Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/10/2023 Qui - La tredicenne Kat si allea con due fratelli demoni per riportare in vita i genitori persi in un incidente d'auto. L'autore di Nightmare Before Christmas (un certo Henry Selick) torna con una pellicola animata in stop motion che riprende le atmosfere cupe e gotiche di quel film e del cinema di Tim Burton. Un film nello stesso tempo divertente ed inquietante in cui compaiono non tanto sotto traccia temi importanti come quello dell'infanzia emarginata e dei legami parentali. Tecnicamente pregevole, con animazione impeccabile e sfondi suggestivi e un buon doppiaggio, soffre tuttavia del confronto e di una incapacità insita di entusiasmare. E' la storia in sé che fatica a coinvolgere, risultando troppo prevedibile e con qualche momento di staticità di troppo. I personaggi non hanno una grande carica emozionale, e la storia non possiede grande dinamismo né grandi capacità a coinvolgere pienamente. Ma è a suo modo un film edificante e rigorosamente inclusivo, in cui la trasgressione si unisce all'umanità, e per quanto banale vale il "prezzo del biglietto". Voto: 6+
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martedì 31 ottobre 2023
Wendell & Wild (2022)
Labels:
Angela Bassett,
Animazione,
Avventura fantasy,
Black comedy,
Henry Selick,
James Hong,
Jordan Peele,
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Stop Motion,
Ving Rhames
venerdì 29 settembre 2023
Nope (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/09/2023 Qui - Allevatore di cavalli scopre l'esistenza nel cielo sopra il suo ranch di una "cosa" che sembra una nuvola ma non si comporta come tale e decide di riprenderla. La meraviglia Spielberghiana di fronte all'ignoto trasformata in attrazione da monetizzare è al centro del terzo film di Jordan Peele, originale come i (migliori) precedenti ma meno convincente: gli effetti speciali sono belli, l'ambientazione nella prateria suggestiva e non mancano sequenze d'impatto notevole sia dal punto di vista visivo che sonoro, ma l'insieme lascia perplessi per carenza di coinvolgimento ed emozione. Prima parte piuttosto statica e prolissa, con un montaggio che tende a confondere mostrando eventi e personaggi poco attinenti con il fulcro centrale del film. Storia che invece sembra quagliare di più nella seconda metà, con delle dinamiche e atmosfere più succose e più invitanti. Non brutto, ma nemmeno così tanto memorabile. Voto: 6,5
martedì 12 maggio 2020
Noi (2019)
Titolo Originale: Us
Anno e Nazione: USA 2019
Genere: Horror, Thriller
Produttore: Jason Blum, Jordan Peele
Ian Cooper, Sean McKittrick
Ian Cooper, Sean McKittrick
Regia: Jordan Peele
Sceneggiatura: Jordan Peele
Cast: Lupita Nyong'o, Winston Duke, Shahadi Wright Joseph
Evan Alex, Elisabeth Moss, Yahya Abdul-Mateen II
Tim Heidecker, Madison Curry, Noelle Sheldon
Cali Sheldon, Anna Diop, Kara Hayward
Evan Alex, Elisabeth Moss, Yahya Abdul-Mateen II
Tim Heidecker, Madison Curry, Noelle Sheldon
Cali Sheldon, Anna Diop, Kara Hayward
Durata: 108 minuti
Il regista di "Scappa - Get Out" dirige Lupita Nyong'o in un horror sul
tema del doppio.
Durante le vacanze estive, i componenti di una famiglia
vengono perseguitati dai loro sosia.
sabato 1 giugno 2019
Scappa: Get Out (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/08/2018 Qui - Il 23 gennaio, all'annuncio delle nomination degli Oscar 2018, un nome su tutti balzò all'occhio con grande sorpresa ed incredulità, era quello di Scappa: Get Out, prodotto (secondo alcuni estimatori) dal Re Mida dell'horror indipendente Jason Blum (e la sua casa di produzione Blumhouse) e scritto e diretto dall'esordiente Jordan Peele. Personalmente infatti proprio non capivo come avesse fatto questo film (un ibrido con elementi del thriller psicologico, della commedia nera, della fantascienza e dell'horror), alquanto prevedibile dal trailer e non proprio originale nella trama (appunto questo Get Out da noi tradotto semplicemente con la parola scappa, che è il percorso che dovrà fare il nostro povero sciocco e innamorato ragazzo di colore in una giornata che già sembrava andare nel verso sbagliato per lui e la sua mente) a ricevere quattro candidature, compresa quella cruciale di Miglior Film. Per questo non posso perciò non rivelare che questo lungometraggio lo aspettavo da molto tempo e con ansia, e non solo perché sono un amante del thriller che questi anni ci ha regalato delle perle di rara bellezza e tensione, come lo sono stati The Invitation del 2015 e Man in the Dark del 2016, non dimenticando It Follows, opera seconda di David Robert Mitchell, ma proprio per capire il perché di questo successo, il perché di queste candidature e il perché dei premi vinti. Non riuscivo insomma a trovare risposta, ma la risposta c'è, ed è negli scorrevolissimi cento minuti di Get Out, che dopo un primo atto di tensione e di presagi ed un secondo di pura suspense disseminata tanto di indizi validi quanto di volutamente fuorvianti, rivela con un twist ingegnoso la sua vera natura: quella di un horror cristallino, mix di terrori terreni e paranormali, ironico ma tremendamente diabolico e strettamente aderente al cinema di "mezzanotte". Un film che riesce ad intrigare e intrattenere grazie ad un ritmo straniante, a dei dialoghi arguti e intelligenti e ad un'ottima costruzione narrativa della tensione. Questo film del 2017 è infatti, dopo averlo visto, il thriller psicologico-horror (poiché pur avendo gli stilemi dell'horror e alcune scene che lo ratificano come appartenente a pieno titolo al genere, è la psicologia che regge tutto il gioco rendendo ogni scena importante e portatrice di un proprio senso esclusivo) che non ti aspetti.
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domenica 3 marzo 2019
Cicogne in missione (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/03/2017 Qui - Come mai in questi ultimi anni è sceso drasticamente il numero delle nascite? che fine ha fatto il baby boom? Ce lo svela Nicholas Stoller, sceneggiatore di Cicogne in Missione (Storks), film d'animazione del 2016, di cui è anche regista insieme con Doug Sweetland, che affronta questa realtà, purtroppo, attuale. Il film infatti inizia con una voce fuori campo che recita: "In principio le Cicogne consegnavano i bambini (…) grazie al cielo ora non lo facciamo più, ora le cicogne consegnano pacchi" e segue l'immagine di famiglia che esulta ricevendo un cellulare. La metafora non richiede un genio per essere capita, oggi il desiderio dei bambini è sostituito da quello per gli oggetti e la cosa non è sanissima. E il film la sviluppa (su due piani narrativi complementari eppure indipendenti, che divertono lo spettatore e che tengono bene le sotto-trame grazie all'originalità del tema) in modo divertente, molto, con un susseguirsi di trovate e un ritmo sostenuto, deliziosamente spezzato dagli inserti di tenerezza indotti dai bambini in fasce. Ma soprattutto anche grazie al film stesso che non indugia mai troppo sulla singola gag o battuta, tutto scorre via fresco, tra il geniale è un pizzico di sana follia animata, tra cui, strano a dirsi leggendo i nomi dei doppiatori italiani, un doppiaggio perfetto. Nella versione italiana infatti le voci dei protagonisti sono di Alessia Marcuzzi e Federico Russo, che se la cavano abbastanza bene accanto ad altri doppiatori esperti (Pino Insegno su tutti, ma anche un Vincenzo Salemme più che discreto). Non solo ovviamente, perché di trovate folli e geniali li troviamo anche nella trama e in tanti personaggi buffi e spassosi, su tutti i lupi 'transformers', sì avete capito bene, lupi capaci di tutto, ma proprio tutto, di esilarante e divertente. Ma tornando proprio alla trama, ecco nel dettaglio di cosa parla questo sorprendente e bel film d'animazione (visto in settimana su Infinity e ancora disponibile fino a domani).
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