Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/02/2023 Qui - Con gioia, delicatezza e profondità di sentimenti Guillermo del Toro riesce a dar vita a un Pinocchio che vale davvero la pena di vedere (soprattutto dopo il deludente Pinocchio di Robert Zemeckis). Questo Pinocchio è ora struggente, ora divertente e visivamente eccezionale. Un Pinocchio sui generis che fa riflettere e appassiona incondizionatamente. La rivisitazione di Del Toro in effetti, è tutto fuorché fedele al romanzo di Collodi. Questo, inaspettatamente, si tramuta in un pregio: lo stile visionario del grande regista (che è una garanzia e c'è poco da fare) garantisce una riscrittura maggiormente volta alla critica politica (ventennio fascista) e all'importanza da tributare alla vita mortale (intuizione ottimamente sposata con la longevità del Pinocchio burattino). Ne esce un lungometraggio d'animazione ispirato e fortemente personale, capace di restituire modernità ai personaggi (il grillo, le fate madrine, Geppetto) e parlare finalmente a tutti, senza compromessi nella scrittura. Tolte le fastidiose canzoncine credo sia, se non la migliore versione di Pinocchio (che versione di Pinocchio in realtà non è), certamente tra le migliori. E l'Oscar 2023 insomma lo meriterebbe. Voto: 7,5
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giovedì 9 febbraio 2023
martedì 17 maggio 2022
La fiera delle illusioni - Nightmare Alley (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2022 Qui - C'era una certa fremente attesa per il ritorno in regia del messicano
Guillermo Del Toro, dopo il successo ed i premi de La forma dell'acqua
del 2017, e purtroppo questo suo film (remake dell'omonimo noir di
Edmund Goulding) parzialmente le delude. Non posso fare paragoni con
l'originale del '47 perché non l'ho visto ma il film di Del Toro è come
un viaggio sulle montagne russe tra alti e bassi. Se tecnicamente e
visivamente egli sa infatti mettere in piedi uno spettacolo per gli
occhi, dal punto di vista narrativo paga pegno ad una certa
discontinuità e prevedibilità delle situazioni. La parte iniziale, con
il circo e i suoi strambi occupanti (non a caso perfettamente a fuoco
con l'estetica del regista), pare più frizzante e coinvolgente, con in
prima linea Willem Dafoe, Toni Collette e il primo Bradley Cooper
versione ruspante. Con il prosieguo, il trasferimento nelle atmosfere
sciccose newyorchesi e il Bradley Cooper in chiave decisamente più noir e
tragica, la storia perde mordente e appare tirata per le lunghe. Il
gioco va difatti per le lunghe e le due ore e mezza di durata si fanno
sentire. Alla fine i pregi superano i difetti questo è certo, ma mi
aspettavo comunque qualcosa di più perché il materiale messo a
disposizione era davvero interessante, e qualche taglio avrebbe
sicuramente giovato, con tutto il rispetto per la sempre fantastica Cate
Blanchett. Al di là di tutto il film sembra infatti a più riprese
sfilacciato, come se i rapporti tra i personaggi non riuscissero a
consolidarsi col passare del tempo. Anche le scene più drammatiche, di
conseguenza, appaiono riuscite solo a metà. A colpire, invece, è senza
ombra di dubbio l'atmosfera, e il beffardo finale. Non male, ma neanche
tanto bene. Voto: 6
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giovedì 31 marzo 2022
Monster Hunter (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2022 Qui - Ennesima riproposizione cinematografica di un videogioco per la premiata
ditta Paul W. S. Anderson-Milla Jovovich, per quella che si prospetta
essere una nuova saga (che potrebbe però avere vita breve). Purtroppo,
a differenza di Resident Evil dove i due riescono a ricreare quasi la
stessa atmosfera del videogioco omonimo, questo Monster Hunter non pare
avere la stessa forza visiva e intrattenere alla stessa maniera,
nonostante il copioso uso di effetti speciali e mostri in CGI. Di sicuro non ci si annoia e forse sarà piaciuto ai fan del
videogame in questione (io mai giocato), ma personalmente non mi ha ispirato particolari
sensazioni e forse mi aspettavo qualcosa in più in termini di
coinvolgimento. Il ritmo non è sempre al massimo e nei dialoghi si nota
poca vivacità e forse un po' d'ironia in più avrebbe fatto comodo.
Appuntamento, forse, con il prossimo capitolo (se mai ci sarà), per vedere come va a
finire. Voto: 5,5
lunedì 28 febbraio 2022
Don't Look Up (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2022 Qui - L'idiozia dei complottisti e negazionisti di ogni fatta sbertucciata da
una pellicola che ha in sé qualcosa di geniale ed esilarante. Dopo aver
letto ogni sorta di recensioni su questa pellicola mi son deciso a
guardarla e farmi un'opinione mia. Tecnicamente c'è ben poco da
eccepire, certo non tutto gira a dovere o è di prima mano, ma i momenti di grande
divertimento sono numerosi oltre ad essercene qualcuno di giusta
riflessione verso temi sempre più attuali riguardanti il destino del
nostro povero pianeta. Don't Look Up ha un'impostazione tipica
dei disaster movie degli anni
'90, ma viene virata in tonalità satiriche dove la risonanza data dai
vari media soffoca appunto l'essenza del messaggio. In teoria l'umanità
avrebbe i mezzi per salvarsi, ma compie atti che portano alla sua
completa distruzione (sono così, siamo così, e siamo fottuti).
Tantissimi insomma spunti di riflessione su come, seppur in modo
grottesco ed
esagerato, viene dipinta la nostra società, cinica, ipocrita,
opportunista e superficiale. Un'opera che si può dire quindi ben
riuscita. Per quanto tuttavia, e in sostanza, il film di Adam McKay (quello di Vice - L'uomo nell'ombra)
risulti imperfetto, inizialmente
troppo lento e sovraccarico di attori noti (non manca proprio nessuno), di personaggi in certi casi
troppo caricaturali, è senza dubbio un gran film, un film meritevole
delle candidature e chissà di una statuetta. Voto: 7,5
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lunedì 31 gennaio 2022
The Bleeder - La storia del vero Rocky Balboa (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2022 Qui - Biopic del pugile Chuck Wepner, che affrontò Muhammad Alì ispirando
Sylvester Stallone per Rocky. Discreta ricostruzione ambientale '70s nonché degli eventi salienti della vita del pugile, notevole la
prova del somigliante Liev Schreiber e buona la Ost in tema.
Le gesta del simpatico perdente Wepner vengono narrate con
verosimiglianza e senso del ritmo e gli incontri con personaggi come Sly
e Alì risultano spassosi. Tenace, estroverso, tenero verso la moglie e
la figlia, ma anche inguaribile donnaiolo, sbruffone, pronto a perdersi
nell'alcool e nella droga: un carattere contraddittorio ben reso
da Schreiber e ben supportato dal resto del
cast. Peccato che il film s'interrompa subito dopo il rilascio dal
carcere, che lievemente prolissa sia la parte finale (generando un
piccolo senso di noia), ma resta un lavoro ben fatto per
conoscere un personaggio a molti sconosciuto. Voto: 6
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domenica 9 giugno 2019
Animali fantastici e dove trovarli (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/10/2018 Qui - Solo il più ingenuo dei Babbani poteva pensare che il mondo magico e remunerativo creato da J. K. Rowling avesse terminato il suo percorso sul grande schermo nel 2011 con l'ultimo episodio di Harry Potter. Se i fan di J. R. R. Tolkien sono rimasti sorpresi quando Peter Jackson ha tirato fuori una trilogia da un romanzo breve come Lo Hobbit, è ancor più spiazzante l'idea di trarre ben cinque film dal compendio magizoologico della scrittrice inglese, uno dei libri di testo di Hogwarts. La nuova serie spin-off interamente diretta da David Yates infatti, già regista degli ultimi quattro Harry Potter (e di The Legend of Tarzan), che si prepone di rileggere l'ultimo secolo di storia americana e mondiale in chiave fantasy (e con lo stesso tono dark degli ultimi quattro capitoli di Harry Potter, i più "maturi"), e in cui inevitabilmente forte è il legame con la saga potteriana, pur trovandoci in un'altra epoca e in un altro continente, non mancano difatti riferimenti a nomi e luoghi già conosciuti, ci porta a conoscere da vicino il personaggio di Newt (finora solo poco più di un nome) e le avventure che lo vedono protagonista all'epoca della scrittura della sua guida, giacché diverse storyline si intrecciano a partire dall'arrivo del protagonista a New York. E in tal senso sgombriamo subito il campo da ogni possibile equivoco, Animali fantastici e dove trovarli (Fantastic Beasts and Where to Find Them), film del del 2016 diretto dal regista britannico, è un bel film (indubbiamente apprezzabile e piacevole), che sicuramente avrà mandato in brodo di giuggiole i fan storici della saga e avrà incantato le nuove generazioni, ma il suo risultare sottile in molti aspetti, fa sì che non riesca a coinvolgere il pubblico con la sua magia (che qui, quella vera e propria, manca). Infatti la profusione degli effetti speciali (nonostante essi siano di ottima fattura), la trama in fin dei conti poco consistente, i colpi di scena alcune volte abbastanza prevedibili e l'interpretazione degli attori non proprio eccezionale, non mi ha fatto apprezzare fino in fondo questo film, nonostante alcune scene esilaranti e rese magnificamente (tra tutte quelle all'interno della valigetta di Scamander, dove magicamente ha ricostruito una riserva portatile per le specie di animali da lui catturati, ma anche quelle con protagonista lo Snaso, simpatico cleptomane che crea non pochi inconvenienti).
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martedì 4 giugno 2019
Moonwalkers (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2018 Qui - Moonwalkers (Commedia, USA, Francia, 2015): Ci sono poche cose che accendono la fantasia dei cospirazionisti quanto la passeggiata di Neil Armstrong e soci sulla Luna del 1969. E' avvenuta, non è avvenuta, è stato un imbroglio o al contrario la più grande impresa compiuta dall'uomo? Ma che sia avvenuto o meno, lo sbarco lunare resta una realtà dell'immaginario ed è su questa ambigua ontologia che il suddetto film di Antoine Bardou-Jacquet gioca, ipotizzando che alla vigilia del lancio dell'Apollo 11 il ponte di comando americano, metta in cantiere un "finto" sbarco da studio da mandare in onda in mondovisione se le cose per Armstrong & Co. dovessero mettersi male lassù. Il piano viene affidato a un agente della Cia che ha combattuto in Vietnam e che deve volare a Londra per convincere il miglior regista sulla piazza, Stanley Kubrick, a prestare i suoi servigi per la più grande frode del secolo, in cambio una valigia piena di soldi. Ma per colpa di uno scambio di persona attuato da due squattrinati individui si troverà prevedibilmente in difficoltà, le cose infatti si complicheranno sempre più e la situazione precipiterà. Quello di Moonwalkers è quindi un cocktail veramente esplosivo, un cocktail grottesco e ricco di idee brillanti (l'idea di "scritturare" Kubrick è la genialata più divertente del film) e affascinante (ottima la ricostruzione d'epoca), tuttavia il film, non affonda nel mistero e non si prende molto sul serio, preferendo scegliere la strada della "parodia". Una strada parecchio impervia giacché tra sparatorie e omicidi vari, scene splatter e orge intraviste, la storia procede con un andamento discontinuo, uno stile barocco e decisamente trash, senza equilibrio. Certo, tutto è abilmente sostenuto dalla verve degli attori (un Ron Perlman sempre godibile e un Rupert Grint che può finalmente fare ciao ciao con la mano a Ron il Rosso di Harry Potter), alcune gag funzionano, ma il film, che in più occasioni dà l'impressione di afflosciarsi (dopotutto la sceneggiatura non è il piatto forte di un'operazione che gioca più che altro sull'impasto pop e postmoderno di diversi immaginari, dal Vietnam alla Swinging London, dai fricchettoni alla Guerra Fredda, da Kubrick al pulp tarantiniano), è un minestrone, disordinato, che miscela vari generi, con efficacia discutibile, in sostanza non si capisce cosa voglia realmente dire. Ed è un peccato, perché seppur davvero interessante è il finale che lascia il dubbio allo spettatore e geniali sono alcune trovate (visive), solo parzialmente riuscito è questo strano film. Voto: 5,5
lunedì 3 giugno 2019
13 Peccati (2014)
sabato 25 maggio 2019
Alien: La clonazione (1997)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/06/2018 Qui - Quello della scienza sfruttata per bieco tornaconto economico è un argomento che i primi tre capitoli del ciclo Alien avevano toccato (anche se marginalmente e nel sottotesto), ma è col quarto, Alien: La clonazione (Alien Resurrection), film del 1997 diretto da Jean-Pierre Jeunet, e attraverso ufficiali militari statunitensi, che guadagna il centro della scena mediante l'espediente della clonazione umana. Argomento approfondito sin dai primi minuti, col clone di Ripley (una sempre più agguerrita Sigourney Weaver, ora madre del mostro nel vero senso della parola e da esso morbosamente attratta) sventrato per estrarvi la creatura, ma giunge al momento topico quando i superstiti (assortiti similarmente alla compagine del terzo film) scoprono una stanza della nave stellare in cui sono stipati altri corpi clonati: è lì che appare lampante che giocare con la vita (e coi limiti della natura) è sempre letale. L'autore del copione Joss Whedon, che in futuro avrebbe scritto e diretto The Avengers, opera una sintesi di tutte le componenti delle pellicole antecedenti (femminismo, militarismo e, in primis, bioetica) e il regista francese Jean-Pierre Jeunet (che in futuro avrebbe scritto e diretto il bellissimo Il favoloso mondo di Amélie) fa lo stesso in termini stilistici, mescendo con dedizione la martellante ansia del capofila col forsennato dinamismo di Scontro finale. Alcuni personaggi sono lievemente caricaturali (non a caso è certamente il capitolo più bizzarro della saga, volutamente e spesso sopra le righe però senza mai debordare nel ridicolo involontario), ma gli effetti speciali sconcertano (curati gli effetti pratici con cui sono realizzati i mostroni, invecchiati molto male, invece, gli effetti in computer grafica), i colpi di scena si sprecano (Winona Ryder, una delle più belle novità, non è chi finge di essere) e il mutato ruolo di Ripley è una grande pensata, dato che dopo la morte della protagonista c'erano un po' di pensieri sul come infilare di nuovo nella storia Sigourney Weaver (che continua a dominare la scena anche e soprattutto in questa nuova veste "alienizzata"), ma fortunatamente è stato trovato un modo tutto sommato dignitoso, evitando di cadere nel ridicolo, anzi, il rapporto tra l'alien e Ripley è progredito e maturato coerentemente (non dimenticando il rapporto morboso con il mostro più disgustoso di tutti).
lunedì 1 ottobre 2018
Skin trade: Merce umana (2014)
Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/10/2015 Qui - Skin trade: Merce umana, andato in onda qualche tempo fa su rete4 è un film d'azione del 2014 con Tony Jaa e Dolph Laundgren come protagonisti. Un detective del New Jersey si dirige a Bangkok dove collabora con un detective thailandese per dare la caccia a un criminale russo e distruggere il suo traffico di esseri umani. Nick (il detective americano) ha inavvertitamente ucciso il figlio del boss in un'operazione sotto copertura al porto di New Jersey. Il boss medita vendetta, la sua famiglia viene brutalmente aggredita, Nick miracolosamente sopravvive ma la moglie e la figlia vengono uccise. Con nient'altro per cui vivere oltre alla vendetta, Nick e Tony si fanno strada tra la malavita di Bangkok alla ricerca del fantomatico Dragovic (il boss russo). Nel frattempo, l'agente dell'FBI Eddie Reed viene inviato per portare Nick a casa. Ma, in mezzo al fuoco incrociato che ne consegue, Nick dovrà capire chi sono i suoi veri alleati. Dragovic rapisce la figlia (viva) e vuole ucciderla ma Nick glielo impedisce ma incredibilmente padre e figlia non si incrociano (in un piccolo aeroporto) e il film finisce con Nick alla ricerca della figlia!? un controsenso in una storia poco originale, regia scarsa e poche location, non ho gradito per niente, si salvano solo i combattimenti che in ogni caso fanno del film il meno peggio di questa lista. Voto: 6-
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