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mercoledì 31 luglio 2024

Chi segna vince (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Non c'è nulla di innovativo sotto il sole delle Samoa Americane: Taika Waititi ci offre una storia sportiva di determinazione e redenzione che abbiamo già visto innumerevoli volte, ricorrendo a tutti i cliché del genere. Nonostante ciò, le avventure della squadra di calcio più disorganizzata del mondo sono piacevoli da seguire, grazie a personaggi carismatici, sentimenti genuini e interessanti scelte di regia. La partita finale è così ben realizzata da sembrare convincente, nonostante il tono comico, soprattutto grazie all'originale narrazione del secondo tempo in flashback. Sebbene non sia originale o imprevedibile, il ritmo è costante e l'umorismo è efficace, proprio come il personaggio di Michael Fassbender, un allenatore inizialmente odioso (anche se i suoi momenti di gloria e caduta sono piuttosto prevedibili). Il film è decisamente ironico; non scatena grandi risate, ma è comunque divertente nella sua semplicità. Voto: 6 [Disney Plus]

lunedì 31 gennaio 2022

The Bleeder - La storia del vero Rocky Balboa (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2022 Qui - Biopic del pugile Chuck Wepner, che affrontò Muhammad Alì ispirando Sylvester Stallone per Rocky. Discreta ricostruzione ambientale '70s nonché degli eventi salienti della vita del pugile, notevole la prova del somigliante Liev Schreiber e buona la Ost in tema. Le gesta del simpatico perdente Wepner vengono narrate con verosimiglianza e senso del ritmo e gli incontri con personaggi come Sly e Alì risultano spassosi. Tenace, estroverso, tenero verso la moglie e la figlia, ma anche inguaribile donnaiolo, sbruffone, pronto a perdersi nell'alcool e nella droga: un carattere contraddittorio ben reso da Schreiber e ben supportato dal resto del cast. Peccato che il film s'interrompa subito dopo il rilascio dal carcere, che lievemente prolissa sia la parte finale (generando un piccolo senso di noia), ma resta un lavoro ben fatto per conoscere un personaggio a molti sconosciuto. Voto: 6

lunedì 14 giugno 2021

L'uomo invisibile (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2021 Qui - Il mito dell'uomo invisibile ormai ci tiene compagnia da ormai 100 anni, anche più se consideriamo la sua fonte letteraria. Questo film di Leigh Whannell (prodotto da Jason Blum), è un lavoro pregevole per solidità e struttura narrativa. Parte da un'intuizione semplice ma efficace, cioè ribaltare la prospettiva. Non più l'uomo invisibile protagonista, ma la sua vittima. Senza tanti "pipponi" sociopolitici, tantomeno Jumpscare un tanto al chilo, questo film agisce molto in sottrazione, facendo tuttavia percepire un senso di minaccia persistente ben sottolineato dall'ottima interpretazione della Elisabeth Moss, donna a cui viene fatta terra bruciata a livello esistenziale, presa per pazza, vessata psicologicamente dal suo invisibile aguzzino. Un film pregevole che conferma la bravura dell'autore di Upgrade. La colonna sonora a mio avviso è un po' la nota dolente di questo film, ridondante e non necessaria, quasi come a voler sottolineare costantemente una tensione che era già tangibile ampiamente. La trama sicuramente vive di alcune forzature, sulle quali mi sento di passare sopra però, perché il film è davvero ben fatto. Finale scontato ma degno. In conclusione, un thriller molto ben pensato, scritto e sceneggiato da consigliare. Voto: 7

venerdì 14 agosto 2020

Light of My Life (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/08/2020 Qui - Impegnato anche come regista, per la prima volta in un film di pura narrazione (l'esordio vero in regia avvenne alcuni anni fa con il genere documentario), Casey Affleck si prodiga anima e corpo nella realizzazione di una pellicola apocalittica dalle tematiche già ampiamente sviluppate in precedenza (basti ricordare The road o I figli degli uomini), aggrappandosi stavolta alla singolare variante dello sterminio femminile. Ma soprattutto concentrandosi sul profondo legame affettivo che unisce un padre alla adorata figlia (qui nel suo personale coming of age), ed i due assieme al ricordo doloroso ma anche salvifico, di una madre che (interpretata da Elisabeth Moss), pur vittima degli implacabili eventi, è pur sempre in grado di guidarli e dar loro fiducia tramite la potenza del ricordo. Il film si fa apprezzare soprattutto per l'intensità che contraddistingue la costruzione intima dei due affiatati protagonisti (Casey Affleck e la debuttante Anna Pniowsky risultano convincenti nei rispettivi ruoli di padre e figlia, oltretutto cercano di colmare, non sempre riuscendoci, qualche buco di trama), nonché per le apprezzabili ambientazioni cupe delle fredde zone montane in cui i due coraggiosi ed affiatati superstiti della famiglia felice che fu, si ritrovano a percorrere e ad affrontare. Elementi non da poco che aiutano un po' a dimenticare certe consuetudini ormai sin troppo viste e trite, che risultano inevitabilmente scontate (minacce esterne, personaggi enigmatici che ben celano il lato mostruoso che li muove), affrontate chissà quante volte nei molti disaster movie che hanno preceduto questa pellicola, parimenti incentrati su un imbarbarimento sociale da catastrofe senza controllo. Alcune scelte registiche sono più convincenti di altre (il ritmo non è sempre costantemente fluido), in alcuni momenti poteva osare di più, ma nel complesso buon film. Certo, le quasi due ore di  Light of my life forse sono eccessive ma è un viaggio "d'amore" interessante, pericoloso, devastante nell'anima, riuscito. Voto: 6,5

martedì 12 maggio 2020

Noi (2019)

Titolo Originale: Us
Anno e Nazione: USA 2019
Genere: Horror, Thriller
Produttore: Jason Blum, Jordan Peele
Ian Cooper, Sean McKittrick
Regia: Jordan Peele
Sceneggiatura: Jordan Peele
Cast: Lupita Nyong'o, Winston Duke, Shahadi Wright Joseph
Evan Alex, Elisabeth Moss, Yahya Abdul-Mateen II
Tim Heidecker, Madison Curry, Noelle Sheldon
Cali Sheldon, Anna Diop, Kara Hayward
Durata: 108 minuti

Il regista di "Scappa - Get Out" dirige Lupita Nyong'o in un horror sul tema del doppio.
Durante le vacanze estive, i componenti di una famiglia vengono perseguitati dai loro sosia.

martedì 17 marzo 2020

Old Man & the Gun (2018)

Titolo Originale: The Old Man & the Gun
Anno e Nazione: USA 2018
Genere: Drammatico, Biografico
Produttore: James D. Stern, Dawn Ostroff, Jeremy Steckler, Robert Redford
Anthony Mastromauro, Toby Halbrooks, James Johnston, Bill Holderman 
Regia: David Lowery
Sceneggiatura: David Lowery
Cast: Robert Redford, Casey Affleck, Sissy Spacek, Danny Glover, Tom Waits
Tika Sumpter, Elisabeth Moss, Ari Elizabeth Johnson, Teagan Johnson
Robert Longstreet, Gene Jones, Isiah Whitlock Jr., Keith Carradine
John David Washington, Augustine Frizzell, Barlow Jacobs
Durata: 88 minuti

Robert Redford, Casey Affleck e Sissy Spacek nella biografia del criminale "gentiluomo" Forrest Tucker.
Un anziano rapinatore di banche conosce una vedova, che inizia a frequentare. Mentre la polizia gli dà la caccia.

sabato 15 giugno 2019

The Square (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/11/2018 Qui - Film eccessivamente lungo e dilatato, dotato di originalità di stile e di racconto ma nel complesso freddo e compiaciuto della sua caratura intellettuale, The Square (Palma d'oro a Cannes 2017) conferma la forza provocatoria dello svedese Ruben Östlund, che già si fece apprezzare con il precedente, durissimo Forza Maggiore. Anche in questo caso infatti, egli torna a lavorare sul rapporto causa-effetto e sulle conseguenze imprevedibili che un evento apparentemente innocuo potrebbe scatenare, come svelare per esempio la spiazzante personalità del protagonista (anche se qui al contrario del suo precedente lavoro, le cose sono molto più complicate, per i tanti elementi e personaggi in campo, e il caos che ne deriva è proporzionale, in un quadro allarmante di vita contemporanea ansiogena e prossima a una quieta follia generalizzata), ma lo fa purtroppo con un film ostico e privo di baricentro, che costituisce una sfida costante per lo spettatore, continuamente destabilizzato dalla varietà dei registri toccati e dalla tendenza a veicolare il racconto tramite macrosequenze apparentemente slegate tra loro. Un'opera che cerca di porsi essa stessa, in maniera per certi versi coraggiosa, come una installazione artistica, riflettendo, spesso con una buona dose di narcisismo, sul confine che separa la provocazione dall'arte concettuale, non a caso The Square è l'opera di un cinema intelligente ma tuttavia poco coinvolgente, angosciante e molto compiaciuto di sé, elitario come l'arte su cui ironizza (tra creativi con idee balzane e inutilmente provocatorie), peccato che proprio per ciò che The Square è un oggetto (personalmente) impalpabile, decisamente discutibile seppur ipnotico e affascinante. Un azzardo cinematografico sbilanciato anche nel ricorso al grottesco, in molte sequenze fine a se stesso, e appesantito da una estenuante dilatazione narrativa. Un film insomma che è possibile respingere in toto dal punto di vista teorico, anche se forte di un approccio originale che non può lasciare indifferenti. Il talento del regista si vede, ma nel complesso il film rimane una mezza occasione sprecata. In tal senso generosa la Palma d'oro al Festival di Cannes 2017 e altrettanto generosa la candidatura all'Oscar 2018 come miglior film straniero (che poi è l'unico motivo per cui ho visto il film, altrimenti ben sapendo di come spesso i film che escono dal suddetto Festival sono abbastanza discutibili, per non dire altro, non l'avrei probabilmente e quasi certamente visto).

martedì 9 aprile 2019

High-Rise (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2017 Qui - High-Rise (Fantascienza/Azione, Gran Bretagna, 2015): Un film abbastanza strano è questo, perché la critica di J. G. Ballard (autore del romanzo di cui questo è l'adattamento), e pertanto del film, che tra horror e fantascienza, ci parla della complessità, falsità e fragilità dei rapporti sociali tra le persone, lascia interdetti. Certamente non per colpa del buon Ben Wheatley (seppur Kill List io l'ho trovato mediocre), che si conferma un autore capace di assestare colpi niente male, ma probabilmente dipende dal romanzo, di cui non riesco a cogliere il fascino. La tematica sociale e l'assunto filosofico infatti, mi appaiono forzati e il gioco si rivela da subito un po' troppo facile. Anche perché la sceneggiatura è interessante ma anche difficile e non di immediata comprensione (senza dimenticare che il tutto è stranamente ambientato nel 1975). High-Rise difatti, ambientato in futuro non troppo distante ma altresì distopico, al di là delle evidenti lodevoli intenzioni (ovvero proporre un discorso sociologico, la lotta di classe che in questo microcosmo, un gigantesco stabile, diventa lotta per la sopravvivenza e che fa crollare l'intera "impalcatura" ed anche liberare istinti primordiali troppo a lungo repressi come omicidi, bagordi, lussuria e voglia di vendetta), sembra più un horror sanguinario e confuso (anche scontato e un po' furbo) che un film di approfondimento sociale ad ampio respiro. Soprattutto per me che ovviamente non ho letto il romanzo, perché nelle due (eccessive e inconsistenti) ore di durata, nonostante una buona la regia che seleziona bene i tempi dell'incedere della follia, anche grazie al funzionale cast, Tom Hiddleston, Jeremy Irons, Sienna Miller, Luke Evans, Elisabeth Moss e James Purefoy, si è palesata troppo volte la pesantezza e noia. Anche perché l'andazzo confuso, surreale, inconcludente e lento inficia la visione rendendola una tortura poco sopportabile. Comunque non un brutto film, ma solo personalmente poco coinvolgente e deludente. Un film forse non per tutti i gusti. Voto: 5,5

venerdì 15 marzo 2019

Truth: Il prezzo della verità (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/06/2017 Qui - Basato sulla ricostruzione dell'inchiesta politico-giornalistica del 2004 con cui un'equipe della CBS tentò di dimostrare l'imboscamento militare di G.W. Bush nella Guardia Nazionale per evitare il Vietnam, Truth: Il prezzo della verità, film del 2015 scritto, diretto e co-prodotto da James Vanderbilt, al suo debutto da regista, che ha nel suo titolo l'ambizione di voler condurre lo spettatore attraverso il percorso alla ricerca della verità, nella sua faticosa e scomoda oggettività e nel suo valore idealistico che rappresenta, è un film, una pagina di giornalismo indipendente coraggioso, passionale e a tratti eroico che avvince e convince, anche se l'opera prima dello sceneggiatore statunitense (già sceneggiatore di pellicole come Zodiac e The Amazing Spiderman) è un film controverso e forse troppo lungo. Vero è che sfrutta l'interessante parterre del genere del thriller politico e giornalistico (come Tutti gli uomini del presidente), vero è che è interpretato dai premi Oscar Cate Blanchett e Robert Redford (40 anni dopo), vero è che non sempre la "formule magique" è sufficiente a creare interesse, suspense o "Verità" appunto, ma Truth, che a dire il vero sembra un po' un minestrone riscaldato o una crasi tra Qualcosa di personale ed appunto Tutti gli uomini del presidente, che soprattutto indaga anche fino a dove i poteri occulti possano spingersi senza che nessuno se ne accorga, è un film che merita di essere visto, poiché la storia che viene narrata è così clamorosa, assurda e incredibile, che ancora dopo anni ci si chiede come sia stato possibile o così come sia stato così facile insabbiare tutto.