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giovedì 26 ottobre 2023

Non mollare mai (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/10/2023 Qui - Kurt è un giocatore di football con grande talento, ma relegato spesso in panchina nella squadra universitaria. L'estrema dedizione per lo sport, tuttavia, lo porterà a un successo clamoroso, davvero imprevedibile. Il titolo originale (American Underdog) coglie meglio l'essenza del film, ovvero la rivincita degli ultimi. Registicamente onesto (nulla di sensazionale nemmeno nelle scene di gioco), con la sceneggiatura che segue pedissequamente tutti i dettami del genere e con scelte narrative simili alla pellicola sulle sorelle Williams (venuta comunque molto meglio di questa). Cast discreto, con una Anna Paquin di estrema sensibilità attoriale, nonostante la troppa melensaggine. Piacevole, ma pur sempre dimenticabile. Voto: 6

lunedì 11 gennaio 2021

Migliori nemici (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/01/2021 Qui - Negli anni '70 nella Carolina del Nord, un'attivista per i diritti civili e un esponente del Ku Klux Klan formano un'inaspettata alleanza. L'America delle segregazioni razziali fa da sfondo ad una vicenda ispirata ad una storia vera. Senza grandi personalismi, ma con una ricostruzione ambientale e dello spirito dei tempi corretta, il regista (l'esordiente Robin Bissell) racconta una storia interessante in cui i personaggi cambiano le loro prospettive mentali. E' un film infatti che sottolinea la potenza del dialogo tra opposte fazioni. Convivenza dapprima forzata, influenzata dall'impenetrabilità dei blocchi opposti, ma che gradualmente, per curiosità o convenienza, si arriva ad una conoscenza reciproca. Certo non un tema mai visto, tutto girato in maniera convenzionale, ma comunque credibile. Bene i due protagonisti, anzi, il film è anche una buona occasione per la performance di un grande attore come Sam Rockwell, che tuttavia supera in bravura la coprotagonista (Taraji P. Henson, già vista ne Il diritto di contare, in un ruolo analogo a questo), meno bene i personaggi di contorno, poco caratterizzati, in particolare l'ideatore di questi incontri. Ma nel complesso, un racconto interessante e coinvolgente quanto basta per meritare attenzione. Una visione discretamente tratteggiata, capace di offrire spunti di riflessione ed emozioni ben definite. Voto: 6

martedì 4 giugno 2019

Un poliziotto ancora in prova (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2018 Qui - Un poliziotto ancora in prova (Azione, USA, 2016): Spinto dal risultato comunque non infame del primo film (qui), ho voluto vedere anche il seguito, ma purtroppo, nonostante un risultato ugualmente da non disdegnare, Ride Along 2, nuovamente diretto da Tim Story (dopotutto formula che vince, almeno come ritorno economico, non si cambia), risulta un po' banale e ripetitivo. Infatti, nonostante riesca a tirar fuori un sorriso allo spettatore giocando con i cliché e qualche battuta ben costruita, la comicità non è delle più riuscite. Perché certo, Un poliziotto ancora in prova ha certamente il merito di riportare (a distanza di due anni) sul grande schermo la coppia di poliziotti più catastrofici ed esilaranti degli ultimi anni, Kevin Hart e Ice Cube, ma la pellicola, che vanta una sceneggiatura semplice (fin troppo semplice, quella di una coppia di poliziotti che deve nuovamente lavorare insieme per smascherare il classico e stereotipato miliardario losco interpretato da Benjamin Bratt), un buon ritmo e gag divertenti, e che ha tutti gli ingredienti dell'action movie (inseguimenti ad alta velocità con macchine extra lusso, sparatorie spettacolari, esplosioni, inoltre non mancano sexy donne seminude, musica rap a tutto volume e tanto glamour), risulta più che del precedente poco originale, già visto e rivisto. E tuttavia, pur senza riuscire a impreziosire con qualche guizzo un copione poco originale, gli attori (tra cui una sempre bellissima Olivia Munn) fanno il loro mestiere e la comicità, che strappa qua e là nel corso dei 101 minuti discrete risate (seppur poche e parcellizzate), riescono a salvare un film, leggermente inferiore al precedente, ma divertente, piacevole (non deludente) e quindi vedibile. Voto: 5+

Poliziotto in prova (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2018 Qui - Poliziotto in prova (Azione, USA, 2014): Diretto dal Tim Story responsabile de I Fantastici 4 e I Fantastici 4 e Silver SurferRide Along non è altro che un tiepido divertissement privo di qualsiasi velleità se non quella di far strappare un paio di risate grazie all'inedita coppia Ice Cube-Kevin Hart, quest'ultimo in particolare davvero sorprendente. Nulla di originale nella storia e nell'impianto narrativo, ma per una serata senza pensieri ci si può anche accontentare con poco. Il film infatti, pur rientrando pienamente nei canoni della commedia on the road leggera e senza pretese, riesce a catturare l'attenzione grazie alle classiche scenette "good cop bad cop", anche se in questo caso "crazy cop" è la definizione che si addice di più. Pur circondati da poco raccomandabili trafficanti di armi serbi, poliziotti corrotti e il misterioso Omar, il boss del quartiere (interpretato da un Laurence Fishburne perfettamente in parte), nessuno dei cattivi sembra veramente pericoloso e tutto finisce a tarallucci e vino senza alcuna pretesa di riproduzione veritiera della malavita Losangelina. Ma le battute e la verve, come detto, di Kevin Hart sono talmente fuori dalle righe (ai livelli di Jim Carrey, ma in versione black) che il film (il classico film poliziesco/demenziale che racconta di un poliziotto veterano, rude e di poche parole e la recluta logorroica e pasticciona che devono lavorare insieme per risolvere un caso) scorre spensieratamente senza tempi morti verso il suo scontato lieto fine. E' per questo quindi che non mi sento in grado di condannarlo perché mantiene il livello di intrattenimento atteso dalle premesse senza infamia e senza lode, persino strappando qualche risata qua e là. Voto: 5,5

mercoledì 6 marzo 2019

Run All Night: Una notte per sopravvivere (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/04/2017 Qui - Dopo il poco convincente ma discreto thriller Unknown e il più dozzinale ma accettabile Non-stop, la coppia vincente Liam Neeson attore e Jaume Collet-Serra regista, si ritrova in un serrato (e più che discreto) thriller notturno, Run All Night: Una notte per sopravvivere (Run All Night, 2015), ambientato lungo un'unica concitata notte, durante la quale un piccolo malvivente alcolizzato e vedovo, allontanato dal figlio ormai adulto e con moglie e prole al seguito, deve adoperarsi affinché quest'ultimo non venga ucciso dopo essere stato testimone di una strage perpetrata a sangue freddo a danno di una banda di trafficanti di droga albanesi da parte del giovane ambizioso figlio del boss dei boss, nonché amico di gioventù ed attuale datore di lavoro del nostro sventurato protagonista. Run All Night appare fin dall'inizio serrato e convincente nel suo intreccio sulla carta dozzinale e stravisto, ma congegnato e girato con perizia e senso del ritmo, con qualche guizzo estetico e qualche riflessione etica interessante. Questa pellicola difatti ha un impianto tecnico di buon livello, bella infatti la regia, la fotografia e le musiche, così come le coreografie dei combattimenti. Il tutto coadiuvato da un buon montaggio e interpretazioni discrete da parte di tutto il cast, cui spicca tra tutti Ed Harris che qui ricopre un ruolo da cattivo/non cattivo che mi è piaciuto molto, un personaggio che dimostra una grande umanità dietro all'involucro di orgoglio di cui è ricoperto, Liam Neeson invece interpreta un character differente dai suoi soliti degli ultimi anni, interpreta infatti un villain in cerca di redenzione che nel contesto funziona alla grande.