Visualizzazione post con etichetta Rob Morgan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rob Morgan. Mostra tutti i post

giovedì 31 agosto 2023

Smile (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2023 Qui - Non è niente male come horror. Ha le carte in regola per far paura ed a volte ci riesce. La Sosie Bacon senza dubbio apporta quel valore in più necessario per la capacità di dare la profondità ad un personaggio che da medico si ritrova dall'altra parte della barricata come paziente, anch'essa con i suoi traumi dolorosi non risolti e di cui l'entità si serve per giocare con la sua mente. Tuttavia non è un film che ha saputo sorprendermi più di tanto perché diversi espedienti narrativi (il meccanismo di linearità estrema di questa maledizione, per esempio) mi ha ricordato It Follows di David Robert Mitchell. Non male il design dell'entità, però pur essendo un lavoro più che dignitoso, Smile non entra certo nel novero di quegli horror che ricorderò nei tempi a seguire. Voto: 6

venerdì 30 giugno 2023

Greyhound - Il nemico invisibile (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2023 Qui - Se dovessi giudicare un film come Greyhound (candidato agli Oscar 2021 per il miglior sonoro) lo dovrei dividere in due parti distinti nette e separate. Sulla parte action, nulla da dire. Ben ritmata, pochi attimi di respiro per essere quasi letteralmente in apnea in questo continuo duello a lunga e corta distanza contro un nemico sfuggente che ti fa stare sempre all'erta (una delle tante Battaglie dell'Atlantico, quando gli U-Boot tedeschi imperversavano e facevano strage di naviglio alleato). Ma se dovessi soffermarmi sul personaggio di Tom Hanks, custode o per meglio dire pastore di anime giovani smarrite in mezzo all'oceano, diventa abbastanza retorico e ancor più fastidioso se non ci fosse l'attore americano a renderlo sopportabile. Verso la fine un paio di momenti fanno sobbalzare dalla sedia, ma si sente la mancanza di qualcosa di più profondo. Non è malaccio, ma c'è di meglio. Voto: 6

venerdì 16 dicembre 2022

Gli Stati Uniti contro Billie Holiday (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/12/2022 Qui - Biopic di una parte della vicenda umana e artistica di Billie Holiday, perseguitata per la protesta implicita in una sua celebre canzone in difesa dei diritti dei neri in un momento di oscurantismo della democrazia americana (lo "strange fruit" che pende da un albero è il corpo di un nero linciato). Il taglio generale però è più di tipo psicologico e sentimentale che non politico, con tutte le conseguenze sul piano narrativo virato a un estetismo patinato che costringe ad iterazioni di momenti simili tra tossicodipendenza e amori problematici, tutto concentrato ovviamente sulla figura di lei (bravissima l'esordiente Andra Day, non per caso candidata come miglior attrice protagonista ai Premi Oscar del 2021), il resto appare sfocato e convenzionale. Per questo al di là del personaggio/attrice mirabile, un biopic alquanto classico vedibile ma dimenticabile. Voto: 6

lunedì 28 febbraio 2022

Don't Look Up (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2022 Qui - L'idiozia dei complottisti e negazionisti di ogni fatta sbertucciata da una pellicola che ha in sé qualcosa di geniale ed esilarante. Dopo aver letto ogni sorta di recensioni su questa pellicola mi son deciso a guardarla e farmi un'opinione mia. Tecnicamente c'è ben poco da eccepire, certo non tutto gira a dovere o è di prima mano, ma i momenti di grande divertimento sono numerosi oltre ad essercene qualcuno di giusta riflessione verso temi sempre più attuali riguardanti il destino del nostro povero pianeta. Don't Look Up ha un'impostazione tipica dei disaster movie degli anni '90, ma viene virata in tonalità satiriche dove la risonanza data dai vari media soffoca appunto l'essenza del messaggio. In teoria l'umanità avrebbe i mezzi per salvarsi, ma compie atti che portano alla sua completa distruzione (sono così, siamo così, e siamo fottuti). Tantissimi insomma spunti di riflessione su come, seppur in modo grottesco ed esagerato, viene dipinta la nostra società, cinica, ipocrita, opportunista e superficiale. Un'opera che si può dire quindi ben riuscita. Per quanto tuttavia, e in sostanza, il film di Adam McKay (quello di Vice - L'uomo nell'ombra) risulti imperfetto, inizialmente troppo lento e sovraccarico di attori noti (non manca proprio nessuno), di personaggi in certi casi troppo caricaturali, è senza dubbio un gran film, un film meritevole delle candidature e chissà di una statuetta. Voto: 7,5

lunedì 31 maggio 2021

Il diritto di opporsi (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2021 Qui - Buon esempio di cinema dal forte impegno civile, Just Mercy traendo le mosse da eventi reali (si basa sul libro di memorie pubblicato dallo stesso avvocato Bryan Stevenson, ancora oggi attivo ed impegnato a combattere le ingiustizie del sistema legale) riflette in maniera canonica sul concetto di "diritto", elemento imprescindibile per una società che si consideri in salute, lavorando dall'interno della corrotta macchina di giustizia e rovesciandone le consapevolezze attraverso un processo di implosione. Piuttosto netta e con poche sfumature la collocazione morale delle forze in gioco: i neri sono i buoni, i bianchi i cattivi. Questa rappresentazione netta e poco stratificata (probabilmente anche vera) addormenta un po' la capacità critica in favore di un sentimentalismo che ricerca l'effetto, indugiando sui volti contriti dei protagonisti. Senza guizzi la parte processuale, assente quella investigativa che poteva ricostruire il delitto. Cede alla retorica nella parte finale, ma era da mettere in preventivo, mi avrebbe stupito il contrario. Discreti Michael B. Jordan e Brie Larson (seppur quest'ultima è un po' in disparte rispetto agli altri), fantastici Jamie Foxx (in sottrazione) e Tim Blake Nelson nel ruolo del testimone chiave del processo. Un lavoro (assimilabile a Marcia per la libertà ma con una storia più potente) dall'impianto classico, un dramma per famiglie che tutto sommato va a segno. Da non perdere i titoli di coda, in cui appaiono i veri protagonisti di questa incredibile storia. Una storia che indigna, dalla sceneggiatura diretta che racconta fatto dopo fatto senza fronzoli, supportata da una regia classica (quella di Destin Daniel Cretton) che permette alle emozioni di farsi largo (però non troppo). Voto: 6,5

sabato 27 febbraio 2021

Mudbound (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2021 Qui - Per la regia corretta e controllata di Dee ReesMudbound è un onesto melodramma in costume prodotto da Netflix, che ci catapulta negli orrori e nelle incoerenze di una nazione che ha martirizzato troppo a lungo la sua popolazione, in nome di una libertà di vita e di pensiero per troppo tempo rimaste appannaggio della sola classe dominante bianca. Un trio di attori quasi star come Jason ClarkeCarey Mulligan e Garrett Hedlund, più la cantante Mary J. Blige si impegnano lodevolmente a dare anima e corpo ognuno al loro intenso personaggio, e bravo appare pure l'attore nero Jason Mitchell nel tratteggiare con credibilità il carattere orgoglioso e fiero del suo soldato costretto a tornare in patria, ma in cuor suo distante mille miglia dal quel crogiolo di cattiveria e prevaricazione che così male lo riaccetta tra le sue redini insanguinate e violente. Peccato che questo affresco corale di notevole livello visivo paghi un sovraccarico di tematiche legate proprio ad ognuno dei personaggi, e che il ritmo non pare essere dei più fluidi e la durata, a mio parere eccessiva, non aiuta nel lasciarsi coinvolgere in tutto e per tutto. Ma pur non mantenendo tutte le aspettative, forse per eccessiva ambizione, rimane comunque un discreto film. Un film, seppur sopravvalutato (le quattro candidature all'Oscar paiono eccessive, giacché in nessuna categoria nominata sembra brillare), che vale una visione. Voto: 6+