Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2024 Qui - La prima parte (del dittico previsto) presenta alcune varianti sulla trama del classico di Dumas padre, mantenendo un tono serio, eccezion fatta per le tipiche fanfaronate dei personaggi dei moschettieri. Il film è realizzato con cura, con scenografie e costumi spettacolari, e vanta un cast di talento con Francois Civil che si distingue tra colleghi più esperti ed Eva Green che incanta nel ruolo dell'avventuriera. Tuttavia, l'opera non si distingue particolarmente, risultando né memorabile né deludente. Nonostante ciò, per gli appassionati del genere cappa e spada, la visione risulta piacevole. Voto: 6 [Sky]
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venerdì 30 agosto 2024
I tre moschettieri - D'Artagnan (2023)
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One Life (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2024 Qui - La narrazione, che utilizza frequenti flashback nella vita del protagonista, non brilla per innovazione; tuttavia, il film riesce a commuovere lo spettatore, che si trova incapace di restare indifferente di fronte alle scene. Tale impatto è dovuto anche all'eccezionale interpretazione di Anthony Hopkins, splendidamente affiancato dal resto del cast. La qualità tecnica è notevole e le emozioni sono garantite. La vicenda che coinvolge Nicholas Winton infatti, giovane inglese che riuscì a salvare 669 bambini ebrei conducendoli via treno dalla Cecoslovacchia all'Inghilterra, meritava di essere raccontata, ma soprattutto merita d'essere vista. Voto: 7 [Sky]
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venerdì 28 giugno 2024
Napoleon (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Il film si presenta come incompleto, nonostante non manchi di scenografia o spettacolarità. Mostra un'incertezza nella direzione narrativa: dapprima si focalizza su Napoleone come persona anziché come comandante, indagando il suo rapporto con Giuseppina e i suoi aspetti più puerili; poi si sposta sulle sue battaglie con un ampio dispiego di risorse. Di conseguenza, la narrazione risulta frammentata, anche a causa di una dinamica poco convincente con la moglie: il personaggio di Giuseppina è poco approfondito, il suo ruolo e la sua relazione con Napoleone sono nebulosi e la chimica tra Joaquin Phoenix (nonostante la sua bravura) e Vanessa Kirby non si percepisce. In contrasto, le sequenze belliche sono notevoli, in particolare quella di Austerlitz, ma l'alternanza tra questi due elementi non agevola l'apprezzamento complessivo. In meno di tre ore, anni di storia francese sono sintetizzati in un ritmo incalzante. Il film sembra affrettarsi nel raccontare il più possibile su Napoleone, senza mai risultare del tutto completo. Il difetto maggiore, però, è l'assenza di pathos. Alla fine, si tende a preferire la dimensione più intima e genuina di The Last Duel, un'opera superiore a quest'imperfezione cinematografica. Voto: 5,5 [Apple Tv Plus]
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Oppenheimer (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Si può dire molto su Christopher Nolan, ma oggettivamente parlando, è un regista che ha una grande maestria tecnica, a prescindere dal gradimento dei suoi film. Affidandogli un intreccio politico ancora intrigante nonostante gli anni trascorsi, attori di calibro (con Cillian Murphy in prima linea) e le eccellenti musiche di Ludwig Göransson, il film si presenta praticamente su un piatto d'argento. Nolan, abile nel gestire diversi piani temporali, offre una sceneggiatura quasi impeccabile. Personalmente, trovo il tema del comunismo poco coinvolgente e avrei ridotto la presenza del Maccartismo, beneficiando anche la durata del film. La ricerca della perfezione può portare a dettagli eccessivi, che io chiamerei "scorie". A parte questo, è difficile trovare altri difetti. Tre ore di cinema denso e ricco di informazioni, trasformato dal montaggio in un complesso gioco di cronologie e prospettive che genera una tensione crescente e tangibile. Per chi si aspettava un film esclusivamente sulla fisica atomica, Oppenheimer si focalizza sulla figura e sull'impatto del suo lavoro, includendo il prima, il durante e le conseguenze della creazione. In sostanza, Oppenheimer conferma che il cinema di Nolan è un "prestigio" che invita alla riflessione sulle scelte morali e rappresenta un'industria in cui ogni creativo si spinge oltre i propri limiti (meritati i 7 Oscar vinti). Nolan continua a stupire: dopo l'eccesso di Tenet, ora è tornato sulla giusta via, rendendo ogni suo film un evento imperdibile, grazie a un talento che è ancora molto presente. Voto: 8- [Sky]
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venerdì 31 maggio 2024
C'è ancora domani (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Paola Cortellesi, nonostante un successo commerciale forse troppo ampio, ha debuttato con successo nella regia, ritraendo efficacemente una donna umile del dopoguerra in cerca di redenzione personale e sociale. Il film si distingue per un inganno narrativo che mantiene lo spettatore in sospeso, culminando in un finale sorprendente. Questa tecnica rende la trama meno prevedibile e aggiunge un livello di universalità alla storia personale. La nitida fotografia in bianco e nero, l'uso innovativo della musica e gli sketch comici efficaci, supportati da un cast eccellente, sono i punti di forza del film. Nonostante alcune tendenze didascaliche e una rappresentazione esagerata della malvagità maschile, il film rimane godibile e rappresenta un esempio di cinema di qualità che comunica temi importanti. Tuttavia, considerata l'attenzione ricevuta, mi aspettavo qualcosa in più. In definitiva, è un film valido, ma non straordinario. Voto: 6,5 [Netflix]
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martedì 30 aprile 2024
Ferrari (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Un segmento della vita dell'ingegnere che ha creato il marchio di auto più rinomato di sempre, evidenziando non solo i suoi problemi finanziari ma anche la complicata situazione familiare, diviso tra moglie e giovane amante. Tuttavia, discutere delle vicende sentimentali di Ferrari sembra inutile quando si dovrebbe esaltare la sua audacia. Sfortunatamente, gli americani hanno distolto l'attenzione dal genio di Ferrari, concentrando il racconto sulle sue controversie amorose. L'unico aspetto positivo sono le splendide auto e le scene della drammatica e trionfale Mille Miglia. Tuttavia, rimane un'americanata, superiore a Lamborghini ma comunque mediocre. Da un film su Enzo Ferrari girato da Michael Mann ci si aspettava molto di più, più che un film retorico, superficiale e sfocato come questo, tutt'al più deludente. Voto: 5 [Sky/Prime Video]
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Comandante (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Pierfrancesco Favino tiene abilmente le fila di una storia che ha come leitmotiv la legge del mare. Salvatore Todaro è un uomo di mare, regge un equipaggio, lo dirige, è in grado di intravedere anticipatamente l'andamento delle situazioni, ma innanzitutto è un uomo e un uomo non può lasciare morire altri uomini, anche se si sta combattendo una guerra. Edoardo De Angelis utilizza un fatto storico per fornirci un messaggio: in mare gli uomini si salvano, sempre e a prescindere. Una narrazione talvolta rarefatta che coincide con i claustrofobici interni del sommergibile. Bella la caratterizzazione dei marinai imbarcati e toccanti le parole del protagonista. Indubbiamente un film di livello che, nonostante le due ore ed una certa (evitabile) retorica, non annoia, anzi, regala sopite emozioni. Voto: 6,5 [Paramount Plus]
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mercoledì 31 gennaio 2024
L'ombra di Caravaggio (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2024 Qui - Notevoli le aspettative riposte durante i numerosi trailer visti, poi vanificate da un puzzle di "scenette" mal cucite che tentano di raccontare la vita del Maestro Caravaggio (oscillante tra il resoconto storico della sua breve esistenza e l'esaltazione della sua visione), ma senza concretamente riuscirci. Bene Riccardo Scamarcio, troppo impostato Luis Garrel e la Isabelle Huppert, vista l'età, poco credibile come spasimante e protettrice del pittore. I due minuti due, del brevissimo incontro con Giordano Bruno, sono tra le poche cose degne di nota di questo film. Per emozionarsi c'è d'attendere che la macchina da presa inquadri alcuni dei più celebri dipinti della storia. Risultato finale deludente, come il documentario. Voto: 5,5 [Sky]
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venerdì 22 dicembre 2023
Rapito (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Al non troppo conosciuto caso di Edgardo Mortara, Marco Bellocchio dedica un film interessante e raccontato con passione e partecipazione. Un contesto ambientale papalino ricostruito con certosina precisione e reso da una splendida fotografia che esalta i chiaroscuri. Non appesantito dalla non indifferente durata, il film porta avanti con lucidità il tema della coercizione religiosa e tratteggia con passione la battaglia destinata a fallire, compiuta per riportare a casa il protagonista. Nonostante alcune scene oniriche di troppo, nonostante la didascalicità, qualche problema di ritmo e di retorica (ed anche se mi ha "Rapito" a metà), è un film notevole e benissimo interpretato dall'intero cast, in particolare da Paolo Pierobon, un Pio IX dallo smisurato orgoglio. Voto: 7+
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giovedì 26 ottobre 2023
Outlaw King - Il re fuorilegge (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/10/2023 Qui - L'epopea di Robert Bruce nella lotta per la liberazione della Scozia dal dominio britannico. Un film diretto da David Mackenzie che dopo Hell or High Water ritrova l'attore Chris Pine, qui valido protagonista. Buon film/dramma storico ambientato tra gli splendidi scenari scozzesi, che si ricollega per la vicenda raccontata a Braveheart di Mel Gibson, pur non possedendone l'ampio respiro narrativo. Scene di battaglia ben realizzate ma anche un buon ritratto psicologico di un personaggio che credette fermamente all'indipendenza della sua terra. Anche se non si rivelerà qualcosa di indimenticabile (abbastanza classiche le dinamiche, alcuni riempitivi inutili) è comunque una visione interessante e scorrevole. Voto: 6+
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venerdì 29 settembre 2023
The Woman King (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/09/2023 Qui - Film storico in salsa avventurosa che descrive il Regno di Dahomey in Africa, sotto il Re Ghezo, e la battaglia con la tribù Oyo vinta grazie all'esercito di "amazzoni" Agojie (in un universo parallelo progenitrici delle Dora Milaje, la guardia reale del Wakanda). Il focus della regista Gina Prince-Bythewood (che ha diretto The Old Guard) è sulla forza di queste guerriere e sul loro ruolo prominente (in questo senso perfetto il cast), la vicenda è comunque storicamente abbastanza accurata, nonostante qualche omissione "tattica". Il respiro vuole essere quello epico dei grandi film del genere, è ben girato, violento il giusto, le scene di massa funzionano e le location africane son sempre affascinanti, ma sconta la durata monstre e qualche lentezza. Voto: 6
mercoledì 31 maggio 2023
La stranezza (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2023 Qui - Roberto Andò (regista de Il bambino nascosto) sperimenta l'ardito accostamento tra la coppia comica Ficarra & Picone e il grande Toni Servillo, qui a rappresentare Pirandello in una parte defilata rispetto alla centro della narrazione. Il risultato è interessante, senza dubbio assolutamente sufficiente, ma un film che si poggia troppo, a tratti esclusivamente direi, sulle spalle dei due "comici", senza la cui verve crollerebbe tutto, mentre Servillo è al solito magistrale nel ruolo di Pirandello. Loro tre sono la vera bellezza di questo film, che per il resto vive del fascino di un racconto "semi-vero", alternando una prima parte godibile, briosa, affascinante, ad una seconda più cervellotica e noiosa. Curato, ricercato, in parte forzato, film imperfetto. Voto: 6
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martedì 28 febbraio 2023
Il ritratto del duca (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2023 Qui - Una commedia garbata e brillante, tratta da una (incredibile) vicenda
realmente accaduta, dal "gusto" tipicamente britannico. Estremamente
piacevole, divertente ma con un sottofondo amaro. L'idealismo del suo
protagonista, molto attivo a livello politico con svariate ed a volte
stravaganti rivendicazioni sociali. Un individuo che per il bene comune
rischia molto a scapito di una situazione familiare caotica e
conflittuale. I dialoghi sono la cosa migliore del film, in aula di
tribunale si realizzano probabilmente i momenti migliori. La regia di Roger Michell (che ha diretto nel 2017 Rachel Weisz in Rachel), come è giusto che sia, non è mai troppo invadente. Ma dopotutto, con un cast del genere è difficile sbagliare film. Jim Broadbent e la Helen Mirren furoreggiano
nei loro duetti, ma anche il cast di "supporto" è pienamente
all'altezza. Un consigliabile, rasserenante filmetto. Voto: 6+
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giovedì 9 febbraio 2023
Niente di nuovo sul fronte occidentale (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/02/2023 Qui - Niente di nuovo sul fronte cinematografico, per quanto questo film (una specie di sequel del bellissimo 1917, che tra l'altro ho apprezzato di più) meriti ugualmente visione. Un film bello a livello visivo, degno delle migliori produzioni ad alto budget. Tiene più sullo sfondo le ragioni storiche del conflitto per scandagliare l'animo di chi combatte e muore inutilmente al servizio di fini bellici più idealistici che realistici. Se è vero che a livello di contenuti non aggiunge niente di particolarmente rilevante, è altrettanto vero che certi concetti bisogna sempre ribadirli. Cast tedesco (di buon livello) e una produzione Netflix sicuramente ambiziosa per questa terza trasposizione del romanzo di Erich Maria Remarque. La regia di Edward Berger sfrutta fotografia e sonoro per donare potenza a un narrato che, come detto, non può certo lavorare sul fattore novità e che frequenta il terreno dell'immersività (e lo fa davvero bene). La denuncia di una guerra inutile si innesta su un cameratismo che passa dal cieco ardore alla disillusione. Niente di nuovo sul fronte occidentale è questo, la sinfonia del sacrificio senza vincitori né vinti. Ci sono forse troppi minuti e un certo didascalismo, ma fa comunque il suo sporco lavoro. Per quanto tuttavia (ma senza voler togliere indubbi meriti) sembrano eccessive le 9 candidature agli Oscar 2023, tra cui quella per il miglior film. Voto: 6,5
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Thibault de Montalembert
Argentina, 1985 (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/02/2023 Qui - Nelle fasi processuali non avrà l'intensità di certi suoi illustri predecessori, ma è lodevole il rievocare un momento chiave della storia argentina mostrando, anche con qualche punta di ironia (che tuttavia non smorzano in nessuna maniera la tragicità degli eventi), tutte le difficoltà nel portare alla sbarra i responsabili di una feroce dittatura che, tuttavia, godeva ancora di un forte favore popolare. Forse il personaggio di Strassera è dipinto in maniera fin troppo agiografica (in patria la sua figura è stata oggetto di alcune controversie), ma Ricardo Darin ne fornisce un'ottima interpretazione, e la sua requisitoria finale è da applausi (alcune testimonianze fanno venire i brividi). Diligenti regia e fotografia per un film storico esemplare, primo in assoluto a raccontare la storia del Processo alla giunta militare argentina, e candidato ai Premi Oscar 2023 per la categoria Migliore film straniero. Voto: 7
giovedì 30 giugno 2022
The Last Duel (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2022 Qui - Dopo 44 anni dal suo primo film I Duellanti, Ridley Scott affronta
ancora un duello tra due guerrieri che lottano per il proprio orgoglio
dimenticando che questa volta è stata una donna ad armarli per difendere
la propria dignità. Debitore ad Akira Kurosawa per l'espediente dei 3
punti di vista (tuttavia non del tutto compiuto, il fatto che le scene
ripetute siano praticamente le stesse, a parte qualche battuta, lo
snatura infatti parecchio e rende il tutto solo ridondante), egli fa
luce su una vicenda ignota ai più (e accaduta realmente) ma dal forte valore simbolico,
rimarcando il ruolo storicamente debole della donna e i pregiudizi
morali che deve sopportare, fattore ancora di attualità. La parte
centrale del film risulta inevitabilmente ripetitiva ma trova riscatto
in un finale potente non solo per la singolar tenzone ma soprattutto per
tutte le scene che seguono. Attori in palla a cominciare da una
magnetica Jodie Comer, scenografia eccelsa e, per essere un film di
Ridley Scott,
violenza dosata senza esagerare. In questo senso piccolo passo in
avanti, cinematograficamente parlando, per lui dopo gli ultimi due
deludenti film (Tutti i soldi del mondo ma soprattutto Alien: Covenant), sperando che l'ultimissimo non l'abbia riportato
indietro. Voto: 6+
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giovedì 31 marzo 2022
Il cattivo poeta (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2022 Qui - Un bel film, con un paio di sequenze molto interessanti, ma che ha un
po' il retrogusto dell'occasione mancata, anche perché paradossalmente
la scena più bella del film non ha niente a che fare con
Gabriele D'Annunzio, seppur rappresenti una sintesi perfetta di
quell'epoca malata. Ben girato sia nella fotografia che nella
recitazione, il problema di questo film è nella mancanza di una strada
precisa. Gianluca Jodice non si capisce se vuole concentrarsi sul Vate,
sul percorso di
redenzione di un gerarca fascista oppure sul declino politico del
fascismo degli anni '30. C'è un po' di tutto ed in realtà come quadro
generale funziona anche, il problema è che ci si immedesima poco, nelle
vicende sentimentali, in quelle politiche ma soprattutto in quella di
D'Annunzio che non riesce ad emergere nonostante Sergio Castellitto. Un
po' troppo enfatizzata la figura del Duce. Un po' noioso ma di livello. Voto: 6
martedì 15 febbraio 2022
L'infanzia di un capo (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/02/2022 Qui - Brady Corbet era meglio se avesse continuato a fare l'attore, non era
affatto male, che come regista proprio bravo non è, e dopo la mezza
delusione del suo secondo lungometraggio Vox Lux, ecco che con
questa
sua opera meglio non fa. Un'opera che è sia dramma sociale che
famigliare, la genesi di un male che deriva dagli errori e dagli orrori
di un mondo adulto. E' un film indubbiamente ambizioso, a livello visivo
molto curato con
una fotografia dai toni estremamente cupi e sinistri, ma che a livello
di contenuti non riesce ad essere all'altezza delle proprie ambizioni
diventando abbastanza pretenzioso. La miscela fra lo sfondo storico e la
sfera intimista familiare mi sono parsi piuttosto scollegati, incapaci
di formare un discorso unico. Una colonna sonora suggestiva, ma
sinceramente fin troppo invasiva ed intollerabile ed un finale con una
sequenza di regia da attacco epilettico acuto con effetti grotteschi per
non dire involontariamente comici. Non comprendo alcuni (due) dei premi
vinti a Venezia quell'anno. Probabilmente
ho visto un altro film. Voto: 5
mercoledì 24 novembre 2021
L'isola di Giovanni (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/11/2021 Qui - Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e in seguito allo sgancio delle
atomiche, l'isola giapponese di Shikotan viene occupata dall'esercito
russo. Nonostante la situazione sia particolarmente drammatica (la
convivenza praticamente forzata), due bambini, provenienti da contesti
culturali e geografici molto differenti, diventano amici. Quello che
viene dopo è la lotta che diventa molto più dura con il passare dei
giorni e sopravvivere diventa una sfida. Questo anime quindi ripercorre
quei drammatici accadimenti, così come era già stato fatto per Una tomba per le lucciole, attraverso gli occhi di un bambino, che
assisterà al susseguirsi degli eventi (tragici) che segneranno in modo
indelebile tutta la sua esistenza. Il film (diretto da Mizuho Nishikubo) può essere diviso in due
parti: nella prima, nonostante l'invasione nemica, viene lanciato un
messaggio di speranza sulla possibilità di convivenza fra due popoli
diversi. Vediamo, infatti, bambini giapponesi cantare in russo e, per
tutta risposta, bambini russi cantare in giapponese. Banale ma efficace.
Nella seconda parte, invece, viene descritto l'orrore della
deportazione e della separazione dai propri familiari. E' una parte
molto intensa seppur caratterizzata da una serie di scelte che ho
trovato molto inverosimili. Ma la scelta che mi ha lasciato più
perplesso è quella inerente proprio al titolo ed ai suoi riferimenti
letterari, Giovanni viene infatti da "Una notte sul treno della
Via Lattea" di Kenji Miyazawa, racconto poetico che viene assorbito dal
film stesso, facendolo diventare purtroppo per me, leggermente pedante.
Nonostante ciò, oggettivamente un buon film, certamente istruttivo e
sicuramente riuscito. Voto: 6,5
In questo angolo di mondo (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/11/2021 Qui - Sunao Katabuchi si è formato con gli insegnamenti di Hayao Miyazaki e in
questo suo film dimostra di saperli mettere in pratica, imbastendo una
storia di forti emozioni. Emozioni che paradossalmente sembrano
trattenuti, in quelle che sono le caratteristiche dei personaggi
principali e che mostrano di come in tempo di guerra si possa mettere da
parte la sofferenza e andare avanti con la forza di volontà, quasi come
a isolarsi dalle paure e dai pericoli. In questo angolo di mondo
(adattamento anime del manga Kono sekai no katasumi ni di Fumiyo Kōno) potrebbe trovare delle assonanze con Una tomba per le lucciole,
ma il
film di Katabuchi si focalizza, forse in maniera un po' prolissa, sulla
vita di una giovane donna che deve affrontare cambiamenti improvvisi
nella sua vita e imparare cose nuove, conoscere nuove realtà famigliari e
deve fare i conti anche con un destino che la porta ad avere, e fare,
scelte diverse da quelle per cui era portata. Un film graficamente
discreto, come già accennato forse un po' lungo e non totalmente fluido
in alcuni momenti, ma capace di coinvolgere e mantenere viva
l'attenzione dello spettatore, portandolo a riflettere su quello che era
la condizione della donna in Giappone e le conseguenze di un conflitto
mondiale che non ha risparmiato nessuno. Un buon film d'animazione, che
al netto dei pregi e dei difetti (la storia d'amore tra Suzu ed il suo
sposo pur non essendo banale e mielosa è poco approfondita e soprattutto
frettolosa), merita sicuramente la visione. Voto:
6,5
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