Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2024 Qui - Danni vorrebbe farsi degli amici, vorrebbe visibilità. Una sua innocente bugia su Instagram si trasforma nell'occasione per ottenere una popolarità al di sopra delle sue aspettative. Riflessione cinica e amara sul mondo dei social e sul bisogno di apparire (in questo caso non motivato da mancanza di valori ma da un disagio che avrebbe giovato di una maggiore caratterizzazione), nonostante il tono da commedia. Il comportamento di Danni è deprecabile ma di tanto in tanto si riesce a empatizzare con lei. Se l'evoluzione è prevedibile, non lo è il finale disincantato. Efficace comunque Zoey Deutch nei panni dell'eroina detestabile, e non disprezzabile nel complesso questo film diretto dall'esordiente Quinn Shephard. Voto: 5,5 [Disney Plus]
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mercoledì 31 gennaio 2024
martedì 28 febbraio 2023
The Outfit (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2023 Qui - Una storia intricata di chiara matrice teatrale che si svolge in un
unico ambiente, con i ritmi e la preponderanza dei dialoghi propri del
genere. Un sarto, anzi un tagliatore, dimesso e quasi servile, fa da ago
della bilancia per una vicenda di gang contrapposte che trovano nel
laboratorio di sartoria un punto di appoggio per i loro traffici.
Apparentemente discorsivo e dall'aplomb elegante, è contrappuntato da
inaspettati e continui colpi di scena che il debuttante regista Graham Moore sa
ben distribuire senza rinunciare alla giusta dose di violenza propria
dei gangster movie. Qualche piccola forzatura non inficia sulla riuscita
generale, va anche dato atto che non era facile dare un buon ritmo ad
un film girato solo in un unico ambiente e con pochi attori, attori di
grande valore peraltro, su tutti Mark Rylance. Certo, stringe più di un occhio ad opere già viste, in particolare "tarantiniane", ma si lascia ben guardare. Voto: 6,5
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Dylan O'Brien,
Gangster Movie,
Graham Moore,
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Mark Rylance,
Nikki Amuka-Bird,
Simon Russell Beale,
Thriller drammatico,
Zoey Deutch
lunedì 31 agosto 2020
Zombieland - Doppio colpo (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2020 Qui - Ben 11 anni fa usciva Benvenuti a Zombieland, una sorta di commedia con gli zombie. Si capisca, gli zombie erano quelli soliti a cui bisogna sparare in testa, dunque film sicuramente splatter, ma il tono di tutto il film era piuttosto leggero, grazie da una bella sceneggiatura e agli interpreti, tra cui Woody Harrelson, Jesse Eisenberg ed Emma Stone. Il film ebbe buoni incassi e divenne rapidamente un cult, anche per le famose regole che si era dato il protagonista per sopravvivere in un mondo pieno di zombie e che spesso venivano ricordate nel film. Ci sono voluti tutti questi anni per ritrovare il cast e una sceneggiatura all'altezza, ma ne è valsa la pena. Questo seguito (sempre ad opera dello stesso regista Ruben Fleischer, che nel frattempo ha deluso un po' con il suo Venom) mi è piaciuto. Non raggiunge il livello del primo capitolo, ma è comunque un sequel che si lascia guardare molto volentieri. Carina (seppur non originale) l'idea degli zombie evoluti e ho apprezzato molto anche l'ingresso dei nuovi personaggi, in particolare Madison alias Zoey Deutch. Peccato per i cambi di doppiatori in peggio rispetto alla prima pellicola (anche se so che in un caso è stato inevitabile). L'azione non manca ed a parte qualche passaggio un po' a vuoto il divertimento non manca. Ciliegina sulla torta il cameo finale di Bill Murray. Voto: 6+
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martedì 30 giugno 2020
Arrivederci professore (2019)
Titolo Originale: The Professor
Anno e Nazione: USA 2019
Genere: Drammatico, Commedia
Produttore: Brian Kavanaugh Jones Greg Shapiro
Regia: Wayne Roberts
Sceneggiatura: Wayne Roberts
Cast: Johnny Depp, Zoey Deutch, Danny Huston, Rosemarie DeWitt
Odessa Young, Devon Terrell, Siobhan Fallon Hogan
Linda Emond, Ron Livingston, Marilyn Norry
Odessa Young, Devon Terrell, Siobhan Fallon Hogan
Linda Emond, Ron Livingston, Marilyn Norry
Durata: 90 minuti
Un inedito e indimenticabile Johnny Depp in un dramma struggente e ironico.
Un professore di mezza età che scopre di essere gravemente
malato e rivoluziona completamente il
suo atteggiamento nei confronti della vita e delle persone che lo
circondano, mostrando il suo lato più ribelle e sincero.
lunedì 3 giugno 2019
Prima di Domani (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/08/2018 Qui - Cosa può succedere quando si ha la possibilità di rivivere la stessa giornata più e più volte? Forse, di riuscire a cambiare qualcosa o, per lo meno, di modificarlo affinché il "non risolto" od il "risolto male" venga cancellato definitivamente, ed è ciò che succede alla protagonista adolescente del film Prima di Domani (Before I Fall), film statunitense del 2017 diretto da Ry Russo-Young e adattamento del romanzo E finalmente ti dirò addio (Before I Fall) di Lauren Oliver. Apparentemente è quindi il classico teen drama (sebbene sia stato definito una commedia dark teen), d'altronde il film segue le vicende di quattro ragazze del liceo (Zoey Deutch, Halston Sage, Medalion Rahimi e Cynthy Wu), le vicende delle classiche belle ragazze (popolari tra i coetanei al pari di quanto sono invidiate) con i loro (in parte) futili problemi, fatto che fa perciò pensare a un film superficiale, e invece Prima di Domani, è un film tutt'altro che banale, tutt'altro che già visto. Perché anche se il film affronta la tematica già più volte espressa in precedenti ed innumerevoli pellicole (Ricomincio da Capo per citarne una), quella, appunto, di rivivere molteplici volte lo stesso identico giorno, esso risulta però ben fatto e con un argomento "didascalico" interessante. Giacché a differenza di altri, il film, che ha un intento spiccatamente moraleggiante e educativo, volto prevalentemente ad un pubblico di ragazzi, che fa proprio il motto "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo", ha il merito d'essere un film meno banale dell'apparenza, perché in grado di trasportarci da osservatori a partecipanti di una realtà che è costantemente sotto i nostri occhi, facendoci capire come spesso le più piccole gocce creino le più grandi onde, dopotutto questo racconto formativo prova a teorizzare gli esiti di quel potere che tutti abbiamo sognato, vale a dire tornare indietro e correggere gli sbilenchi errori adolescenziali, i torti dati e ricevuti, i gesti evaporati e le parole non dette, solo che per la protagonista Sam (la promettentissima classe '94 Zoey Deutch, che tuttavia ben utilizzata fu in Tutti vogliono qualcosa, ma male in Proprio lui? e ancora prima nel pessimo Nonno Scatenato) l'opportunità è collateralmente una trappola senza fine che non fa altro che ribadire l'ineluttabilità di male e morte.
venerdì 3 maggio 2019
Proprio lui? (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2018 Qui - Proprio lui? (Commedia, Usa 2016): Quando vorresti far ridere ma non sai come fare, buttala sul volgare e incrocia le dita. Sembra questa la filosofia della pellicola, una pellicola (diretta da John Hamburg) stracolma di parolacce e volgarità, spesso gratuite, e con pochissimi spunti divertenti. Il film infatti, che sullo sfondo del Natale, e mettendo (purtroppo in modo tanto becero e mediocre) a confronto due generazioni e due modi di vivere e lavorare, ci racconta l'ennesima (intrigante ma inutile) variazione di una storia e di un tema vecchio come il cinema, quello del fidanzato strambo (stavolta ricco e pazzo) che non piace (inizialmente) al padre di lei (in questo caso la bella Zoey Deutch), ma dopo qualche scintilla, come da copione consolidato, la famiglia si ricompatterà alla grande e tutto si sistemerà per il meglio. Tutto già visto e riciclato insomma, perché anche se nella mente degli sceneggiatori c'era la volontà di provare a variare qualche cosa (trovando nuove strade per divertire e intrattenere), lo stereotipo la fa da padrone, tanto che lo sforzo non raggiunge il livello sperato alla lettura del cast, innegabilmente valido a partire da James Franco (istrionico ma fin troppo sopra le righe, apparendo altresì finto e per nulla naturale) sino a Megan Mullally (lei sì calata nella parte e decisamente in parte). Anche perché si ricorre ad un turpiloquio francamente, al di la del moralismo, eccessivo. Il voler inserire lo scontato conflitto padre-fidanzato ripetuto in antiquato-tecnologico e informatico-cartaceo non risolleva infatti le sorti di un film oggettivamente modesto e slegato. Si salvano alcune scene (soprattutto grazie a Bryan Cranston, che da un po' di colore al film, anche se il suo talento è sprecato per questo genere di commedie) non sufficienti però per indurre a consigliare la visione dell'intero, anche nonostante la colonna sonora con i successi dei Kiss, e l'apparizione dei Kiss invecchiati, ma sempre ben truccati. Voto: 5,5
lunedì 18 marzo 2019
Tutti vogliono qualcosa (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/07/2017 Qui - Uno straordinario spaccato di vita degli anni '80 che descrive magistralmente alcuni giorni di vita di una squadra di baseball universitaria nei momenti precedenti agli inizi delle lezioni, tra party, scherzi e amori è Tutti vogliono qualcosa (Everybody Wants Some!!), film del 2016 scritto, diretto e prodotto da Richard Linklater. Il film infatti (sempre variamente ispirato al senso del tempo del regista), che riprende il discorso interrotto alla fine del bellissimo Boyhood e iniziato con La vita è un sogno (Dazed and confused), è una stupenda full immersion di quel periodo. Difatti Tutti vogliono qualcosa è un'esplosione di ricordi (e desideri) dell'estate del 1980, quando la musica disco e punk è all'apice e l'incubo dell'AIDS non si è ancora profilato. Ma non siamo davanti ad un teen movie, né ad una commedia banale, anzi il lavoro è piuttosto elaborato e trasuda nostalgia. Dato che in questo film generazionale il regista riesce a descrivere (impeccabilmente) gli anni '80 con un college film di quelli che non ti aspetti, non alla American Pie, ma in cui conta davvero la descrizione di quel periodo, in tutto, dalle mode alla musica, veramente tutto dettagliato, tanto che proprio l'attenzione per i dettagli rende il prodotto visivamente molto interessante. Perché questa perfetta ricostruzione d'epoca, dai costumi alle scenografie, alla fotografia, con musiche da urlo e personaggi divertenti che danno un ulteriore tocco di classe, è perfetta. Sembra insomma di essere in quell'epoca o in un film fatto in quegli anni.
lunedì 11 marzo 2019
Nonno scatenato (2016)
Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2017 Qui - NONNO SCATENATO (Commedia Usa 2016): Mai avevo visto una pellicola più volgare di questa commedia, mai avevo soprattutto visto Robert De Niro ridotto così, ma purtroppo è successo. Perché seguendo banalmente l'esempio di Una notte da leoni ne esce fuori una insulsa e volutamente sboccata commedia dove si ride pochissimo tra battute infime, gag scontate e falli disegnati in faccia. Dato che il buon De Niro (dopo la dipartita dell'adorata moglie) qui è tutto un fiorire di desideri sessuali repressi, tanto che chiede l'aiuto dell'aitante nipote (Zac Efron), in procinto di sposarsi, per dedicarsi (durante le vacanze di primavera) a fottere fottere fottere! Infatti si dedicheranno a bagordi, doppi sensi, volgarità, botte, carcerazioni e sfide a suon di droghe e muscoli. Ma veramente di questo film si salva pochissimo o forse niente. La sceneggiatura è inesistente, con un duo di protagonisti peraltro male assortiti. Il viaggio poi si trasforma in uno scontato mucchio di imbarazzanti e deboli battute. In più la volgarità che permea la pellicola arriva a disturbare, non per moralismo, ma per la ridondanza e l'inutilità di calcare la mano sulla masturbazione. Infine davvero demenziale il finale, dove (a causa di una trama insulsa) un'esuberante Aubrey Plaza praticamente affossa l'intero film. Voto: 3
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