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venerdì 28 giugno 2024

Speak No Evil (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - L'invito a trascorrere il fine settimana in casa di sconosciuti può non essere la scelta più avveduta: è su questa premessa che il film di Christian Tafdrup costruisce un esercizio di tensione pura, basato su attese interlocutorie e improvvisi contrasti (non tutti finemente eseguiti come si potrebbe credere). Nonostante alcune forzature, il film trasmette efficacemente una sensazione di disagio indefinito, con dinamiche che colpiscono e un'escalation negli ultimi venti minuti che si avventura nel territorio dell'istinto cieco, terrificante nella sua mancanza di motivazioni. Tuttavia, questo contribuisce a rendere il film ancora più inquietante di quanto non appaia. È promosso perché riesce a disturbare senza cadere nell'eccesso di violenza. Dunque, un'opera che, nonostante alcune lacune e momenti poco credibili, è fondamentalmente ben realizzata, ma che probabilmente non rivedrei, poiché suscita tristezza. Voto: 6+ [RaiPlay]

martedì 30 aprile 2024

The Nun II (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Migliore rispetto al precedente capitolo, con una trama un po' più strutturata, tuttavia invariati i problemi: lunghi momenti di vuoto intervallati da scene Jumpscare telefonate (salvo qualcuna). Pur non essendo la trama particolarmente originale, la pellicola si rivela comunque accettabile per l'atmosfera tetra, il ritmo costante e l'azione concitata. Non male nemmeno trucco ed effetti speciali, sebbene la creatura infernale che insegue le ragazzina sia alquanto grottesca. Insomma, a tratti abbastanza sgangherato ma non proprio da buttare. Inoltre la prova degli attori, specialmente della Farmiga figlia, è buona, ma ci si aspettava, e comunque, decisamente di più. Voto: 5,5 [Infinity Plus]

venerdì 29 marzo 2024

Run Sweetheart Run (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Irriverente questa regia (di Shana Feste) che, tramite alcuni scaltri escamotage (che "nascondono" con sapienza e furbizia la moria di effetti speciali) pare giocare con lo spettatore così come "l'essere mostruoso" protagonista della pellicola gioca con le sue vittime. Nonostante una sceneggiatura scialba e dialoghi insipidi, il film incuriosisce e scorre via che è un piacere. Bello anche il finale, che può essere anche letto come una sorta di manifesto contro il maschilismo, ma anche come il solito esagerato messaggio femminista. Questo per dire anche che i difetti non mancano, ma per intrattenere riesce nell'intento. E in questo senso si può sicuramente vedere, ma non è un prodotto che resta impresso, Ella Balinska invece sì. Voto: 6 [Prime Video]

venerdì 22 dicembre 2023

Cocainorso (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/12/2023 Qui - Storia vera o leggenda metropolitana poco importa, la Elizabeth Banks ne estremizza i contenuti ravanando con vigore tra splatter e demenzialità nonostante una CGI difettosa e attori superati dai loro personaggi, ripudiando qualsiasi deleterio messaggio ecologico ma perdendo la trebisonda nel finale quando le scene vanno ognuna per conto loro e, soprattutto, il vasetto di miele rimpiazza il panetto di coca rievocando certe atmosfere bonarie alla Yoghi (gran brutto modo per ricordare Ray Liotta, scomparso qualche mese prima l'uscita del film). Insomma, la Elizabeth Banks tira fuori qualche coniglio dal cilindro ma nel complesso vuole strafare e sia lei che il suo orso perdono una bella occasione. C'è ben poco da salvare in questo film. Voto: 5

lunedì 27 novembre 2023

The Pale Blue Eye - I delitti di West Point (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/11/2023 Qui - Nel 1830 un brutale omicidio scuote la leggendaria accademia di West Point. Un astuto investigatore verrà affiancato nelle indagini da un giovane poeta di nome Poe. Tecnicamente molto curato, il nuovo film si Scott Cooper ci restituisce ancora (dopo Hostiles) un Christian Bale tormentato e intenso, magnetico protagonista di una vicenda che mescola in maniera intrigante intreccio giallo e aspetti esoterici in bilico tra credenza e superstizione. Qualche forzatura di trama non scalfisce un tutto sommato riuscito thriller di ambientazione storica. Sebbene lento, si fa seguire grazie a una narrazione chiara che mette i fatti uno dietro l'altro senza parentesi inutili (bella ambientazione innevata, con uno stile retrò che crea un'atmosfera ispirata). Il twist finale è disonesto (seppur sorprendente) ma affrontato con la giusta drammaticità. Merita senz'altro una visione. Voto: 6,5

venerdì 29 settembre 2023

Nope (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/09/2023 Qui - Allevatore di cavalli scopre l'esistenza nel cielo sopra il suo ranch di una "cosa" che sembra una nuvola ma non si comporta come tale e decide di riprenderla. La meraviglia Spielberghiana di fronte all'ignoto trasformata in attrazione da monetizzare è al centro del terzo film di Jordan Peele, originale come i (migliori) precedenti ma meno convincente: gli effetti speciali sono belli, l'ambientazione nella prateria suggestiva e non mancano sequenze d'impatto notevole sia dal punto di vista visivo che sonoro, ma l'insieme lascia perplessi per carenza di coinvolgimento ed emozione. Prima parte piuttosto statica e prolissa, con un montaggio che tende a confondere mostrando eventi e personaggi poco attinenti con il fulcro centrale del film. Storia che invece sembra quagliare di più nella seconda metà, con delle dinamiche e atmosfere più succose e più invitanti. Non brutto, ma nemmeno così tanto memorabile. Voto: 6,5

lunedì 31 luglio 2023

The Menu (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2023 Qui - Non mi ha convinto al cento per cento, ma non male è questo film (che almeno è in qualche modo originale), film che si può definire una critica alla borghesia e al consumo di cibo sempre più sofisticato, sotto veste di horror. C'è una bell'atmosfera, a metà tra il grottesco e il thriller, ed il mistero su questa serata esclusiva viene alimentato a dovere. Di questa commedia nera mi sono piaciuti: il taglio satirico, la regia controllata, il ritmo costante, e le interpretazioni (nel cast spicca indubbiamente Ralph Fiennes). Tra una satira piuttosto evidente e l'inquietudine nel non sapere come si articolerà il gioco il film scorre infatti piuttosto bene. Il finale è piuttosto pirotecnico ma non tanto sorprendente. Tuttavia è un finale logico dove è più importante non tanto la soluzione quanto come ci si arriva. Non è certo nulla di memorabile ed è anche meno intelligente di ciò che vorrebbe essere, ma in definitiva resta un film interessante. Voto: 6

venerdì 30 giugno 2023

Black Phone (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2023 Qui - Buon thriller con venature paranormali a tinte horror che si distingue per la cura dei particolari e per un'ambientazione azzeccata. Quello che risalta è il colore tipico delle pellicole anni '70 e la maschera scomponibile del rapitore, due vere chicche per gli appassionati del genere. Dal punto di vista stilistico non a caso Scott Derrickson è uno dei migliori registi in campo thriller/horror e lo dimostra anche in questa sua ultima fatica, in cui è bravo anche nell'evitare gli effettacci e nel dirigere un cast di giovanissimi talenti. Non siamo certo ai livelli di Sinister, tuttavia la qualità non manca. E' infatti un film solido con pochi fronzoli, non povero di tematiche trattate. Si possono perdonare qua e là delle piccole ingenuità in fase di scrittura. Negli episodi di bullismo si è probabilmente esagerato, anche le motivazioni del killer sono poco chiare. In ogni caso resta un film avvincente che non mi sono pentito di vedere. Voto: 6

mercoledì 17 maggio 2023

In Fabric (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2023 Qui - Peter Strickland ha (indubbiamente) uno sguardo particolare nei confronti dell'horror. Utilizzando un'estetica tipica degli anni settanta, fra l'altro ambientando la stessa storia, fa emergere un discorso molto legato al consumismo ponendo al centro questo vestito rosso, molto provocante, dalle caratteristiche sinistre all'interno del microcosmo dei suoi portatori. Una pellicola allucinata che quindi è un viaggio nel tempo (siamo negli anni '90, contaminati da una miriade di particolari anni '70, tra cui gli spot) tra colori pop, rimandi Argentiniani (le commesse-streghe che praticano riti sui manichini nudi) ed atmosfere Lynchiane. Ma non mancano anche incursioni nell'assurdo (i colloqui con i datori di lavoro, la nenia ipnotica del riparatore di lavatrici). Ammirevole ricercatezza, dialoghi inclusi, colonna sonora volutamente stridente, sceneggiatura a metà tra l'horror e il grottesco. Il rischio, forse, è quello di ubriacarsi tanto il film è ridondante e pregno di particolari bizzarri, infatti l'intera operazione sembra trovare come unico senso della sua stessa esistenza l'appagamento del senso estetico del regista, però è una roba talmente bizzarra ed anticommerciale che merita una visione. Lascia difatti perplessi (tutto il film non fornisce spiegazioni realmente esaustive) ma anche appunto deliziati, soprattutto se si ama l'humor nero. Peccato solo che la sceneggiatura col passare dei minuti non mantenga ciò che promette: all'inizio la tensione monta, ma l'interesse non si mantiene costante. In ogni caso, e nonostante tutto, abbastanza valido. Voto: 6+

venerdì 14 aprile 2023

The Amusement Park (1973)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/04/2023 Qui - Cinque anni prima di comparire in WampyrLincoln Maazel (bravo ad interpretare un uomo sempre più smarrito e disperato) è protagonista assoluto di questo mediometraggio di George A. Romero dalla storia travagliata. Ritenuto perduto, ritrovato dalla vedova del regista e restaurato nel 2020, infine trasmesso su Rai 4 lo scorso gennaio. Il regista viene incaricato di dirigere un film sui disagi e soprusi subiti dagli anziani, ne esce fuori questo "incubo" ambientato in un parco dei divertimenti (che rappresentano chiaramente gli USA). Egli lo considerava (con la sua proverbiale umiltà) non riuscito, invece è puntuale e diretto come un pugno allo stomaco: attualissimo, mette i brividi e carica lo sguardo di un disagio e una pietas insolubili, con scorci zombeschi che ricompongono la sua visione politica dei non morti nell'alveo degli anziani, il popolo dell'autunno. Il dramma grottesco impartito da Romero vanta infatti una sua efficacia, anche se la sua (pur breve) durata pare comunque eccessiva. Deprimente fin dall'incipit nella piovosa Pittsburgh, raggiunge certamente lo scopo di sensibilizzare l'audience, pur rimanendo solo una bizzarria nella filmografia del regista. Ma in ogni caso da vedere e da far vedere. Voto: 6,5

martedì 28 febbraio 2023

La casa nella palude (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2023 Qui - La suggestiva ambientazione in una casa tra i bayou della Louisiana fa da sfondo a una vicenda allegorica che vede una famiglia in crisi espiare le proprie colpe, assediata da una coppia di locali che non sono quello che sembrano. Sorta di Funny Games con connotazioni soprannaturali/voodoo, è un'intrigante vicenda che vive soprattutto delle prove di un cast ben scelto (su tutti Angela Sarafyan e Jacob Lofland, tra i volti più interessanti del cinema recente) e di alcune intuizioni riuscite, che mantengono alta l'attenzione col susseguirsi dei vari twist. Una chance la merita di sicuro, perché film discutibile (la svolta "esoterica" lascia un po' a desiderare, e la "spiegazione" finale mi è sembrata un po' buttata lì senza troppa convinzione, l'idea poteva essere sfruttata meglio), ma meno banale del previsto. Non è male tra i film "diversi" ma non impiegherò molto a scordarlo. Voto: 5,5

martedì 31 gennaio 2023

Spiral - L'eredità di Saw (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2023 Qui - Vorrei dire che si tratta di una delusione, ma in fondo, visto il capitolo precedente (anche se è un reboot che si distacca dalle vicende della serie principale), non posso affermare che sia così: sotto sotto temevo che l'esito finale sarebbe stato questo. Un Chris Rock che non riesce ad avere una recitazione abbastanza convincente in un film del genere, Samuel L. Jackson che pur essendo uno dei miei attori preferiti in assoluto qui sembra a tratti non sapere nemmeno lui perché ci sta, Darren Lynn Bousman alla regia non fa chissà cosa, nonostante fosse stato richiamato apposta perché conosce abbastanza bene la saga avendone diretti diversi episodi, la sceneggiatura non è un granché nonostante le intenzioni siano anche interessanti e c'è poco splatter, anche se quello è l'ultimo dei problemi. Personalmente, apprezzando questa saga, mi ci sono anche divertito, ma Spiral è oggettivamente mediocre. Voto: 5

L'uomo nel buio - Man in the Dark (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2023 Qui - Aspettative non molto alte visto che non trovavo sensato fare un seguito all'apprezzato primo film, però bisogna dire che le carte in tavola sono cambiate a partire dal personaggio del cieco interpretato da Stephen Lang. Senza dubbio più umanizzato e non più bad guy del sorprendente capitolo precedente. Inoltre si trova ad essere il padre adottivo di una bambina cui si è preso cura dopo averla salvata da un incendio. Se una buona porzione della prima parte del film rispetta i topoi del primo capitolo, per essere un film dal titolo Don't Breathe, si respira anche a pieni polmoni. Molta più azione con un Lang impeccabile e la giovane bambina di fronte a delle scelte di non poco conto, che non dico per non spoilerare. Il film tecnicamente ha una buona confezione, buone sequenze e pochi momenti di pausa. Forse, come detto, avevo aspettative basse, ma il film non mi è dispiaciuto affatto. Voto: 6

mercoledì 30 novembre 2022

Candyman (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2022 Qui - Sequel del cult targato 1992 con Tony Todd che qui appare in un piccolo cameo, sceneggiato da Jordan Peele che come suo tocco caratteristico evidenzia la denuncia politica e sociale delle problematiche black (lo dirige tuttavia Nia DaCosta). Interessante il collegamento con la vicenda dell'originale tramite l'utilizzo delle marionette che ripercorre le vicende di Helen Lyle e del suo scontro con Candyman. Le atmosfere sono le stesse come la location, il quartiere di Cabini Green che dà quel tocco malsano in più al film. In parte il protagonista (ovvero Yahya Abdul-Mateen II, anche presente in Matrix Resurrections) che impersona lo sfortunato Anthony McCoy e Colman Domingo che appare in poche scene ma significative. Poche scene splatter, gli omicidi vengono ripresi o da lontano o fuori campo. Come per il prequel non mi ha entusiasmato più di tanto, resta tuttavia un film in buona parte riuscito. Voto: 6+

mercoledì 31 agosto 2022

Escape Room 2 - Gioco mortale (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2022 Qui - Sequel diretto (stessa regia, stessa resa, cambiano i fattori ma nella sostanza il risultato è sempre lo stesso) di Escape Room, che a sua volta era una versione "complottista" scollegata dalle due omonime pellicole precedenti. Sorta di "campionato" dei superstiti (ritroviamo l'eroina di turno nel predecessore) alle prese con micidiali stanze a enigmi, quiz e trabocchetti, sempre più ingegnose, straordinarie e con panorami a 360° (spiaggia e faro, la metropoli alla Blade Runner, etc). Il complotto dei creatori del gioco mortale continua, e richiede un'overdose di sospensione dell'incredulità, l'intrattenimento c'è (se si preferisce dare più attenzione all'aspetto visivo-emozionale piuttosto che alla sceneggiatura), ma il livello è sceso (ci sono almeno un paio di grandi cavolate in questo sequel, anche se l'impegno profuso per creare nuove stanze mortali è nuovamente apprezzato). Una nuova saga? Voto: 5,5

sabato 20 agosto 2022

Pontypool - Zitto... o muori (2008)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/08/2022 Qui - Un'idea di partenza niente male, una confezione solida ed efficiente, un discreto protagonista. Si seguono le tre unità aristoteliche (un giorno in una stazione radio) e si punta piuttosto in alto: le premesse per un piccolo cult in effetti c'erano tutte, eppure la tensione si mantiene sempre su livelli piuttosto bassi e le idee a tratti sembrano latitare. Non che il film non funzioni: sia la trama che il modo in cui essa è narrata incuriosiscono e rifuggono abilmente il déjà-vu, ma se si cercano emozioni vere conviene cercare altrove. Insomma non perfetto, a causa della staticità di alcuni passaggi, ma davvero originale per quanto riguarda il nocciolo ideologico: il contagio attraverso la parola. Se la prima parte risulta efficace perché l'orrore è solo suggerito (e fa giustizia degli zombie-movie iperrealistici sino al ridicolo), la seconda, pur non ben definita concettualmente, ha il pregio di introdurre un tema inusitato per il genere: il contagio linguistico. Il punto di forza, però, è l'interpretazione di Stephen McHattie, una grande presenza mai sopra le righe. Tuttavia la sensazione di incompiutezza resta. La regia (ad opera di Bruce McDonald) è buona ma non basta (con Piccoli demoni farà un pelino meglio), la sceneggiatura zoppicante alla fine prevale è resta la sensazione di aver assistito ad un film che poteva essere molto meglio, peccato (finale deludente e ambiguo). Voto: 5,5

The Pact (2012)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/08/2022 QuiNicholas McCarthy il talentaccio c'è l'ha e la sua opera prima (da un suo precedente cortometraggio) può dirsi un lusinghiero biglietto da visita (vedremo successivamente con Oltre il maleHolidays nel segmento "Easter" e The Prodigy - Il figlio del male, anche meglio e/o peggio esprimerlo), seppur il tentativo lodevole del regista statunitense di divincolarsi dalla classicità e dai cliché, riesce a metà. The Pact sarebbe potuto essere davvero un film avvincente e invece il suo potenziale non viene sfruttato al meglio, infatti nella sceneggiatura sono presenti dei buchi enormi che destabilizzano e confondono lo spettatore, quando invece dando maggiori spiegazioni sarebbe potuto essere un esperimento importante, un misto tra ghost story, dramma famigliare e follia reale. Il risultato è sufficiente, piacevole e basato su buone idee. Nonostante il basso budget a disposizione e attori non proprio di livello (ma Caity Loitz è sempre un piacere da vedere, al contrario di Casper Van Dien) si riesce a creare, tuttavia, un bel filmetto che intrattiene bene e che riserva qualche discreta sorpresa. I dubbi su alcuni passaggi rimangono e resta il rimpianto per un'occasione sprecata, detto ciò questo The Pact è un horror discreto, senza infamia ne lode, ma godibile. Voto: 6

sabato 30 luglio 2022

Malignant (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Il talentuoso James Wan dopo la parentesi Marvel con Aquaman ritorna nel campo a lui più congeniale, e i risultati si vedono. Ho apprezzato questo horror, l'horror che non ci si aspetta. Distante dai suoi precedenti lavori in The Conjuring e Insidous, tra body horror e film d'azione, detective story e dramma psicologico. Il film più libero, straniante, persino ridicolo ma perfettamente autoriale del regista malese naturalizzato australiano, che si ritaglia uno spazio in cui poter dare sfogo a tutto ciò che ama di più: la mescolanza di generi, l'amore per gli effetti speciali artigianali, l'ossessione per il corpo umano. Tutto diventa particolarmente folle. Se si decide di seguire questa corsa sorprendente, la pellicola diventa inaspettatamente divertente. Un film dall'anima volutamente di serie B e dall'estetica di serie A, una corsa folle difficile da dimenticare. Certo, ci sono dettagli nella sceneggiatura che inficiano il risultato finale e ne compromettono il voto, che poteva andare oltre la semplice sufficienza con un po' di accortezza in più e meno enfasi action-emozionale, atta a colpire a ogni costo, ma almeno si è visto qualcosa di diverso. Brava Annabelle Wallis, ardita fusione tra un'iniqua virago e una tormentata apparizione. Niente male. Voto: 6

giovedì 30 settembre 2021

You Should Have Left (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2021 Qui - Al di la della presenza di una coppia di protagonisti d'alto livello siamo davanti ad un film piuttosto modesto, fortemente prevedibile e mancante di ogni tipo di tensione e sorpresa (e il titolo tradotto in italiano, ovvero con Ve ne dovevate andare, è la cosa che fa più paura). Un thriller psicologico con inserti esoterici dal sapore classico e dalle dinamiche già sperimentate (quasi mai è una buona idea "prenotare" una bella vacanza in una bella casa per ricaricare le pile). Un thriller più riuscito dal punto di vista visivo, grazie alla caratteristiche intrinseche della casa. Angoli e pareti che si spostano, porte che appaiono e scompaiono, mantengono comunque un certo interesse, tuttavia con una storia di fondo alquanto debole e telefonata, con uno sviluppo piuttosto scontato e banale. Da David Koepp, spesso bravo se non notevole sceneggiatore, specie se al servizio di grandi registi, ci si aspettava decisamente di più. Né Kevin Bacon, pur torvo ed enigmatico quanto opportuno, né tantomeno Amanda Seyfried, da sin troppo tempo ormai priva della verve che la caratterizzava ai suoi esordi, riescono a rendere la pellicola qualcosa di più che una stanca ripetizione di cliché ormai stra-abusati e prevedibili. Vedibile ma con poco appeal. Voto: 5

venerdì 17 settembre 2021

Fantasy Island (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/09/2021 Qui - La Blumhouse Productions (quella di Jason Blum) fa un reimagining della serie televisiva Fantasilandia virando l'idea originale nel proprio stile, si resta quindi perennemente in bilico tra commedia (l'inizio), mystery (il build-up) e thriller/horror dai toni sci-fi (tutta la seconda ora di film), nella suggestiva cornice delle isole Fiji. A parte Michael Peña, cast insopportabile (si presume scelto apposta), fotografia brillante, buon ritmo e qualche riflessione sull'impossibilità di cambiare il corso del destino. I troppi twist nel finale risultano un po' forzati e la durata è eccessiva, però non male. Perché certo, troppi personaggi e troppe storie sgradite, perché certo, è una fusione di generi che, non funziona o funziona a tratti (e in tal senso peccato non avere sfruttato il potenziale nel migliore dei modi), ma almeno (al contrario di altre peggio fesserie) ci si diverte ed è piacevole a vedersi, magari sorseggiando un cocktail (tropicale). Per il regista Jeff Wadlow tuttavia passo indietro da Obbligo o verità, piccolo passo in avanti da Bloodshot, dov'era sceneggiatore. Voto: 5,5