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giovedì 9 febbraio 2023

Top Gun: Maverick (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/02/2023 Qui - Operazione nostalgia ma con qualità, che riesce a partorire un bel sequel, forse un po' furbetto (dato che strizza l'occhio ai temi caldi dei nostri tempi, quali l'inclusione, le vulnerabilità, l'intelligenza emotiva) ma che sorprende in positivo. Top Gun: Maverick (dedicato a Tony Scott) riesce ad omaggiare il vecchio cult del 1986, con dei richiami oculati e nel complesso mai ridondanti, e allo stesso tempo riesce a creare una storia adrenalinica ma dal sapore malinconico. Soprattutto finalmente abbiamo una trama semplice, come deve essere per un film del genere, senza troppi spiegoni, senza colpi di scena inutili. Una menzione di merito a tutte le musiche, compresa Lady Gaga e Hans Zimmer. Per quanto riguarda gli attori, buona la prova di Tom Cruise anche se ovviamente ha perso la verve degli anni d'oro, superba Jennifer Connelly, bravo anche Miles Teller nei panni del figlio di Goose. Top Gun: Maverick, un film (peraltro candidato a sei Premi Oscar 2023 tra cui quello per il miglior film) che scorre liscio come l'olio, garantendo un ottimo intrattenimento. Voto: 7+

venerdì 16 dicembre 2022

Apollo 10 e mezzo (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/12/2022 Qui - Richard Linklater con Apollo 10 e mezzo sicuramente firma il suo film più personale ed autobiografico della sua carriera. Nato e cresciuto proprio a Houston in Texas, il film è un flusso continuo di ricordi che offrono uno spaccato esaustivo dell'America di quell'epoca attorno all'evento dello storico sbarco lunare dell'Apollo 11. Ricordi filtrati dalla scelta dell'animazione (di cui uso funzionale in rotoscope per amalgamare realtà e fantasia in un film deliziosamente evocativo) e ricordi che si miscelano perfettamente all'immaginazione del giovane protagonista. Un'epoca di fermenti sociali, politici e di costume, fra conformismo ed anticonformismo. Certamente, visto l'argomento e la biografia del regista, Linklater "gioca in casa", ma è da rimarcare l'eccellente equilibrio dei molti elementi messi in mostra, cosa tutt'altro che facile. Sicuramente uno dei suoi film migliori. Voto: 7+

martedì 4 giugno 2019

Un poliziotto ancora in prova (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2018 Qui - Un poliziotto ancora in prova (Azione, USA, 2016): Spinto dal risultato comunque non infame del primo film (qui), ho voluto vedere anche il seguito, ma purtroppo, nonostante un risultato ugualmente da non disdegnare, Ride Along 2, nuovamente diretto da Tim Story (dopotutto formula che vince, almeno come ritorno economico, non si cambia), risulta un po' banale e ripetitivo. Infatti, nonostante riesca a tirar fuori un sorriso allo spettatore giocando con i cliché e qualche battuta ben costruita, la comicità non è delle più riuscite. Perché certo, Un poliziotto ancora in prova ha certamente il merito di riportare (a distanza di due anni) sul grande schermo la coppia di poliziotti più catastrofici ed esilaranti degli ultimi anni, Kevin Hart e Ice Cube, ma la pellicola, che vanta una sceneggiatura semplice (fin troppo semplice, quella di una coppia di poliziotti che deve nuovamente lavorare insieme per smascherare il classico e stereotipato miliardario losco interpretato da Benjamin Bratt), un buon ritmo e gag divertenti, e che ha tutti gli ingredienti dell'action movie (inseguimenti ad alta velocità con macchine extra lusso, sparatorie spettacolari, esplosioni, inoltre non mancano sexy donne seminude, musica rap a tutto volume e tanto glamour), risulta più che del precedente poco originale, già visto e rivisto. E tuttavia, pur senza riuscire a impreziosire con qualche guizzo un copione poco originale, gli attori (tra cui una sempre bellissima Olivia Munn) fanno il loro mestiere e la comicità, che strappa qua e là nel corso dei 101 minuti discrete risate (seppur poche e parcellizzate), riescono a salvare un film, leggermente inferiore al precedente, ma divertente, piacevole (non deludente) e quindi vedibile. Voto: 5+

martedì 14 maggio 2019

Il diritto di contare (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/03/2018 Qui - Segregazione razziale, emancipazione e conquista dello Spazio, ecco le tre tematiche così apparentemente diverse che fanno da collante a questo "originale" e interessante (anche storicamente) film. Perché tutti questi temi ne Il diritto di contare (2016), titolo italiano dell'americano Hidden Figures (che gioca sul doppio significato Figure nascoste/Cifre nascoste) e diretto da Theodore Melfi (già regista del bel St. Vincent), non solo vengono trattati in modo appunto originale ma anche in modo convincente. Il film infatti, ben costruito, a tratti avvincente, e che ha il grande merito di trattare un argomento sgradevole e avvilente come quello del razzismo con una dose di ironia difficile da riscontrare in opere che trattano questo tema (senza per questo apparire superficiale o scontato), con grande abilità e maestria porta i riflettori sulla storia vera e inedita di tre brillanti donne afroamericane che sono riuscite a integrarsi e imporsi in un'ambiente tipicamente maschile (e maschilista) sfidando pregiudizi e discriminazioni razziali di ogni tipo. Anche perché il film, arrivato certamente con un tempismo perfetto per la data situazione politica e sociale che stiamo attraversando, non è il classico "pippone" sulle discriminazioni razziali e di genere, non ci sono scene di violenza agghiacciante, nessuno è schiavizzato e, soprattutto, la colonna sonora è super allegra. Tanto che già la prima scena del film setta il tono, i colori e lo spirito dei 120 minuti successivi, niente è come ci si potrebbe aspettare e di sicuro ci sarà da divertirsi. Questo grazie al regista che in tal senso confeziona una pellicola intimamente ottimista, riuscendo comunque a trattare con grazia e senza superficialità il problema dell'emancipazione sociale e della conquista dei pari diritti civili da parte dei cittadini afroamericani. Infatti, puntando la camera su tre eroine "sconosciute", il regista fa emergere tutte le caratteristiche brillanti e notevoli di queste donne (la loro tenacia, il coraggio, la perseveranza e la determinazione), evitando tuttavia di appesantire la pellicola con dosi abbondanti di retorica o moralismi che ne avrebbero snaturato il contenuto. Mantenendo sempre una debita leggerezza tipica della commedia, e sdrammatizzando alcune situazioni Il diritto di contare risulta così un prodotto pienamente riuscito, che racconta di una storia inedita e lo fa senza pietismi ma puntando piuttosto sul messaggio finale, intrinsecamente ottimista e costruttivo, che lascia agli spettatori.

martedì 19 marzo 2019

Conspiracy: La cospirazione (2016)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2017 Qui - Conspiracy: La cospirazione (Drammatico, Usa 2016): Inconcepibile è far fare una pessima figura a due mostri sacri di Hollywood, Anthony Hopkins e Al Pacino, a cui aggiungiamo Josh Duhamel, che in questo film si ritrova coinvolto in una lotta di potere tra un corrotto dirigente farmaceutico e il socio del suo stesso studio, poiché questo ordinario thriller (scialbo e senza né capo né coda) non offre nulla di particolare e poi è alquanto noioso nel suo incedere, nonché privo di una reale tensione emotiva. Mettere le due star col pilota automatico, non innalza infatti la qualità, dato che nonostante le potenzialità (registiche e non) che aveva (qui inespresse) e il buon cast (comprendente anche Alice Eve, Malin Akerman, Julia Stiles e Glen Powell), il film non decolla mai. Le troppe forzature e la poca fluidità nella sceneggiatura (inspiegabilmente illogica e insensata) infine non aiuta questa pellicola, poco scorrevole e non avvincente, con musiche e colonna sonora un po' buttate a caso. Anche se in ogni caso il film in sé non è brutto, ma inutile ed evitabile. Poiché Conspiracy è un film irrecuperabile, che avrebbe funzionato benissimo se fosse stato scritto con un minimo di raziocinio. Una vera occasione persa. Voto: 4

lunedì 18 marzo 2019

Tutti vogliono qualcosa (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/07/2017 Qui - Uno straordinario spaccato di vita degli anni '80 che descrive magistralmente alcuni giorni di vita di una squadra di baseball universitaria nei momenti precedenti agli inizi delle lezioni, tra party, scherzi e amori è Tutti vogliono qualcosa (Everybody Wants Some!!), film del 2016 scritto, diretto e prodotto da Richard Linklater. Il film infatti (sempre variamente ispirato al senso del tempo del regista), che riprende il discorso interrotto alla fine del bellissimo Boyhood e iniziato con La vita è un sogno (Dazed and confused), è una stupenda full immersion di quel periodo. Difatti Tutti vogliono qualcosa è un'esplosione di ricordi (e desideri) dell'estate del 1980, quando la musica disco e punk è all'apice e l'incubo dell'AIDS non si è ancora profilato. Ma non siamo davanti ad un teen movie, né ad una commedia banale, anzi il lavoro è piuttosto elaborato e trasuda nostalgia. Dato che in questo film generazionale il regista riesce a descrivere (impeccabilmente) gli anni '80 con un college film di quelli che non ti aspetti, non alla American Pie, ma in cui conta davvero la descrizione di quel periodo, in tutto, dalle mode alla musica, veramente tutto dettagliato, tanto che proprio l'attenzione per i dettagli rende il prodotto visivamente molto interessante. Perché questa perfetta ricostruzione d'epoca, dai costumi alle scenografie, alla fotografia, con musiche da urlo e personaggi divertenti che danno un ulteriore tocco di classe, è perfetta. Sembra insomma di essere in quell'epoca o in un film fatto in quegli anni.

domenica 16 dicembre 2018

I mercenari 3 (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/03/2016 Qui - I mercenari 3 (The Expendables 3) è un film del 2014, sequel del film I mercenari 2, la terza pellicola della saga degli Expendables, iniziata nel 2010 e creata da Sylvester Stallone, protagonista dei film e regista del primo capitolo. Andato in onda su canale5 il 7 marzo scorso, è stato l'ultimo dei film première cinema di mediaset. In questo nuovo capitolo dei Mercenari, Barney (Sylvester Stallone), Christmas (Jason Statham) e il resto della squadra si ritrovano faccia a faccia con Conrad Stonebanks (Mel Gibson), che anni prima aveva co-fondato Gli Expendables con Barney, ma che in seguito è diventato un trafficante di armi senza scrupoli, uno che Barney era stato costretto a uccidere...o almeno così pensava. Ma nella squadra di Barney Ross si materializza il più prevedibile eppure il più clamoroso degli eventi, un incidente che mette a serio repentaglio la vita di uno dei membri. L'evento spinge Ross a trovarsi un'altra squadra, fatta di giovani, più veloci ed esperti di alta tecnologia, a cui non sia legato da una profonda amicizia, per portare a termine una nuova missione, quella infatti di eliminare Stonebanks che lui vorrebbe morto ma che deve catturare, non solo a causa del ferimento del suo amico ma anche perché Stonebanks, sfuggito alla morte, ha ora come principale missione quella di eliminare Gli Expendables. Liberarsi degli amici di una vita e tenerli lontani da un bel complesso di esplosioni però è più difficile del previsto. Inutile sottolineare che questo film d'azione è una pellicola dove si sprecano proiettili, bombe, granate, mezzi corazzati, elicotteri, arti marziali in una formula chiassosa dove gli eroi vincono ed i cattivi perdono, accumulando cataste di cadaveri senza alcuna drammaticità, e ci si diverte. Inutile dire poi che questo film non si discosta dal suo vero obbiettivo, intrattenere, facendolo in modo eccelso anche e nonostante parecchi difetti e buchi nella sceneggiatura.