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martedì 30 aprile 2024

Mon Crime - La colpevole sono io (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Una garbata commedia francese che diverte nonostante i suoi alti e bassi. La parte migliore è l'inizio, con le indagini dell'ispettore e le riflessioni di Fabrice Luchini, tutte orientate a identificare rapidamente un colpevole. Sfortunatamente, segue una fase meno coinvolgente (il processo e ciò che segue) che riprende vita con l'arrivo di Isabelle Huppert, la quale si diverte chiaramente a esagerare nel suo ruolo. La regia è adeguata, gli attori sono competenti e i titoli di coda molto piacevoli (senza contare i numerosi omaggi cinefili). In definitiva, è un'opera piacevole e cortese ma alquanto leggera, che si colloca tra le meno rilevanti del regista. François Ozon, partendo da un'opera teatrale già adattata per il cinema negli anni '30 e '40, crea una commedia intelligente, ma non irresistibile. Voto: 6+ [Sky]

mercoledì 29 maggio 2019

Un tirchio quasi perfetto (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/06/2018 Qui - Dopo il successo in patria e all'estero di Giù al Nord, Dany Boon ha continuato nella sua opera di rappresentazione di personaggi che sembrano usciti dalla commedia dell'arte, come l'ipocondriaco di Supercondriaco, il doganiere di Niente da dichiarare o il personaggio di questo film. Incentrato totalmente sulla sua figura e la sua vis comica, Un tirchio quasi perfetto (Radin!), è un film (del 2016) che fa sorridere in più momenti (gli stratagemmi per non partecipare alla colletta per il regalo a un collega che si pensiona, la riunione di condominio, e così via), proprio perché parla di un insegnante di violino che ha un enorme difetto, è avaro come pochi (roba che in confronto l'Avaro di Molière risulta uno scialacquatore di denari), è un film forse prevedibile perché l'arrivo di due donne nella sua vita lo costringeranno a bruschi cambiamenti e ad uno scontato cambio di prospettiva finale, ma è anche altro. Il film infatti, un film pur leggero ma da non sottovalutare, una commedia semplice, intelligente e ben congegnata, che non si limita a scimmiottare una cattiva postura esistenziale quale l'avarizia tout court, ma al contrario prende di petto la vicenda, non raccontando un vizio in modo accessorio o superficiale, ma riferendosi ad una vera e propria malattia tale da rendere un'esistenza praticamente invivibile, è un film che fa riflettere. Perché sì, si ride, ma si finisce persino col riflettere su atteggiamenti e storture che, se non affrontate con massima determinazione e serietà, rischiano di condizionare pericolosamente l'esistenza umana, privandola della magia che il solo contatto con gli altri può elargire a tutti noi. Dato che quando si è abituati a vivere in un certo modo, diventa difficile modificare il proprio stile di vita, almeno finché all'improvviso non subentrano delle inaspettate novità che rendono necessario il cambiamento. Ed è appunto questo quello che avviene in Un tirchio quasi perfetto, un film certamente spensierato ma non del tutto disimpegnato (se è vero, come è vero, che l'avarizia è una condanna, che alla fine lascia soli e infelici), un film che riesce a divertire, sfruttando a dovere i suoi attori in momenti esilaranti che non temono di flirtare con l'assurdo.

martedì 8 gennaio 2019

Tutta colpa del vulcano (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/07/2016 Qui - Simpaticissima e divertentissima commedia on the road, Tutta colpa del vulcano, che prendendo spunto da un fatto successo veramente in Islanda nel 2010, ovvero l'eruzione di un vulcano islandese dal nome impronunciabile (Eyjafjallajökull, titolo originale) mette in scena una rocambolesca commedia sentimentale. Il film (del 2013), dai produttori di "Quasi amici", narra le vicende di una coppia, separata ormai da vent'anni (che si odiano), che si rincontra per caso nello stesso aereo nel corso del viaggio verso l'isola di Corfù (in Grecia) dove la loro figlia si sta per sposare. Peccato che l'eruzione del vulcano, riempia di cenere i cieli di mezza Europa, costringendo così il loro aereo a un atterraggio di emergenza a Stoccarda. Costretti difatti a proseguire il viaggio su mezzi di fortuna, l'avversità reciproca non tarderà a riemergere e sarà fonte quindi di innumerevoli guai, un odio reciproco che sfogheranno perciò a suon di dispetti. Perché da qui inizia il viaggio interminabile in vari paesi dell'Europa, con relativo corollario di guai ed imprevisti, (essi infatti incapperanno in molteplici, a volte persino pericolose, avventure), e anche se malgrado i numerosi tentativi cercati l'uno nei confronti dell'altra al fine di continuare il viaggio per conto proprio, dovranno affrontare il percorso verso la Grecia via terra insieme, riuscendo però a raggiungere finalmente la loro tanto amata figliola proprio in tempo per le nozze. Questa commedia francese è molto divertente e nella sua leggera freschezza risulta pertanto molto piacevole a guardarsi.