Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2023 Qui - La saga di Creed non mi è dispiaciuta (bello il primo, affannoso il secondo), tuttavia quest'ultimo capitolo mi ha leggermente deluso. Pur essendo partito come spin-off di Rocky, Creed aveva comunque una sua identità pur non svincolandosi completamente dalla saga principale, certificata dalla presenza stessa di Sylvester Stallone. In questo capitolo, senza la presenza di Rocky e per la tematica presentata (il peso del passato), non ci si è scervellati troppo nella narrazione che si compone di situazioni e puzzle dei film passati. Troppe sensazioni di déjà-vu in questo film e pur avendo un buon ritmo ed un discreto villain (nulla di eccezionale, un Clubber Rang meno basico), hai l'impressione di aver visto questo film altre volte. Svincolarsi dal passato è lo scopo del personaggio di Creed, ma la storia è la solita sbobba di altri Rocky. Secondo me questo è l'errore più palese di questo terzo capitolo. Un capitolo diretto dallo stesso Michael B. Jordan protagonista (che sembra interessato a fare un compitino pulito senza colpire davvero a fondo), godibile ma pleonastico. Voto: 6
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giovedì 31 agosto 2023
Ant-Man and the Wasp: Quantumania (2023)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2023 Qui - Questo film con Ant-Man (perché Wasp è quasi non pervenuta, ed è un peccato trattandosi di Evangeline Lilly) è stata una mezza delusione, anche se mi sono ugualmente divertito. Dei tre film su Ant-Man in ogni caso, questo è quello che mi ha convinto meno. Qui abbiamo difatti una sceneggiatura molto debole che mette di fronte un super cattivo mal sfruttato e una miriade di effetti speciali. Certo, il mondo quantico è molto affascinante, ben realizzato, creature simpatiche con o senza buchi, ma è la storia a fare acqua da tutte le parti. Nemmeno un'idea originale che è una, ma un riciclo di Star Wars in versione infinitamente piccolo, con qualche accenno a Matrix. Unica nota positiva Kathryn Newton (bella e capace), che interpreta la figlia del protagonista (sempre ben interpretato dall'istrionico Paul Rudd), per il resto poca roba. Qualche momento simpatico e niente di più. Comunque, come ho già detto, per me è stata nel complesso una visione piacevole a cui si può dare la sufficienza, seppur per il rotto della cuffia. Voto: 6
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sabato 20 novembre 2021
Da 5 Bloods - Come fratelli (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2021 Qui - Stavolta Spike Lee stecca, dopo la buonissima prova di Blackkklansman
il regista americano tira fuori un film nobile nelle intenzioni ma
estremamente pasticciato e confusionario (i fatti sono infatti troppo
pompati e la questione che "la guerra non finisce mai" lascia il tempo
che trova). Un film troppo grottesco e semplicistico per essere davvero
interessante. Egli rende omaggio agli uomini di colore che hanno
combattuto nel sud-est asiatico, ma la vicenda dei quattro reduci che
tornano in Vietnam alla ricerca di un carico d'oro seppellito con il
corpo di un quinto commilitone che era il loro leader, seppur intrigante
è abbastanza inverosimile (qualche artificio fine a se stesso, il
formato di ripresa, ed alcuni eccessi penalizzano abbastanza). Sono due
ore e mezza non banali e con personaggi ben assortiti in cui però, nella
prima parte, si potevano benissimo tagliare certi sfoghi o battute da
allegra brigata spesso ripetitive. Quando inizia l'operazione recupero
si erge la figura di Delroy Lindo, il nero con simpatie Trumpiane
(resto del cast così così), e il regista dà sfogo alla sua creatività
che passa senza remore da sequenze drammatiche a sberleffi e situazioni
paradossali. Troppa carne al fuoco ed il risultato è che quella che non
bruciacchia rimane cruda (si salva solo la colonna sonora, peraltro
candidata agli Oscar). Forse il peggior film (di quelli che ho visto,
non tanti in verità) del regista. Voto: 5
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