Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/02/2024 Qui - Il bello di questa pellicola quasi esclusivamente "all black" consiste nel narrare la lotta di un intrepido attivista per i diritti civili e la non violenza in chiave umoristica filtrando il tutto attraverso lo sguardo di un protagonista intrepido ma sempre col sorriso sulle labbra (ben interpretato dal candidato all'Oscar Colman Domingo). Ed è proprio per il suo contributo (dietro le quinte) all'organizzazione della grande marcia su Washington che la sua storia personale (di uomo nero omosessuale) seppur brevemente descritta, quasi stona con il resto. Che consiste in un ritmo regolare, dialoghi azzeccati, finale esaustivo, l'utilizzo di sequenze in bianco e nero poi, rende l'atmosfera noir contrastando in maniera voluta quanto efficace col clima disteso delle altre scene. Il film si avvale infine di una pregevole ambientazione, curato nella ricostruzione storica, e tuttavia, seppur può risultare interessante a livello didattico, seppur diretto con diligenza, gli manca la necessaria brillantezza per farlo emergere da una dignitosa media (anche perché retorico, banale ed ordinario). Voto: 6 [Netflix]
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giovedì 8 febbraio 2024
Rustin (2023)
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martedì 31 gennaio 2023
Spiral - L'eredità di Saw (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2023 Qui - Vorrei dire che si tratta di una delusione, ma in fondo, visto il capitolo precedente (anche se è un reboot che si distacca dalle vicende della serie principale), non posso affermare che sia così: sotto sotto temevo che l'esito finale sarebbe stato questo. Un Chris Rock che non riesce ad avere una recitazione abbastanza convincente in un film del genere, Samuel L. Jackson che pur essendo uno dei miei attori preferiti in assoluto qui sembra a tratti non sapere nemmeno lui perché ci sta, Darren Lynn Bousman alla regia non fa chissà cosa, nonostante fosse stato richiamato apposta perché conosce abbastanza bene la saga avendone diretti diversi episodi, la sceneggiatura non è un granché nonostante le intenzioni siano anche interessanti e c'è poco splatter, anche se quello è l'ultimo dei problemi. Personalmente, apprezzando questa saga, mi ci sono anche divertito, ma Spiral è oggettivamente mediocre. Voto: 5
lunedì 4 gennaio 2021
A Very Murray Christmas (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/01/2021 Qui - Il tocco di classe di Sofia Coppola alla regia e di Paul Shaffer al pianoforte per una parodia dei varietà televisivi celebrativi. Troppo carico di canzoni a tema natalizio, anche se alcune scelte sono originali e le interpretazioni fantastiche, comprese quelle volutamente stonate (Chris Rock, stonato ma simpaticissimo) o quelle volutamente minimali (George Clooney). Bravissima soprattutto Miley Cyrus, la sua interpretazione di "Silent Night" è formidabile. Quanto a comicità, data la classe di tutta l'operazione, non c'è nulla di sguaiato, ma la sola fisicità e espressività di attori come Bill Murray (giustappunto il vero mattatore di questo speciale prodotto da Netflix), Jason Schwartzman e Maya Rudolph porta allegria in contrasto alla finta malinconia presa a pretesto per la storia/filo conduttore. Contro il logorio del natale moderno questo racconto sommesso coccola la mente e scalda il cuore. A Very Murray Christmas è un gioioso e delicato mediometraggio che pare riportarci alle atmosfere disincantate, talvolta ingenue, talvolta al contrario maliziose, delle commedie sentimentali anni '50, magari quelle con Doris Day, al posto di quel simpatico, rissoso, irascibile, carissimo Bill Murray canterino. Voto: 6
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domenica 13 gennaio 2019
Che cosa aspettarsi quando si aspetta (2012)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2016 Qui - Che cosa aspettarsi quando si aspetta (What to Expect When You're Expecting) è un commedia corale (del 2012) sulle gioie e i dolori della gravidanza, della maternità e della paternità. Il film (andato in onda il 9 luglio in prima visione su Canale5), diretto da Kirk Jones, è ispirato ad un famoso manuale anglosassone dall'omonimo titolo, che presenta una serie di situazioni più o meno approfondite (una guida per futuri genitori, che dà informazioni sulla gravidanza ai futuri genitori dal concepimento fino al post partum), con la costante del sentimento e dell'ironia. Il film (non proprio adatto a tutti, dato che anche se simpatico l'argomento è indubbiamente specifico), che vanta un cast stellare, tra gli altri, Elizabeth Banks, Cameron Diaz, Anna Kendrick, Chris Rock, Brooklyn Decker, Jennifer Lopez, Rodrigo Santoro, Chace Crawford e Matthew Morrison, segue le vicende di cinque coppie alle prese con le gioie e le problematiche della gravidanza (se ancora non l'avevate capito) e dei timori nel diventare genitori. C'è chi adotta, chi partorisce e chi perde un bambino e per ogni donna che soffre o gioisce c'è un uomo a volte confuso o smemorato, perplesso ma volenteroso. Il film comunque tratta più punti, grazie soprattutto alle varie e diverse vite di ogni coppia, le gioie e i dolori dettati da una gravidanza, le difficoltà di prepararsi ad un evento che cambia inevitabilmente la vita, gli scontri tra idee contrastanti, il tema dell'adozione in modo piuttosto approfondito e l'aborto, inteso solo come naturale e non artificiale. Le vicende, sebbene abbiano in comune tutte la gravidanza, hanno 5 diversi sviluppi non proprio tanto realistici, anzi, la sceneggiatura tratteggia in maniera superficiale personaggi e situazioni, e peggio ancora non tralascia di cospargere molte scene di pesante retorica buonista. Le differenti problematiche riguardanti il periodo della gravidanza vengono raccontate in maniera piuttosto banale, sia nei pochissimi momenti seri sia quando si vorrebbe cercare di far ridere. Le vicende riguardanti le varie coppie poi sono legate da un filo narrativo sottilissimo, non tutte le storie difatti appaiono appassionanti o ben strutturate, il sentimentalismo nel finale prevale, e anche se in alcuni momenti si riesce a sorridere un po' grazie ad alcune battute al vetriolo affidate soprattutto al cast maschile, non tutto convince. La sensazione sgradevole è che si sia adoperata la tematica per costruire una serie di situazioni e scenette da commedia senza avere un quadro totale di cosa si stava realizzando.
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Wendi McLendon-Covey
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