Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/08/2024 Qui - Il Bannerone della Notte Horror di quest'anno (che trovate a fine recensione e che ogni anno è sempre più bello) lo dice chiaramente, ma anche se non ci fosse scritto, era doveroso, da parte mia e di quella di tutti i partecipanti, dedicare quest'edizione (la undicesima per l'esattezza) della rassegna cinematografica più terrificante dell'estate bloggeristica, alla memoria della nostra cara amica cinefila Laura (curatrice del blog storico La fabbrica dei sogni), venuta recentemente a mancare. Lei era stata sempre presente nelle scorse edizioni, e non vederla più nella lista fa un certo effetto, ma il suo ricordo rimarrà e le sue recensioni anche, ed in tal senso non so se lei l'avesse mai visto o meno (o l'avesse mai recensito) il film che io quest'anno ho scelto per la manifestazione (che cambia con il passare degli anni di forma ma non di sostanza, con regole semplici da seguire), ma penso che l'avrebbe probabilmente apprezzato, anche perché più che un film una trasognata elegia (un B-movie citazionista fino al midollo), in cui Fred Dekker (al suo esordio) si diverte a maneggiare con disinvoltura i più disparati immaginari di genere: mutazioni zombesche, minacce aliene, esperimenti fantascientifici. Appunto Dimensione Terrore, film del 1986 scritto e diretto dal regista statunitense, un film divertente e innocuo che, nonostante una trama semplice, raggiunge il suo obiettivo di intrattenere con battute divertenti e numerosi omaggi e riferimenti a celebri registi e pellicole dell'horror e della fantascienza. Questa piacevole horror-comedy degli anni '80 ha il merito di non prendersi troppo sul serio, risultando così piacevolmente leggera e scorrevole. Con il tempo, ha persino acquisito lo status di cult movie.
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Commedia grottesca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Commedia grottesca. Mostra tutti i post
martedì 6 agosto 2024
mercoledì 31 luglio 2024
Omicidio nel West End (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Un tributo affascinante e giocoso al giallo classico, che, nell'immaginare una versione cinematografica di "Trappola per topi" di Agatha Christie, si diverte con i cliché del genere, ripresentandoli con fedeltà (compreso il prevedibile colpo di scena finale). Nonostante aspiri a superare il solito giallo, alla fine si rivela proprio tale. La trama poliziesca è ben costruita, ma ancora più efficace è quella comica, arricchita da un umorismo sottile e tagliente. Le numerose citazioni cinematografiche costituiscono un altro piacevole gioco di riconoscimento. Anche se alcuni momenti risultano superflui, le scenografie e la ricostruzione storica sono impeccabili (trasportando lo spettatore direttamente negli anni '50), e il cast brilla nelle proprie interpretazioni, con una Saoirse Ronan particolarmente meticolosa e coinvolgente nel ruolo dell'assistente di polizia. Un intrattenimento leggero, ma assolutamente gustoso. Voto: 6 [Disney Plus]
Labels:
Adrien Brody,
Commedia grottesca,
David Oyelowo,
Disney Plus,
Giallo poliziesco,
Harris Dickinson,
Ruth Wilson,
Sam Rockwell,
Saoirse Ronan,
Shirley Henderson,
Tom George
Chi segna vince (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Non c'è nulla di innovativo sotto il sole delle Samoa Americane: Taika Waititi ci offre una storia sportiva di determinazione e redenzione che abbiamo già visto innumerevoli volte, ricorrendo a tutti i cliché del genere. Nonostante ciò, le avventure della squadra di calcio più disorganizzata del mondo sono piacevoli da seguire, grazie a personaggi carismatici, sentimenti genuini e interessanti scelte di regia. La partita finale è così ben realizzata da sembrare convincente, nonostante il tono comico, soprattutto grazie all'originale narrazione del secondo tempo in flashback. Sebbene non sia originale o imprevedibile, il ritmo è costante e l'umorismo è efficace, proprio come il personaggio di Michael Fassbender, un allenatore inizialmente odioso (anche se i suoi momenti di gloria e caduta sono piuttosto prevedibili). Il film è decisamente ironico; non scatena grandi risate, ma è comunque divertente nella sua semplicità. Voto: 6 [Disney Plus]
venerdì 28 giugno 2024
Asteroid City (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Wes Anderson, come al solito, eccelle tecnicamente e si distingue per il suo stile inconfondibile (con una fotografia stupenda), ma risulta vuoto nei contenuti, specialmente in questo caso. La sceneggiatura oscilla tra il drammatico e il grottesco senza mai impattare significativamente (i personaggi sono poco empatici e piuttosto distaccati, in particolare gli adulti). Il regista sembra concentrarsi più su un esercizio estetico di successo che sulla comunicazione efficace dei contenuti, che, sebbene presenti, stentano a trasmettersi chiaramente. È arduo capire dove l'autore voglia portare lo spettatore. Lasciare lo spettatore libero nell'interpretazione del significato potrebbe essere una scelta intenzionale. I miei occhi si sono deliziati di bellezza, ma la mia anima è rimasta priva di sostanza. Non sarà il suo migliore ma comunque apprezzabile (meno però de La meravigliosa storia di Henry Sugar). Voto: 6 [Sky]
Labels:
Cannes,
Commedia grottesca,
Dramma romantico,
Jason Schwartzman,
Jeff Goldblum,
Matt Dillon,
Scarlett Johansson,
Sophia Lillis,
Steve Carell,
Tilda Swinton,
Tom Hanks,
Wes Anderson,
Willem Dafoe
The Palace (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Il film non mi ha del tutto soddisfatto, ma non è stato un fallimento totale. Offre una gamma di personaggi eccentrici e opulenti, che sembrano caricature. La critica all'élite è chiara, e il film, nel suo insieme, è godibile e divertente, con un mix di comicità e bizzarria. Però, a tratti perde coerenza, in particolare nel finale che lascia irrisolte molte trame: il futuro di diversi personaggi è incerto. Sebbene le risate siano scarse, il film si dimostra un'ottima vetrina per un Mickey Rourke in grande forma. Luca Barbareschi è tra i produttori e fa anche parte del cast; la sua performance, però, non aggiunge valore, ricordando piuttosto le delusioni dei "cinepanettoni". Pur con alcuni momenti esilaranti, l'impatto complessivo si dissipa in fretta. Roman Polanski (protagonista di un bel documentario come questo) tenta la strada dell'intrattenimento puro, con molte citazioni, ma si discosta dai suoi standard consueti. Voto: 5,5 [Sky]
Labels:
Commedia grottesca,
Fanny Ardant,
Film drammatico,
Fortunato Cerlino,
Joaquim de Almeida,
Mickey Rourke,
Oliver Masucci,
Roman Polański,
Teco Celio
venerdì 14 giugno 2024
Deathgasm (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2024 Qui - Ispirato dai primi film di Peter Jackson, questo audace e irriverente film neozelandese ci fa rivivere l'apice dell'horror splatter autentico e irriverente. Racconta le avventure del tipico metallaro emarginato che risveglia i demoni più malvagi e indisciplinati. È un film estremo ma divertente, privo di significativi risvolti etici o psicologici. Alcune sequenze sono folli, svolgendosi tra ettolitri di sangue. Deathgasm, un film per metallari e nerd, è allo stesso tempo divertente e sanguinoso, una festa di violenza con effetti speciali che ne intensificano l'impatto. L'effetto è straordinariamente nauseante, molto simile nello stile estetico a "L'armata delle tenebre" di Sam Raimi. Il successo del film (zeppo di cliché) è dovuto anche alle convincenti interpretazioni dei protagonisti che si sforzano di essere più che semplici macchiette. Deathgasm è un film ben riuscito, ricco di splatter, con alcune trovate intelligenti. Voto: 6+
Labels:
Commedia grottesca,
Daniel Cresswell,
James Blake,
Jason Lei Howden,
Kimberley Crossman,
Milo Cawthorne,
Sam Berkley,
Slasher horror,
Stephen Ure
Mayhem (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2024 Qui - L'intero film è un percorso verso una catarsi completa e liberante. In circostanze ordinarie, il contesto potrebbe sembrare un nido di cospirazioni e inganni, ma il virus porta tutto alla luce. Nessun inganno o simili artifici. Si procede da un massacro all'altro, ascendendo dal basso all'alto, come in una sorta di lotta di classe in un sistema dominato dal capitalismo estremo. Pur mancando di idee veramente nuove, il tutto è orchestrato con maestria: dall'azione incessante alla caratterizzazione degli attori, che è essenziale ma evita la caricatura. Bravi sia Steven Yeun (versione TWD) che Samara Weaving (versione preparatoria Finché morte non ci separi). Si ride, c'è sangue e (tanta) violenza, certo non si grida al miracolo, ma si passano piacevoli 90 minuti. Voto: 6+
Bloody Hell (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2024 Qui - Eroe (o assassino) suo malgrado, un ex militare sceglie la Finlandia per rifarsi una vita, ma verrà catturato da una famiglia di cannibali con fini facilmente immaginabili. Horror divertente e originale che non resta prigioniero dei soliti cliché, pur conservandone la struttura e che fa del raccapriccio il grimaldello per un'ironia paradossale (la trovata dello sdoppiamento del malcapitato) e per personaggi da fiaba nera. È da sottolineare l'efficacia degli effetti speciali nell'ambito splatter e il ruolo significativo di un commento sonoro versatile e giocoso, che si adatta perfettamente all'atmosfera. Regia spassosa (anche nel montaggio) dell'australiano Alister Grierson. Mescolando un po' Raimi ed in parte Tarantino ed Hooper, Bloody Hell è uno di quei film che non ti aspetti, in senso positivo, ovviamente, con un Ben O'Toole sugli scudi. Una gradita sorpresa, pur non essendo niente di imperdibile, un filmetto ben fatto e divertente. Voto: 6,5
venerdì 31 maggio 2024
War Machine (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Ridicolarizzare la politica estera americana narrando la megalomania di generali scollegati dalla realtà è un tema centrale che spesso sfugge alle riflessioni stesse di militari e politici: la limitata o inesistente conoscenza del territorio, la mancata comprensione degli abitanti e, di conseguenza, le inevitabili conseguenze a lungo termine delle guerre condotte dagli Stati Uniti (e dall'Occidente in generale). Il film rappresenta una situazione grottesca, oscillando (forse non sempre in modo fluido) tra la commedia nera e la denuncia, dal grottesco umano al dramma finale. Sebbene il film presenti debolezze (come una voce narrante troppo presente), espone anche le ipocrisie della politica estera americana con uno script che, finalmente, fornisce un'analisi precisa della realtà storica internazionale, evitando gli errori grossolani che spesso caratterizzano tali film. Questo film, seppur non particolarmente coinvolgente e tendente alla ripetitività, degno di nota per la sua integrità. Voto: 6 [Netflix]
Labels:
Anthony Michael Hall,
Ben Kingsley,
Brad Pitt,
Commedia grottesca,
David Michôd,
Film di guerra,
Film drammatico,
Lakeith Stanfield,
Netflix,
Scoot McNairy,
Tilda Swinton,
Topher Grace,
Will Poulter
The Big 4 (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Timo Tjahjanto, rinomato regista del panorama cinematografico indonesiano, prosegue la sua produzione filmica grazie al supporto di Netflix. Seguendo il successo moderato di La notte su di noi, presenta The Big 4, un film d'azione che raggiunge risultati diversi, toccando appena la soglia della sufficienza. The Big 4 offre abbondanza in termini di dinamismo, ritmo e varietà visiva, ma scarseggia nella narrazione. La scelta di un tono comico piuttosto che serio non ha prodotto l'effetto sperato. Ciò nonostante, il film vanta scene di lotta e sparatorie coreografate con maestria, che trascinano lo spettatore verso un finale concitato. La durata del film, oltre due ore, non si giustifica però con una trama così basilare. La storia si limita a una convenzionale missione di vendetta contro il classico antagonista, valorizzata soltanto da una location esotica suggestiva e da un uso esagerato di effetti splatter per intensificare l'azione. In definitiva, un'occasione mancata, davvero un peccato. Voto: 5+ [Netflix]
C'è ancora domani (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Paola Cortellesi, nonostante un successo commerciale forse troppo ampio, ha debuttato con successo nella regia, ritraendo efficacemente una donna umile del dopoguerra in cerca di redenzione personale e sociale. Il film si distingue per un inganno narrativo che mantiene lo spettatore in sospeso, culminando in un finale sorprendente. Questa tecnica rende la trama meno prevedibile e aggiunge un livello di universalità alla storia personale. La nitida fotografia in bianco e nero, l'uso innovativo della musica e gli sketch comici efficaci, supportati da un cast eccellente, sono i punti di forza del film. Nonostante alcune tendenze didascaliche e una rappresentazione esagerata della malvagità maschile, il film rimane godibile e rappresenta un esempio di cinema di qualità che comunica temi importanti. Tuttavia, considerata l'attenzione ricevuta, mi aspettavo qualcosa in più. In definitiva, è un film valido, ma non straordinario. Voto: 6,5 [Netflix]
Labels:
Commedia grottesca,
David di Donatello,
Dramma storico,
Emanuela Fanelli,
Giorgio Colangeli,
Paola Cortellesi,
Romana Maggiora Vergano,
Valerio Mastandrea,
Vinicio Marchioni
martedì 30 aprile 2024
Mon Crime - La colpevole sono io (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Una garbata commedia francese che diverte nonostante i suoi alti e bassi. La parte migliore è l'inizio, con le indagini dell'ispettore e le riflessioni di Fabrice Luchini, tutte orientate a identificare rapidamente un colpevole. Sfortunatamente, segue una fase meno coinvolgente (il processo e ciò che segue) che riprende vita con l'arrivo di Isabelle Huppert, la quale si diverte chiaramente a esagerare nel suo ruolo. La regia è adeguata, gli attori sono competenti e i titoli di coda molto piacevoli (senza contare i numerosi omaggi cinefili). In definitiva, è un'opera piacevole e cortese ma alquanto leggera, che si colloca tra le meno rilevanti del regista. François Ozon, partendo da un'opera teatrale già adattata per il cinema negli anni '30 e '40, crea una commedia intelligente, ma non irresistibile. Voto: 6+ [Sky]
Labels:
André Dussollier,
Commedia grottesca,
Dany Boon,
Fabrice Luchini,
Film teatrale,
François Ozon,
Giallo poliziesco,
Isabelle Huppert,
Nadia Tereszkiewicz,
Rebecca Marder
venerdì 29 marzo 2024
Non così vicino (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Remake di Mr. Ove, ha il pregio di essere interpretato più che dignitosamente dai due protagonisti (Tom Hanks e Mariana Trevino), ma anche l'inevitabile difetto, per chi aveva visto (apprezzato e giudicato discretamente) l'originale, di ripercorrere le stesse orme, risultando un'operazione un po' superflua. Nella sua versione americana, com'era prevedibile, più enfatica e sdolcinata in alcune dinamiche (e più corretta in altre), inoltre qui lo scemo che fa ginnastica è eccessivamente macchiettistico, e ci sono più salti indietro, che interrompono la narrazione principale. Ma nel complesso lo si segue senza sbuffare, e alla fine, proprio l'interpretazione convincente dei due attori fanno sì che il risultato non sia poi così male. Voto: 6+ [Prime Video]
Labels:
Cameron Britton,
Commedia grottesca,
Film drammatico,
Manuel Garcia-Rulfo,
Marc Forster,
Mariana Treviño,
Rachel Keller,
Remake,
Romanzo,
Tom Hanks,
Truman Hanks
martedì 27 febbraio 2024
Mad Heidi (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2024 Qui - Se anche gli svizzeri si mettono a fare le "tamarrate", allora è la morte del cinema. Scherzi a parte, effettivamente è un film divertente, pieno di citazioni, che ammicca molto allo stile grindhouse alla Tarantino e girato con un budget palesemente ridotto. Forse proprio per mancanza di quest'ultimo elemento a volte mi è sembrato un po' frenato più per una questione pratica che di intenzioni. Le citazioni sono tra le più disparate ed evidenti, prendendo tutti i sottogeneri che finiscono in -ploitation. A volte si vede che certe situazioni da citazione sono piuttosto "meccaniche" (sennò non sarebbero svizzeri), ma nulla toglie alla godibilità complessiva del lavoro. Un lavoro che perde un po' di smalto nella parte finale e tende un po' a perdersi, talvolta esagerato senza motivo, ma sufficientemente valido anche per merito della spettacolare Heidi (per me nella sua versione migliore). Voto: 6 [Prime Video]
giovedì 8 febbraio 2024
Flamin' Hot (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/02/2024 Qui - L'attrice Eva Longoria esordisce alla regia raccontando l'ennesima variazione del sogno americano, questa volta in "salsa messicana", e visto il tema la definizione è più che mai appropriata. La storia di un celebre imprenditore del settore alimentare è molto romanzata (forse troppo) e all'insegna del buonismo (forse troppo) ma è ben raccontata, ambientata e interpretata dal simpatico Jesse Garcia con il valore aggiunto di nomi come Dennis Haysbert e Tony Shalhoub. Un'opera biografica simile a tante, ma simpatica e con un ottimo ritmo (più che la canzone di Diane Warren, oltretutto candidata agli Oscar, della colonna sonora spicca in particolar modo Chi non lavora non fa l'amore di Adriano Celentano cantata in messicano, che praticamente la vale tutta). Non certo memorabile, ma una pellicola gradevole e dalle lodevoli intenzioni. Flamin' Hot porta con sé infatti un grande messaggio di rivincita per tutti coloro che svolgono lavori ritenuti poco gratificanti. La pellicola celebra queste persone, la loro dignità, ma anche i loro sogni e i loro desideri, ricordando quanto il loro lavoro sia essenziale, e solo per questo da non sottovalutare. Perché insomma irrealistica ma solida e riuscita. Voto: 6,5 [Disney Plus]
mercoledì 31 gennaio 2024
La leggenda del Green (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2024 Qui - E' possibile che un guidatore di gru non più giovanissimo si trasformi in leggenda del golf? Certo, e il protagonista di questa (incredibile quanto assurda) vicenda realmente accaduta ne è la prova lampante: ciò che più colpisce, al di là di uno svolgimento narrativo dinamico anche se non spettacolare, è il tono leggero che accompagna piacevolmente lo spettatore per tutta la durata, senza contare la bravura di Mark Rylance nel rendere, grazie ad un'accurata mimica, il suo personaggio incredulo dinanzi all'improvvisa notorietà, mentre se ne va in giro con aria timida indossando l'inseparabile cappellino rosso. Un film in cui si sorride spesso senza mai trovare la fragorosa risata, ma capace di emozionare ed essere fonte ispiratrice. Voto: 6 [Sky]
venerdì 22 dicembre 2023
Benny Loves You (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Pupazzo iperprotettivo e geloso massacra chiunque si metta tra lui ed il suo adorato padrone. L'esordiente Karl Holt dimostra di avere qualche buona idea (la lotta dei giocattoli verso la fine) ma nella resa dei conti si scontra con una certa immaturità registica oltre che con un cast non proprio esaltante (lui in primis visto che interpreta anche il protagonista). Le dinamiche non sono particolarmente fluide e le meccaniche non fanno altro che ripetersi per gran parte della durata senza troppi guizzi, finendo per annoiare. Diventa ben presto insopportabile, un po' come la risata di Benny. Voto: 5
Labels:
Anthony Styles,
Bella Munday,
Claire Cartwright,
Commedia grottesca,
Darren Benedict,
David Wayman,
George Collie,
Horror grottesco,
James Parsons,
Jennifer Healy,
Karl Holt,
Lydia Hourihan
Cocainorso (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Storia vera o leggenda metropolitana poco importa, la Elizabeth Banks ne estremizza i contenuti ravanando con vigore tra splatter e demenzialità nonostante una CGI difettosa e attori superati dai loro personaggi, ripudiando qualsiasi deleterio messaggio ecologico ma perdendo la trebisonda nel finale quando le scene vanno ognuna per conto loro e, soprattutto, il vasetto di miele rimpiazza il panetto di coca rievocando certe atmosfere bonarie alla Yoghi (gran brutto modo per ricordare Ray Liotta, scomparso qualche mese prima l'uscita del film). Insomma, la Elizabeth Banks tira fuori qualche coniglio dal cilindro ma nel complesso vuole strafare e sia lei che il suo orso perdono una bella occasione. C'è ben poco da salvare in questo film. Voto: 5
Labels:
Alden Ehrenreich,
Brooklynn Prince,
Commedia grottesca,
Elizabeth Banks,
Isiah Whitlock Jr.,
Keri Russell,
Kristofer Hivju,
Margo Martindale,
Matthew Rhys,
O'Shea Jackson Jr.,
Ray Liotta,
Thriller orrorifico
lunedì 27 novembre 2023
I Don't Feel at Home in This World Anymore (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/11/2023 Qui - Opera con tutti i pregi e difetti del Sundance. I primi risiedono soprattutto nella prova convincente della coppia protagonista (bene Elijah Wood, Melanie Lynskey sorprende in positivo, dopo tanti ruoli di secondo piano) e nella regia (ad opera dall'attore Macon Blair, alla sua prima prova dietro la mdp) che complessivamente mostra una buona predisposizione per le inquadrature, i secondi sono evidenti nel mescolamento di generi diversi tra loro (da commedia a drammatico a pulp) che generano nel complesso un'opera di non facile presa. La deriva pulp, se avulsa dal contesto e valutata tecnicamente, offre molte soddisfazioni, peccato che non fili bene con il resto. Un'opera particolare che una visione la merita. Voto: 6
lunedì 13 novembre 2023
Society - The Horror (1989)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/11/2023 Qui - Opera prima di Brian Yuzna nonché mio primo approccio in sua veste da regista, nella sua versione produttore/sceneggiatore invece già ben approcciato, e con buoni risultati, come in questo caso. Society è l'essenza stessa del cinema del regista statunitense, il film che lo rappresenta meglio per la sua impronta stilistica ed il suo modo d'inorridire (low budget e artigianale al massimo come da tradizione). Uno dei body horror più famosi di sempre. Un horror ironico e graffiante che sbeffeggia la borghesia e il Potere in genere. La sua forza sta nell'essere assurdo ed eccessivo senza scadere nel volgare o peggio, nella comicità involontaria. Tutto è ben dosato e, nonostante delle recitazioni discutibili, risulta un film gradevole. Devo ammettere infatti, che nella prima parte si respira un po' di tensione ed inquietudine per gli strani avvenimenti che riguardano il protagonista (a tal proposito un grande complimento per l'uso di disinibite donzelle qua e là). Poi il film esplode in tutto il suo putridume che porta a disgusto ma pure a qualche risata. In questo senso purtroppo, esso non è comunque esente da (grossi) difetti, ma da ricordare soprattutto per il suo "messaggio" (paradossalmente ancora attuale). Un film molto interessante e che spicca per originalità, soprattutto per l'epoca. La metafora che letteralmente si mangia il film, un film fuori dalle righe che decisamente fa centro. Voto: 6,5
Labels:
Ben Slack,
Billy Warlock,
Brian Yuzna,
Commedia grottesca,
Connie Danese,
Devin Devasquez,
Evan Richards,
Horror,
Patrice Jennings,
Tim Bartell
Iscriviti a:
Post (Atom)


















