Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/01/2026 Qui - Ecco la seconda parte della lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Il secondo speciale cinematografico del mese è incentrato sulla Giornata della Memoria, con il classico Film che la ricorda.
Scomode verità (Dramma 2024) - Patsy è un personaggio dominato da rabbia e aggressività, che sfoga su famiglia e conoscenti senza che il film offra reali motivazioni oltre a pochi cenni su traumi passati. Ne risulta una figura spesso caricaturale, nonostante l'intensa interpretazione della Jean-Baptiste. Il racconto, tipicamente Leightiano (come Peterloo ed altri), procede in modo lineare e si concentra quasi esclusivamente su di lei, ma la mancanza di un adeguato approfondimento psicologico genera freddezza e sbilanciamento. Restano memorabili alcuni scontri quotidiani (nel negozio di mobili, al parcheggio, al supermercato) e un cast complessivamente solido. Voto: 5,5
Blink Twice (Thriller 2024) - Un thriller derivativo ma efficace, che richiama Get Out e The Menu pur trovando una sua identità nel tema della violenza di genere e in un finale più beffardo e femminista del previsto. La regia di Zoe Kravitz (talentuosa attrice qui al suo debutto da regista) costruisce con lentezza un clima di inquietudine crescente, tra ironia, surreale e lampi di horror, sostenuta da una fotografia satura e da un cast solido in cui spicca l'ambiguità di Channing Tatum. La trama non brilla per originalità e qualche ingenuità affiora, ma l'intrattenimento funziona e il twist conclusivo dà la giusta scossa. Un esordio imperfetto ma godibile. Voto: 6,5
Una figlia (Dramma 2025) - Dopo Mia, Ivano Di Matteo torna a raccontare adolescenti fragili e contesti familiari tesi, ma questa volta il risultato è meno incisivo. L'omicidio che apre la storia genera spunti forti (soprattutto nelle sequenze del carcere minorile) senza però trovare un vero approfondimento emotivo o sociale. La regia punta su un realismo anni '80-'90, ma spesso scivola in una drammaticità facile. Ginevra Francesconi è la più convincente, mentre Stefano Accorsi resta sacrificato da una scrittura debole. Buone alcune figure di contorno, meno riuscita la rappresentazione della Polizia. Un film che si segue, ma che rimane sospeso e poco coraggioso. Voto: 5,5
The Alto Knights - I due volti del crimine (Dramma/Gangster 2025) - Un omaggio al gangster movie classico, con Barry Levinson (alla regia 10 anni dopo il modesto Rock the Kasbah) che rilegge Martin Scorsese senza però raggiungerne l'energia. L'idea del doppio ruolo funziona: Robert De Niro regge il film con carisma, incarnando due volti opposti del crimine organizzato, anche se trucco e gestualità tradiscono l'età. La ricostruzione d'epoca è curata e la fotografia dà solidità, ma il racconto resta statico, verboso e poco incisivo, privo di veri guizzi. Un'opera professionale, dignitosa, che aggiunge poco al genere ma si lascia vedere grazie al mestiere dei suoi autori. Voto: 6
Eden (Thriller 2024) - Ron Howard parte da una storia affascinante ma realizza un film corretto più che memorabile. L'ambientazione selvaggia di Floreana diventa teatro di un'umanità corrosa da invidia, paranoia e istinti primordiali, in un racconto più cupo del solito per il regista (che con Tredici vite aveva realizzato il classico compitino). La confezione è solida e il cast notevole (con un trio di donne pazzesche), anche se alcune prove risultano sopra le righe e la durata pesa. L'idea dell'Eden che si trasforma in inferno è interessante, ma il film resta statico e poco incisivo (come fu Elegia americana), lasciando la sensazione di un'occasione solo in parte sfruttata. Voto: 5,5
L'amore che non muore (Romantico 2024) - Un film che mescola commedia, dramma, noir e persino musical con energia disordinata ma contagiosa. Gilles Lellouche (bravo attore e regista interessante, vedasi 7 uomini a mollo) firma un racconto imperfetto e disomogeneo, sostenuto però da un ritmo alto, una colonna sonora trascinante e personaggi vivi nelle loro fragilità. La storia d'amore tra una ragazza "perbene" e un giovane già segnato dal crimine funziona, nonostante qualche prevedibilità e la lunga durata. Cast solido, con François Civil più incisivo della pur intensa Adele Exarchopoulos. Un'opera passionale, non impeccabile ma coinvolgente. Voto: 7
Heart Eyes - Appuntamento con la morte (Romantico/Horror 2025) - Uno slasher contaminato dalla commedia romantica, poco originale ma sorprendentemente divertente. Josh Ruben (già regista del "simpatico" A cena con il lupo - Werewolves Within) conosce bene il genere: cita Scream, inserisce un killer dal look efficace (con gli occhi a cuoricino) e dosa bene ritmo, ironia e qualche spruzzata di cattiveria. La trama è prevedibile e l'identità dell'assassino si intuisce presto, ma i protagonisti funzionano, i dialoghi scorrono e le sequenze splatter si integrano con leggerezza. Un intrattenimento semplice, senza pretese, che fa esattamente ciò che promette. Voto: 6
Guglielmo Tell (Storico/Dramma 2024) - Un classico racconto di cappa e spada che rilegge la leggenda di Guglielmo Tell (ben interpretato da Claes Bang) con cura visiva e solide ricostruzioni d'epoca. I paesaggi svizzeri e le scene di battaglia funzionano, così come un cast ben scelto, con Ben Kingsley particolarmente incisivo. Tuttavia, la narrazione resta troppo concentrata sul protagonista senza approfondirlo davvero, i dialoghi risultano deboli e la durata si fa sentire. Un film (diretto da Nick Hamm, il regista dell'interessante Driven - Il caso DeLorean) diligente, corretto, ma poco memorabile, pur offrendo qualche momento di autentica tensione. Voto: 6
Black Bag - Doppio gioco (Thriller 2025) - Un elegante esercizio di stile di Steven Soderbergh (regista che torna in pista dopo il deludente Kimi - Qualcuno in ascolto, arrivato dopo una serie di buoni film tra i quali No Sudden Move): una spy‑story algida, verbosa e priva di vera azione, sostenuta soprattutto dalla confezione impeccabile e dal carisma di Michael Fassbender e Cate Blanchett. La trama, una classica caccia alla talpa, richiede attenzione assoluta per non perdersi nei dialoghi tecnici e nei molti nomi, e pur partendo bene finisce per perdere slancio, approdando a un finale alla Agatha Christie. Curato, breve e raffinato, ma poco memorabile. Voto: 6+
M3GAN 2.0 (Sci-fi/Azione 2025) - Un sequel diretto del precedente che abbandona l'horror domestico per trasformarsi in un action fantascientifico pieno di citazioni, ritmo forsennato e CGI impeccabile. La dinamica bambina‑robot sparisce quasi del tutto, lasciando spazio a un giocattolone colorato dove Megan diventa l'eroina alla Terminator 2 contro la nuova minaccia Amelia. L'intreccio si allarga a complotti e geopolitica, a volte con troppa carne al fuoco, ma il divertimento non manca: sparatorie, arti marziali alla Matrix, esplosioni e momenti cult come la sequenza alla Supercar. Meno riusciti i sermoni sull'AI, ma come intrattenimento fracassone funziona. Voto: 6
Flight Risk - Trappola ad alta quota (Thriller 2025) - Un thriller a basso budget e tra i lavori meno riusciti (anzi il peggiore) di Mel Gibson regista. Ambientato quasi tutto su un aereo, soffre di effetti modesti, colpi di scena prevedibili e un sentimentalismo fuori luogo. Mark Wahlberg diverte come villain sopra le righe, mentre Topher Grace e Michelle Dockery convincono solo a tratti. Qualche momento adrenalinico c'è, ma la trama è telefonata e l'insieme resta scorrevole quanto dimenticabile. In attesa che Gibson ritrovi davvero la sua forma, quella che gli permise di dirigere nel 2016 il bellissimo La battaglia di Hacksaw Ridge, dramma bellico di memorabile intensità. Voto: 4,5
IL FILM DELLA MEMORIA
Il dono più prezioso (Animazione/Dramma 2024) - Un film che segna il debutto nell'animazione di Michel Hazanavicius (regista eclettico che tra un remake inutile e principi "dimenticati" è capace di realizzare film memorabili come questo), che adatta la favola di Jean-Claude Grumberg raccontando la Shoah dal punto di vista dei "salvati". La vicenda della neonata gettata dal vagone e salvata da una coppia di taglialegna diventa una fiaba dura e umanissima, priva di retorica, capace di restituire l'orrore attraverso immagini essenziali e un'animazione acquerellata, grezza e poetica. La voce narratrice e la musica di Alexandre Desplat aggiungono profondità emotiva a un racconto quasi muto, dove la semplicità formale amplifica la tragedia. Presentato a Cannes, il film (che avrebbe meritato una candidatura agli Oscar) unisce rigore morale, delicatezza visiva e un messaggio umanista che parla a tutti, trasformando una storia di dolore in una piccola, luminosa parabola di resistenza e compassione. Voto: 7

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