Netflix, non riesce a graffiare ed alla fine resta l'amaro in bocca dato che c'erano tutti i presupposti per un grande film. Forse una delle cause è l'impronta horror che cambia un po' il registro, anche se sulla carta ci poteva stare (rapporto artista-critico e la metafora-vendetta soprannaturale del primo sul secondo). Fatto sta che il mix non convince del tutto, per i troppi spunti non elaborati e la scarsa definizione di alcuni personaggi (come quello di John Malkovich), ma si tratta comunque di un film (seppur riuscito a metà) curioso, a tratti divertente e con alcuni momenti visivamente gustosi. Voto: 5,5

mercoledì 31 maggio 2023

Nancy (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2023 Qui - Un plot tutto sommato semplice, non nuovissimo, financo un po' prevedibile nel finale, eppure è la dimostrazione che bontà di regia ed interpretazioni fanno la differenza, soprattutto in prodotti non particolarmente originali, aiutati da malinconiche location innevate della provincia americana (ben fotografate) che creano il mood adatto alla storia. L'enigmatica Andrea Riseborough funziona molto meglio che in Mandy e il resto del cast svolge il lavoro con sicurezza. Un dramma autoriale che non farà la storia ma emozionalmente efficace. Per Christina Choe un promettente esordio registico. Voto: 6

mercoledì 17 maggio 2023

XX - Donne da morire (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2023 Qui - Molto discontinuo questo film (antologico) virato al femminile e con tematiche femminili (diretto non per caso da quattro donne, una ad episodio), arricchito con intermezzi tra un episodio e l'altro molto belli, fatti con animazione in stop motion dall'effetto suggestivo. Volendo sintetizzare, a mio parere, due episodi sono discreti e due su un livello insufficiente. I migliori sono il primo e l'ultimo: The Box è il più misterioso e suggestivo e pur con un finale leggermente affrettato, riesce ad evidenziare la perdita progressiva del ruolo di madre e di moglie della sua protagonista, di fronte allo sfaldarsi della sua famiglia che rifiuta di nutrirsi perché non sente il bisogno di cibo. Il secondo è più una commedia nera ma dal registro completamente sfasato: non è né divertente, né genera un minimo di tensione tanto da renderlo inconsistente. Il terzo episodio è quello più classico, riprende i canoni dello slasher ma pecca di eccessiva convenzionalità. L'ultimo ha un buon livello qualitativo e parte da riferimenti cinematografici molto chiari fin dall'inizio. Viene analizzato l'amore materno verso un figlio problematico e legato ad un passato inquietante che si presenta al compimento del diciottesimo anno del ragazzo. Non raggiunge la sufficienza, troppa disparità qualitativa tra il primo e l'ultimo episodio con i due centrali. Comunque gradevole film di intrattenimento, è già qualcosa. Voto: 5,5

venerdì 28 aprile 2023

Living (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Evitando di fare paragoni con il film di Akira Kurosawa poiché si arriverebbe ad ovvie deduzioni, posso affermare che il film di Oliver Hermanus (l'aderenza al modello originale è comunque rispettata, con un pizzico di speranza in più al film del regista giapponese) si fa apprezzare per il suo modo garbato e molto "inglese" con cui si tratta dello spinoso problema con cui tutti noi dovremmo fare i conti. Il bravissimo protagonista (un certo Bill Nighy per dire) incarna alla perfezione quel passo mesto verso l'inevitabile che diventa in parte occasione di riscatto personale e familiare (fallito) e soprattutto sociale. L'ambientazione negli anni '50 fornisce al film (grazie al rigore della messa in scena e ai costumi) una patina vintage piacevole. Unica nota stonata il discorso finale del vigilante, qualcosa di retorico che stona un po' con quanto visto fino a quel momento. "Vivere" aveva bisogno di un remake? Probabilmente no ma se proprio si doveva fare direi che meglio di così era difficile. La sceneggiatura è infatti ben bilanciata, e avrebbe meritato più considerazione dall'Academy. Voto: 6,5

Censor (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Un film che sembra avere una realizzazione visiva un po' classica, da film di genere anni '80, proponendo una storia abbastanza interessante ma basata molto sul fattore psicologico della protagonista e, cosa non meno importante, su come si rapporta la censura nel cinema, anche se questo aspetto passa quasi in secondo piano man mano che si procede (che nostalgia delle VHS...). A onore del vero, il film dell'esordiente Prano Bailey-Bond non ha una grande originalità da vantare ma complessivamente, grazie anche alla discreta prova della protagonista (Niamh Algar, già vista in alcune serie televisive, tra cui la "sfortunata" Raised by Wolves - Una nuova umanità), riesce a non scadere nella banalità. E anche se il ritmo della narrazione non è dei più fluidi e il fattore gore non ha grande presa, riesce nell'intento di offrire una visione sufficientemente valida. Finale abbastanza prevedibile ma di un certo effetto. Voto: 6

venerdì 31 marzo 2023

Tiempo Compartido (Time Share) (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Appena entrata nella multiproprietà nel lussuoso resort messicano, una giovane famiglia è costretta per un disguido od altro a condividere gli spazi con un'altra famiglia di sconosciuti. Mentre moglie e figlioletto sembrano adattarsi di buon grado, Pedro non si rassegna e vede in ogni evento l'indizio di un complotto indecifrabile. L'atmosfera sospesa e dubbiosa è assolutamente ben colta grazie a un'attenzione estetica raffinata ai colori e alla fluida esposizione degli ambienti (dai piani alti al sotterraneo), ma il senso resta molto criptico e si rimane con troppi interrogativi. L'idea infatti non sarebbe nemmeno male, ma drammatizzare ricadute esistenziali da subdole strategie commerciali è compito arduo. Il film non ci riesce, ed i personaggi si muovono ciascuno per suo conto, con storie fumose alle spalle ed altrettanto fumose realtà e prospettive. Ne risulta un bignamino di una soap opera, ed è un peccato. Voto: 5,5

mercoledì 30 novembre 2022

Possessor (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2022 Qui - Buon sangue non mente, è un lavoro decisamente valido questo del figlio del Maestro di cinema David Cronenberg. Egli infatti, che pur non si fa mancare alcune reminiscenze paterne, adotta un particolare stile, con un occhio molto attento al fattore visivo che risulta piuttosto elaborato, e riesce a creare un prodotto che lascia storditi nella sua notabile strutturazione. Dove va a toppare è invece nello script eccessivamente intricato e con scene inutilmente dilatate che non lo rendono proprio semplice da seguire, una narrazione più snella avrebbe certamente giovato alla pellicola. Per il resto proprio niente male, trama non originale ma comunque interessante, buona la prova del cast e piuttosto crude alcune esplosioni di violenza. Ambizioso (forse anche troppo) e certamente non ai livelli dei migliori lavori del padre, fatto sta che la strada imboccata da Brandon Cronenberg è (a mio avviso) quella giusta. Voto: 6,5

martedì 31 maggio 2022

Falling - Storia di un padre (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2022 Qui - Con la sua opera prima da regista, Viggo Mortensen costruisce un racconto che fa della memoria il suo punto di maggior interesse. Muovendosi tra i caotici ricordi del suo protagonista, egli fa emergere la complessità di certi rapporti famigliari. Insieme al quasi contemporaneo (ma obbiettivamente migliore) The Father analizza la malattia degenerativa di un genitore, ma qui il piglio è decisamente più intimista e la diatriba tra padre e figlio è molto accentuata. Un diverso punto di visione interessante, ma non per questo preferibile o più incisivo. Che Falling - Storia di un padre sia un film ambizioso non vi sono dubbi. Meno certezze, invece, si hanno sulla sua effettiva riuscita (non sempre il ritmo del film si rivela all'altezza del racconto). L'esordio di Mortensen testimonia fin da subito la sua natura di film di poesia (in opposizione a quello di prosa), contraddistinto da un montaggio "sensoriale" che mette in comunicazione, senza soluzione di continuità, presente e passato. Ma, nonostante le nobili  e sincere intenzioni, il film dà la sensazione di essere un fiore bellissimo incapace di sbocciare. E alla fine, nonostante alcune sequenze comunque efficaci e l'ottimo apporto del cast, si rimane con l'amaro in bocca. Voto: 5,5

The Vast of Night (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2022 Qui - Negli anni '50 in un paesino del New Mexico mentre tutti sono intenti a seguire una partita di basket, una centralista ed il conduttore di una emittente locale cercano di capire da dove provenga uno strano segnale radio. Omaggio dichiarato ad una serie mitica (Ai confini della realtà), un esordio registico (di Andrew Patterson, che è da tenere d'occhio) in chiave minimalista che in alcune sequenze riesce a creare tensione con pochissimi mezzi  (bellissima nella sua fluidità la carrellata lungo le strade deserte) ma è penalizzato dall'eccessiva verbosità che, soprattutto nella prima parte, si traduce in dialoghi sfibranti (ma atmosfera ben fatta, con anche vaghi richiami Lovecraftiani). Più promettente che riuscito, più curioso che appassionante, un'opera elegante (bella ricostruzione anni '50, bella colonna sonora), evanescente eppur struggente. A fine visione quello che resta è una gran voglia di silenzio. Voto: 6

sabato 30 aprile 2022

La vita che verrà - Herself (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Sembra di vedere un remake di un qualsiasi Ken Loach, anzi se non sapessi il regista direi proprio che è lui, con questi personaggi al limite della società incastrati tra drammi familiari e voglia di rivalsa. Ben fatto, un po' eccessivamente drammatico nel finale ma comunque onesto, sincero ed apprezzabile. Un bel film, emozionalmente valido. A dirigerlo Phyllida Lloyd, che io ricordo soprattutto per The Iron Lady e non per Mamma mia!, che affronta il tema della violenza domestica e del riscatto personale in modo sobrio (con delicatezza e senza troppi eccessi), privilegiando il percorso interiore della protagonista, interpretata da una convincente Clare Dunn, autrice peraltro del soggetto e della sceneggiatura. Sebbene alcuni passaggi sembrino forzati, il film ha il merito di non cercare il lieto fine a tutti i costi preferendo una conclusione più amara ma realistica. Vale una visione. Voto: 6,5