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mercoledì 31 luglio 2024

The End? L'inferno fuori (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Un apprezzabile film di zombie italiano diretto da Daniele Misischia, che utilizzando quasi esclusivamente un attore e ambientando la storia in un ascensore claustrofobico, riesce a creare un'opera tesa e coinvolgente nonostante una sceneggiatura non eccelsa (dialoghi ripetitivi e un finale troppo prevedibile). La caratterizzazione del protagonista, interpretato dal talentuoso Alessandro Roja, è adeguatamente sgradevole, almeno all'inizio. Gli zombie sono truccati in modo eccellente e risultano impressionanti. Il film non è perfetto, ma evidenzia le notevoli capacità del regista Misischia, che con sceneggiatori di alto livello e un budget maggiore potrebbe ancora sorprendere, come ha fatto con la piccola opera citazionista e sufficientemente pregevole uscita quattro anni dopo, intitolata Il mostro della cripta. Tuttavia, la vera sorpresa è questo film, un thriller-horror che eccelle nella sua semplicità, uno dei migliori film di zombie degli ultimi dieci anni. Voto: 6,5 [RaiPlay]

martedì 31 maggio 2022

Diabolik (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2022 Qui - Non ho mai letto il fumetto italiano (il mio unico punto di contatto Arriva Dorellik del 1967, così per dire) ma da semplice spettatore mi sono chiesto se veramente la personalità del famigerato ladro sia cosi fredda, passiva e senza sentimenti, lo è, però non mi aspettavo che fosse pure un pochino fesso. Diabolik, ultima fatica dei Manetti Bros., tratto da uno dei primi episodi del fumetto, è un film che si preoccupa soprattutto di omaggiare l'opera partorita della mente delle sorelle Giussani, attraverso una messa in scena fedelissima alle tavole e che risponde ad una precisa volontà del duo in regia, una scelta tuttavia solo in parte riuscita, convinta e convincente. Il problema di Diabolik non è (solo) il miscasting (l'unica davvero ottima è Miriam Leone nei panni di Eva Kant), ne la bassa lega dei comprimari, ma il pathos che affoga minuto dopo minuto: troppo lento il ritmo, dilatato a causa di insistiti dialoghi e primi piani notevolmente stucchevoli. L'azione purtroppo latita, ed è un peccato, perché nell'incipit si intravede quanto si poteva spingere sull'artigianato di stunt ed effetti, ed invece Diabolik, supereroe senza poteri, resta una chimera per chi non conosce il fumetto. Nel complesso comunque il film è gradevole, ma mi aspettavo di più. Solamente una sufficiente trasposizione da parte dei Manetti Bros., che paradossalmente firmano con questo film il loro miglior prodotto. Voto: 6

domenica 12 maggio 2019

L'ora legale (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/03/2018 Qui - La strada dell'onestà e del rispetto delle regole è molto difficile. Facile caldeggiarla in linea teorica, ma è molto più complesso metterla in pratica quando in gioco ci sono i nostri interessi. Questa in sintesi la morale de L'ora legale, l'ultimo film, datato 2017, diretto e interpretato dal duo comico Ficarra e Picone. Il film infatti, il quinto della coppia comica e uno dei loro più riusciti (al pari di Andiamo a quel paese), senza scomodare il cinema di impegno civile, ma raffigurando anche in modo impietoso le magagne della politica e della società italiana (mettendo in scena un certo malcostume nazionale), e altresì tralasciando interessi politici, è un prodotto divertente e intelligente. L'ora legale difatti, una commedia agrodolce dal passo leggero ma che con semplicità e passione racconta il nostro degrado umano, politico e sociale, racconta di un paese siciliano (Pietrammare ovvero Termini Imerese) dove l'aria di cambiamento porta il nuovo sindaco (al contrario del precedente, sempre avvezzo ai classici sotterfugi) sulla strada dell'onestà, scatenando però e nonostante una prima favorevole accettazione, forti contestazioni. Giacché dopo l'iniziale euforia, i cittadini si rendono presto conto di aver eletto "un mostro" di legalità, il sindaco infatti, è deciso a mantenere tutto il programma fatto in campagna di elezione, dal rispetto della selezione del conferimento corretto dei rifiuti alla battaglia contro l'abusivismo edilizio fino al progetto di realizzazione di una pista ciclabile. E così vedendo intaccati i loro "privilegi", essi si esasperano e non vedono l'ora di trovare il modo per far dimettere il sindaco e tornare al precedente, a qualunque costo. Ci riusciranno?

martedì 22 gennaio 2019

Solo per il Weekend (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 10/09/2016 Qui - A partire da una surreale e alquanto improbabile commedia di Gianfranco Gaioni, in arte Director Kobayashi (perché poi non si sa), ovvero Solo per il Weekend che racconta tutto quello che succede nella durata, appunto, di un unico (delirante e psichedelico) weekend, a cinque personaggi alle prese con dei malavitosi in una città di Milano completamente evanescente e per lo più notturna. I cinque personaggi in questione infatti vivono molte avventure, alcune anche pericolose (altre esilaranti un poco), al fine di recuperare una valigetta piena di soldi in mano ad un tizio di colore proveniente dalla città di Las Vegas. E tra bische clandestine, strade deserte ed individui assai improbabili e con gusti ed atteggiamenti particolari, si snoda l'intera vicenda che ovviamente si risolverà pienamente ed a buon fine. Come si evince dalla trama perciò si intuisce di come il film giri tra il grottesco e il surreale, ma anche se alquanto irreale ed esasperata, costituisce però il "motore" di questa pellicola dove non è tanto importante la verisimiglianza bensì la tipologia dei personaggi assurdi ed ognuno con caratteristiche proprie particolari. Personaggi che nonostante vanno spesso a braccetto con l'eccesso, e anche se non c'è una minima capacità di empatia con questa serie di personaggi assurdi che non esprimono altro che una volgarità senza limiti, vengono comunque interpretati in grande stile da un cast formidabile. Su tutti spicca Stefano Fresi (eccezionale nel ruolo di scheggia impazzita che vive di espedienti sempre al centro di equivoci e disastri annunciati) che già si era distinto nel film "Smetto quando Voglio" e che già per fattezze fisiche desta simpatia e complicità, anche se il suo personaggio utilizza degli anziani come dei pirla da truffare (una cosa che rasenta il fastidio oltre il limite della tolleranza e di decenza) o come "pervertiti sessuali" come l'assurdo prete che paga la giovane prostituta (la bellissima Matilde Gioli che non passa mai inosservata) per fare da "cameriera".

sabato 3 novembre 2018

Song 'e Napule (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/01/2016 Qui - Song 'e Napule è una commedia del 2013 dei Manetti Bros (che non conosco affatto e che sinceramente secondo me non sono un granché). E' un film che umilia la camorra e ammira la polizia proprio come in un poliziottesco italiano degli anni Settanta. Paco Stillo è un pianista, che da raccomandato, viene arruolato in polizia, per il suo talento parteciperà ad una delicata operazione di polizia per catturare un boss latitante che sarà presente ad un matrimonio, suonando insieme ad un band di neomelodici. Aggiornando il poliziesco all'attuale condizione socio-culturale, i Manetti firmano una sceneggiatura esilarante che precipita in una Napoli governata dalla malavita, refrattaria alla raccolta differenziata e soggiogata dal neomelodico e dal suo (in)credibile rappresentante, Lollo Love. Nonostante alcuni problemi e gag (alquanto grottesche), il buon Paco, riuscirà a compiere il suo lavoro, in modo quasi impeccabile. Interessante ma non eccezionale, dopotutto è un film di serie B. Diversa dalle solite commedie ma il risultato non è così migliore di come ci si aspettava e lasciasse intendere. Voto: 6-