Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2023 Qui - Peter Strickland ha (indubbiamente) uno sguardo particolare nei confronti dell'horror. Utilizzando un'estetica tipica degli anni settanta, fra l'altro ambientando la stessa storia, fa emergere un discorso molto legato al consumismo ponendo al centro questo vestito rosso, molto provocante, dalle caratteristiche sinistre all'interno del microcosmo dei suoi portatori. Una pellicola allucinata che quindi è un viaggio nel tempo (siamo negli anni '90, contaminati da una miriade di particolari anni '70, tra cui gli spot) tra colori pop, rimandi Argentiniani (le commesse-streghe che praticano riti sui manichini nudi) ed atmosfere Lynchiane. Ma non mancano anche incursioni nell'assurdo (i colloqui con i datori di lavoro, la nenia ipnotica del riparatore di lavatrici). Ammirevole ricercatezza, dialoghi inclusi, colonna sonora volutamente stridente, sceneggiatura a metà tra l'horror e il grottesco. Il rischio, forse, è quello di ubriacarsi tanto il film è ridondante e pregno di particolari bizzarri, infatti l'intera operazione sembra trovare come unico senso della sua stessa esistenza l'appagamento del senso estetico del regista, però è una roba talmente bizzarra ed anticommerciale che merita una visione. Lascia difatti perplessi (tutto il film non fornisce spiegazioni realmente esaustive) ma anche appunto deliziati, soprattutto se si ama l'humor nero. Peccato solo che la sceneggiatura col passare dei minuti non mantenga ciò che promette: all'inizio la tensione monta, ma l'interesse non si mantiene costante. In ogni caso, e nonostante tutto, abbastanza valido. Voto: 6+
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mercoledì 17 maggio 2023
In Fabric (2020)
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Thriller orrorifico
martedì 28 febbraio 2023
Il mostro dei mari (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2023 Qui - Gradevole film prodotto da Netflix e diretto da un artista proveniente dalla Disney (è uno dei registi di Oceania). Sebbene i "riferimenti" si sprechino (il più immediato è alla serie di Dragon Trainer),
nell'insieme si tratta di un buon prodotto che coniuga azione,
sentimenti e umorismo, oltre a veicolare in modo non pedante messaggi
positivi di tipo ecologico e (cosa forse inaspettata) sulla propaganda
veicolata dai regimi. La storia in effetti non mostra nulla di nuovo con
il solito ribaltamento dei suoi personaggi dove i buoni diventano
cattivi e dove i mostri non sono poi così cattivi, ma il buon ritmo non
permette cali d'attenzione e si lascia guardare fino alla fine con un
certo ottimismo e simpatia. Molto riuscita l'animazione, rivedibile
invece il doppiaggio italiano. Non immune da banalità e forzature,
comunque piacevole prodotto, semplice ma efficace, non da buttare
(nomination ci sta). Voto: 6+
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lunedì 4 gennaio 2021
Fatman (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/01/2021 Qui - Ricco bambino malvagio (stronzo) riceve carbone per Natale e assolda un killer (un Walton Goggins decisamente bastardo) per uccidere Babbo Natale. La premessa folle è seguita da un film che si muove sui binari del fantastico partendo dal presupposto che sia la realtà, di conseguenza anche il Santa di Mel Gibson (maledettamente in parte) è fuori dagli schemi e certamente spassoso nella rappresentazione, così come tutto il sistema legato al tema natalizio. Non mancano scene action e di violenza pulp per un lavoro curioso (che ha ben poco del cinema per famiglie), a tratti con intuizioni geniali ma anche con molti dettagli lasciati alla sospensione dell'incredulità. I fratelli in regia (Ian Nelms e Eshom Nelms) sanno però nel complesso ben sviluppare la storia e si arriva alla fine soddisfatti. Favola nera incompleta sì, ma con buone idee. Poteva essere parecchio migliore, ma si lascia vedere. Voto: 6
domenica 7 luglio 2019
Peter Rabbit (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/03/2019 Qui - Dopo il criticabile remake di Annie (l'adattamento cinematografico dei fumetti Little Orphan Annie), il regista Will Gluck ci riprova, adattando la serie televisiva Peter coniglio (Peter Rabbit), basata a sua volta sul racconto di Beatrix Potter (conosciutissima nel mondo anglosassone e meno da noi), uno dei capisaldi della letteratura inglese per l'infanzia. Qualche anno fa una biografia cinematografica con protagonisti Renée Zellweger e Ewan McGregor, che ne aveva raccontato anche la storia d'amore poco convenzionale con il suo editore, ebbe poca fortuna. Forse non ha avuto neanche questo live action tanta fortuna, eppure, rendendo le avventure dell'irresistibile coniglio e della sua combriccola adatte non solo ai più piccini, ma anche ai teenager e agli adulti, il regista riesce a fare centro. Anche perché a parte l'indiretto omaggio all'autrice nel nome della protagonista femminile umana, poco rimane (fortunatamente) dello spirito originale dei racconti (alquanto stucchevole), che si trasformano in una specie di slapstick comedy in stile Tom e Jerry, dove la sfida è tra il roditore astuto e senza paura e un giovane umano che ha la pessima idea di sbarrargli la strada verso i suoi ortaggi. In più, al vecchio e burbero McGregor dei racconti originali (che tira le cuoia a inizio film per un infarto, proprio quando aveva finalmente acchiappato il coniglietto e si accingeva a trasformarlo in una torta da forno) si sostituisce il pronipote Thomas, un personaggio più "fresco". Fresco come il film, Peter Rabbit è infatti, un film (del 2018) divertentissimo e dal ritmo frenetico, che tra musica pop, irriverenza e sarcasmo, assicura risate e coinvolgimento. Realizzato con la stessa tecnica del bellissimo Paddington 2, grazie al lavoro straordinario dell'Animal Logic sulle animazioni e i modelli in CGI dei conigli, Peter Rabbit è un live action pieno di personaggi indimenticabili, a cui è facile affezionarsi per la capacità della sceneggiatura di dipingerli in modo ironico, realistico e gustosamente "scorretto". Oltre ai cattivissimi conigli antropomorfizzati, pienamente convincenti sono, difatti, anche i personaggi umani, in primis un perfetto Domnhall Gleeson (ottimo protagonista di film come Ex machina e Questione di tempo, che farebbe bene a non accumulare altri ruoli come quello dell'insulso generale Hux di Star Wars), che sembra nato per il ruolo dell'impacciato Thomas.
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