Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2024 Qui - L'ambientazione prevale sulla storia, immersa in una Roma notturna e sempre in fermento, quella delle periferie e dei meno fortunati. La narrazione presenta alcune debolezze e non raggiunge l'eccellenza di Suburra, nonostante la regia di Stefano Sollima sia sempre incisiva. Anche in questo caso troviamo personaggi corrotti e privi di moralità, o in cerca di redenzione personale: spicca il poliziotto interpretato da Adriano Giannini, che torna finalmente in un ruolo di rilievo. La colonna sonora dei Subsonica è opinabile, nonostante abbia vinto un David di Donatello nell'ultima cerimonia. In definitiva, un film discreto. Voto: 6+ [Sky/Netflix]
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venerdì 30 agosto 2024
Adagio (2023)
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mercoledì 31 luglio 2024
Fresh (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Nel suo esordio, Mimi Cave offre un horror raffinato che suscita terrore senza mostrarlo apertamente, solleticando l'immaginazione. La trama è affascinante e misteriosa, tuttavia alcune scelte di regia e certe scene non sono completamente persuasive, come gli intermezzi che si allontanano dal nucleo centrale della narrazione. Fresh emerge per la sua tensione e inquietudine distintive, con una storia che appare lineare, soprattutto all'inizio, ma che cela un'attrazione oscura che cattura l'attenzione, suscitando speranza e desiderio di giustizia per le protagoniste. La seconda metà del film e le scene più esplicite sono meno incisive, con personaggi effimeri e trame superficiali. In conclusione, il film oscilla tra idee promettenti e momenti deboli. Non eguaglia Raw, ma è comunque un piacere per le sue dinamiche attuali. Fresh è un film modesto ma elegante e ben recitato, piacevolmente sorprendente, anche se facilmente dimenticabile. Voto: 6 [Disney Plus]
Finestkind (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Un film che delude le aspettative, perdendo la rotta troppo facilmente e non riuscendo a definire una direzione chiara. Il suo racconto è costellato da numerosi errori evitabili e si avvale di una narrazione obsoleta e disorganizzata. Nonostante un inizio promettente, il risultato finale è decisamente insoddisfacente, con trame incomplete, risorse mal gestite, errori grossolani, frustrazioni e stereotipi, il tutto condito da una narrazione affannosa e spesso interrotta bruscamente, che porta a squilibri evidenti. Anche con un cast di talento, i personaggi risultano piatti e privi di profondità. In conclusione, il film (indubbiamente il peggiore della filmografia del buon mestierante Brian Helgeland, quello di 42: La vera storia di una leggenda americana) è un insuccesso irrimediabile. Voto: 4,5 [Paramount Plus]
The End? L'inferno fuori (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Un apprezzabile film di zombie italiano diretto da Daniele Misischia, che utilizzando quasi esclusivamente un attore e ambientando la storia in un ascensore claustrofobico, riesce a creare un'opera tesa e coinvolgente nonostante una sceneggiatura non eccelsa (dialoghi ripetitivi e un finale troppo prevedibile). La caratterizzazione del protagonista, interpretato dal talentuoso Alessandro Roja, è adeguatamente sgradevole, almeno all'inizio. Gli zombie sono truccati in modo eccellente e risultano impressionanti. Il film non è perfetto, ma evidenzia le notevoli capacità del regista Misischia, che con sceneggiatori di alto livello e un budget maggiore potrebbe ancora sorprendere, come ha fatto con la piccola opera citazionista e sufficientemente pregevole uscita quattro anni dopo, intitolata Il mostro della cripta. Tuttavia, la vera sorpresa è questo film, un thriller-horror che eccelle nella sua semplicità, uno dei migliori film di zombie degli ultimi dieci anni. Voto: 6,5 [RaiPlay]
venerdì 28 giugno 2024
Un colpo di fortuna - Coup de chance (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Woody Allen ci parla ancora una volta di fortuna e casualità in una nuova variazione con "Coup de Chance". Chi conosce la filmografia del regista americano potrebbe percepire un senso di dejà vu, ma il cinema di Allen, anche se distante dai suoi massimi successi, offre sempre una visione che, nel peggiore dei casi, è "semplicemente" piacevole e sottilmente ironica, grazie a dialoghi originali, situazioni al limite del grottesco e personaggi disillusi. La coppia formata da Melvil Poupaud e Lou de Laâge, poco noti in Italia, è efficace. La trama classica di tradimento e "vendetta" in un contesto altoborghese, elegante e mondano, diventa intrigante con le evoluzioni psicologiche dei protagonisti, diretti con rinnovato entusiasmo da Allen alla sua "prima prova" in francese. Sebbene inizialmente didascalico, il film, con i suoi costumi raffinati e ambientazioni ricercate, giustifica il suo titolo nel finale attraverso un epilogo inaspettato e deciso. Elegante e piacevole, che tuttavia non aggiunge nulla di nuovo alla filmografia di Allen. Voto: 6 [Sky]
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Saw X (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Dopo alcuni capitoli ridondanti e poco focalizzati (e spin-off deludenti), la saga di Saw si riconcentra finalmente su John Kramer. L'idea di un midquel, ambientato tra il secondo e il terzo film, funziona grazie alla solida interpretazione di Tobin Bell, offrendoci nuovamente la possibilità di apprezzare l'aspetto giustizialista che caratterizzava i primi episodi. Le due ore di film scorrono senza intoppi e le trappole sono ingegnose, così come il finale articolato, che riesce a sorprenderci nonostante alcune coincidenze improbabili che in diversi momenti risultano forzate (a cui ci si aggiunge la rappresentazione di un Jigsaw quasi benevolo, quasi un giustiziere popolare). Il film intrattiene come di consueto e non lesina sul sangue, ma si ha l'impressione che anche Saw abbia dovuto adeguarsi al clima di correttezza politica che pervade il cinema americano recente. Nonostante ciò, si rivela migliore degli ultimi film, anche se, essendo il decimo della serie, non aggiunge molto a ciò che è già stato mostrato. Voto: 5,5 [Prime Video]
Oppenheimer (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Si può dire molto su Christopher Nolan, ma oggettivamente parlando, è un regista che ha una grande maestria tecnica, a prescindere dal gradimento dei suoi film. Affidandogli un intreccio politico ancora intrigante nonostante gli anni trascorsi, attori di calibro (con Cillian Murphy in prima linea) e le eccellenti musiche di Ludwig Göransson, il film si presenta praticamente su un piatto d'argento. Nolan, abile nel gestire diversi piani temporali, offre una sceneggiatura quasi impeccabile. Personalmente, trovo il tema del comunismo poco coinvolgente e avrei ridotto la presenza del Maccartismo, beneficiando anche la durata del film. La ricerca della perfezione può portare a dettagli eccessivi, che io chiamerei "scorie". A parte questo, è difficile trovare altri difetti. Tre ore di cinema denso e ricco di informazioni, trasformato dal montaggio in un complesso gioco di cronologie e prospettive che genera una tensione crescente e tangibile. Per chi si aspettava un film esclusivamente sulla fisica atomica, Oppenheimer si focalizza sulla figura e sull'impatto del suo lavoro, includendo il prima, il durante e le conseguenze della creazione. In sostanza, Oppenheimer conferma che il cinema di Nolan è un "prestigio" che invita alla riflessione sulle scelte morali e rappresenta un'industria in cui ogni creativo si spinge oltre i propri limiti (meritati i 7 Oscar vinti). Nolan continua a stupire: dopo l'eccesso di Tenet, ora è tornato sulla giusta via, rendendo ogni suo film un evento imperdibile, grazie a un talento che è ancora molto presente. Voto: 8- [Sky]
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venerdì 31 maggio 2024
Oxygène (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Il film è chiaramente influenzato dalla situazione pandemica, ormai superata. Presenta un ambiente estremamente angusto e claustrofobico, dove una donna è intrappolata in una camera criogenica con una riserva di ossigeno che si esaurisce lentamente. Non ho mai apprezzato particolarmente Alexandre Aja (non ho visto Crawl e non mi è piaciuto The 9th Life of Louis Drax, si salva giusto Le colline hanno gli occhi), ma devo ammettere che, sebbene non offra novità (ricorda Buried ma in versione più sofisticata), il film mantiene un certo equilibrio tra gli elementi narrativi, nonostante alcune forzature e colpi di scena piuttosto prevedibili. Un plauso speciale va a Melanie Laurent, che porta l'intero film sulle sue spalle con un'espressività facciale eccezionale, trasmettendoci la sua evoluzione emotiva tra rimpianti, rivelazioni, speranze e disillusioni. Girato quasi interamente in uno spazio di soli due metri quadrati, è comunque un film piacevole e ben realizzato. Voto: 6 [Netflix]
The Killer (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Il film è apprezzabile per la prima mezz'ora e nei momenti in cui il protagonista esprime a voce alta le sue riflessioni introspettive. Tuttavia, ci si aspetterebbe di più dal regista di Mank, non solo un film d'azione con uno script così scontato e una vendetta prevedibile e mal gestita. L'azione è poi fondata su un malinteso. Si distingue solo la scena con Tilda Swinton, che però non basta. Il film si lascia guardare, grazie alla regia precisa di David Fincher, al montaggio incisivo e alle impeccabili colonne sonore del duo abituale del regista. Nonostante ciò, il film dà l'impressione di essere salvato solo dalla maestria di chi lo ha diretto, poiché in mani diverse sarebbe risultato un completo fallimento. Voto: 6 [Netflix]
La ragazza più fortunata del mondo (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Il film affronta temi profondamente radicati nella cultura americana, dal movimento #metoo alle tragedie scolastiche, fino alla lotta per l'emancipazione femminile. Narrata attraverso flashback della gioventù alternati a momenti dell'età adulta, la storia dipinge una società borghese fondata sull'ipocrisia e il patriarcato. Nonostante la presenza di numerosi esempi nella vita di tutti i giorni, questi argomenti appaiono ormai triti e frequentemente trattati dai media. Il diritto inalienabile di dire "no" in qualsiasi situazione è stato già rivendicato in maniera più efficace altrove, e qui emerge un senso di banalità. Ciò nonostante, le performance del cast sono solide e la realizzazione è curata, anche se tendente allo stile televisivo, risultando in un film che probabilmente non farà storia. Voto: 5,5 [Netflix]
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Il mondo dietro di te (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Il film è concepito come un thriller, tuttavia è rallentato da numerose ed eccessive pause. Queste interruzioni, pur contribuendo a ben delineare i personaggi, rendono la narrazione troppo prolissa. Il film, che avrebbe beneficiato di una maggiore concisione, si dilunga inutilmente. Lo spunto è buono, la realizzazione meno. Con una durata di quasi due ore e venti, si conclude con un finale improvvisato, privo di sostanza e scarso fascino. La trama è sovraccarica di dialoghi, spesso superflui, e mostra una ripetitività sia nella narrazione che nelle azioni dei (piatti) personaggi. Il film, valido nelle intenzioni e sostenuto da un buon cast e una regia competente, offre alcuni effetti speciali di qualità, ma alla fine dei conti, troppa retorica e pochi fatti. Non è noioso, ma aveva il potenziale per essere migliore. Voto: 6 [Netflix]
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martedì 30 aprile 2024
Spenser Confidential (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Quinto film per Mark Wahlberg con il regista Peter Berg, un riuscito e lineare buddy movie adrenalinico e movimentato. La trama è piuttosto classica con poliziotti corrotti, altri accusati ingiustamente, con i protagonisti che, con le buone, ma soprattutto con le cattive, cercano di rendere giustizia alla memoria di un poliziotto ucciso anni prima e ingiustamente accusato. Non si vedono certo situazioni o cose nuove, ma quello che si vede fa divertire con intelligenza. Apprezzabile il feeling tra Whalberg e Winston Duke, mentre il grande Alan Arkin (purtroppo recentemente scomparso) appare più defilato, ma il suo contributo ugualmente importante ai fini della storia, banale ma onesta. Tutto sommato non male, anche se al cinema (perché qui Netflix produce) il regista aveva dato prova di sapersi impegnare molto di più. Voto: 6 [Netflix]
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Mark Wahlberg,
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Peter Berg,
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Romanzo,
Thriller drammatico,
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Dogman (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - L'ultima pellicola di Luc Besson si rivela un'opera affascinante (migliore della precedente), con personaggi che rispecchiano il suo stile distintivo: solitari, incompresi, eccessivi, ma soprattutto profondamente riflessivi e consapevoli della loro situazione. Chiaramente ispirato da Joker, un film coinvolgente e di grande impatto, con un protagonista, Caleb Landry Jones, eccellente. Non siamo ai livelli di Leon, c'è qualche deriva cartoonesca nei personaggi antagonisti maschili, come cartoonesca è la parte finale, ma tutto sommato è un film che mi ha fatto divertire e che mi sono goduto con una regia ed un montaggio che evidenzia il profondo legame tra Douglas ed i suoi cani (veri protagonisti). In conclusione, è un film apprezzabile, non senza difetti (non mancano alcune forzature narrative), ma decisamente degno di essere visto. Voto: 7 [Sky]
As bestas (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Un thriller che si sviluppa lentamente ma con un'escalation di tensione notevole. La regia di Rodrigo Sorogoyen in questo è superlativa, il resto lo fanno l'ambientazione rurale perfettamente adatta a queste vicende (ispirate da eventi reali), il contesto "duro" della vita da agricoltore e le eccellenti interpretazioni dell'intero cast, con Denis Ménochet e Luis Zahera in particolare, ma anche gli altri sono molto bravi. Il film racconta il conflitto tra chi ha scelto la vita rurale e chi la subisce perché non ha avuto altre possibilità. Una vera e propria guerra che inizia con gesti e parole, crescendo in intensità fino a creare un'atmosfera di ansia e paranoia insostenibile (memorabile la scena iniziale in slow motion che diventa paradigmatica alla fine del film). È un film difficile, ben recitato, con un finale aperto che lascia un sapore amaro. Non raggiunge l'estremo della crudezza né si spinge a colpire nel segno come altri film del genere, ma è sicuramente degno di essere visto. Voto: 7+ [RaiPlay]
venerdì 29 marzo 2024
I segreti della notte (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Il trailer e il titolo sono ingannevoli, poiché vogliono spacciare il film per un thriller avvincente e misterioso. In realtà è essenzialmente un dramma basato sui problemi del protagonista (affetto dalla sindrome di Asperger), con dentro un po' di thriller per animare la vicenda. Il problema è che il lato thriller è poco presente e (nonostante il plot twist a tre quarti di film) prevedibile, mentre il lato drammatico è iper-dilatato ed inconcludente al tempo stesso. La regia invece abbastanza scorrevole, ma con qualche concessione al "televisivo". Il cast è discreto e fa il possibile per tenere il piedi la baracca. E in tal senso la presenza della sempre bellissima Ana de Armas alza un po' la media, ma non basta a salvare la pellicola dalla mediocrità a cui è destinata. Voto: 5 [Prime Video]
Saltburn (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Girato bene e con una fotografia ammaliante che esalta le belle scenografie, cosa che da subito aggancia lo spettatore nonostante una sceneggiatura non proprio precisa che si capisce subito dove voglia andare e quando ci arriva non soddisfa appieno. Bravissimo Barry Keoghan (come ne Il Sacrificio del Cervo Sacro, il suo personaggio è inquietante, disturbante/disturbato, estremamente furbo, manipolativo e sottilmente sopra le righe), alla guida di un cast in stato di grazia, punto in più a favore del film, che colpisce più per loro che per i dettagli fintamente morbosi (compresa la sequenza finale) inseriti a forza per farne parlare (con profitto). Un cinema curato, molto estetico, ma vacuo quando si ripensa a tutte le svolte. A differenza di Una donna promettente che, ricordo, aveva un qualcosa di davvero insolito e innovativo (a sua stessa volta diretto da qui presente regista Emerald Fennell), qui si mescolano un po' le carte di vari cliché. Tuttavia tirando le somme il film mi è piaciuto, anche se non credo meriti tutto questo clamore che lo sta circondando. Voto: 6 [Prime Video]
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giovedì 8 febbraio 2024
Killers of the Flower Moon (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/02/2024 Qui - Non un brutto film, anzi, vedendo quello che c'è in giro è decisamente sopra la media (d'altronde stiamo parlando pur sempre di Martin Scorsese), tuttavia tralasciando la perfezione dell'aspetto tecnico e le ottime interpretazioni di Leonardo DiCaprio e Robert De Niro (ma Lily Gladstone non è da meno), il film offre una storia sicuramente interessante (ai più, compreso me, sconosciuta) narrata con uno stile asciutto che senza troppi giri scava a fondo nella cattiveria dell'animo umano e porta sicuramente a riflettere lo spettatore, ma non si può negare che sia un film che le tre ore e mezza le fa sentire tutte. Ecco, Killers of the Flower Moon mi ha dato la sensazione di essere troppo dilatato, troppo lungo per la storia che si prefissava di narrare. Un film crudo, che mostra comunque bene quanto l'essere umano faccia schifo, girato ed interpretato ottimamente, ma purtroppo non un capolavoro e non privo (ahimè) di difetti, perché anche solo tagliare mezz'ora dal mio punto di vista avrebbe giovato e reso la pellicola più digeribile. Una pellicola epica a modo suo e coraggiosa nel non voler accelerare, ma con poco di memorabile, manca tra l'altro un po' di emozione. Però diamo a Scorsese quel che è di Scorsese, che dopo The Irishman fa di nuovo centro con questo grande film, che a fronte delle 10 candidature agli Oscar meriterebbe di vincerne alcuni. Voto: 7,5 [Prime Video]
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The Creator (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/02/2024 Qui - Forse gli sceneggiatori, quando hanno iniziato a pensare a questo film, hanno avuto in mente di fare un film diverso, con tematiche di un certo spessore tipo l'intelligenza artificiale e il mondo diviso fra due fazione. Alla fine il film ha preso una piega molto più commerciale e il tema dell'AI serve solo come richiamo, ma non viene sviluppato (come tutto il resto). La trama rimane piuttosto convenzionale e ricca di colpi di scena improbabili, perché diciamo che spesso le scelte dei personaggi sono discutibili (sembra di stare alla fiera dei cioccolatai). Per il resto il film non è realizzato male (il sonoro è adeguato, il doppiaggio italiano invece no). Rimane tuttavia il problema della poca empatia con i personaggi, delle poche emozioni, e del poco coinvolgimento, però ci sono tanti (e non disprezzabili) effetti speciali (così tanti che potevano non candidarli agli Oscar?), e soprattutto, seppur derivativo nel suo sviluppo, è anche un film scorrevole, non pesa arrivare alla fine, anche gli attori non sono male. In conclusione, un film dalla notevole confezione ma che ha il difetto di dire meno di ciò che voleva fare. Peccato, dal regista di Godzilla ma soprattutto dell'ottimo Rogue One: A Star Wars Story mi sarei aspettato di più. Voto: 6 [Disney Plus]
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mercoledì 31 gennaio 2024
The Forgiven (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2024 Qui - Mentre sta dirigendosi in auto verso una lussuosa villa in cui si sta tenendo un party, una coppia di coniugi inglesi in vacanza a Tangeri investe un ragazzo del posto provocandone la morte. Film riuscito solo a metà: coinvolgente la parte in cui il responsabile dell'incidente, costretto a seguire il padre del ragazzo per partecipare alla sepoltura, prende coscienza del dolore che ha provocato, tediosa e piena di stereotipi quella che si svolge nella villa tra sbornie, amorazzi e battute acide. Non centra infatti l'obbiettivo di critica in chiave moderna al colonialismo, ma di diversità di comportamenti e stile di vita tra due culture invece sì. E nonostante un epilogo abbastanza scontato, reputo sufficiente questo film, un film ben confezionato, che però alla fine risulta riuscito solo in parte, grazie anche alla performance degli attori protagonisti (Ralph Fiennes e Jessica Chastain). Voto: 6 [Sky/Prime Video]
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venerdì 22 dicembre 2023
Assassinio a Venezia (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Il filo conduttore della trilogia di Poirot di Kenneth Branagh è la suggestione visiva che spesso supera un aspetto narrativo non proprio entusiasmante. Questo aspetto è confermato e amplificato dal terzo episodio in cui la location veneziana diventa a tutti gli effetti coprotagonista del film, al di là di qualche strafalcione storico evitabile e non necessario. La fotografia esalta il film che vira dalle parti dell'horror, sia pure soft e che comunque può contare su buone interpretazioni di un cast ispirato come il suo regista, che alla fine "confeziona" un'opera di buon livello (forse la migliore dei 3). Un'opera di ordinaria amministrazione, senza infamia e senza lode si lascia guardare, facile capire alcune intuizioni, ma è un giallo che tiene bene banco. Voto: 6+
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