Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Il gremlin che rosicchia le parti dell'aereo fa tornare subito in mente l'episodio di "Ai Confini Della Realtà" (poi riproposto nell'omonimo film del 1981), ambientata la storia durante la seconda guerra mondiale crea un mix tra scene di guerriglia aerea, fantasy ed action. L'inizio è intrigante al punto giusto ed interessante (al netto dei continui irritanti commenti sessisti via radio), più che altro per la claustrofobica ambientazione e l'alone di mistero. Peccato però che detto mistero venga dipanato nel modo peggiore possibile, ovvero evolvendo in una roboante panzana in cui il mostro di turno è ancora la cosa più verosimile. Un solo merito: è tanto sciocco da non lasciare spazio alla noia, però questo neo cine-femminismo, qui insensato, sconforta. Voto: 5 [Prime Video]
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venerdì 29 marzo 2024
lunedì 27 novembre 2023
Nimona (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/11/2023 Qui - Grafica mediocre, a me non è piaciuta, ma storia (di un cavaliere che rischia grosso a causa di un crimine non commesso e chiede aiuto a Nimona, un'adolescente mutaforma) davvero interessante, degna di considerazione. Nonostante il tema (principale) trattato non sia originalissimo (la paura del diverso) è comunque meritevole di attenzione, essendo sempre attuale e prodigo di riflessioni ed emozionalità di un certo peso. Non mancano i momenti divertenti (senza dubbio le trasformazioni in animali, sempre grottescamente colorati di rosa, dell'intrepida protagonista dalla dentatura vampiresca risultano di volta in volta simpatiche) così come non mancano quelli più intensi e drammatici, in un riuscito mix di emozioni e sensazioni varie e dettagliate, nonostante il politically correct che ormai sta condizionando il cinema di oggi. Non eccezionale, ma non male questo film d'animazione Netflix. Voto: 6
mercoledì 31 maggio 2023
La famiglia Addams 2 (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2023 Qui - Sequel del primo episodio "cartonato" delle avventure della celebre famiglia Addams. Se già il primo non brillava, facendo intuire altresì un target prevalentemente infantile, questo è anche peggio. Una "confezione" adeguata, per quanto attiene alla tecnica di animazione e agli sfondi, nasconde una notevole povertà di idee su trama (una sorta di riaffermazione del sentimento familiare per uno dei personaggi) e gag che fanno a malapena sorridere. Il risultato finale non è quindi un granché, anche perché rimane il problema dei doppiaggi, un po' meno, ehm, celebri (ma soprattutto brillanti) nella edizione di casa nostra. A conti fatti un sequel scialbo e completamente inutile, possibilmente da evitare. Voto: 5+
venerdì 31 marzo 2023
Mother/Android (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Ci sono mancanza di coraggio e probabilmente di budget che minano alla base la riuscita del film. Lo script, visto il tema trattato, parte senza ambizioni trascurando ogni velleità di approfondimento sullo scontro tra umani e androidi e portando invece inutile minutaggio sotto l'ala del rapporto tra la Chloë Grace Moretz e Algee Smith. La messa in scena non sarebbe nemmeno male, c'è l'apporto degli attori ma non si riesce ad andare oltre al prevedibile, per non parlare delle solite forzature tipo la protagonista reduce da un cesareo in carrozzella che schiva pallottole e androidi come nulla fosse. Che poi ci sono pure delle belle/interessanti/felici ideuzze, ed occorre altresì evidenziare una discreta carica/forza drammatica (non proprio ricattatoria, anzi) che promana da quest'opera, contraltare ad I Am Mother, ma se non fosse per la brava protagonista insufficienza piena. Voto: 5,5
sabato 30 luglio 2022
Greta (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Neil Jordan utilizza lo stalking portato alle estreme conseguenze per un
discreto di thriller di intrattenimento che prende modelli già
preesistenti, i quali a loro volta sono il palcoscenico per un buon cast
tutto al femminile in cui la presenza inquietante della Isabelle
Huppert (già avvezza a tali interpretazioni) getta la sua malefica esca per la
giovane Frances, una convincente Chloë Grace Moretz (era solo sexy in Tom & Jerry). Lavoro dignitoso di un regista
navigato, però (molto) al di sotto della sua ultima prova di Byzantium.
Purtroppo nella seconda parte scende un po' di ritmo, le cause del
disagio psicologico dell'antagonista sono poco approfondite e quindi
resta la sensazione di fondo che alla fine il tutto per quanto buono
sarebbe potuto essere migliore. Dopotutto si consuma sì attraverso una
vicenda indubbiamente carica di tensione, ma anche prevedibile e
scontata, comunque sadico e delizioso l'epilogo a tre. Voto: 6
martedì 30 novembre 2021
Tom & Jerry (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2021 Qui - La
tecnica mista non giova particolarmente al duo inossidabile, celebri
personaggi creati da William Hanna e Joseph Barbera, soprattutto a causa
di una storia avulsa dal loro mondo abituale che ai bambini, in teoria i
principali fruitori del film, dice molto poco (duo che, in un hotel di
lusso americano, rovinano un matrimonio sontuoso pieno di animali
animati in 2D, in un mondo reale). Nulla da eccepire a livello tecnico:
l'ingente dispiego di mezzi si vede tutto, ma il tentativo di allargare
il bacino di utenza diventa un'arma a doppio taglio e ci si diverte
davvero solo quando sono i cartoni a farla da padroni. In questo senso,
tutto è simpatico, molto carino, ma manca quel guizzo alla "Roger
Rabbit", che ti dia anche solo una motivazione del perché tutto questo
avvenga (e la comparsata di Paolo Bonolis proprio non c'azzecca, sembra trovarsi lì e basta). Buona
la prova della sexy protagonista (Chloë Grace Moretz, sempre deliziosa), poco
più che anonimi gli altri (tra cui Michael Peña). Si fa guardare
(questo filmetto diretto da Tim Story, già regista tra gli altri
della duologia del "Poliziotto in prova"), ma per i nostalgici dei
personaggi originali (tra questi anch'io) è una delusione. Voto: 5+
lunedì 3 maggio 2021
Suspiria (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/05/2021 Qui - Nessun reato di lesa Argentianità, anzi da lodare l'impegno del regista nel voler rileggere la fiaba originale in una chiave diversa, contestualizzando la vicenda fra passato e presente, dando spazio alla danza, velando d'ambiguità la figura della protagonista. Però, dopo una un inizio intrigante, la tensione cala ed il film si avvita su se stesso in un'eleganza formale che non regala emozioni né tanto meno riesce ad appassionare (non riuscendo mai a incutere la benché minima paura o angoscia), trascinando lo spettatore verso un epilogo orrifico tanto sanguinoso quanto poco ispirato. Film ambizioso non indegno (o quasi) ma irrisolto e di durata estenuante. Probabilmente un ritmo meno dilatato e qualche consistente taglio avrebbero giovato. Si salvano cast (anche se un'inespressiva e per nulla carismatica Dakota Johnson fa rimpiangere la stralunata Jessica Harper dell'originale, che qui pure nuovamente c'è), un paio di bei momenti e la fredda e cupa fotografia, il resto malriuscito. Pretestuosi rimandi storici, musiche fiacche: quasi quasi si rimpiange La terza madre. Definito da Luca Guadagnino non un remake ma un omaggio alle emozioni che ha provato quando l'ha visto, avrà visto un altro film. Risulta un pasticcio che poco o nulla ha a che fare con l'originale di Dario Argento. Sostanzialmente un film sul balletto, un mix fra Il cigno nero e Starry Eyes, e neanche tanto riuscito. Voto: 4,5
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lunedì 14 dicembre 2020
La famiglia Addams (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2020 Qui - In questo (primo) film animato della famiglia Addams, che affonda le sue radici più nel fumetto da cui tutto partì che dal telefilm, i cartoon o i film anni '90, gli indiscussi eroi della pellicola sono Mercoledì e Pugsley, in particolar modo la prima, alle prese con l'accettazione del diverso, i primi amici "normali" e i problemi della crescita. Esilarante l'antagonista, una presentatrice di reality show che aizza la gente comune contro i nostri, affascinante la Morticia animata/doppiata (in originale) da Charlize Theron (da Virginia Raffaele in quella italiana), buono l'omaggio finale alla sigla del serial. Nel complesso buon film d'animazione, ma per niente eccezionale, anzi, le gag carine sono poche e quasi tutte ricalcano cose già viste, mentre il lodevole messaggio di tolleranza è veicolato con minor brillantezza rispetto a quanto avviene in Hotel Transylvania, con cui il film ha molto in comune (inoltre il doppiaggio di alcuni nomi famosi, Bova e Bertè, non convincono del tutto). Nonostante ciò, pellicola godibile e piacevole. Voto: 6
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Virginia Raffaele
venerdì 19 luglio 2019
Cattivi vicini 2 (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/06/2019 Qui
Tema e genere: Sequel della commedia Cattivi vicini, con protagonista lo stesso cast (con l'aggiunta di Chloë Grace Moretz, nei panni di Shelby) e sempre con Nicholas Stoller dietro la macchina da presa.
Trama: Mac (Seth Rogen) e Kelly Radner (Rose Byrne), dopo aver scoperto di aspettare una bambina, decidono di trasferirsi in una nuova abitazione e vendere quella vecchia. A complicare la situazione è l'arrivo nella casa accanto dell'esuberante Shelby (Chloe Grace Moretz), giovane collegiale che vuole fondare una sorellanza fuori dalle regole. Le continue feste organizzate da Shelby mettono in crisi la possibile vendita della casa da parte dei coniugi Radner, che chiedono aiuto all'ex "nemico" Teddy Sanders (Zac Efron) per sbarazzarsene. Riusciranno nel loro intento?
Recensione: Seth Rogen e Evan Goldberg (l'altro sceneggiatore) tornato in un sequel che segue la scia della commedia scorretta ma non troppo, cercando di tenere in piedi quello che era il tema del capitolo precedente. Inutile dire che non riescono nel loro intento. Perché se il capitolo precedente proponeva qualche situazione divertente, qui invece non fa altro che peggiorare riproponendo sostanzialmente le stesse situazioni con un tasso di divertimento pressoché nullo. Se nel film del 2014 si assisteva infatti a una lotta di quartiere tutta maschile tra una confraternita di ragazzi e i coniugi Radner per la tranquillità civile, in Cattivi vicini 2 gli ex contendenti si alleano per contrastare un nemico tutto al femminile. Il minestrone insomma è sempre lo stesso, il film difatti riparte da dove il film precedente era finito, con una logica un po' ovvia ma (forse) efficace, e ripropone lo schema narrativo del primo episodio. Ancora, si tratta di una "guerra" tra adulti (non troppo responsabili) e una gioventù incontrollata: il regista spinge sulla commedia demenziale, sfruttando una comicità quasi ai limiti dell'assurdo e situazioni da risata grottesca. Indubbiamente si sorride in alcuni istanti (le vicine di casa però non fanno ridere nemmeno una iena ridens), ma la sensazione di già visto è forte. Alcune gag colpiscono a malapena (la bambina con il dildo è la classica gag che dopo averla proposta per l'ennesima volta, stanca) e generalmente pare di assistere a una versione meno fresca e più stantia del primo film. Insomma, la questione è sempre la stessa, Cattivi Vicini 2 è uno di quei sequel fatto solo ed esclusivamente per questioni economiche, che non ha motivo di esistere ma che continuano a propinarci. Se il primo non era niente di eccezionale ma guardabile, questo inutile seguito non tanto, anzi, dopotutto se non bastano ragazze succinte e belle presenze, è grave.
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lunedì 4 marzo 2019
Kick-Ass 2 (2013)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/03/2017 Qui - Come molti, anch'io non ero convinto della trovata commerciale di realizzare un sequel di Kick-Ass, considerato che l'originale era già un film perfetto, senza bisogno di alcun sequel. Ho visto quindi Kick-Ass 2 (film del 2013 scritto e diretto da Jeff Wadlow, con protagonisti Aaron Taylor-Johnson, Chloë Grace Moretz, Christopher Mintz-Plasse e Jim Carrey, sequel del film del 2010 Kick-Ass, tratto dell'omonimo fumetto scritto da Mark Millar ed illustrato da John Romita Jr) senza aspettative relativamente alte, ma durante la visione ho dovuto ampiamente ricredermi, anche se come ogni seguito che si rispetti è l'accumulo che scandisce la differenza con il primo bellissimo episodio (che soprattutto a livello tecnico non può che essere superiore). Ma nonostante ciò il regista è riuscito a dirigere un film dall'incredibile ritmo, ma soprattutto dalla sceneggiatura fresca, moderna, si con qualche intoppo qua e la, ma anche con una leggerezza trash davvero invidiabile. Poiché a parer mio questo secondo capitolo non ha deluso le aspettative, tutti gli ingredienti del primo capitolo ritornano e forse questa volta sono anche più marcati, violenza, cattiveria, sesso, humor nero ci sono e si sentono. E quindi ancora una volta la lotta tra il bene e il male, ancora una volta risalta la voglia di diventare qualcuno pur facendo del male, male e solo male. Anche se in verità se non fosse trattato con humor nero questo "Kick-Ass 2" sarebbe un film d'azione violento che aprirebbe allo spettatore un mondo marcio, malato e dominato dal male. Per fortuna i nostri super-eroi (normali e con problemi) anche se spesso e volentieri ridicoli lanciano ancora una bella speranza all'umanità. Ma mentre nel primo film eravamo venuti a conoscenza delle problematiche derivanti dall'essere un supereroe nel mondo reale e ci siamo divertiti a riconoscerci in dei personaggi più che normali, in questo sequel l'elogio alla normalità non viene dimenticato, anzi, viene ancor più rimarcato il fatto che non servono super-poteri per fare del bene.
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Christopher Mintz-Plasse,
Daniel Kaluuya,
Ella Purnell,
Fumetti,
Jeff Wadlow,
Jim Carrey,
John Leguizamo
giovedì 21 febbraio 2019
Dark Places: Nei luoghi oscuri (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/01/2017 Qui - Dark Places: Nei luoghi oscuri (Dark Places), film del 2015 diretto da Gilles Paquet-Brenner, un thriller cupo e dai toni horror che faceva ben sperare, e invece molto cose non funzionano e poco rimane impresso. A partire dalla storia, quella di Libby Day, trentenne che non ha mai lavorato in vita sua, visto che è vissuta di rendita sulla tragedia che ha devastato la sua famiglia, quando aveva solo sette anni infatti sua madre e le sue due sorelle sono state uccise. Della strage è stato considerato responsabile suo fratello Ben, che da allora è rinchiuso in carcere. Ora i soldi che Libby ha messo via (provenienti dagli assegni inviati da tutta l'America, commossa dal suo caso, e dai proventi del libro sulla strage che Libby ha accettato di far pubblicare) stanno finendo. Quindi la ragazza, che ha contribuito a far andare in galera il fratello con la sua testimonianza, accetta di partecipare alle indagini di un fan club appassionato di omicidi di cronaca che vuole scagionare Ben, molti infatti sono convinti che in galera non ci sia il vero colpevole, ma solo un capro espiatorio, e che quindi non sia mai stata fatta vera luce sulla strage della famiglia Day. Dall'omonimo romanzo di Gillian Flynn e sceneggiato dallo stesso autore, Dark Places, family-thriller del rimosso e del senso di colpa, non brilla certo per l'originalità del solito plot sui torbidi inganni di una provincia rurale di anime semplici e turpi delitti né tantomeno per l'appeal di personaggi scialbi e contraddittori le cui motivazioni e dinamiche psicologiche sfuggono persino alla sinossi del più aggiornato manuale di psichiatria forense, a partire dalla protagonista. Anzi, proprio per colpa della protagonista (alienata e straniante) e nonostante una mediocre regia, un buon uso (anche se eccessivo) di flashback, una narrazione fluida e scorrevole, con un cast fa quello che può, tutto è meno che coerente o credibile, a partire dai personaggi che compongono l'improbabile banda di appassionati ossessivi di cronaca nera, che si dimostra una poco credibile sequela di personaggi impresentabili e decisamente poco credibili, tutti eccentricità e movenze isteriche che diventano già da subito insopportabile se non addirittura inaccettabili.
sabato 9 febbraio 2019
La quinta onda (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/11/2016 Qui - Dopo aver visto questo film, mi è venuto subito in mente la risposta di Monica Brizzi del blog Il mondo di M. al mio commento (di tre settimane fa) che l'avrei visto, lei che aveva letto i libri da cui è tratto e anche la pellicola credo, e mi consigliava di lasciar perdere e che forse non mi sarebbe piaciuto. Ebbene nonostante ciò, l'ho visto comunque, perché come sapete io i film li vedo a prescindere da giudizi, però in questo caso aveva probabilmente ragione, poiché nonostante La quinta onda (The 5th Wave), film fantascientifico del 2016 diretto da J Blakeson, adattamento del romanzo La quinta onda (The 5th Wave, 2013), primo dell'omonima trilogia di romanzi scritti da Rick Yancey, aveva dalla sua buone premesse, è un film (il libro, anzi, i libri, qui la sua recensione, sono comunque tutto un'altra cosa) decisamente mediocre, ma anche se certamente parecchio imperfetto, è per lo meno decente (migliore di alcuni e non peggiore di altri), perché riesce a essere un po' originale e parzialmente scorrevole. La quinta onda ovviamente non è un capolavoro e non è il film dell'anno, neanche lo sfiora, ma è il film giusto per una serata divertente, e quindi penso che lo si possa vedere, ovviamente consapevoli della sua portata piuttosto limitata, sia narrativamente che visivamente. In ogni caso la trama della pellicola è semplice, e ciò è già passabile anche se dannatamente scontata come sempre quando si tratta di futuri distopici, si parla infatti di un attacco alieno verso la terra, durante la quale la razza umana viene colpita e decimata da varie 'onde': prima la corrente elettrica viene soppressa, poi vengono scatenati terremoti, quindi si diffonde un virus, alla fine arrivano loro, gli alieni, per invadere la terra e uccidere gli ultimi umani rimasti in vita, prima con il risveglio degli alieni che erano stati innestati tempo prima in alcuni umani, e poi con uno stratagemma davvero sorprendente, che i ragazzi addestrati dall'esercito per cacciare e uccidere coloro che sono posseduti dagli alieni, riusciranno a scoprire, scopriranno infatti che non tutto è come sembra. In tutto questo, una giovane americana, Cassie (interpretata da Chloë Grace Moretz), cerca di sopravvivere e salvare il fratello minore. E quando la situazione precipita, l'aiuto arriverà proprio da dove e da chi non si sarebbe mai aspettata.
sabato 3 novembre 2018
Sils Maria (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/01/2016 Qui - Sils Maria è un film ambiguo, esistenziale, teatrale, sentimentale e femminile. Ossia uno di quei tipi di film che non sono di mio gradimento, quelli che nonostante trattino argomenti d'attualità e di sentimenti controversi, e quindi anche d'interesse, non soddisfano in pieno. Presentato a Cannes (che odio per i film sempre drammatici e mai veramente innovativi), è di una lentezza disarmante, è un lungo monologo come in una pièce teatrale, difatti il film (del 2014) parla di un revival di un opera in cui l'attrice interpretava un ruolo da giovane donna che fa innamorare di sé una donna matura (Juliette Binoche) e poi spingendola al suicidio ma questa volta (dopo vent'anni) sarà a ruoli invertiti. Il dramma esistenziale di una donna che non si vuole arrendere all'avanzare degli anni. E' quel tipo di film adatto ai critici, ma io non essendo un critico dei sentimenti o altro, mi limito a giudicare quello che vedo, e non mi è piaciuto. Da segnalare comunque le grandi prove recitative delle tre protagoniste, tra cui Kristen Stewart che finalmente si distacca totalmente dalla Bella di Twilight. Voto: 5,5
sabato 22 settembre 2018
The Equalizer: Il vendicatore (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/09/2015 Qui - Secondo me uno dei migliori film action degli ultimi anni, era dai tempi di Rambo e di The Punisher che non vedevo un personaggio così spietato ma giusto, senza giri di parole, non fumatore e soprattutto non alcolizzato, e l'attore è perfetto in questo ruolo. The Equalizer: Il vendicatore (The Equalizer), film del 2014 diretto da Antoine Fuqua, ha infatti come protagonista Denzel Washington. La pellicola è l'adattamento cinematografico della celebre serie televisiva degli anni ottanta Un giustiziere a New York. Denzel Washington è Robert McCall, ex agente segreto che, dopo aver finto la sua morte, trascorre una vita tranquilla e monastica, lavora come impiegato presso un supermercato del fai da te e ogni sera cena da solo al diner sotto casa. È lì che incontra Alina (la bellissima Chloë Grace Moretz), una prostituta russa adolescente tiranneggiata dal suo magnaccia Slavi. Quando Alina finisce in ospedale per via delle botte di Slavi, Robert rispolvera il suo istinto omicida: partendo da Slavi e la sua gang risale la scala gerarchica del crimine russo. Una volta ottenuto le informazioni e il 'permesso' da un'amica della CIA, si imbatte nello psicopatico killer Teddy che tenta di eliminarlo attraverso agenti corrotti della polizia di Boston e nel suo capo Vladimir Pushkin.
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