Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2023 Qui - Roberto Andò (regista de Il bambino nascosto) sperimenta l'ardito accostamento tra la coppia comica Ficarra & Picone e il grande Toni Servillo, qui a rappresentare Pirandello in una parte defilata rispetto alla centro della narrazione. Il risultato è interessante, senza dubbio assolutamente sufficiente, ma un film che si poggia troppo, a tratti esclusivamente direi, sulle spalle dei due "comici", senza la cui verve crollerebbe tutto, mentre Servillo è al solito magistrale nel ruolo di Pirandello. Loro tre sono la vera bellezza di questo film, che per il resto vive del fascino di un racconto "semi-vero", alternando una prima parte godibile, briosa, affascinante, ad una seconda più cervellotica e noiosa. Curato, ricercato, in parte forzato, film imperfetto. Voto: 6
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Valentino Picone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Valentino Picone. Mostra tutti i post
mercoledì 31 maggio 2023
lunedì 4 gennaio 2021
Il primo Natale (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/01/2021 Qui - Idea buona, belle location, sceneggiatura simpatica. Peccato che il film, benché non risulti mai noioso, non riesca quasi mai a far ridere (o, almeno, sorridere). Cento minuti che scorrono senza pretese e senza emozioni (e, per fortuna, senza sbadigli). Pure la recitazione, a parte un Massimo Popolizio sprecato, non convince. Insomma, un prodotto guardabile ma che non lascia alcun segno (tanti cliché e poche gag memorabili, ma soprattutto penuria di sentimenti, un pizzico di pathos emotivo in più non avrebbe fatto male). E comunque l'idea del viaggio nel tempo con interazione di personaggi storici si era già vista in Non ci resta che piangere (1984), con ben altra resa filmica. Non c'è riuscito il recente Non ci resta che il crimine, non riesce neanche questo, di cui resta tuttavia da ammirare la capacità del duo Ficarra & Picone di trattare argomenti religiosi col loro usuale humour anti-volgare, senza esagerare con la satira. Voto: 5,5
sabato 1 giugno 2019
Il livello della commedia italiana moderna
Retrospettiva pubblicata su Pietro Saba World il 07/08/2018 Qui - Negli ultimi mesi Sky ha proposto ai suoi spettatori, tramite la dicitura "a pochi mesi dalle sale", alcune commedie italiane in prima visione, in questo caso specifico quattro pellicole, e quindi quale migliore occasione come questa, tastando così il polso alla commedia di genere, per capire, dopo l'ovvia visione, quale sia il livello della commedia italiana moderna?. Ebbene, le mie perplessità e i miei dubbi, siccome ultimamente mi trovo spesso a valutare mediocremente tante commedie soprattutto italiane, hanno avuto conferma. Perché in Italia solo una commedia su 4 riesce nel suo intento (come potrete vedere dalle mie recensioni), riesce a raggiungere la sufficienza piena (di più è alquanto raro), mentre la metà sono da bocciare (probabilmente era meglio non produrre nemmeno) e l'ultima da "rimandare". Certo direte voi, questo è soprattutto un giudizio più soggettivo che oggettivo, tuttavia è innegabile non accorgersi di questa crisi comica, di come molte commedie ricamano sempre intorno agli stereotipi, alla banalità ed alla volgarità, insieme ad una prevedibilità e una superficialità di fondo, e che solo pochissimi prodotti grazie a sprazzi di originalità, genialità ed imprevedibilità riescono ad alzare la qualità del Made in Italy (non è un caso che film come Perfetti sconosciuti o alcuni della cinematografia di Checco Zalone, Quo vado?, l'abbiano fatto). L'arte della nobile commedia all'italiana infatti (assente oramai dagli anni '70 e '80) ultimamente latita. Questo perché un tipo di commedia fece capolino vent'anni fa (il cinepanettone, con l'idea che per far ridere bisognava essere volgari), e da allora tutte, cercando di realizzare il successo di un "franchise tematico" che a parte nei primi film fece furore fino a diventare però successivamente un vizio (un qualcosa di ormai abusato e di basso livello), finiscono nel vortice della mediocrità. Per fortuna però alcuni nuovi soggettisti e sceneggiatori, seguendo l'insegnamento dei grandi maestri che ci facevano ridere o sorridere, e slegandosi in gran parte da quel tipo di commedia, brillantemente provano a rialzare il tiro, anche se tutti non ci riescono. Tuttavia quei pochi lo fanno e anche bene, seppur non eccezionalmente (Piuma e L'ora legale gli esempi ultimi da me constatati in positivo). Ed è paradossale tuttavia che al centro di questa nuova linfa ci sia un solo attore. Difatti in questi anni di profonda crisi della commedia all'italiana, l'unica autentica certezza sembra esser diventata Edoardo Leo. Con lui, infatti, la commedia all'italiana sembra aver trovato quel giusto equilibrio tra innovazione e tradizione. Che si tratti di un film da lui diretto e interpretato o come nel caso dell'ultimo film della mia selezione solamente interpretato (anche se in Io c'è il suo contributo sembra esserci pure nel soggetto e nella sceneggiatura), il cinema di e con Edoardo Leo presenta sempre delle caratteristiche ben precise che lasciano immaginare che l'attore romano, negli ultimi anni, scelga con molta attenzione le sceneggiatura da sposare senza lasciarsi "corrompere" dal vile denaro (fulgidi esempi il brillante Loro chi? e la spassosa trilogia di Smetto quando voglio). Massimo rispetto per Leo, dunque, che in poco più di cinque anni ha saputo donare nuova linfa al genere italiano per eccellenza imponendosi come miglior commediante del momento, sperando che di attori, registi e sceneggiatori così nel futuro ci siano ancora, perché comunque adesso il livello della commedia italiana è intorno alla mediocrità.
Come un gatto in tangenziale (2017)
Sconnessi (2018)
Il premio (2017)
Io c'è (2018)
Come un gatto in tangenziale (2017)
Sconnessi (2018)
Il premio (2017)
Io c'è (2018)
domenica 12 maggio 2019
L'ora legale (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/03/2018 Qui - La strada dell'onestà e del rispetto delle regole è molto difficile. Facile caldeggiarla in linea teorica, ma è molto più complesso metterla in pratica quando in gioco ci sono i nostri interessi. Questa in sintesi la morale de L'ora legale, l'ultimo film, datato 2017, diretto e interpretato dal duo comico Ficarra e Picone. Il film infatti, il quinto della coppia comica e uno dei loro più riusciti (al pari di Andiamo a quel paese), senza scomodare il cinema di impegno civile, ma raffigurando anche in modo impietoso le magagne della politica e della società italiana (mettendo in scena un certo malcostume nazionale), e altresì tralasciando interessi politici, è un prodotto divertente e intelligente. L'ora legale difatti, una commedia agrodolce dal passo leggero ma che con semplicità e passione racconta il nostro degrado umano, politico e sociale, racconta di un paese siciliano (Pietrammare ovvero Termini Imerese) dove l'aria di cambiamento porta il nuovo sindaco (al contrario del precedente, sempre avvezzo ai classici sotterfugi) sulla strada dell'onestà, scatenando però e nonostante una prima favorevole accettazione, forti contestazioni. Giacché dopo l'iniziale euforia, i cittadini si rendono presto conto di aver eletto "un mostro" di legalità, il sindaco infatti, è deciso a mantenere tutto il programma fatto in campagna di elezione, dal rispetto della selezione del conferimento corretto dei rifiuti alla battaglia contro l'abusivismo edilizio fino al progetto di realizzazione di una pista ciclabile. E così vedendo intaccati i loro "privilegi", essi si esasperano e non vedono l'ora di trovare il modo per far dimettere il sindaco e tornare al precedente, a qualunque costo. Ci riusciranno?
martedì 9 aprile 2019
Fuga da Reuma Park (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2017 Qui - Fuga da Reuma Park (Commedia, Italia, 2016): Spiace dare un commento negativo ad un film del trio milanese Aldo, Giovanni & Giacomo che ho sempre adorato da i tempi di Mai dire Gol, ma il suddetto film è davvero il punto più basso del percorso cinematografico del famoso trio, che speravo avessero già raggiunto ne Il ricco, il povero e il maggiordomo, perlomeno in quest'ultimo c'era stata la decenza nello scrivere una storia e crearci delle battute attorno che almeno in parte divertivano e intrattenevano, tuttavia peggio fu Cosmo sul comò. In Fuga da Reuma Park invece c'è la dimostrazione di ciò che il trio sta facendo da un paio d'anni, cioè campare di rendita. Il trio tenta la carta dell'autoironia celebrativa, proponendo gag e personaggi che hanno fatto le loro fortune ma la sensazione, anche con con questo film, è che i bei tempi sono ormai lontani e, molto probabilmente, non torneranno più. Si ride poco per qualche battuta, la maggior parte delle volte grazie alla mimica e l'intercalare di Aldo, il resto è una minestra riscaldata che non porta nessuna ventata di freschezza. Il ricordo a gag datate, a personaggi resi famosi dalle loro apparizioni televisive e teatrali, a filmati di repertorio (perché?), a situazioni surreali ma senza un vero e proprio filo conduttore impoveriscono infatti una trama già di per sé appena tratteggiata, nonostante lo spunto (un parco giochi che è in realtà un luogo di detenzione per anziani "inutili") non sia affatto banale. Ma la banalità e la noia affiorano presto con dei personaggi macchietta per nulla riusciti (tra cui Silvana Fallisi, sempre meno convincente e sempre più invadente). Le uniche parti divertenti provengono appunto dagli spezzoni dei loro vecchi show, e ovviamente non sono farina di questo film, per il resto noioso e banale all'inverosimile. Questo film difatti, e mi dispiace dirlo, è insalvabile. Voto: 3
domenica 14 ottobre 2018
Andiamo a quel paese (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/11/2015 Qui - Andiamo a quel paese è l'ultimo film (del 2014) dell'irriverente e spassoso duo comico siciliano, Ficarra e Picone. Cambiano i personaggi, storie e situazioni ma la sostanza non cambia, solite incomprensioni, gag e bizzarri intrecci. I due amici Valentino e Salvo, con sua moglie Donatella e la piccola figlia Adele, senza lavoro e sfrattati, con l'unica speranza di un contatto con l'onorevole La Duca per avere una raccomandazione, tornano al paese natale di Donatella e Valentino (Monteforte) per farsi aiutare economicamente dalla pensione della madre di lei. Il paesino, un tempo fiorente per il commercio delle arance, è ora economicamente depresso e le pensioni maturate dagli anziani sono ormai l'unica fonte di reddito: Salvo si trova quindi costretto a convivere anche con la zia Carmela. L'unico argomento che lo porta ad accettare la convivenza è la scoperta che anche la zia percepisce una cospicua pensione. Non contento comincia a 'reclutare' altri parenti anziani per farsi delegare al ritiro delle pensioni, il trucchetto funzionerà per un anno ma quando gli ospiti cominciano a morire tutto si complica e un vortice di situazioni grottesche li attende, con risvolti particolari. Usando come pretesto la famosa canzone di Sordi il film si gioca la carta della denuncia del malcostume politico e culturale italiano ma con un risultato si divertente, ma molto diseducativo. Nonostante qualche buona battuta e l'alto tasso di umorismo (ma anche cinismo) il film rimane scialbo, il finale sembra scontato e alla fine l'amore trionfa, come 'sempre' (troppo spesso) succede. Forse il peggior film dei precedenti del duo comico. Una frase che lascia il segno è della piccola Adele "le cose sono vecchie, le persone sono anziane". Voto: 6,5
Iscriviti a:
Post (Atom)





