Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/09/2023 Qui - Quando Chucky incontra Terminator! La variante odierna dei film sulle bambole assassine/malvagie trova espressione in una pellicola come questa, una pellicola a metà tra "La bambola assassina" e il magistrale "Il mondo dei robot". Piuttosto simpatico, piuttosto cattivello ed abbastanza inquietante sia per la tematica che per certe sequenze. Bene il cast direi, bella colonna sonora ed aspetti tecnici abbastanza pregevoli (ottimo il make-up artist di M3gan, già icona horror). Peccato solo per il finale tanto telefonato quanto da baraccone. Comunque più che promosso. Anche perché se cerchiamo originalità questo film non ne offre tanta, tuttavia è un buon prodotto di intrattenimento, con meno Jumpscare del solito ed un graduale senso di straniamento ed angoscia nell'osservare l'evoluzione di una macchina dall'aspetto rassicurante che diventa sempre più minaccioso. Non mi è dispiaciuto affatto. Voto: 6+
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venerdì 29 settembre 2023
venerdì 31 marzo 2023
The Perfection (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2023 Qui - Ha più incongruenze e buchi di sceneggiatura degli strumenti di un'orchestra ma, maestro, che musica! Il susseguirsi dei twist che riavvolgono il nastro spiazzano e nutrono l'intrigo, l'ambientazione cinese quasi turistica è una succosa ouverture per gli orrori viscidi che rivelerà l'accademia, il duetto finale ha quel non so che di attraente e contemporaneamente ripugnante che scava la propria nicchia nella memoria. Spiazzante, minimamente originale e ben realizzato (oltre che ben interpretato, non solo da Allison Williams), un mix di generi ambizioso, che definirlo variegato è un eufemismo, dato che Richard Shepard li abbraccia tutti quanti, parte come un dramma psicologico tipo Il cigno nero o Nocturne vista la musica e il resto, svolta nel pandemic movie, approda nel body horror (molto angosciante, per giunta), fa una capatina nel rape and revenge e sfocia nell'horror barocco e allegorico, con sprazzi di splatter, ma tutto sommato gustoso e weird (in particolare nel finale) al punto giusto. Caotico, ma sorprendente, davvero notevole. Voto: 7
sabato 1 giugno 2019
Scappa: Get Out (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/08/2018 Qui - Il 23 gennaio, all'annuncio delle nomination degli Oscar 2018, un nome su tutti balzò all'occhio con grande sorpresa ed incredulità, era quello di Scappa: Get Out, prodotto (secondo alcuni estimatori) dal Re Mida dell'horror indipendente Jason Blum (e la sua casa di produzione Blumhouse) e scritto e diretto dall'esordiente Jordan Peele. Personalmente infatti proprio non capivo come avesse fatto questo film (un ibrido con elementi del thriller psicologico, della commedia nera, della fantascienza e dell'horror), alquanto prevedibile dal trailer e non proprio originale nella trama (appunto questo Get Out da noi tradotto semplicemente con la parola scappa, che è il percorso che dovrà fare il nostro povero sciocco e innamorato ragazzo di colore in una giornata che già sembrava andare nel verso sbagliato per lui e la sua mente) a ricevere quattro candidature, compresa quella cruciale di Miglior Film. Per questo non posso perciò non rivelare che questo lungometraggio lo aspettavo da molto tempo e con ansia, e non solo perché sono un amante del thriller che questi anni ci ha regalato delle perle di rara bellezza e tensione, come lo sono stati The Invitation del 2015 e Man in the Dark del 2016, non dimenticando It Follows, opera seconda di David Robert Mitchell, ma proprio per capire il perché di questo successo, il perché di queste candidature e il perché dei premi vinti. Non riuscivo insomma a trovare risposta, ma la risposta c'è, ed è negli scorrevolissimi cento minuti di Get Out, che dopo un primo atto di tensione e di presagi ed un secondo di pura suspense disseminata tanto di indizi validi quanto di volutamente fuorvianti, rivela con un twist ingegnoso la sua vera natura: quella di un horror cristallino, mix di terrori terreni e paranormali, ironico ma tremendamente diabolico e strettamente aderente al cinema di "mezzanotte". Un film che riesce ad intrigare e intrattenere grazie ad un ritmo straniante, a dei dialoghi arguti e intelligenti e ad un'ottima costruzione narrativa della tensione. Questo film del 2017 è infatti, dopo averlo visto, il thriller psicologico-horror (poiché pur avendo gli stilemi dell'horror e alcune scene che lo ratificano come appartenente a pieno titolo al genere, è la psicologia che regge tutto il gioco rendendo ogni scena importante e portatrice di un proprio senso esclusivo) che non ti aspetti.
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