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venerdì 30 agosto 2024

On the Rocks (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2024 Qui - Una commedia elegante, finemente diretta da Sofia Coppola. La trama si sviluppa attorno al sospetto di un adulterio, ma il vero fulcro è il rapporto tra un padre "ingombrante" e una figlia che ha sofferto per le sue assenze. Rashida Jones e l'imparagonabile Bill Murray offrono una performance di rara eleganza, con quest'ultimo che rappresenta il motore del film. New York, mozzafiato, fa da sfondo ed è ritratta con uno stile fotografico incantevole. Il film è solido, ma è penalizzato da un finale che può sembrare "incompleto". Non è cattivo, ma non brilla particolarmente in termini di intrattenimento. Voto: 6 [Apple Tv Plus]

mercoledì 31 luglio 2024

Una birra al fronte (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Ispirato a un'incredibile storia vera, Peter Farrelly si cimenta nuovamente in un mix di commedia e dramma con risultati rispettabili, sebbene meno convincenti rispetto a Green Book, a causa di una certa superficialità. Zac Efron si impegna ma non riesce pienamente a coinvolgere nelle vicende di un personaggio così incosciente, e la sua rivelazione che la guerra è brutta appare ovvia. Tuttavia, la crescente consapevolezza del protagonista è efficacemente rappresentata ed è un'ottima metafora della perdita dell'innocenza americana di fronte alle tragedie del Sud-Est asiatico. Il film è nel complesso gradevole, con una narrazione prevedibile e sviluppi scontati, e nonostante la mancanza di originalità, è complessivamente ben realizzato. Voto: 6 [Apple Tv Plus]

venerdì 31 maggio 2024

Mixed by Erry (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Sydney Sibilia ha un debole per le storie di outsider e "Mixed by Erry" non è un'eccezione. Il film narra il sogno infranto di un DJ, impedito da una mancanza di carisma e presenza fisica, ma dotato di grande abilità nel suo mestiere. Il successo delle sue compilation diventò un vero e proprio marchio di fabbrica in quel periodo. Come nei precedenti lavori del regista salernitano, incontriamo personaggi che, sfruttando una lacuna legislativa, riescono a creare un impero di "falsi originali", realizzando così, seppur brevemente, i loro sogni: diffondere musica a basso costo e guadagnare molto. Sibilia forse resta cauto nel trattare l'argomento etico della pirateria, ma il film rimane una commedia piacevole, ben realizzata scenograficamente, con un cast di attori poco noti ma molto coesi e talentuosi. Ho apprezzato molto questa storia vera, che ignoravo, narrata con lo spirito giusto da un regista eccellente. È davvero, ma non sorprende, un bel film. Voto: 7 [Netflix]

martedì 30 aprile 2024

American Fiction (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - L'Oscar recentemente assegnato per la sceneggiatura non può che far sorridere dopo aver visto il film, dato che sembra essere l'opposto di ciò che l'autore avrebbe desiderato. A parte questo curioso dettaglio, il film è gradevole, sebbene tenda alla ridondanza nella seconda metà, dove emerge un eccesso di sentimentalismo. In ogni caso American fiction è un film complesso ma dalla resa molto solida. Affronta il razzismo da una prospettiva insolita e sottile, esponendo l'ipocrisia della moderna "inclusività", spesso superficiale (sbeffeggia in stile BlacKkKlansman). La sceneggiatura è ben articolata e bilanciata, sia nella trama che nella caratterizzazione dei personaggi, talvolta intenzionalmente stereotipati. American Fiction è un film che, con la sua satira fine ma incisiva, colpisce nel segno in diverse occasioni. Nel complesso una sorpresa che non mi aspettavo. Fa ridere in più occasioni e scivola via benissimo, con una piacevole patina da commedia americana un po' retrò e una grandissima interpretazione del cast capitanato da un Jeffrey Wright in vero e proprio stato di grazia. Gran bel film. Voto: 7+ [Prime Video]

venerdì 29 marzo 2024

Red Rocket (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Ancora i margini geografici degli USA in questo film di Sean Baker, questa volta il Texas dopo la Florida del film precedente. Egli dirige un perfetto Simon Rex in uno dei suoi non troppi ruoli da protagonista: il classico povero diavolo, simpatico anche quando annega nelle inconsistenze del suo narcisismo (ex pornoattore cerca di ripartire da dove era cresciuto). Grande carattere dei comprimari, che riescono a creare un contesto di grande eccentricità ma comunque realistico. L'emarginazione e il degrado sono trattati con dignità e ironia, quel tanto che basta per rendere questo Red Rocket un film leggero e divertente. Un film non originale ma comunque riuscito, per una storia che si fa seguire con interesse fino al finale surreale e amarognolo. Voto: 6 [Prime Video]

mercoledì 31 gennaio 2024

Not Okay (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2024 Qui - Danni vorrebbe farsi degli amici, vorrebbe visibilità. Una sua innocente bugia su Instagram si trasforma nell'occasione per ottenere una popolarità al di sopra delle sue aspettative. Riflessione cinica e amara sul mondo dei social e sul bisogno di apparire (in questo caso non motivato da mancanza di valori ma da un disagio che avrebbe giovato di una maggiore caratterizzazione), nonostante il tono da commedia. Il comportamento di Danni è deprecabile ma di tanto in tanto si riesce a empatizzare con lei. Se l'evoluzione è prevedibile, non lo è il finale disincantato. Efficace comunque Zoey Deutch nei panni dell'eroina detestabile, e non disprezzabile nel complesso questo film diretto dall'esordiente Quinn Shephard. Voto: 5,5 [Disney Plus]

giovedì 31 agosto 2023

Le buone stelle - Broker (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2023 Qui - Abbandonato dalla madre, un neonato diventa un oggetto da piazzare al migliore offerente da parte di due tizi specializzati in adozioni clandestine: un commercio turpe? No, perché i due, più che ai soldi, pensano al bene del bambino. In trasferta sud coreana, il bravissimo regista giapponese Hirokazu Kore'eda torna ad affrontare il tema della famiglia intesa in senso non biologico ma affettivo con questo film forse troppo favolistico ed edulcorato ma che, pur senza possedere la forza di altre sue (notevoli) opere (tra i quali il dolcissimo Little Sister, ultimissimamente visto), anche se in confronto all'altra trasferta, ma in terra francese è decisamente questo un passo avanti, riesce a farsi seguire con interesse e commozione. Buon cast, adorabili Song Kang-ho (che a Cannes ha vinto il premio per il miglior attore, e direi anche meritatamente) e l'orfanello in fuga. Un road-movie simpatico, piuttosto inverosimile, ingenuo ma che segue la linea espressiva ed emotiva tutta asiatica, così lontana da quella nostra, facendo sorridere e riflettere. Innegabilmente bello. Voto: 6,5

lunedì 31 luglio 2023

Cha Cha Real Smooth (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2023 Qui - Dopo il college Andrew, tornato a vivere con la madre e il fratello, conosce Domino, ragazza madre, e si innamora di lei. Diretta e interpretata da Cooper Raiff, una commedia romantica dai toni tenui che punta sui dialoghi e sul realismo delle situazioni. I personaggi sono ben caratterizzati e portatori di sentimenti in cui un coetaneo può facilmente riconoscersi. Oltre allo spontaneo Raiff, si segnala la prova della (sempre) affascinante Dakota Johnson nel ruolo di una giovane donna fragile, un ruolo che l'attrice interpreta in scioltezza. La sceneggiatura ha più di un punto debole, in particolare nella gestione della figura materna e dei suoi problemi, ma il risultato è una storia semplice e al tempo stesso unica, impreziosita da una colonna sonora accattivante e da tanti momenti di leggerezza che rendono la visione davvero piacevole e scorrevole. Un buon film nel suo genere. Voto: 6,5

Little Sister (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2023 Qui - Delicato e mai sdolcinato, Hirokazu Kore'eda continua il suo percorso di indagatore delle relazioni ed emozioni umane (ci si ricordi di Un affare di famiglia e di tanti altri prima, non dell'ultimo visto Le verità). Qui si parla di sorellanza, ma non solo, e lo si fa con una sensibilità semplicemente magistrale. La regia è sempre sobria (ottima la prova di tutti gli interpreti) e la sceneggiatura è perfetta nel mettere in scena "semplici" momenti di vita quotidiana che sanno emozionare profondamente momento dopo momento. Ed è bellissimo e tonificante immergersi e nuotare in questo caldo e sincero flusso di emozioni. Un film in cui accade poco, che tuttavia si segue con grande interesse per il valore simbolico della vicenda. Una vicenda molto femminile ma non femminista, e forse leggermente artificiosa, tuttavia la discreta caratura dei protagonisti e una sceneggiatura anche quasi romantica la rendono più che gradevole. Un film d'atmosfera insomma, nella migliore tradizione giapponese, che non delude e trasporta in un quotidiano pieno di sentimenti. Molte emozioni attraversano infatti questo quadro di forte sorellanza, forse in maniera fin troppo ottimistica, ma la sensazione che lascia ha la piacevole fragranza dei fiori di pesco. Voto: 7+

venerdì 28 aprile 2023

Siccità (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Il titolo illude sulla centralità del tema ambientale, mentre il film corale di Paolo Virzì è in realtà un quadro deformato delle miserie umane, che l'emergenza climatica ed epidemica rende ancora più spietato e caotico. Troppi i personaggi in (dis)ordine sparso, e solo qualche siparietto divertente da parte dei tanti attori di rilievo ingaggiati. Alla fine si ha la sensazione di un'occasione persa per far riflettere, tra serio e faceto, sulle sfide che ci attendono. Perché come spesso capita nel nostro cinema, l'idea iniziale è carina e potrebbe svilupparsi in mille sfaccettature diverse, ma alla fine, l'idea rimane fine a se stessa e s'inizia a raccontare la solita zolfa: corna, persone infelici, gente che urla, gente che recita come a teatro. Peccato perché si poteva fare di più. Voto: 5,5

venerdì 30 settembre 2022

Thunder Road (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2022 Qui - Quando da una scena iniziale tragica, come un funerale, si riesce a tirare fuori un piccolo monologo di rara bellezza comica è lecito poi aspettarsi una commedia scoppiettante che mantenga alto il livello del divertimento. Invece Thunder Road (Bruce Springsteen docet) si rivela essere un film drammatico nelle dinamiche che racconta e grottesco per come le racconta, impreziosito da una performance attoriale molto efficace, quella di Jim Cummings soprattutto, che riesce a far partecipe lo spettatore delle miserie umane evidenziate scaltramente da una buona regia, gestita dallo stesso Cummings, che mostra con mano sicura come con pochi mezzi si riesca a sfornare un prodotto di tutto rispetto. Vale sicuramente una visione. Voto: 6+

sabato 20 agosto 2022

Tusk (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/08/2022 Qui - Un film a suo modo bizzarro e particolare, con momenti riusciti altri decisamente meno. L'inizio di una trilogia iniziata ma non ancora conclusa (Moose Jaws ancora in lavorazione), di cui paradossalmente ho visto il (mediocre) secondo (Yoga Hosers - Guerriere per sbaglio che è praticamente uno spin-off) e non ancora questo primo. Un film che non mi ha entusiasmato, ma ha un non so che di curioso che me lo ha reso, e rende, interessante. Pur alternando diversi registri tra cui quello comico-grottesco, il film riesce ad intrigare e coinvolgere pienamente lo spettatore già dopo pochi minuti. A partire da quando il protagonista (a tal proposito bene gli attori) entra nella casa del marinaio, si respira un'aria di mistero che cresce sempre di più per poi lasciare il posto all'inquietudine che crescerà sempre di più col procedere del plot. La parte finale è un discreto pugno nello stomaco. Il film insomma funziona abbastanza, quando deve essere surreale è surreale, quando deve essere inquietante è inquietante, l'unico problema è quando Kevin Smith negli intermezzi, tenta di farci ridere con i canadesi stereotipati, quelle parti sono cringissime ed inguardabili. Evitabili inoltre certi flashback che smontano un po' la tensione accumulata. Ma alla fine ne esce un buon film, con qualche spunto interessante, e qualche riflessione sulla mutazione. Per un "body horror" sì riuscito ed interessante ma affatto memorabile. Voto: 6

sabato 30 luglio 2022

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Sydney Sibilia prende uno spunto come fu per (la spettacolare trilogia di) Smetto quando voglio (Breaking Bad) ed in questo caso, con l'Isola delle Rose ne fa una sua personale I love Radio Rock (anche citata all'inizio). I personaggi del regista salernitano (tra i più promettenti e capaci del nostro cinema moderno) hanno in comune determinate caratteristiche che anche in questo film si confermano, outsider che vengono isolati dal loro contesto quotidiano, individui dotati anche di talento che in qualche modo grazie alla loro visione immaginaria ed utopistica si creano a parte quel mondo che il '68 voleva cambiare. Egli è bravo nel disegnare i personaggi, riesce a dare sempre un certo respiro internazionale alle sue storie (è sbarcato su Netflix non per caso), Elio Germano (che spogliatosi dai panni di Antonio Ligabue si cala nuovamente nella parte di un sognatore fuori dagli schemi) capeggia una buona compagine di attori sull'Isola (tra cui la Matilda De Angelis, di Youtopia), mentre nel governo il duo Fabrizio Bentivoglio-Luca Zingaretti fa faville (il primo consiglio dei ministri è esilarante). Storia che non conoscevo (che viene romanzata), film ben fatto e con una bella colonna sonora di pezzi anni '60. Buono davvero, con quel retrogusto di malinconia, unica pecca una certa anacronisticità narrativa, e un po' di drammaticità in più non avrebbe guastato. Voto: 7

martedì 17 maggio 2022

CODA - I segni del cuore (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2022 Qui - Questo è un film che si potrebbe etichettare sbrigativamente con l'aggettivo "carino", è fatto per scaldare il cuore e fare versare qualche lacrimuccia e ci riesce con discreto mestiere, ma se non fosse stato per i premi ricevuti (ne ha vinti tre) credo che non l'avrei sicuramente selezionato per una visione. Anche perché l'originale, I segni del cuore è infatti il remake (americano) de La famiglia Bélier, film del 2014 diretto da Éric Lartigau, mi era piaciuto tanto e non aveva di certo bisogno di essere "rigirato", già perché nonostante qualche cambio rispetto all'originale (dall'ambientazione rurale si passa a una cittadina che vive di pesca, il personaggio del fratello è qui più grande) rispecchia quasi pedissequamente le scene madri non aggiungendo alcunché di veramente memorabile, anzi, inferiore anche per la mancanza di momenti comici che ravvivavano il film orgogliosamente francese. Rimangono la potenza del messaggio sulla diversità e la bravura del cast (qui composto prevalentemente da attori senza udito, non lo è Emilia Jones, ma brava anche lei, anzi, la si apprezza particolarmente), ma è troppo poco per essersi meritato l'Oscar al miglior film (un film appunto carino, ma niente di più). E non lo meritava di certo l'originale per dire (all'epoca snobbato), ma sappiamo già che l'Academy a conto suo va, e che la non originalità premiata va, la qualità invece, di no mi sa. Voto: 6+

giovedì 31 marzo 2022

Rock'n Roll (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2022 Qui - La coppia più glamour di Francia si racconta ironizzando sulla ipotetica crisi dei 40 anni di Guillaume, in crisi mentre sta interpretando il ruolo di un padre di una ventenne. Una commedia divertente, ma anche inquietante che riflette, non senza riderci sopra, sulla frenesia del rimanere giovani in eterno, anche a costo di sprofondare nel kitsch. Con la complicità della compagna Marion Cotillard e di altri colleghi che recitano nella parte di loro stessi, Guillaume Canet mette infatti in scena una crisi di mezz'età complicata dall'esercizio di un mestiere in cui l'essere e l'apparire sono strettamente legati, appunto l'attore. Ne esce fuori una interessante e bizzarra pellicola, che forse esagera leggermente, ma che colpisce nel segno. Un'opera piena di idee, con tocchi di puro genio (la visita a Johnny Hallyday) e pochissimi momenti di stanca. Discreta anche la scelta di umanizzare la storia nella conclusione simpaticamente trash. Tuttavia la lunga durata comporta una certa ripetitività e alcune gag appaiono usurate, ma nel complesso si tratta di una commedia intelligentemente ilare. Voto: 6

lunedì 28 febbraio 2022

Don't Look Up (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2022 Qui - L'idiozia dei complottisti e negazionisti di ogni fatta sbertucciata da una pellicola che ha in sé qualcosa di geniale ed esilarante. Dopo aver letto ogni sorta di recensioni su questa pellicola mi son deciso a guardarla e farmi un'opinione mia. Tecnicamente c'è ben poco da eccepire, certo non tutto gira a dovere o è di prima mano, ma i momenti di grande divertimento sono numerosi oltre ad essercene qualcuno di giusta riflessione verso temi sempre più attuali riguardanti il destino del nostro povero pianeta. Don't Look Up ha un'impostazione tipica dei disaster movie degli anni '90, ma viene virata in tonalità satiriche dove la risonanza data dai vari media soffoca appunto l'essenza del messaggio. In teoria l'umanità avrebbe i mezzi per salvarsi, ma compie atti che portano alla sua completa distruzione (sono così, siamo così, e siamo fottuti). Tantissimi insomma spunti di riflessione su come, seppur in modo grottesco ed esagerato, viene dipinta la nostra società, cinica, ipocrita, opportunista e superficiale. Un'opera che si può dire quindi ben riuscita. Per quanto tuttavia, e in sostanza, il film di Adam McKay (quello di Vice - L'uomo nell'ombra) risulti imperfetto, inizialmente troppo lento e sovraccarico di attori noti (non manca proprio nessuno), di personaggi in certi casi troppo caricaturali, è senza dubbio un gran film, un film meritevole delle candidature e chissà di una statuetta. Voto: 7,5

Encanto (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2022 Qui - Una storia di magia come nel più tipico stile disneyano, leggermente più raffazzonata rispetto alla media come script (tutto ci viene snocciolato in maniera molto basica ed è prevedibile dove si andrà a finire) ma godibile e interessante per il cambio di rotta che non vede villain né vere minacce incombenti se non incomprensioni familiari da risolvere (e che rischiano di distruggere l'equilibrio costituito). Punto di forza è infatti il gioco delle complesse e conflittuali relazioni familiari, imperniate sul ricatto delle aspettative nei confronti di figli e nipoti (di cui soffre la protagonista senza "talenti" magici). Punto di debolezza è l'affidamento di spiegazioni a canzoni (certo molto vivaci) dai testi poco decifrabili. In mezzo sta il politicamente corretto che esalta l'ambientazione latino-americana ma in chiave più esotica che etnica (con prologo storico poco comprensibile). Meglio abbandonarsi al tripudio visivo che rende il film un vero "encanto". C'è roba di cui avrei fatto a meno, poche le gag, ma soprattutto manca di forza narrativa e di cuore (di Coco per esempio), manca tutto ciò che ci faceva mettere una cassetta Disney nel registratore 15 volte al giorno. A mio avviso una visione (solo) discreta, fermo restando che la Disney ha fatto di molto meglio. Difatti ci aveva abituati a prodotti di una certa qualità e non solo quella visiva, è questo un passo indietro quindi, ed io l'Oscar non gli darei. Voto: 6+

È stata la mano di Dio (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2022 Qui - È stata la mano di dio, del (presunto) dio del pallone, Maradona, a salvare la vita di quello che sarebbe diventato uno dei registi italiani più osannati e premiati (il che giustifica la scelta italiana per gli Oscar 2022, candidatura prontamente ricevuta, chissà che vinca, ma spero di no): Paolo Sorrentino, che nella finzione diventa Fabio Schisa. Già, perché in quel giorno del 1987 (quando i suoi genitori andarono in Abruzzo, dove morirono asfissiati dal monossido di carbonio emesso da una stufa) lui doveva assolutamente recarsi allo stadio per veder giocare l'idolo della sua città. Ed è proprio di questo che parla il film del regista partenopeo targato Netflix, un'opera tra sogno e realtà. Peccato che a un film sulla carta così intimo e personale, diviso tra i toni da commedia della prima parte e quelli sepolcrali della seconda, manchi la "mano" di Sorrentino, non bastando quella di dio. Non c'è quasi traccia delle sue invenzioni spiazzanti, dell'uso straniante della musica, dei dialoghi sopraffini di altre ben migliori sue opere. È stata la mano di Dio è un modesto romanzo di formazione che certamente avrà avuto un valore catartico per il regista, ma che non riesce a coinvolgere, nonostante la parata di figurine grottesche disseminate qua e la, i tributi a Fellini e ad Antonio Capuano e la ripresa di una Napoli notturna e tutt'altro che da cartolina. Un po' riuscito, un po' noioso: sopravvalutato. Voto: 6

martedì 30 novembre 2021

Rifkin's Festival (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2021 Qui - I film di Woody Allen sono (quasi) sempre meritevoli di visione ma questa volta il "maestro" sembra meno ispirato che in altre occasioni (meno che in Un giorno di pioggia a New York per esempio) tanto da ricorrere all'escamotage di realizzare sequenze "ispirate" a celebri film europei (citazioni per Fellini, Pasolini, Truffaut, Bunuel, Godard, Bergman, e qualcun altro che mi sarà sfuggito) forse per "corroborare" una sceneggiatura che pare esile e troppo ripetitiva, basata com'è su un personaggio che appare essere un alter ego del regista (nei panni di un anziano signore con un matrimonio in crisi e che si sogna sempre al centro di alcuni film che hanno segnato la sua vita). Una commedia votata al sentimentale, un po' nostalgica e decadente nei dialoghi, anche se non manca una corposa vena ironica, dal ritmo ragionato, ma forse troppo lineare nelle dinamiche che offrono pochi spunti davvero degni di nota. E tuttavia si guarda volentieri dall'inizio alla fine. Merito al cast (Elena Anaya, Louis Garrel, Gina Gershon, Wallace Shawn) che mi è sembrato abbastanza credibile. Voto: 5,5

mercoledì 27 ottobre 2021

Loro (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2021 Qui - Visionando la versione unica di Loro, ho avuto la conferma del livellamento verso il basso delle ultime opere (cinematografiche) di Paolo Sorrentino. Non che le precedenti, compresa La Grande Bellezza, di cui questo film sembra andare sulla stessa linea (sulla corruzione e decadenza dell'ambiente e della classe politica), fossero ben migliori. Loro mi è sembrata una pellicola pretenziosa, sicuramente dal soggetto interessante e affascinante, ma altalenante nello sviluppo di una sceneggiatura che alterna cose buone ad alcuni momenti un po' forzati e non riusciti. Il personaggio di Berlusconi (è Toni Servillo ad interpretarlo) mi sembra eccessivamente una maschera, lo stile mi è sembrato troppo sul farsesco/commedia mentre avrei preferito qualcosa di più concreto, cinico e accattivante. Dalla commedia, alla parodia un po' pecoreccia, al mélo romantico, al tono vagamente esistenzialista dell'uomo solo, Loro non riesce mai veramente a trovare la quadra del proprio sguardo (irricevibile il profluvio di donne seminude). In generale però questo biopic "sui generis" intrattiene a dovere e la versione unica è probabilmente il prodotto migliore, invece dei due film usciti a scopo commerciale (a mio avviso è stata una zappata sui piedi). A parte Elena Sofia Ricci che non offre una buona prestazione (anche se sorprendente è il suo "spogliarello"), interpretazioni generalmente discrete, niente di memorabile, in linea con la qualità generale del film. Di un film non da buttare, ma che mi sembra un "già visto" e che non dice niente di troppo interessante. Voto: 6