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venerdì 28 giugno 2024

Napoleon (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Il film si presenta come incompleto, nonostante non manchi di scenografia o spettacolarità. Mostra un'incertezza nella direzione narrativa: dapprima si focalizza su Napoleone come persona anziché come comandante, indagando il suo rapporto con Giuseppina e i suoi aspetti più puerili; poi si sposta sulle sue battaglie con un ampio dispiego di risorse. Di conseguenza, la narrazione risulta frammentata, anche a causa di una dinamica poco convincente con la moglie: il personaggio di Giuseppina è poco approfondito, il suo ruolo e la sua relazione con Napoleone sono nebulosi e la chimica tra Joaquin Phoenix (nonostante la sua bravura) e Vanessa Kirby non si percepisce. In contrasto, le sequenze belliche sono notevoli, in particolare quella di Austerlitz, ma l'alternanza tra questi due elementi non agevola l'apprezzamento complessivo. In meno di tre ore, anni di storia francese sono sintetizzati in un ritmo incalzante. Il film sembra affrettarsi nel raccontare il più possibile su Napoleone, senza mai risultare del tutto completo. Il difetto maggiore, però, è l'assenza di pathos. Alla fine, si tende a preferire la dimensione più intima e genuina di The Last Duel, un'opera superiore a quest'imperfezione cinematografica. Voto: 5,5 [Apple Tv Plus]

mercoledì 17 luglio 2019

Maria Maddalena (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/06/2019 Qui
Tema e genere: Dramma storico incentrato sulla figura di Maria Maddalena, descritta dai Vangeli e riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa (pochi anni fa), come l'apostolo donna di Gesù.
Trama: Maddalena lascia il suo villaggio di Magdala, in cui si sente stretta e costretta, per seguire Gesù e il suo rivoluzionario messaggio di amore. Un messaggio che la porterà a Gerusalemme e la vedrà diventare testimone della resurrezione di Gesù.
Recensione: La figura di Maria Maddalena è stata sovversiva e molto importante, anche se questo emerge con poca forza nelle scene più importanti del film, questo film, un film che, nonostante le buone intenzioni, appare un tentativo poco riuscito di rileggere in modo "rivoluzionario" e al passo con i tempi il messaggio evangelico, perché da una parte fraintende e banalizza la valorizzazione del femminile in atto da tempo nella Chiesa e dall'altra non riesce a trovare una chiave davvero interessante per dare rilevanza al mondo e ai personaggi che rivisita. Il film infatti, rifiuta le interpretazioni più note della figura di Maria Maddalena (che qui non è né la prostituta salvata da Gesù né una delle sorelle di Lazzaro) e si ispira al titolo di "Apostola degli Apostoli" conferito alla prima testimone della resurrezione, ma costruisce perlopiù un racconto "al femminile" che altro, un racconto che se nelle intenzioni del regista Garth Davis (al suo secondo film dopo il bellissimo Lion) voleva riabilitare la figura evangelica di Maria Maddalena (così come la Chiesa ha fatto nel 2016), e in parte ci riesce, non riesce invece a dare, a causa di una sceneggiatura incostante ed una regia eguale, spessore e profondità al personaggio della Maddalena (che è più uno stereotipo che una persona tridimensionale con cui creare empatia, anche se brava è Rooney Mara) e alla storia stessa (che non possiede la scintilla e la potenza adeguata). Per non parlare di tutti gli altri protagonisti, così come il film poco approfonditi. Facendo così risultare il tutto convenzionale. Siamo lontani anni luce dalle dissertazioni filosofiche adoperate da Martin Scorsese ne L'ultima tentazione di Cristo, dove era chiaro che il sacrificio finale rappresentasse l'unico significato alla venuta di Dio sulla terra. In Maria Maddalena, invece, non c'è alcun tipo di ragionamento di questo tipo. E' vero che la storia (gli ultimi giorni di vita di Cristo) ha un unico punto di vista, quello della Maddalena, ma al termine delle appesantite due ore di film, che destano un timido sussulto solo in alcune scene con protagonista Gesù, si ha come l'impressione che di questo film resti poco più che una superficiale storia di emancipazione femminile prendendo come esempio colei che nel Medioevo (ma anche ben oltre) fu tacciata di essere una prostituta da Papi misogini. Per veicolare questo messaggio non c'era però bisogno di rappresentare gli apostoli di Gesù come degli sciocchi, che attendono il Regno di Dio pronunciando parole poco credibili con espressioni del volto quasi ironiche. In tal senso, controversa per non dire di peggio (ma quasi sicuramente politicamente corretta), la scelta di affidare ad un attore di colore (Chiwetel Ejiofor) il ruolo dell'apostolo Pietro. Più interessante invece la figura di Giuda (Tahar Rahim), che tradisce Gesù non per denaro ma per disillusione, peccato che manchi un po' di complessità, che non avrebbe guastato per rendere il racconto (alquanto didascalico) un puro esercizio di stile. Il racconto infatti, insiste sulla poeticità delle immagini per compensare a una certa mancanza di sostanza. Non è un caso che la chiave del racconto (Maria è l'unica a capire il vero messaggio) risulti un po' annacquato nel tessuto di una storia che prima si sofferma a lungo sul tema del femminile schiacciato nella sua unicità, poi, quando mette in scena Gesù, si rifiuta di andare alle radici del suo annuncio eccezionale. Il Gesù di Joaquin Phoenix è un prescelto che sembra sempre un po' in trance, con lunghi momenti di "assenza", quasi sopraffatto dal suo stesso messaggio, che si oppone ai sacerdoti, ma non dice mai di essere Figlio di Dio e non offre il suo corpo e il suo sangue nell'ultima cena, non bene. Non bene come questo film, un film poco approfondito e molto patinato personalmente deludente, che solo in parte riabilita il personaggio di Maria Maddalena.

sabato 5 gennaio 2019

Samba (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2016 Qui - Samba è una drammatica commedia francese del 2014 diretta da Olivier Nakache e Eric Toledano, due registi alla loro seconda collaborazione con l'attore protagonista Omar Sy, dopo Quasi amici: Intouchables del 2011, con cui avevano raggiunto un successo planetario e si erano fatti conoscere dal grande pubblico. Un successo meritato perché erano riusciti a raccontare con toni di forte spessore e 'lievi' un tema 'quasi intoccabile' e comunque non 'semplice' da esporre e da interpretare. Lo stesso accade, seppur con minor incisività, almeno nella prima parte, a Samba, film che tratta un argomento, ultimamente di grande attualità, immigrazione e clandestinità. Difatti la pellicola racconta la storia di Samba Cissé (Omar Sy), un immigrato francese che viene dal Senegal e che lavora (da dieci anni) come lavapiatti in un albergo. Dopo alcuni problemi burocratici, gli viene ordinato di lasciare la Francia. Con l'aiuto di Alice (Charlotte Gainsbourg), una giovane donna borghese in congedo lavorativo che lavora per un'associazione che si occupa di questioni giuridiche legate all'immigrazione, Samba si batterà per ottenere il diritto di soggiorno in Francia. La pellicola racconta anche di questa donna, affetta da sindrome da stress, che sembra trovare in Samba un rifugio e una ragione per uscire dall'impasse. Allo stesso modo Samba è convinto che Alice sia la chiave per regolarizzare la sua posizione sociale.

giovedì 27 dicembre 2018

Il padre (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/04/2016 Qui - Il padre (The Cut) è un drammatico, duro, scioccante, doloroso, commovente ed emozionante film del 2014 diretto da Fatih Akın. Il film rielegge una delle pagine più nere della Storia recente, che non sapevo e non conoscevo prima di vederlo, quella del genocidio armeno da parte dei turchi (che ancora adesso negano qualsiasi coinvolgimento) con l’appoggio dei tedeschi (e dell'impero ottomano) durante la prima guerra mondiale, che provocò la morte di migliaia e migliaia di armeni, colpevoli di non voler rinunciare alla religione cattolica per sposare l’islamismo. Io sicuramente come molti altri, non ricordo questo evento, rimasto oscuro per molto tempo, con questo film conosciamo qualcosa in più, anche se, nonostante appunto questo racconto, non sapremo mai come siano andati veramente gli eventi, cosa ne sia stato dei sopravvissuti e cosa invece dei cadaveri, perché tutt'oggi non esiste nessuna lapide che ricordi quei campi di concentramento, poiché i colpevoli di tale massacro di massa non sono mai stati indagati e puniti, conservando in taluni casi posizioni di potere. Nel 1915 infatti, a Mardin, in Turchia, la polizia turca approfitta della notte per fare un blitz nelle case armene, sequestrando tutti gli uomini della città. Tra questi c'è il giovane fabbro Nazaret Manoogian, che viene separato dalla sua famiglia, vittima come tantissime altre di uno dei primi genocidi programmati a tavolino. Anni dopo, sopravvissuto e catturato, messo ai lavori forzati, poi condannato a morte, vessato ogni qual volta incontri l'autorità e scampato miracolosamente all'orrore del genocidio (lasciato in vita da un sussulto di pietas provato da colui che avrebbe dovuto ucciderlo tagliandoli la gola), decide di mettersi sulle tracce delle due figlie, dopo aver saputo che sono sopravvissute anche loro alle violenze di quegli anni. L'aver scampato la morte costa però a Nazaret le corde vocali ma senza curarsi del problema d'essere muto affronterà con grandi difficoltà, aggrappandosi alla speranza e guardando il mondo con occhi nuovi, viaggi nel deserto, nelle città e infine attraverso l'oceano con la speranza di ritrovare i cari, di ritrovare le figlie da cui è stato diviso. In questo percorso, odissea (che nel caos del suo mondo in rovina, sarà più complicata del previsto), infatti attraverserà la Mesopotomia, arriverà a l'Avana, passerà per il Dakota del Nord, incontrerà persone diverse, da figure angeliche e generose a figure diaboliche, che l'aiuteranno, l'abbatteranno ma con la sua forza di volontà riuscirà in questo epico viaggio, che si concluderà con tanto di finale lieto, almeno per metà.

venerdì 2 novembre 2018

Un amico molto speciale (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/01/2016 QuiUn amico molto speciale è un fantastico viaggio tra i tetti di una luccicante Parigi, una meravigliosa e divertente favola moderna. Un bambino curioso e sognatore, che poi diventerà un peperino, intravede dalla finestra Babbo Natale...ma è solo un ladruncolo! Credendo di essere difronte a quello vero, decide di seguirlo perché vuole conoscerlo, fare un viaggio sulla sua slitta e con il suo aiuto ritrovare suo padre, che però non c'è più. Il ladro prendendo a 'simpatia' il bambino decide di portarlo con sé in giro per le case a rubare, facendogli credere che l'oro che troveranno serva a far volare la slitta. Il bambino non soffre di vertigini ma è molto astuto e intelligente ma ovviamente ingenuo, l'aiuterà e tra gag e risate ruberà tutto l'oro che può prendere (tralasciando i soldi...). Tra le strade di Parigi e una tappa al Moulin Rouge passeranno una notte indimenticabile.