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venerdì 30 gennaio 2026

I film del mese (Gennaio 2026) - Seconda Parte

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/01/2026 Qui - Ecco la seconda parte della lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Il secondo speciale cinematografico del mese è incentrato sulla Giornata della Memoria, con il classico Film che la ricorda.

Scomode verità (Dramma 2024) - Patsy è un personaggio dominato da rabbia e aggressività, che sfoga su famiglia e conoscenti senza che il film offra reali motivazioni oltre a pochi cenni su traumi passati. Ne risulta una figura spesso caricaturale, nonostante l'intensa interpretazione della Jean-Baptiste. Il racconto, tipicamente Leightiano (come Peterloo ed altri), procede in modo lineare e si concentra quasi esclusivamente su di lei, ma la mancanza di un adeguato approfondimento psicologico genera freddezza e sbilanciamento. Restano memorabili alcuni scontri quotidiani (nel negozio di mobili, al parcheggio, al supermercato) e un cast complessivamente solido. Voto: 5,5

Blink Twice (Thriller 2024) - Un thriller derivativo ma efficace, che richiama Get Out e The Menu pur trovando una sua identità nel tema della violenza di genere e in un finale più beffardo e femminista del previsto. La regia di Zoe Kravitz (talentuosa attrice qui al suo debutto da regista) costruisce con lentezza un clima di inquietudine crescente, tra ironia, surreale e lampi di horror, sostenuta da una fotografia satura e da un cast solido in cui spicca l'ambiguità di Channing Tatum. La trama non brilla per originalità e qualche ingenuità affiora, ma l'intrattenimento funziona e il twist conclusivo dà la giusta scossa. Un esordio imperfetto ma godibile. Voto: 6,5

Una figlia (Dramma 2025) - Dopo MiaIvano Di Matteo torna a raccontare adolescenti fragili e contesti familiari tesi, ma questa volta il risultato è meno incisivo. L'omicidio che apre la storia genera spunti forti (soprattutto nelle sequenze del carcere minorile) senza però trovare un vero approfondimento emotivo o sociale. La regia punta su un realismo anni '80-'90, ma spesso scivola in una drammaticità facile. Ginevra Francesconi è la più convincente, mentre Stefano Accorsi resta sacrificato da una scrittura debole. Buone alcune figure di contorno, meno riuscita la rappresentazione della Polizia. Un film che si segue, ma che rimane sospeso e poco coraggioso. Voto: 5,5

The Alto Knights - I due volti del crimine (Dramma/Gangster 2025) - Un omaggio al gangster movie classico, con Barry Levinson (alla regia 10 anni dopo il modesto Rock the Kasbah) che rilegge Martin Scorsese senza però raggiungerne l'energia. L'idea del doppio ruolo funziona: Robert De Niro regge il film con carisma, incarnando due volti opposti del crimine organizzato, anche se trucco e gestualità tradiscono l'età. La ricostruzione d'epoca è curata e la fotografia dà solidità, ma il racconto resta statico, verboso e poco incisivo, privo di veri guizzi. Un'opera professionale, dignitosa, che aggiunge poco al genere ma si lascia vedere grazie al mestiere dei suoi autori. Voto: 6

Eden (Thriller 2024) - Ron Howard parte da una storia affascinante ma realizza un film corretto più che memorabile. L'ambientazione selvaggia di Floreana diventa teatro di un'umanità corrosa da invidia, paranoia e istinti primordiali, in un racconto più cupo del solito per il regista (che con Tredici vite aveva realizzato il classico compitino). La confezione è solida e il cast notevole (con un trio di donne pazzesche), anche se alcune prove risultano sopra le righe e la durata pesa. L'idea dell'Eden che si trasforma in inferno è interessante, ma il film resta statico e poco incisivo (come fu Elegia americana), lasciando la sensazione di un'occasione solo in parte sfruttata. Voto: 5,5

L'amore che non muore (Romantico 2024) - Un film che mescola commedia, dramma, noir e persino musical con energia disordinata ma contagiosa. Gilles Lellouche (bravo attore e regista interessante, vedasi 7 uomini a mollo) firma un racconto imperfetto e disomogeneo, sostenuto però da un ritmo alto, una colonna sonora trascinante e personaggi vivi nelle loro fragilità. La storia d'amore tra una ragazza "perbene" e un giovane già segnato dal crimine funziona, nonostante qualche prevedibilità e la lunga durata. Cast solido, con François Civil più incisivo della pur intensa Adele Exarchopoulos. Un'opera passionale, non impeccabile ma coinvolgente. Voto: 7

Heart Eyes - Appuntamento con la morte (Romantico/Horror 2025) - Uno slasher contaminato dalla commedia romantica, poco originale ma sorprendentemente divertente. Josh Ruben (già regista del "simpatico" A cena con il lupo - Werewolves Within) conosce bene il genere: cita Scream, inserisce un killer dal look efficace (con gli occhi a cuoricino) e dosa bene ritmo, ironia e qualche spruzzata di cattiveria. La trama è prevedibile e l'identità dell'assassino si intuisce presto, ma i protagonisti funzionano, i dialoghi scorrono e le sequenze splatter si integrano con leggerezza. Un intrattenimento semplice, senza pretese, che fa esattamente ciò che promette. Voto: 6

Guglielmo Tell (Storico/Dramma 2024) - Un classico racconto di cappa e spada che rilegge la leggenda di Guglielmo Tell (ben interpretato da Claes Bang) con cura visiva e solide ricostruzioni d'epoca. I paesaggi svizzeri e le scene di battaglia funzionano, così come un cast ben scelto, con Ben Kingsley particolarmente incisivo. Tuttavia, la narrazione resta troppo concentrata sul protagonista senza approfondirlo davvero, i dialoghi risultano deboli e la durata si fa sentire. Un film (diretto da Nick Hamm, il regista dell'interessante Driven - Il caso DeLorean) diligente, corretto, ma poco memorabile, pur offrendo qualche momento di autentica tensione. Voto: 6

Black Bag - Doppio gioco (Thriller 2025) - Un elegante esercizio di stile di Steven Soderbergh (regista che torna in pista dopo il deludente Kimi - Qualcuno in ascolto, arrivato dopo una serie di buoni film tra i quali No Sudden Move): una spy‑story algida, verbosa e priva di vera azione, sostenuta soprattutto dalla confezione impeccabile e dal carisma di Michael Fassbender e Cate Blanchett. La trama, una classica caccia alla talpa, richiede attenzione assoluta per non perdersi nei dialoghi tecnici e nei molti nomi, e pur partendo bene finisce per perdere slancio, approdando a un finale alla Agatha Christie. Curato, breve e raffinato, ma poco memorabile. Voto: 6+

M3GAN 2.0 (Sci-fi/Azione 2025) - Un sequel diretto del precedente che abbandona l'horror domestico per trasformarsi in un action fantascientifico pieno di citazioni, ritmo forsennato e CGI impeccabile. La dinamica bambina‑robot sparisce quasi del tutto, lasciando spazio a un giocattolone colorato dove Megan diventa l'eroina alla Terminator 2 contro la nuova minaccia Amelia. L'intreccio si allarga a complotti e geopolitica, a volte con troppa carne al fuoco, ma il divertimento non manca: sparatorie, arti marziali alla Matrix, esplosioni e momenti cult come la sequenza alla Supercar. Meno riusciti i sermoni sull'AI, ma come intrattenimento fracassone funziona. Voto: 6

Flight Risk - Trappola ad alta quota (Thriller 2025) - Un thriller a basso budget e tra i lavori meno riusciti (anzi il peggiore) di Mel Gibson regista. Ambientato quasi tutto su un aereo, soffre di effetti modesti, colpi di scena prevedibili e un sentimentalismo fuori luogo. Mark Wahlberg diverte come villain sopra le righe, mentre Topher Grace e Michelle Dockery convincono solo a tratti. Qualche momento adrenalinico c'è, ma la trama è telefonata e l'insieme resta scorrevole quanto dimenticabile. In attesa che Gibson ritrovi davvero la sua forma, quella che gli permise di dirigere nel 2016 il bellissimo La battaglia di Hacksaw Ridge, dramma bellico di memorabile intensità. Voto: 4,5

IL FILM DELLA MEMORIA

Il dono più prezioso (Animazione/Dramma 2024) - Un film che segna il debutto nell'animazione di Michel Hazanavicius (regista eclettico che tra un remake inutile e principi "dimenticati" è capace di realizzare film memorabili come questo), che adatta la favola di Jean-Claude Grumberg raccontando la Shoah dal punto di vista dei "salvati". La vicenda della neonata gettata dal vagone e salvata da una coppia di taglialegna diventa una fiaba dura e umanissima, priva di retorica, capace di restituire l'orrore attraverso immagini essenziali e un'animazione acquerellata, grezza e poetica. La voce narratrice e la musica di Alexandre Desplat aggiungono profondità emotiva a un racconto quasi muto, dove la semplicità formale amplifica la tragedia. Presentato a Cannes, il film (che avrebbe meritato una candidatura agli Oscar) unisce rigore morale, delicatezza visiva e un messaggio umanista che parla a tutti, trasformando una storia di dolore in una piccola, luminosa parabola di resistenza e compassione. Voto: 7

mercoledì 31 maggio 2023

Boss Level (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2023 Qui - Tra action-thriller e sci-fi, un lavoro esplosivo che si basa su concetti (riprende il canovaccio del loop temporale giornaliero) e stili già visti (Auguri per la tua morte ma anche Upgrade, oppure Free Guy, e tanti altri) offrendone però una variante entusiasmante. Carico d'ironia, adrenalina, dettagli splatter e personaggi caricaturali, non molla il ritmo un attimo anche grazie a un montaggio serrato, e una regia (del Joe Carnahan di Copshop), abbastanza valevole. Mel Gibson sembra ormai a suo agio in questi ruoli sopra le righe, Frank Grillo (almeno per questa volta) è un protagonista sorprendente e non dimostra i suoi 55 anni. Quasi un enorme videogioco che non può che divertire, tra strizzate d'occhio e one-liners ad effetto. Forse il finale, l'ultima immagine, mi è sembrato inconcludente e persino troppo aperto per un lavoro che contiene tutti i cliché del genere. Nonostante tutto resta un B-movie godibile. Voto: 6

lunedì 4 gennaio 2021

Fatman (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/01/2021 Qui - Ricco bambino malvagio (stronzo) riceve carbone per Natale e assolda un killer (un Walton Goggins decisamente bastardo) per uccidere Babbo Natale. La premessa folle è seguita da un film che si muove sui binari del fantastico partendo dal presupposto che sia la realtà, di conseguenza anche il Santa di Mel Gibson (maledettamente in parte) è fuori dagli schemi e certamente spassoso nella rappresentazione, così come tutto il sistema legato al tema natalizio. Non mancano scene action e di violenza pulp per un lavoro curioso (che ha ben poco del cinema per famiglie), a tratti con intuizioni geniali ma anche con molti dettagli lasciati alla sospensione dell'incredulità. I fratelli in regia (Ian Nelms e Eshom Nelms) sanno però nel complesso ben sviluppare la storia e si arriva alla fine soddisfatti. Favola nera incompleta sì, ma con buone idee. Poteva essere parecchio migliore, ma si lascia vedere. Voto: 6

sabato 21 novembre 2020

Dragged Across Concrete - Poliziotti al limite (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/11/2020 Qui - Grosse aspettative per questo thriller poliziesco noir drammatico in cui due onesti poliziotti, sospesi dal servizio, passano dalla parte del crimine per far fronte a difficoltà economiche. S. Craig Zahler però non replica il rigore e la durezza del film precedente (dei film precedenti, rispetto a Cell Block 99 la violenza, pur sempre presente, è molto più contenuta): gli stereotipi sono oltre il limite di guardia (il fratello paralitico, la moglie malata, l'anello nascosto, e via discorrendo), il ritmo latita fra una prima parte "attendista" estenuante ed un epilogo frettoloso, certi personaggi secondari sembrano buttati nella mischia a caso (la neo mamma depressa interpretata da Jennifer Carpenter). La buona prova di Mel Gibson e Vince Vaughn non salva un film troppo lungo e sfilacciato, un film pochino deludente. Voto: 5,5

giovedì 14 maggio 2020

Mad Max oltre la sfera del tuono (1985)

Titolo Originale: Mad Max Beyond Thunderdome
Anno e Nazione: Australia 1985
Genere: Fantascienza, Azione, Avventura
Produttore: George Miller
Regia: George Miller, George Ogilvie
Sceneggiatura: Terry Hayes, George Miller
Cast: Mel Gibson, Tina Turner, Angry Anderson
Frank Thring, Angelo Rossitto, Paul Larsson
Bruce Spence, Adam Cockburn, Robert Grubb
Edwin Hodgeman, Tom Jennings
Durata: 105 minuti

Terzo film della serie di Mad Max, ambientato in un futuro distopico post-apocalittico.
Nel futuro, la fonte di energia è lo sterco dei maiali. Attraversato il deserto, Mad Max deve scontrarsi con Baser Town, il feroce campione della regina Auntie. Dopo averlo battuto, viene ricacciato tra le dune dove viene salvato da una comunità di bambini sopravvissuti a un incidente aereo. Max decide di guidarli contro Baser Town e la sua società basata sullo sfruttamento più crudele.

Interceptor - Il guerriero della strada (1981)

Titolo Originale: Mad Max 2
Anno e Nazione: Australia 1981
Genere: Azione, Fantascienza, Drammatico
Produttore: Byron Kennedy
Regia: George Miller
Sceneggiatura: Terry Hayes, George Miller, Brian Hannant
Cast: Mel Gibson, Michael Preston, Bruce Spence
Virginia Hey, William Zappa, Arkie Whiteley
Max Phipps, Vernon Wells, Emil Minty, Kjell Nilsson
Durata: 95 minuti

Mad Max, l'intrepido guerriero di "Interceptor" è di nuovo sulla strada.
Nell'aspro deserto, reso ancora più inospitale dalla natura contaminata dal disastro atomico, si gioca la partita mortale della vita e della morte. L'unica moneta corrente è il petrolio, oramai agli sgoccioli: Mad Max scova un deposito del prezioso liquido assediato dalla tribù dei feroci Umungus, e ingaggia con questi una durissima battaglia.

Interceptor (1979)

Titolo Originale: Mad Max
Anno e Nazione: Australia 1979
Genere: Azione, Thriller, Fantascienza
Produttore: Byron Kennedy
Regia: George Miller
Sceneggiatura: James McCausland, George Miller
Cast: Mel Gibson, Joanne Samuel, Hugh Keays-Byrne
Steve Bisley, Tim Burns, Roger Ward, Geoff Parry
Jonathan Hardy, Sheila Florance, Vincent Gil, Steve Millichamp
Durata: 93 minuti

Primo film della saga action cult degli anni '80, con un personaggio entrato nella leggenda.
Max Rockatansky fa parte di un gruppo speciale di poliziotti motorizzati. Siamo in un futuro prossimo, dominato da violenza, droga e bande di teppisti. Quando uno di questi gruppi si presenta all'orizzonte, Max viene coinvolto in una lotta sanguinosa di cui fanno le spese la moglie e il figlio. Non gli rimane che la strada della vendetta.

venerdì 17 gennaio 2020

Il professore e il pazzo (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/01/2020 Qui
Tema e genere: Adattamento cinematografico del libro del 1998 L'assassino più colto del mondo (The Surgeon of Crowthorne: A Tale of Murder, Madness and the Love of Words) scritto da Simon Winchester, film biografico drammatico che narra le vicende di Sir James Murray, che nel 1879 inizia a lavorare alla prima edizione dell'Oxford English Dictionary.
Trama: La storia dietro la creazione del primo dizionario storico della lingua inglese da parte del professor James Murray, il cui lavoro è divenuto complicato per via della partecipazione del dottor W.C. Minor, paziente di un ospedale psichiatrico.
Recensione: Film biografico e ambizioso che nasce dalla volontà di ripercorrere un momento fondamentale per la lingua inglese (ovvero la realizzazione del primo e rinomatissimo dizionario oxfordiano), Il professore e il pazzo (The professor and the Madman) poggia tutto il suo peso sul valore della storia e su un cast di grandi nomi in cui spiccano Mel Gibson e Sean Penn nel ruolo di co-protagonisti (il primo comunque risulta eccessivo in un ruolo che sicuramente gli piace troppo, con il suo senso di onnipotenza che pervade per tutta la durata del film, mentre il secondo è imprigionato, anche letteralmente, in un ruolo che non gli permette di svecchiarsi e che lo lega a passate interpretazioni, funzionano meglio i personaggi femminili: buona l'interpretazione di Natalie Dormer, anche se il suo personaggio vive un'avventura fin troppo prevedibile, mentre risulta perfetta nel ruolo di moglie devota e saggia Jennifer Ehle). Un confronto che tutto sommato diventa cuore e anima del film, perché vede il faccia a faccia tra un autodidatta assai volitivo e lucido e un uomo di studi (medico e chirurgo) parzialmente oscurato dalla malattia psichiatrica. Un confronto particolare e interessante che infine troverà nella passione per la lingua, e in tutte le sue sfumature, un terreno fertile di dibattito e unione. Eppure, al netto di un progetto interessante e di una storia con un suo indubbio potenziale, il film diretto da P.B. Shemran (collaboratore dello stesso Gibson che aveva contribuito alla scrittura di Apocalypto) mostra quasi subito le sue molte debolezze, dettate forse in particolar modo dalla non capacità della scrittura di rendere fluida e affascinante una storia con così tanti risvolti, valori e sotto-testi.

lunedì 3 giugno 2019

Daddy's Home 2 (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/08/2018 Qui - Non era forse il momento o il periodo giusto di vedere un film natalizio, ma se parliamo del sequel di una divertente commedia come fu Daddy's Home allora era questa forse la migliore occasione che aspettare Natale. Anche perché dopo il primo riuscito film, con la coppia collaudata Will Ferrell/Mark Wahlberg (che confermano la loro sintonia incredibile e l'indiscutibile talento comico, i due attori non sono infatti alla prima collaborazione e si vede), ecco che il divertimento in Daddy's Home 2, film del 2017 diretto da Sean Anders, raddoppia con l'arrivo dei rispettivi padri John Lithgow/Mel Gibson (seppur entrambi leggermente spiazzati e intimiditi). Certo, il primo era più divertente e più cattivo, questo è imprigionato nella solita logica statunitense della commedia buonista natalizia per famiglie con il lieto fine zuccheroso obbligatorio, ma c'è anche da dire che funziona (se non migliore del precedente, quanto meno sugli stessi livelli), ha un ottimo ritmo, moltissime gag divertenti e gli attori fanno un grandioso gioco di squadra. Non solo i due mattatori ma anche i due "vecchi" che calzano comunque a pennello, giacché rispecchiando quello che sono i loro figli, poiché come nel primo film si notano le differenze di rapporto che hanno con i figli e i nipoti, i loro comportamenti creano situazioni divertenti che fanno apprezzare il film. Un film che tra incidenti con la macchina per la neve finta, voli sulle slitte-gommoni, si dipana mettendo sempre più in evidenza le differenze tra le due famiglie, ma naturalmente come in tutte le commedie natalizie che si rispettino non può che esserci il riavvicinamento e il finale con la canzone cantata tutti insieme al cinema che riunisce tutti.

martedì 21 maggio 2019

Blood Father (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/04/2018 Qui - Blood Father (Azione, USA, Francia, 2016): Un film che prova a distinguersi dal minestrone che è diventato questo genere, ma fallisce miseramente, toccando punti di idiozia difficilmente raggiungibili (qui difatti non c'è una storia che non sia stata già vista e rivisitata). La pellicola infatti, adattamento cinematografico del romanzo omonimo scritto da Peter Craig, qui anche co-sceneggiatore e produttore, e nonostante un regista "importante", ovvero quel Jean-François Richet di Nemico Pubblico Nr. 1 e Assault on Precint 13, non offre alcuno spunto per poterci avvincere o sorprendere, nemmeno una tenace tecnica di ripresa che esalta le scene d'azione e le sparatorie sanguinose che attraversano il thriller. D'altronde il film, che si apre con una scena molto interessante, e che ci racconta di un padre che torna in azione per aiutare la figlia finita in un mare di guai con la criminalità, è un prodotto abbastanza bruttino con uno sviluppo banale e scontato. Non c'è inoltre un approfondimento degno di questo nome, il rapporto tra padre e figlia è troppo prevedibile e c'è una serie incalcolabile di banalità e di buchi di sceneggiatura. Senza dimenticare che la ragazza, seppur interpretata dalla bella e brava Erin Moriarty, è troppo antipatica, e il personaggio del padre, interpretato da Mel Gibson (che grazie al fisico culturista non sfigura totalmente, anche se sarebbe meglio continuasse a fare il regista, perché più che discreto è La battaglia di Hacksaw Ridge), è abbastanza squallido. Ancor più deludente il resto, anche il finale che, seppur diverso rispetto ai soliti finali di questi film, l'ho trovato davvero di pessimo gusto, anche se avrebbe avuto il suo effetto, se la resa filmica non fosse stata così scarsa. Ho trovato tristissimo inoltre il ruolo affidato al bravo William H. Macy, e ho trovato tristissimo vederlo relegato nel suo "inutile" ruolo. Tanto che alla fine l'unico aspetto positivo (oltre comunque ad una passabile prova attoriale anche di Diego Luna) è la durata non eccessiva (non arriva neanche 90 minuti). Non a caso Blood Father è probabilmente un un film perfetto per tutti coloro che hanno voglia di staccare la spina per un po', ma non è un film per coloro che cercano anche qualcosa in più rispetto a quello che non si è già visto. Tuttavia non totalmente bocciato ma neanche lontanamente promosso. Voto: 5

martedì 14 maggio 2019

La battaglia di Hacksaw Ridge (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/03/2018 Qui - Il grande ritorno alla regia di Mel Gibson, a dieci anni da Apocalypto, a dodici dal controverso ma eccezionale La passione di Cristo e a quasi 23 dal capolavoro Braveheart che gli valse anche un meritato Premio Oscar, è una singolare, incredibile ma straordinaria storia di sangue e fede in cui alla violenza della guerra (la battaglia in questione si svolse sull'isola di Okinawa e fu, come altre con i giapponesi, tra le più cruente della guerra) si contrappone la forza della coscienza di un uomo, illuminato dalle sue convinzioni, tanto più forti perché ancorate a un Oltre capace di dar senso alla morte così come alla vita. La battaglia di Hacksaw Ridge (Hacksaw Ridge) infatti, film del 2016 diretto dal regista australiano, racconta la storia vera di Desmond Doss, soldato (pacifista ed obiettore di coscienza) che per ragioni di fede rifiutò di usare le armi, ma che con il suo coraggio salvò la vita di 75 compagni durante la sanguinosa battaglia di Hacksaw Ridge. Perché quello poteva essere un racconto edificante di pacifismo e di rifiuto della guerra (cosa per il quale molti l'avranno forse scambiato) si dimostra invece ben presto di ribaltarsi nel suo contrario, giacché il film, non un film pacifista, ma nemmeno un'apologia della guerra fine a sé stessa, è un film che attraverso la guerra vuole porre un problema di etica e di posizione soggettiva. Attraverso la figura di Desmond Doss difatti, la figura dell'antieroe per eccellenza, la pecora nera alla quale chiunque di noi si affeziona per un motivo o per l'altro, Hacksaw Ridge, altresì un'opera audace e coraggiosa, osa andare controcorrente, sfidare l'establishment del rigido e rigoroso esercito americano, ed in un certo senso osa sfidare un'intera filosofia sociale, militare e politica. Perché Desmond appunto, fervente religioso (avventista Cristiano), che matura presto la ripulsione verso qualsiasi forma di violenza, fisica e psicologica, che tiene sempre vicino la Bibbia come bussola per non smarrire i propri principi e valori, e rifiutandosi perciò di impugnare, e tantomeno usare, una qualsiasi arma, rifiutandosi altresì di completare l'addestramento militare armato e restando fermamente ed irremovibilmente convinto di tener fede al comandamento biblico "non uccidere" (neppure quando si tratta del nemico, la guerra del resto non si limita al portare via delle vite ma anche a salvarle) sceglie di servire la sua Nazione e difendere i suoi connazionali e ideali, in un modo completamente nuovo e rivoluzionario rispetto al mondo che lo circonda.

domenica 16 dicembre 2018

I mercenari 3 (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/03/2016 Qui - I mercenari 3 (The Expendables 3) è un film del 2014, sequel del film I mercenari 2, la terza pellicola della saga degli Expendables, iniziata nel 2010 e creata da Sylvester Stallone, protagonista dei film e regista del primo capitolo. Andato in onda su canale5 il 7 marzo scorso, è stato l'ultimo dei film première cinema di mediaset. In questo nuovo capitolo dei Mercenari, Barney (Sylvester Stallone), Christmas (Jason Statham) e il resto della squadra si ritrovano faccia a faccia con Conrad Stonebanks (Mel Gibson), che anni prima aveva co-fondato Gli Expendables con Barney, ma che in seguito è diventato un trafficante di armi senza scrupoli, uno che Barney era stato costretto a uccidere...o almeno così pensava. Ma nella squadra di Barney Ross si materializza il più prevedibile eppure il più clamoroso degli eventi, un incidente che mette a serio repentaglio la vita di uno dei membri. L'evento spinge Ross a trovarsi un'altra squadra, fatta di giovani, più veloci ed esperti di alta tecnologia, a cui non sia legato da una profonda amicizia, per portare a termine una nuova missione, quella infatti di eliminare Stonebanks che lui vorrebbe morto ma che deve catturare, non solo a causa del ferimento del suo amico ma anche perché Stonebanks, sfuggito alla morte, ha ora come principale missione quella di eliminare Gli Expendables. Liberarsi degli amici di una vita e tenerli lontani da un bel complesso di esplosioni però è più difficile del previsto. Inutile sottolineare che questo film d'azione è una pellicola dove si sprecano proiettili, bombe, granate, mezzi corazzati, elicotteri, arti marziali in una formula chiassosa dove gli eroi vincono ed i cattivi perdono, accumulando cataste di cadaveri senza alcuna drammaticità, e ci si diverte. Inutile dire poi che questo film non si discosta dal suo vero obbiettivo, intrattenere, facendolo in modo eccelso anche e nonostante parecchi difetti e buchi nella sceneggiatura.