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venerdì 30 giugno 2023

Greyhound - Il nemico invisibile (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2023 Qui - Se dovessi giudicare un film come Greyhound (candidato agli Oscar 2021 per il miglior sonoro) lo dovrei dividere in due parti distinti nette e separate. Sulla parte action, nulla da dire. Ben ritmata, pochi attimi di respiro per essere quasi letteralmente in apnea in questo continuo duello a lunga e corta distanza contro un nemico sfuggente che ti fa stare sempre all'erta (una delle tante Battaglie dell'Atlantico, quando gli U-Boot tedeschi imperversavano e facevano strage di naviglio alleato). Ma se dovessi soffermarmi sul personaggio di Tom Hanks, custode o per meglio dire pastore di anime giovani smarrite in mezzo all'oceano, diventa abbastanza retorico e ancor più fastidioso se non ci fosse l'attore americano a renderlo sopportabile. Verso la fine un paio di momenti fanno sobbalzare dalla sedia, ma si sente la mancanza di qualcosa di più profondo. Non è malaccio, ma c'è di meglio. Voto: 6

sabato 30 luglio 2022

Tutto quella notte (1987)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Uno dei tantissimi film cult anni '80 per ragazzi alla prese con la voglia di scappare di casa e godersi avventure inaspettate. Colpito da un adattamento del titolo discutibile, come la maggior parte delle pellicole di quel periodo, Tutto quella notte (una sorta di versione per tutta la famiglia di "Fuori Orario" di Martin Scorsese e "Tutto in una notte" di John Landis) è il primo film diretto da Chris Columbus, un mago del cinema per ragazzi, più conosciuto per altri (grandi) lavori (come regista soprattutto uno, come sceneggiatore tanti altri). In questo film la sua regia si vede tantissimo, specialmente anche nelle piccole trovate che ritroveremo in suoi lavori successivi. Il cast è in gamba (spicca ovviamente la bella Elisabeth Shue, a quei tempi indimenticabile, particine per Penelope Ann Miller, quasi irriconoscibile sotto il trucco da nerd, e Vincent "Palla di Lardo" D'Onofrio, irriconoscibile magro) e anche i giovanissimi attori sono a proprio agio, per un ora e mezza circa di divertimento leggero e senza pensieri. Mette in scena una storia semplice, con personaggi stereotipati, ma non piatti, in una storia che magari vederla con gli occhi di adesso risulta un po' assurda ed ingenua, ma che risulta sempre molto divertente (e con la dose giusta di "zucchero"). Tanto ritmo, gag all'acqua di rose ma che spesso fanno sorridere (come la simpatica sequenza del babysitting blues) e una colonna sonora adeguata (apertura e chiusura perfetta). Tutto per una pellicola (che si trova su Disney Plus con i sottotitoli) rocambolescamente godibile. Voto: 6+

sabato 6 luglio 2019

Il giustiziere della notte - Death Wish (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/03/2019 Qui - Nel 1974 il regista Michael Winner portò al cinema l'adattamento del romanzo omonimo di Brian Garfield Il giustiziere della notte con protagonista Charles Bronson. Dopo quarantacinque anni è Eli Roth ad adattare la storia ai tempi moderni, riproponendone il remake. Questa volta è Bruce Willis ad interpretare lo stesso ruolo che fu di Bronson ma donando al personaggio un tratto politico più spiccato rispetto al film originale. Paul Kersey (Bruce Willis) è un rinomato chirurgo di Chicago che, in seguito all'omicidio della moglie e al ferimento della figlia durante una rapina, decide di farsi giustizia da solo. La polizia non sembra in grado di trovare i responsabili della distruzione della sua famiglia e quindi, rimboccandosi le maniche, il Dott. Kersey comincerà ad assumere una doppia identità diventando, agli occhi dell'opinione pubblica, il Mietitore. Ad un primo sguardo Il giustiziere della notte - Death Wish (Death Wish), film del 2018 diretto da Eli Roth, potrebbe sembrare come quei tanti film d'azione che sono soliti interpretare attori come Bruce Willis o Liam Neeson (che era stato scelto precedentemente per il ruolo da protagonista), ma non è così (o almeno non del tutto). La trama ovviamente resta molto ancorata all'originale, essendo comunque un adattamento di un romanzo, ma si tinge di sfumature contemporanee e di escamotage che solamente registi come Eli Roth oserebbero inserire. Sfumature contemporanee però che sono l'aspetto meno convincente, perché esse talvolta fanno ridere ed irritare, ma soprattutto tolgono quell'aura cupa e cruda necessaria a film del genere. In tal senso il film è diverso dal precedente perché mentre nel primo Paul girava a viso scoperto adesso cammina incappucciato per evitare le telecamere e le riprese dei cellulari, ciò nonostante viene ripreso e diventa in incognito un divo dei Talk-Show e della TV soprannominato il "mietitore". Il film affronta quindi non solo il problema della giustizia e quindi se sia lecito agire al posto dello stato inerte, ma anche come anche i fatti più terribili diventino spettacolo. E' anche affrontato il problema della difesa legittima specie quando i malviventi si introducano in casa del cittadino. Il film rispetto al remake affronta quindi più questioni tutte di attualità, ma nessuna che riesce tuttavia a centrare appieno il bersaglio.

venerdì 14 giugno 2019

La battaglia dei sessi (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/10/2018 Qui - La battaglia dei sessi (Biografico, USA, 2017): Dopo il mediocre Borg McEnroe avevo sperato in un binomio cinema/tennis migliore, ed effettivamente un miglioramento c'è, anche perché c'è una tematica seria (e purtroppo ancora attuale) in questo film, tuttavia è anche questa una partita dimenticabile. All'inizio degli anni Settanta, la campionessa Billie Jean King (Emma Stone) innesca una battaglia contro i vertici del tennis per far sì che le donne possano ottenere le stesse retribuzioni degli uomini. In un clima già incandescente, si inserisce il 55enne Bobby Riggs (Steve Carell), ex n° 1 del mondo e noto maschilista, che cerca di riaccendere i riflettori su di sé sfidando la King, per dimostrare la presunta superiorità dell'uomo sulla donna. Il 20 settembre 1973, a Houston, i due danno vita a uno dei più celebri match della storia del tennis, conosciuto ancora oggi come "La battaglia dei sessi". Per il loro terzo lungometraggio, i coniugi Jonathan Dayton e Valerie Faris portano sul grande schermo una sceneggiatura di Simon Beaufoy (premio Oscar per The Millionaire), generando un film dai due volti. La battaglia dei sessi ha il merito di riportare in auge una figura importante (per il mondo sportivo in generale, ma non solo) come quella di Billie Jean King, e restituisce un efficace ritratto dei Seventies, che fa respirare l'atmosfera e lo spaesamento di un'America divisa tra bigottismo e venti rivoluzionari. Dove, invece, la coppia di registi sembra andare in affanno è nell'amalgamare i numerosi temi che il film mette sul piatto, dall'identità sessuale al femminismo, dal declino dell'ex campione a quello più che mai attuale della discriminazione di genere. Nel complesso, La battaglia dei sessi è un film che si lascia seguire per tutta la sua durata (anche se nel big match ho tifato per il cronometro), ma non graffia mai, specialmente nella parte conclusiva dove fanno capolino alcuni (inutili) dialoghi intrisi di retorica. Dagli autori di Little Miss Sunshine era lecito attendersi di più. Chi invece lascia il segno il generoso cast, da Emma Stone a Steve Carell fino ad Andrea Riseborough, e la sorprendete (nuovamente riuscita, proprio come accaduto con il film di Janus Metz Pedersen) somiglianza resa dagli attori (e dal trucco) con i personaggi reali della vicenda. In definitiva carino ma niente di che. Voto: 5,5

mercoledì 3 ottobre 2018

Comportamenti molto...cattivi (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/10/2015 Qui - Comportamenti molto...cattivi (pellicola del 2014), è una delle tante commedie statunitensi di cui si poteva tranquillamente fare a meno, volgare e semidemenziale ha come unici punti di forza la buona recitazione dei tanti interpreti più navigati (Mary-Louise Parker su tutti) che cercano di sorreggere l'illogicità dei loro eccessivi e stereotipati personaggi meglio che possono e una regia che è quantomeno grammaticamente corretta e che mostra qualche brio, di quando in quando. Giocando con le tante perversioni americane che affollano ormai pesantemente e ripetutamente il grande schermo, la pellicola ha come protagonista Rick, un adolescente sfigato di turno che si accompagna a Billy un altrettanto sfigato migliore amico e che, ovviamente, concupisce la ragazza più bella del liceo, Nina Pennington (Selena Gomez). Malgrado sia conscio del suo status sociale all'interno del liceo, decide di accettare comunque una scommessa a riguardo da parte di un terzo sfigato liceale piuttosto strambo. Per arrivare alla meta, il povero Rick non solo dovrà vedersela con l'ex fidanzato della bella ragazza (che fra l'altro è palesemente attratta da lui fin dalle prime scene) ma, anche con la propria famiglia (madre alcolizzata, padre puttaniere, sorella che segue le orme del padre e fratello tutto muscoli e poco cervello), con la madre di Billy (che è anche la sua amante milf sposata e al limite della ninfomania), con il preside della scuola (un pedofilo) e con tante stupide, illogiche e totalmente prive di humour situazioni nelle quali si caccerà. Ma tranquilli, ha una fata madrina al suo fianco: una versione pornografica di una santa che è tale e quale a sua madre nell'aspetto. Insomma niente di eccezionale, meglio davvero evitare. Voto: 5