Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Una garbata commedia francese che diverte nonostante i suoi alti e bassi. La parte migliore è l'inizio, con le indagini dell'ispettore e le riflessioni di Fabrice Luchini, tutte orientate a identificare rapidamente un colpevole. Sfortunatamente, segue una fase meno coinvolgente (il processo e ciò che segue) che riprende vita con l'arrivo di Isabelle Huppert, la quale si diverte chiaramente a esagerare nel suo ruolo. La regia è adeguata, gli attori sono competenti e i titoli di coda molto piacevoli (senza contare i numerosi omaggi cinefili). In definitiva, è un'opera piacevole e cortese ma alquanto leggera, che si colloca tra le meno rilevanti del regista. François Ozon, partendo da un'opera teatrale già adattata per il cinema negli anni '30 e '40, crea una commedia intelligente, ma non irresistibile. Voto: 6+ [Sky]
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martedì 30 aprile 2024
martedì 31 gennaio 2023
La padrina - Parigi ha una nuova regina (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2023 Qui - Inimitabile, ingegnoso e sottile umorismo francese della serie "quando il crimine paga": traduttrice frustrata che lavora (mal retribuita) per la polizia passa dalla parte opposta diventando un "pezzo grosso". La trama è senza dubbio seria e sotto molteplici aspetti verosimile (come il finale aperto a un eventuale seguito), in netto contrasto con la cornice della vicenda (nella fattispecie la goffaggine della protagonista, il look improbabile che adotta "sotto copertura" e le musiche orientaleggianti che accompagnano le scene clou). Soprassedendo a qualche forzatura, l'insieme però funziona alla grande. Merito di una sceneggiatura briosa, di un ritmo sempre elevato, di una realistica caratterizzazione ambientale e su una grande attrice, Isabelle Huppert che diventa sempre più brava e rende il suo personaggio (una simpatica mascalzona) quello che molti vorrebbero essere. Buono. Voto: 6
sabato 27 febbraio 2021
Someone, Somewhere (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2021 Qui - Rémy e Mélanie hanno 30 anni e vivono nello stesso quartiere di Parigi. Barricati dietro agli schermi dei loro computer, entrambi faticano a costruire una relazione, vittime della solitudine della grande città. Questo è un film che fa bene al morale e che dovrebbe essere visto da quante più persone possibile. All'inizio, non sappiamo davvero dove ci porta lo vicenda perché la sua semplicità è più simile a un'idea intelligente per un cortometraggio piuttosto che a un lungometraggio. In effetti, Someone, Somewhere è lo specchio di una generazione di trentenni con la testa, connessi, infelici senza saperlo e in difficoltà nei rapporti umani. Cédric Klapisch firma un'opera toccante, di fine scrittura, in miracoloso equilibrio tra malinconia e umorismo, un film sensibile, leggero e diretto dove insegue ancora la sua piacevole Comedie Humaine del suo cinema (si ricordi in particolar modo L'appartamento spagnolo e/o Bambole russe). La commedia romantica, qui, non ha ancora avuto luogo, ma ci racconta l'inizio di una (probabile) folle storia d'amore (il regista infatti si concentra sul percorso di elaborazione personale che procede l'incontro amoroso) in cui devi prima imparare ad amare te stesso prima di amare gli altri (il titolo originale è non per caso Deux moi: due "io" diventano "noi" soltanto quando ciascuno, dipanato l'intimo groviglio, riesce ad accettare pienamente se stesso). François Civil e (la bella, dolce e carinissima) Ana Girardot sono graziosi e divertenti. Camille Cottin e François Berléand, nei panni dei rispettivi psicologi, portano una sfumatura insolita e sottile. La bella colonna sonora ci accompagna rivelandosi parte essenziale del racconto, di un racconto, di un film, originale, delicato e simpatico, da guardare senza pregiudizi. Un film che personalmente parlando ho particolarmente apprezzato, per la sua autenticità ed arguzia. Voto: 7
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