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giovedì 9 febbraio 2023

La figlia oscura (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/02/2023 Qui - Un film che non mi ha lasciato tracce quello della Maggie Gyllenhaal, evanescente nello sviluppo e poco coinvolgente nella narrazione (eppure candidato nel 2022 a tre Premi Oscar, tra cui quello alla migliore sceneggiatura non originale). Il contatto fra una donna sola ed un gruppo di locali villeggianti è l'occasione per mostrare le profonde cicatrici della donna, fra presente e passato della sua esistenza. Sia pure dotato di una elaborata costruzione narrativa (è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Elena Ferrante), la messa in scena mi è risultata fredda a livello emotivo e nemmeno la discreta prestazione degli attori (su tutti quella della sempre eccellente Olivia Colman, ma Jessie Buckley non scherza) riesce a lasciare qualche traccia. Eccessivamente verboso e lungo, appesantito da eccessive ripetizioni di situazioni e concetti ed affastellato di sotto-storie francamente inutili e fuori contesto. Errori forse anche plausibili e propri di un esordio, ma di fatto pesanti per riuscire a mantenere salde le valide premesse che la storia si portava appresso. Voto: 5,5

lunedì 14 giugno 2021

L'uomo invisibile (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2021 Qui - Il mito dell'uomo invisibile ormai ci tiene compagnia da ormai 100 anni, anche più se consideriamo la sua fonte letteraria. Questo film di Leigh Whannell (prodotto da Jason Blum), è un lavoro pregevole per solidità e struttura narrativa. Parte da un'intuizione semplice ma efficace, cioè ribaltare la prospettiva. Non più l'uomo invisibile protagonista, ma la sua vittima. Senza tanti "pipponi" sociopolitici, tantomeno Jumpscare un tanto al chilo, questo film agisce molto in sottrazione, facendo tuttavia percepire un senso di minaccia persistente ben sottolineato dall'ottima interpretazione della Elisabeth Moss, donna a cui viene fatta terra bruciata a livello esistenziale, presa per pazza, vessata psicologicamente dal suo invisibile aguzzino. Un film pregevole che conferma la bravura dell'autore di Upgrade. La colonna sonora a mio avviso è un po' la nota dolente di questo film, ridondante e non necessaria, quasi come a voler sottolineare costantemente una tensione che era già tangibile ampiamente. La trama sicuramente vive di alcune forzature, sulle quali mi sento di passare sopra però, perché il film è davvero ben fatto. Finale scontato ma degno. In conclusione, un thriller molto ben pensato, scritto e sceneggiato da consigliare. Voto: 7