Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/09/2021 Qui - La Blumhouse Productions (quella di Jason Blum) fa un reimagining della serie televisiva Fantasilandia virando l'idea originale nel proprio stile, si resta quindi perennemente in bilico tra commedia (l'inizio), mystery (il build-up) e thriller/horror dai toni sci-fi (tutta la seconda ora di film), nella suggestiva cornice delle isole Fiji. A parte Michael Peña, cast insopportabile (si presume scelto apposta), fotografia brillante, buon ritmo e qualche riflessione sull'impossibilità di cambiare il corso del destino. I troppi twist nel finale risultano un po' forzati e la durata è eccessiva, però non male. Perché certo, troppi personaggi e troppe storie sgradite, perché certo, è una fusione di generi che, non funziona o funziona a tratti (e in tal senso peccato non avere sfruttato il potenziale nel migliore dei modi), ma almeno (al contrario di altre peggio fesserie) ci si diverte ed è piacevole a vedersi, magari sorseggiando un cocktail (tropicale). Per il regista Jeff Wadlow tuttavia passo indietro da Obbligo o verità, piccolo passo in avanti da Bloodshot, dov'era sceneggiatore. Voto: 5,5
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venerdì 17 settembre 2021
Fantasy Island (2020)
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Thriller orrorifico
mercoledì 31 luglio 2019
Obbligo o verità (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2019 Qui
Tema e genere: Thriller sovrannaturale/horror, prodotto dalla solita casa di produzione di Jason Blum, la Blumhouse, simpatico e inquietante, che mescola l'idea di maledizione persecutrice al gioco di società.
Trama: Obbligo o verità, un innocuo gioco tra amici, si trasforma in qualcosa di mortale quando qualcuno (o qualcosa) inizia a punire coloro che dicono una bugia o si rifiutano di mettere in mostra il loro coraggio.
Recensione: Obbligo o Verità, com'è facile già intuire, s'ispira molto a horror come Final Destination. Uno spirito tenta di sterminare un gruppo di ragazzi. In questo non c'è nulla di male, ma nel corso del film è semplicissimo dedurre le vittime del gioco, in pochi secondi. Chiaramente, l'intrattenimento non è nell'ansia di vedere i protagonisti sopravvivere al gioco, quanto nel vedere in quale modo fantasioso moriranno. Obbligo o Verità non richiede grandi caratterizzazioni dei personaggi: infatti, tutti i protagonisti in scena (in Messico per festeggiare il loro ultimo Spring Break), al di là delle due amiche Olivia e Mackie, appaiono come maschere. E come sempre, altro aspetto imposto al genere prevede un cast di attori tutti bellissimi, forse perché vederli morire male e come mosche soddisfa una sorta di rivalsa sociale dei comuni mortali. Obbligo o Verità riesce comunque a fare una cosa: intrattenere. Privo di vere e proprie scene morte o inutili ai fini della trama, è difficile annoiarsi. L'azione è infatti gestita bene e le scene horror sono ben costruite, sebbene qualche effetto speciale sul finale avrebbe meritato un budget maggiore. Il grande difetto del film è però la sua aderenza a un genere visto e rivisto. Per chi è abituato a questo filone e magari s'aspetta qualcosa di nuovo, la delusione è dietro l'angolo. Tutti gli avvenimenti sono telefonati e non c'è alcuna velleità di stupire il pubblico con qualcosa di diverso rispetto a quanto vediamo ormai da anni sul grande schermo. Già nei minuti dedicati alle introduzioni dei personaggi sappiamo già a chi dedicare un gesto della croce e a chi no, riponendo qualche speranza nella loro possibile sopravvivenza. Interessanti però alcune cose. Innanzitutto il messaggio (forse forzato ma comunque efficace) del regista sulla pericolosità di giochi (le challenge di internet) tanto divertenti quanto stupidi, ma soprattutto buona è la scelta della rappresentazione del male, che può colpire ovunque, in qualunque momento, tramite qualunque persona. La pellicola del regista di Kick-Ass 2 decide semplicemente di deformare i volti delle persone ignare coinvolte dal demone, donandole un ghigno deformato che rappresenta la principale fonte creepy dell'intera opera. In Obbligo o Verità non troviamo laghi di sangue finto o tentativi di Jumpscare forzati, che spesso rovinano la riuscita del film, siamo più vicini alle parti di un thriller che di un vero e proprio horror, e questo è un bene. Bene anche l'altro messaggio, più nascosto, che spesso dire la verità a chi ci vuole bene può essere molto più spaventoso dell'affrontare la morte stessa, rendendo questo misterioso e oscuro demone allegoria della mancanza di sincerità che pervade la nostra quotidianità, portandoci a nasconderci dietro a una maschera, a uno specchio che distorce il nostro essere come i volti che circondano i protagonisti, ricordando loro la semplice regola del gioco, truth or dare. E quindi, anche se Obbligo o Verità rappresenta l'ennesimo capitolo di un filone horror ormai davvero abusato, è questo un film a tratti ben riuscito, che mantiene un ritmo narrativo costante e poco noioso, riuscendo così a farsi apprezzare.
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