Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2021 Qui - La
tecnica mista non giova particolarmente al duo inossidabile, celebri
personaggi creati da William Hanna e Joseph Barbera, soprattutto a causa
di una storia avulsa dal loro mondo abituale che ai bambini, in teoria i
principali fruitori del film, dice molto poco (duo che, in un hotel di
lusso americano, rovinano un matrimonio sontuoso pieno di animali
animati in 2D, in un mondo reale). Nulla da eccepire a livello tecnico:
l'ingente dispiego di mezzi si vede tutto, ma il tentativo di allargare
il bacino di utenza diventa un'arma a doppio taglio e ci si diverte
davvero solo quando sono i cartoni a farla da padroni. In questo senso,
tutto è simpatico, molto carino, ma manca quel guizzo alla "Roger
Rabbit", che ti dia anche solo una motivazione del perché tutto questo
avvenga (e la comparsata di Paolo Bonolis proprio non c'azzecca, sembra trovarsi lì e basta). Buona
la prova della sexy protagonista (Chloë Grace Moretz, sempre deliziosa), poco
più che anonimi gli altri (tra cui Michael Peña). Si fa guardare
(questo filmetto diretto da Tim Story, già regista tra gli altri
della duologia del "Poliziotto in prova"), ma per i nostalgici dei
personaggi originali (tra questi anch'io) è una delusione. Voto: 5+
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martedì 30 novembre 2021
martedì 4 giugno 2019
Un poliziotto ancora in prova (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2018 Qui - Un poliziotto ancora in prova (Azione, USA, 2016): Spinto dal risultato comunque non infame del primo film (qui), ho voluto vedere anche il seguito, ma purtroppo, nonostante un risultato ugualmente da non disdegnare, Ride Along 2, nuovamente diretto da Tim Story (dopotutto formula che vince, almeno come ritorno economico, non si cambia), risulta un po' banale e ripetitivo. Infatti, nonostante riesca a tirar fuori un sorriso allo spettatore giocando con i cliché e qualche battuta ben costruita, la comicità non è delle più riuscite. Perché certo, Un poliziotto ancora in prova ha certamente il merito di riportare (a distanza di due anni) sul grande schermo la coppia di poliziotti più catastrofici ed esilaranti degli ultimi anni, Kevin Hart e Ice Cube, ma la pellicola, che vanta una sceneggiatura semplice (fin troppo semplice, quella di una coppia di poliziotti che deve nuovamente lavorare insieme per smascherare il classico e stereotipato miliardario losco interpretato da Benjamin Bratt), un buon ritmo e gag divertenti, e che ha tutti gli ingredienti dell'action movie (inseguimenti ad alta velocità con macchine extra lusso, sparatorie spettacolari, esplosioni, inoltre non mancano sexy donne seminude, musica rap a tutto volume e tanto glamour), risulta più che del precedente poco originale, già visto e rivisto. E tuttavia, pur senza riuscire a impreziosire con qualche guizzo un copione poco originale, gli attori (tra cui una sempre bellissima Olivia Munn) fanno il loro mestiere e la comicità, che strappa qua e là nel corso dei 101 minuti discrete risate (seppur poche e parcellizzate), riescono a salvare un film, leggermente inferiore al precedente, ma divertente, piacevole (non deludente) e quindi vedibile. Voto: 5+
Poliziotto in prova (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2018 Qui - Poliziotto in prova (Azione, USA, 2014): Diretto dal Tim Story responsabile de I Fantastici 4 e I Fantastici 4 e Silver Surfer, Ride Along non è altro che un tiepido divertissement privo di qualsiasi velleità se non quella di far strappare un paio di risate grazie all'inedita coppia Ice Cube-Kevin Hart, quest'ultimo in particolare davvero sorprendente. Nulla di originale nella storia e nell'impianto narrativo, ma per una serata senza pensieri ci si può anche accontentare con poco. Il film infatti, pur rientrando pienamente nei canoni della commedia on the road leggera e senza pretese, riesce a catturare l'attenzione grazie alle classiche scenette "good cop bad cop", anche se in questo caso "crazy cop" è la definizione che si addice di più. Pur circondati da poco raccomandabili trafficanti di armi serbi, poliziotti corrotti e il misterioso Omar, il boss del quartiere (interpretato da un Laurence Fishburne perfettamente in parte), nessuno dei cattivi sembra veramente pericoloso e tutto finisce a tarallucci e vino senza alcuna pretesa di riproduzione veritiera della malavita Losangelina. Ma le battute e la verve, come detto, di Kevin Hart sono talmente fuori dalle righe (ai livelli di Jim Carrey, ma in versione black) che il film (il classico film poliziesco/demenziale che racconta di un poliziotto veterano, rude e di poche parole e la recluta logorroica e pasticciona che devono lavorare insieme per risolvere un caso) scorre spensieratamente senza tempi morti verso il suo scontato lieto fine. E' per questo quindi che non mi sento in grado di condannarlo perché mantiene il livello di intrattenimento atteso dalle premesse senza infamia e senza lode, persino strappando qualche risata qua e là. Voto: 5,5
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