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mercoledì 31 luglio 2024

Una birra al fronte (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Ispirato a un'incredibile storia vera, Peter Farrelly si cimenta nuovamente in un mix di commedia e dramma con risultati rispettabili, sebbene meno convincenti rispetto a Green Book, a causa di una certa superficialità. Zac Efron si impegna ma non riesce pienamente a coinvolgere nelle vicende di un personaggio così incosciente, e la sua rivelazione che la guerra è brutta appare ovvia. Tuttavia, la crescente consapevolezza del protagonista è efficacemente rappresentata ed è un'ottima metafora della perdita dell'innocenza americana di fronte alle tragedie del Sud-Est asiatico. Il film è nel complesso gradevole, con una narrazione prevedibile e sviluppi scontati, e nonostante la mancanza di originalità, è complessivamente ben realizzato. Voto: 6 [Apple Tv Plus]

venerdì 28 giugno 2024

Napoleon (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Il film si presenta come incompleto, nonostante non manchi di scenografia o spettacolarità. Mostra un'incertezza nella direzione narrativa: dapprima si focalizza su Napoleone come persona anziché come comandante, indagando il suo rapporto con Giuseppina e i suoi aspetti più puerili; poi si sposta sulle sue battaglie con un ampio dispiego di risorse. Di conseguenza, la narrazione risulta frammentata, anche a causa di una dinamica poco convincente con la moglie: il personaggio di Giuseppina è poco approfondito, il suo ruolo e la sua relazione con Napoleone sono nebulosi e la chimica tra Joaquin Phoenix (nonostante la sua bravura) e Vanessa Kirby non si percepisce. In contrasto, le sequenze belliche sono notevoli, in particolare quella di Austerlitz, ma l'alternanza tra questi due elementi non agevola l'apprezzamento complessivo. In meno di tre ore, anni di storia francese sono sintetizzati in un ritmo incalzante. Il film sembra affrettarsi nel raccontare il più possibile su Napoleone, senza mai risultare del tutto completo. Il difetto maggiore, però, è l'assenza di pathos. Alla fine, si tende a preferire la dimensione più intima e genuina di The Last Duel, un'opera superiore a quest'imperfezione cinematografica. Voto: 5,5 [Apple Tv Plus]

venerdì 31 maggio 2024

War Machine (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2024 Qui - Ridicolarizzare la politica estera americana narrando la megalomania di generali scollegati dalla realtà è un tema centrale che spesso sfugge alle riflessioni stesse di militari e politici: la limitata o inesistente conoscenza del territorio, la mancata comprensione degli abitanti e, di conseguenza, le inevitabili conseguenze a lungo termine delle guerre condotte dagli Stati Uniti (e dall'Occidente in generale). Il film rappresenta una situazione grottesca, oscillando (forse non sempre in modo fluido) tra la commedia nera e la denuncia, dal grottesco umano al dramma finale. Sebbene il film presenti debolezze (come una voce narrante troppo presente), espone anche le ipocrisie della politica estera americana con uno script che, finalmente, fornisce un'analisi precisa della realtà storica internazionale, evitando gli errori grossolani che spesso caratterizzano tali film. Questo film, seppur non particolarmente coinvolgente e tendente alla ripetitività, degno di nota per la sua integrità. Voto: 6 [Netflix]

martedì 30 aprile 2024

Comandante (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Pierfrancesco Favino tiene abilmente le fila di una storia che ha come leitmotiv la legge del mare. Salvatore Todaro è un uomo di mare, regge un equipaggio, lo dirige, è in grado di intravedere anticipatamente l'andamento delle situazioni, ma innanzitutto è un uomo e un uomo non può lasciare morire altri uomini, anche se si sta combattendo una guerra. Edoardo De Angelis utilizza un fatto storico per fornirci un messaggio: in mare gli uomini si salvano, sempre e a prescindere. Una narrazione talvolta rarefatta che coincide con i claustrofobici interni del sommergibile. Bella la caratterizzazione dei marinai imbarcati e toccanti le parole del protagonista. Indubbiamente un film di livello che, nonostante le due ore ed una certa (evitabile) retorica, non annoia, anzi, regala sopite emozioni. Voto: 6,5 [Paramount Plus]

venerdì 12 aprile 2024

Barefoot Gen (1983)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/04/2024 Qui - Adottando pienamente lo stile dell'animazione degli anni '80, Mori Masaki ha creato con "Barefoot Gen" uno degli Hiroshima-Movies più inquietanti e profondi che siano mai stati realizzati. Il film è intriso di umanità e speranza, ma non esita a mostrare senza censure le atrocità della guerra (la sequenza dell'esplosione della bomba, di tre minuti, lascia senza fiato). Nonostante alcuni momenti di tragica compiacenza che ne impediscono il raggiungimento di vette supreme, rimane un'opera imprescindibile e di grande valore educativo per la sua franchezza nel rappresentare l'orrore. Essendo anche un resoconto autobiografico dell'autore del manga, l'intensità e la disperazione sono palpabili, e sebbene l'esasperazione sia presente, rimane contenuta nella prima parte (la seconda parte seguirà tre anni dopo). "Barefoot Gen" offre lo sguardo innocente di un bambino sull'olocausto nucleare, un viaggio emotivo simile a quello di "Una tomba per le lucciole", ma con un filo di speranza in più. La narrazione è eccellente, bilanciando leggerezza e tragedia. Questo cartone storico merita sicuramente la visione, purché non ci si aspetti troppo in termini di qualità dei disegni. Voto: 7

Le ali di Honneamise (1987)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/04/2024 Qui - Visivamente affascinante e ben realizzato (evidente segno di un alto budget dell'epoca), il film non riesce tuttavia a coinvolgere pienamente. "Honneamise" soffre di un eccesso di elementi (guerra, religione, crudeltà umana, intrighi politici, ecc.) che lo rendono un'opera troppo carica per essere efficacemente narrata in circa due ore di lungometraggio animato. Il messaggio pacifista del finale è lodevole, ma viene sopraffatto da una sceneggiatura claudicante e mal strutturata che, insieme alla regia inesperta di Hiroyuki Yamaga, non mantiene l'interesse dello spettatore. È un peccato, considerando la qualità audiovisiva del film, che vanta una meticolosa attenzione ai dettagli, un'animazione sorprendente, design dei personaggi piacevoli e una colonna sonora accattivante. Purtroppo, questi elementi non sono sufficienti a sostenere il film da soli, portandomi a dare un giudizio appena sufficiente. Il film è da vedere, per momenti divertenti e piacevoli, ma in sostanza rappresenta un rimprovero all'umanità intera, necessario ma poco efficace. Voto: 6

venerdì 29 marzo 2024

Shadow in the Cloud (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Il gremlin che rosicchia le parti dell'aereo fa tornare subito in mente l'episodio di "Ai Confini Della Realtà" (poi riproposto nell'omonimo film del 1981), ambientata la storia durante la seconda guerra mondiale crea un mix tra scene di guerriglia aerea, fantasy ed action. L'inizio è intrigante al punto giusto ed interessante (al netto dei continui irritanti commenti sessisti via radio), più che altro per la claustrofobica ambientazione e l'alone di mistero. Peccato però che detto mistero venga dipanato nel modo peggiore possibile, ovvero evolvendo in una roboante panzana in cui il mostro di turno è ancora la cosa più verosimile. Un solo merito: è tanto sciocco da non lasciare spazio alla noia, però questo neo cine-femminismo, qui insensato, sconforta. Voto: 5 [Prime Video]

venerdì 22 dicembre 2023

Sisu - L'immortale (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Tentano di ammazzargli il cane e gli rubano l'oro, cosa deve fare un pover'uomo se non sterminarli tutti? Lui è un tizio coriaceo a cui Rambo non lega neppure le scarpe, loro un branco di nazisti in ritirata dalla Lapponia lasciandosi alle spalle terra bruciata, il film un western moderno che si fa perdonare la mancanza di originalità e verosimiglianza con la cura nella messinscena ravvisabile nelle studiate inquadrature, la bellezza dell'ambientazione semi desertica, la faccia scolpita e il corpo "cicatrizzato" di Jorma Tommila. Semplice quanto efficace, un pretesto per vedere una carneficina e la regia di Jalmari Helander risulta una rilevazione. Citazioni piazzate bene, nessun momento di pausa, godibile fino alla fine. Dalla Finlandia con furore. Voto: 7,5

lunedì 31 luglio 2023

Shadow (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2023 Qui - Ad anni dalla grossolana trasferta hollywoodiana di The Great WallZhang Yimou torna in patria e firma un wuxia sanguinolento, in equilibrio tra rievocazione Kurosawiana e tragedia Shakespeariana sui dualismi. Pur con qualche prolissità nella mezz'ora iniziale e un cast non particolarmente carismatico (l'opera mette al centro di tutto l'ambiguità dei dualismi di luce-ombra, maschile-femminile, realtà-menzogna), il film ne esce bene. L'ennesimo buon film del regista, visivamente accattivante con una fotografia fredda e cupa, una storia intricata quanto basta per dare quel tocco d'imprevedibilità, soprattutto nel finale, e la garanzia di assistere ad una visione coinvolgente, fatta di duelli, combattimenti e intrighi sentimentali. Un buon film, da vedere e apprezzare, forse un gradino sotto rispetto ad altri dello stesso genere realizzati dal maestro cinese, ma ampiamente gradevole e interessante. Voto: 6+

venerdì 30 giugno 2023

Greyhound - Il nemico invisibile (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2023 Qui - Se dovessi giudicare un film come Greyhound (candidato agli Oscar 2021 per il miglior sonoro) lo dovrei dividere in due parti distinti nette e separate. Sulla parte action, nulla da dire. Ben ritmata, pochi attimi di respiro per essere quasi letteralmente in apnea in questo continuo duello a lunga e corta distanza contro un nemico sfuggente che ti fa stare sempre all'erta (una delle tante Battaglie dell'Atlantico, quando gli U-Boot tedeschi imperversavano e facevano strage di naviglio alleato). Ma se dovessi soffermarmi sul personaggio di Tom Hanks, custode o per meglio dire pastore di anime giovani smarrite in mezzo all'oceano, diventa abbastanza retorico e ancor più fastidioso se non ci fosse l'attore americano a renderlo sopportabile. Verso la fine un paio di momenti fanno sobbalzare dalla sedia, ma si sente la mancanza di qualcosa di più profondo. Non è malaccio, ma c'è di meglio. Voto: 6

Anna Frank e il diario segreto (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2023 Qui - Dal regista di Valzer con Bashir, una lettura in chiave moderna della storia di Anna Frank, basato sul personaggio immaginario descritto nel suo diario. L'animazione non è delle più brillanti ma è abbastanza gradevole nei toni e nei colori, mentre la storia assume i contorni di una favola dark con continui salti temporali che servono ad inquadrare al meglio il personaggio di Kitty, ma soprattutto servono a preparare il terreno per la retorica finale in cui si mettono in parallelo la persecuzione nazista degli ebrei con il rimpatrio forzato degli immigrati clandestini. Certamente apprezzabile nelle intenzioni, ma l'essere troppo semplicistico nell'affrontare il tema finale lascia un po' di amaro in bocca, poi è ovvio che siamo tutti d'accordo sul principio dell'accoglienza e della fratellanza, ma, purtroppo, non viviamo in un mondo ideale. Un film d'animazione sufficiente, forse più adatto ai giovani. Voto: 6

mercoledì 17 maggio 2023

Deathwatch - La trincea del male (2002)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2023 Qui - Non (è secondo me) un film trascendentale, ma sicuramente abbastanza originale, quantomeno nella sua ambientazione. Un thriller paranormale di discreto ritmo che riesce, grazie alle sue atmosfere dense di pathos, a risultare sufficientemente interessante e non privo di situazioni ad effetto. Il primo film di Michael J. Bassett (girato con un budget non esorbitante) è un mix abbastanza riuscito tra guerra e horror, dove il male vero viene proprio interpretato come il conflitto bellico trasformato da una trincea maledetta. Un horror atipico, non per tutti, dove la fanno da padrone le ottime interpretazioni del cast, tra cui il ragazzo protagonista di Billy Eliott (girato due anni prima ed esordio cinematografico dello stesso Jamie Bell), molto bravo nel suo ruolo di soldato spaventato dal dover adempiere al suo dovere. Sangue molto poco, ma va considerato che le scene forti sono pochine, anche se fatte bene, con qualche trucco di camera per rendere il tutto credibile. A tratti sconfina col soprannaturale in modo discutibile (le scene del filo spinato, seppur fatte bene, non mi hanno convinto). Regia solida e ben messa in campo senza strafare, e un finale che lascia comunque le sue impressioni molto variabili nello spettatore. Voto: 6,5

venerdì 28 aprile 2023

L'arma dell'inganno - Operation Mincemeat (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Argomento interessante per un film tuttavia lento e un po' noioso. Una delle operazioni di spionaggio più complesse (e riuscite) di sempre. C'era il materiale per tirar fuori il classico e solido film storico inglese. E in effetti il film classico lo è, solido un po' meno. John Madden (regista di Miss Sloane tra gli altri) si affida ad attori di tutto rispetto, a partire da Colin Firth, peccato che infarcisca il film di sotto-trame ridondanti (su tutti una sotto-trama amorosa da rivista patinata che a tratti è controproducente), che se da una parte valorizzano il lato umano di queste spie, dall'altra appesantiscono il film. Niente male comunque. In generale sufficiente, principalmente per una seconda parte che riesce ad alzare il ritmo della vicenda e creare più interesse per la conclusione della missione, ma è una pellicola che ha i suoi difetti. In ogni caso istruttivo per la Storia che racconta. Voto: 6

venerdì 31 marzo 2023

Beasts of No Nation (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Cary Fukunaga, artefice prima della straordinaria prima stagione di True Detective e poi purtroppo dell'ultimo James Bond con Craig, realizza una pellicola veramente coraggiosa, ci porta infatti in Africa in mezzo ai bambini soldato che combattono per individui senza scrupoli. La storia di una delle tante guerre africane, un film che contiene immagini dure ma che non si basa solo su quelle, siamo davanti ad una sorta di racconto di formazione, sulla perdita dell'innocenza. Un lavoro importante, che mette a segno alcuni momenti forti facendo sempre leva sullo sguardo del piccolo, che invoca umanità. E che nello spettatore non genera commozione ma forte stordimento per l'enormità di questa tragedia. Buona confezione e cast all'altezza del compito, bravissimo Idris Elba nei panni del comandante, figura che diventerà una sorta di padre degenere per il protagonista. Un buon film, le due ore di durata sono abbastanza scorrevoli, poteva essere più incisivo certo (non è al livello de L'ultimo Re di Scozia), però è ugualmente un prodotto di una certa qualità. Voto: 7

giovedì 9 febbraio 2023

Niente di nuovo sul fronte occidentale (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/02/2023 Qui - Niente di nuovo sul fronte cinematografico, per quanto questo film (una specie di sequel del bellissimo 1917, che tra l'altro ho apprezzato di più) meriti ugualmente visione. Un film bello a livello visivo, degno delle migliori produzioni ad alto budget. Tiene più sullo sfondo le ragioni storiche del conflitto per scandagliare l'animo di chi combatte e muore inutilmente al servizio di fini bellici più idealistici che realistici. Se è vero che a livello di contenuti non aggiunge niente di particolarmente rilevante, è altrettanto vero che certi concetti bisogna sempre ribadirli. Cast tedesco (di buon livello) e una produzione Netflix sicuramente ambiziosa per questa terza trasposizione del romanzo di Erich Maria Remarque. La regia di Edward Berger sfrutta fotografia e sonoro per donare potenza a un narrato che, come detto, non può certo lavorare sul fattore novità e che frequenta il terreno dell'immersività (e lo fa davvero bene). La denuncia di una guerra inutile si innesta su un cameratismo che passa dal cieco ardore alla disillusione. Niente di nuovo sul fronte occidentale è questo, la sinfonia del sacrificio senza vincitori né vinti. Ci sono forse troppi minuti e un certo didascalismo, ma fa comunque il suo sporco lavoro. Per quanto tuttavia (ma senza voler togliere indubbi meriti) sembrano eccessive le 9 candidature agli Oscar 2023, tra cui quella per il miglior film. Voto: 6,5

Quo vadis, Aida? (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/02/2023 Qui - Di fronte a fatti così drammatici è difficile valutare la forma della narrazione indipendentemente da quei terribili contenuti, il cui peso è così vicino nel tempo e difficile da metabolizzare. La regista Jasmila Žbanić riesce in questa dolorosa impresa di ricostruzione del massacro di Srebrenica (e per la prima volta in assoluto) senza indugiare nei particolari più atroci ma affidandosi al calvario della protagonista Aida, nello sforzo terribile e vano di mettere al riparo marito e figli dalla furia del "macellaio serbo" e dalla forzosa impotenza del contingente ONU. Una bravissima Jasna Djuricic dà corpo e anima a una figura coraggiosa e tragica. Un film (candidato all'Oscar al miglior film internazionale nel 2021 poi vinto da Un altro giro) bello e doloroso. Voto: 7

martedì 14 dicembre 2021

Caccia al 12° uomo (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2021 Qui - Una squadra di 12 sabotatori norvegesi, 11 vengono catturati ed uccisi dai nazisti che occupano il paese, il superstite tenta di raggiungere la neutrale Svezia. Da una vicenda realmente avvenuta, una tesissima caccia all'uomo che è anche un inno alla capacità di sopravvivere in condizioni estreme e alla solidarietà pur a rischio della vita, in quanto il protagonista, interpretato da Thomas Gullestad con grande intensità, viene aiutato dai suoi connazionali con una "staffetta" umana che lo trasforma nel simbolo della resistenza contro l'invasore (una menzione particolare anche a Jonathan Rhys Meyers nella valida interpretazione dell'ostico funzionario della Gestapo che non si da pace nella caccia al dodicesimo uomo). Film a tratti convenzionale (la lunghezza eccessiva in alcuni momenti e il ripetersi di alcune scene vanificano certamente la completa riuscita finale), ma forte, emozionante. Indubbiamente la retorica appare ma non disturba affatto. Un film da vedere, anche solo per conoscere questa incredibile (poco conosciuta) vicenda. Voto: 6,5

mercoledì 24 novembre 2021

L'isola di Giovanni (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/11/2021 Qui - Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e in seguito allo sgancio delle atomiche, l'isola giapponese di Shikotan viene occupata dall'esercito russo. Nonostante la situazione sia particolarmente drammatica (la convivenza praticamente forzata), due bambini, provenienti da contesti culturali e geografici molto differenti, diventano amici. Quello che viene dopo è la lotta che diventa molto più dura con il passare dei giorni e sopravvivere diventa una sfida. Questo anime quindi ripercorre quei drammatici accadimenti, così come era già stato fatto per Una tomba per le lucciole, attraverso gli occhi di un bambino, che assisterà al susseguirsi degli eventi (tragici) che segneranno in modo indelebile tutta la sua esistenza. Il film (diretto da Mizuho Nishikubo) può essere diviso in due parti: nella prima, nonostante l'invasione nemica, viene lanciato un messaggio di speranza sulla possibilità di convivenza fra due popoli diversi. Vediamo, infatti, bambini giapponesi cantare in russo e, per tutta risposta, bambini russi cantare in giapponese. Banale ma efficace. Nella seconda parte, invece, viene descritto l'orrore della deportazione e della separazione dai propri familiari. E' una parte molto intensa seppur caratterizzata da una serie di scelte che ho trovato molto inverosimili. Ma la scelta che mi ha lasciato più perplesso è quella inerente proprio al titolo ed ai suoi riferimenti letterari, Giovanni viene infatti da "Una notte sul treno della Via Lattea" di Kenji Miyazawa, racconto poetico che viene assorbito dal film stesso, facendolo diventare purtroppo per me, leggermente pedante. Nonostante ciò, oggettivamente un buon film, certamente istruttivo e sicuramente riuscito. Voto: 6,5

In questo angolo di mondo (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/11/2021 Qui - Sunao Katabuchi si è formato con gli insegnamenti di Hayao Miyazaki e in questo suo film dimostra di saperli mettere in pratica, imbastendo una storia di forti emozioni. Emozioni che paradossalmente sembrano trattenuti, in quelle che sono le caratteristiche dei personaggi principali e che mostrano di come in tempo di guerra si possa mettere da parte la sofferenza e andare avanti con la forza di volontà, quasi come a isolarsi dalle paure e dai pericoli. In questo angolo di mondo (adattamento anime del manga Kono sekai no katasumi ni di Fumiyo Kōno) potrebbe trovare delle assonanze con Una tomba per le lucciole, ma il film di Katabuchi si focalizza, forse in maniera un po' prolissa, sulla vita di una giovane donna che deve affrontare cambiamenti improvvisi nella sua vita e imparare cose nuove, conoscere nuove realtà famigliari e deve fare i conti anche con un destino che la porta ad avere, e fare, scelte diverse da quelle per cui era portata. Un film graficamente discreto, come già accennato forse un po' lungo e non totalmente fluido in alcuni momenti, ma capace di coinvolgere e mantenere viva l'attenzione dello spettatore, portandolo a riflettere su quello che era la condizione della donna in Giappone e le conseguenze di un conflitto mondiale che non ha risparmiato nessuno. Un buon film d'animazione, che al netto dei pregi e dei difetti (la storia d'amore tra Suzu ed il suo sposo pur non essendo banale e mielosa è poco approfondita e soprattutto frettolosa), merita sicuramente la visione. Voto: 6,5

sabato 20 novembre 2021

Da 5 Bloods - Come fratelli (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2021 Qui - Stavolta Spike Lee stecca, dopo la buonissima prova di Blackkklansman il regista americano tira fuori un film nobile nelle intenzioni ma estremamente pasticciato e confusionario (i fatti sono infatti troppo pompati e la questione che "la guerra non finisce mai" lascia il tempo che trova). Un film troppo grottesco e semplicistico per essere davvero interessante. Egli rende omaggio agli uomini di colore che hanno combattuto nel sud-est asiatico, ma la vicenda dei quattro reduci che tornano in Vietnam alla ricerca di un carico d'oro seppellito con il corpo di un quinto commilitone che era il loro leader, seppur intrigante è abbastanza inverosimile (qualche artificio fine a se stesso, il formato di ripresa, ed alcuni eccessi penalizzano abbastanza). Sono due ore e mezza non banali e con personaggi ben assortiti in cui però, nella prima parte, si potevano benissimo tagliare certi sfoghi o battute da allegra brigata spesso ripetitive. Quando inizia l'operazione recupero si erge la figura di Delroy Lindo, il nero con simpatie Trumpiane (resto del cast così così), e il regista dà sfogo alla sua creatività che passa senza remore da sequenze drammatiche a sberleffi e situazioni paradossali. Troppa carne al fuoco ed il risultato è che quella che non bruciacchia rimane cruda (si salva solo la colonna sonora, peraltro candidata agli Oscar). Forse il peggior film (di quelli che ho visto, non tanti in verità) del regista. Voto: 5