Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/08/2022 Qui - Un'idea di partenza niente male, una confezione solida ed efficiente, un discreto protagonista. Si seguono le tre unità aristoteliche (un giorno in una stazione radio) e si punta piuttosto in alto: le premesse per un piccolo cult in effetti c'erano tutte, eppure la tensione si mantiene sempre su livelli piuttosto bassi e le idee a tratti sembrano latitare. Non che il film non funzioni: sia la trama che il modo in cui essa è narrata incuriosiscono e rifuggono abilmente il déjà-vu, ma se si cercano emozioni vere conviene cercare altrove. Insomma non perfetto, a causa della staticità di alcuni passaggi, ma davvero originale per quanto riguarda il nocciolo ideologico: il contagio attraverso la parola. Se la prima parte risulta efficace perché l'orrore è solo suggerito (e fa giustizia degli zombie-movie iperrealistici sino al ridicolo), la seconda, pur non ben definita concettualmente, ha il pregio di introdurre un tema inusitato per il genere: il contagio linguistico. Il punto di forza, però, è l'interpretazione di Stephen McHattie, una grande presenza mai sopra le righe. Tuttavia la sensazione di incompiutezza resta. La regia (ad opera di Bruce McDonald) è buona ma non basta (con Piccoli demoni farà un pelino meglio), la sceneggiatura zoppicante alla fine prevale è resta la sensazione di aver assistito ad un film che poteva essere molto meglio, peccato (finale deludente e ambiguo). Voto: 5,5
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sabato 20 agosto 2022
mercoledì 14 aprile 2021
Come to Daddy (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/04/2021 Qui - Spassoso mix tra commedia e thriller/noir che parte da un presupposto tutto sommato originale (dove un "ricongiungimento" familiare porterà a galla diversi e inquietanti segreti e sorprendenti colpi di scena), molto buona la narrazione, abile nel far crescere la curiosità per una vicenda all'inizio difficilmente prevedibile, anche grazie alle prove di un cast ben scelto, con un Elijah Wood sempre più propenso a ruoli fuori dall'ordinario (perfettamente a suo agio nel ruolo dell'ingenuo figliolo, dallo sguardo sognante e indifeso del Frodo che interpretò nel Signore degli Anelli, che torna a casa dal padre, speranzoso di poter riallacciare un rapporto perduto fin dalla prima infanzia). Non mancano le parti più propriamente Pulp, quasi tarantiniane nel loro mix tra violenza grafica e umorismo nero (Ant Timpson si diverte a confezionare un mix di situazioni e stilemi paradossali, senza timore di incappare nel nonsense). Nel complesso una bella sorpresa che risulta intrigante e molto accattivante, nonché ben girato e fotografato. Suggestiva la location del film, quasi tutto girato in una casa palafitta affacciata a strapiombo sul mare, che di notte si illumina come un disco volante degli anni '60 (come commenta Norval alias Elijah Wood in una delle prime scene), un film seppur non originalissimo (in cui la tensione tende comunque e purtroppo a calare più volte) interessante e godibile fino in fondo. Voto: 6,5
giovedì 30 maggio 2019
Madre! (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/07/2018 Qui - Com'è difficile parlare di questo film, francamente sono spiazzato, su di un piano emotivo l'ho trovato molto disturbante, non vedevo l'ora che finisse, su di un piano più cerebrale, si può giudicare come un'opera molto ambiziosa, che guarda molto in alto, anche se proprio quest'aspirazione, non sembra corrispondere al risultato ottenuto, un risultato tuttavia discreto. Di certo è innegabile che dopo aver assistito a Madre!, film drammatico, horror grottesco o thriller non si sa del 2017, si può tranquillamente affermare che quella concepita da Darren Aronofsky è un'opera come se ne vedono poche (un'opera incredibilmente sopra le righe che non assomiglia a niente altro), che non assomiglia a nulla di quanto realizzato dal regista in precedenza e che probabilmente lo stesso non sarà più in grado di replicare. Darren Aronofsky infatti, che dopo alcuni film tutto sommato quasi convenzionali, regista già affermatissimo e autore di pellicole importanti caratterizzate da un'insolita e caratteristica vena visionaria, che qui non rinuncia allo stile che lo ha reso celebre per questa sua ultima fatica, anzi, Mother! spinge la sua ricerca espressiva ancora più in là (forse questa volta a scapito della narrazione, che soffre di un'eccessiva frammentarietà e ridondanza), si rituffa in un film (un'opera interessantissima, di evidente impostazione psicanalitica arricchita da elementi horror, cui peraltro non manca neanche un sottile, e malato, sense of humour e su cui aleggia un'atmosfera da teatro dell'assurdo) aberrante e stravagante. Perché anche se egli ci aveva già abituati all'esplorazione delle paure e dei desideri inconfessabili che si insinuano nell'animo umano grazie a pellicole come Requiem for a Dream e Il Cigno Nero, con Madre! il regista amplifica la rappresentazione del malessere del singolo individuo e la estende a personalissimo e visionario intreccio di inquietudini e paranoie sul destino del mondo e dell'umanità. Il risultato è quindi un quadro scioccante, a tratti indecifrabile e disturbante, parrebbe sulla follia del nostro tempo, sull'insostenibilità della nostra condizione di esseri umani schiacciati dalle prospettive che gravano sul pianeta e dalle aspettative di chi ruota attorno a noi, e forse anche sulla forza dirompente dell'amore, quello che ci rende vulnerabili, quello che ci terrorizza a morte, ma è difficile capirlo con esattezza.
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venerdì 21 settembre 2018
Il caso di Lizzie Borden (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/09/2015 Qui - Il caso di Lizzie Borden (USA, 2014), la vera storia di Lizzie Borden, accusata del brutale omicidio di suo padre e della sua seconda moglie e assolta in un processo, che ha attirato l'attenzione nazionale, anche se nessuno è stato mai accusato del reato, rimasto irrisolto. Riconosciuta colpevole dall'opinione pubblica, la Borden ha comunque vissuto nella sua città natale per il resto della vita. In un torrido pomeriggio d'estate del 1892 a Fall River, nel Massachusetts, Lizzie Borden (Christina Ricci) torna nella casa che condivide con il padre Andrew, la matrigna Abby e la sorella Emma. Niente però è come tutte le altre volte e Lizzie trova i genitori violentemente assassinati. Le indagini della polizia però puntano soprattutto su Lizzie stessa. Andrew Jennings, difensore di Lizzie, è convinto della sua innocenza sostenendo come sia inconcepibile che una donna, ritenuta da tutti sana e tranquilla, possa aver brutalmente ucciso la sua famiglia con un'ascia. Interessante. Voto: 6+
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