Post pubblicato su Pietro Saba World il 13/07/2023 Qui - Non c'è stato periodo migliore se non quello degli anni '80 per i cosiddetti film per ragazzi, e non a caso quindi che per questo speciale del filone teenager in ambito cinematografico, non potevo che vederne alcuni, più precisamente quattro, che insieme formano il mio speciale Giffoni Film Festival, o come ribattezzato dalla compagnia nerd bloggeristica, Geekoni (che quest'anno, ma al momento, non penso ci sarà). E insomma, ma non è stato proprio voluto, che tre dei quattro film sono stati prodotti nel mio anno, anno 1985 che tra l'altro è stato già al centro di uno speciale, anzi Tag, cinematografico, mentre il quarto pochi anni dopo. Nessuno in ogni caso ho trovato su qualche piattaforma, e seppur vedibili (non tutti però) gratuitamente su di un sito, in streaming li ho visti, in alcuni casi rivisti. Questi film che, ci hanno (per molti di noi è successo) cresciuti, generazione di investigatori, cestisti, esploratori ed automobilisti, che tempi! Che riviviamo così ed oggi.
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giovedì 13 luglio 2023
lunedì 22 luglio 2019
Dieci bellissimi coetanei (I miei 10 film preferiti del 1985)
E' stata probabilmente dell'attore statunitense la migliore interpretazione in assoluto al pari The Wrestler, perché in questo controverso (doveroso infatti segnalare le cinque candidature di questa pellicola per i cosiddetti Oscar al contrario, ovvero i Razzie Awards) ma ottimo thriller poliziesco,
un torbido ritratto della criminalità e della corruzione newyorkese, egli offre una notevole prova.
Notevole anche la prova del regista, autore del capolavoro Il cacciatore, scomparso 3 anni fa.
un torbido ritratto della criminalità e della corruzione newyorkese, egli offre una notevole prova.
Notevole anche la prova del regista, autore del capolavoro Il cacciatore, scomparso 3 anni fa.
venerdì 19 luglio 2019
Rampage - Furia animale (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/06/2019 Qui
Tema e genere: Action basato sull'omonimo videogioco degli anni ottanta prodotto da Midway Games.
Trama: Un gorilla dal pelo argentato, un lupo e un rettile diventano creature mostruose a causa di un esperimento genetico andato per il peggio. Il primatologo Davis Okoye si unisce alle forze armate per impedire il disastro.
Recensione: La squadra di San Andreas, Dwayne Johnson eroe d'azione dai muscoli pronunciati e dal cuore d'oro, Brad Peyton in cabina di regia e Carlton Cuse alla sceneggiatura (insieme con Adam Sztykiel, Ryan Condal e Ryan Engle), prende il timone di un'altra produzione appartenente al filone catastrofico-fantascientifico. Una produzione che sfrutta il momento revival anni '80 per portare su schermo l'adattamento di un vecchio gioco cabinato, Rampage appunto, che offriva la possibilità di impersonare tre grottesche creature con il solo ed unico obiettivo di distruggere tutto quello che capitava a tiro. Un gioco (che non conosco ed a cui non ho mai giocato) quindi senza grosse pretese, come questo film, un film validissimo come intrattenimento trash. Nonostante una trama basilare per non dire esilissima, i sceneggiatori infatti, sono comunque riusciti ad estrarre un contenuto valido per rendere reale questo progetto e farlo approdare al cinema (lo scorso anno ovviamente). Un progetto in cui il regista, viste le fruttuose collaborazioni anche in Viaggio nell'isola misteriosa oltre a quell'altro, non può che scegliere proprio il volto del maschio alfa del cinema moderno per il suo protagonista. Con la sua prestanza fisica e l'immancabile carisma con il quale lima i suoi ruoli da duro, l'ex wrestler Dwayne Johnson diventa così il primatologo Davis Okoye. Dopo aver salvato un cucciolo di gorilla albino di nome George dai bracconieri, l'uomo cresce l'animale nel suo centro di accoglienza creando così un forte legame con esso. Quando la creatura si ritroverà a sua volta coinvolta in un incidente genetico che la vedrà ingrandirsi a dismisura, sarà compito del suo migliore amico, quello di fermarlo prima che commetta danni irreparabili alla popolazione di Chicago. Come se non bastasse, il gorilla non è l'unico animale ad aver subito una mutazione, anche un lupo ed un alligatore sono finiti vittime dello stesso trattamento e daranno manforte nella distruzione. Fortunatamente per Okoye, al suo fianco in questa missione potrà contare sull'aiuto della genetista Kate Caldwell, interpretata da Naomie Harris e sul misterioso agente governativo cui presta il volto Jeffrey Dean Morgan. Insieme questi individui dovranno fermare il prima possibile il malvagio e strampalato piano dei due fratelli a capo della compagnia che ha sviluppato il mutagene a causa di tutto questo. Tutti ingredienti ottimali insomma per un film d'azione che prometteva scintille e adrenalina per tutta la sua durata, promesse in parte mantenute. Infatti, sebbene le premesse fatte fossero ben poco invitanti, il film di e su Rampage non è da bocciare in toto. La trama piatta e semplicistica è visivamente ritagliata tutta attorno al ruolo del personaggio principale, ritagliando una cornice ben fatta, ma rimanendo comunque una base scarna utile solo per mostrare effetti speciali esagerati. Una realizzazione tecnica che diventa il lato forte, nonché vero fulcro di questo lungometraggio. Questi effetti, sono infatti veramente ben realizzati ed imponenti, nonché onnipresenti per l'intera proiezione. Tutto questo viene supportato nei momenti più calmi da un umorismo basilare che però riesce a strappare una risata nonostante tutto. Insomma, un prodotto di intrattenimento fine a se stesso e senza troppe pretese, utile a divertire e passare qualche ora di svago senza troppi pensieri.
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domenica 23 giugno 2019
Le migliori colonne sonore dei film visti nel 2018
Classifica pubblicata su Pietro Saba World il 21/12/2018 Qui - Dopo la Top 28, i migliori film per genere e i migliori attori ed attrici (più altri premi), non poteva di certo mancare il premio (l'ultimo di quest'anno in ambito cinematografico) per Le migliori colonne sonore dei film visti in questo 2018. Ed eccola qui la classifica, classifica che come lo scorso anno (qui, anche se ho ridotto sensibilmente il numero dei "partecipanti"), ma del tutto diversa dalla prima edizione datata 2016 (qui), prevede la suddivisione in tre delle categorie, dalla migliore colonna sonora originale alla migliore colonna sonora non originale, ovvero le musiche, fino alla miglior canzone. Pronti? Via.
MIGLIOR CANZONE
4. Dall'omonimo cartone ecco la bellissima melodia de La canzone del mare
sabato 8 giugno 2019
Tommy Wirkola Filmography
Post pubblicato su Pietro Saba World il 02/10/2018 Qui - Nel 2009 il norvegese Tommy Wirkola, all'epoca sconosciuto (nell'ultimo anno al cinema con il film Seven Sisters) dirige Dead Snow (Død snø), un'esilarante commedia horror con alto tasso di splatter e a base di zombie nazisti a cui seguirà, nel 2014, l'eccellente sequel Dead Snow 2: Red vs Dead, sempre dello stesso regista. Attingendo alla cinematografia horror anni '80 e anche a fatti storici che hanno coinvolto la Norvegia durante la Seconda Guerra Mondiale, Tommy Wirkola (che ha diretto anche Kill Buljo e il suo seguito, due avventure comiche chiaramente ispirate a Tarantino) porta in scena uno zombie movie incredibile popolato da cadaveri con uniforme nazista che, a differenza degli altri morti viventi cinematografici, non si cibano di carne umana e sono dotati di una forza straordinaria. Sepolti sotto la neve, questi feroci e veloci soldati tedeschi infatti emergono alla luce per difendere il loro tesoro trafugato. Queste le basi intorno a cui si evolve la storia dei due capitoli di questa stupefacente saga, che oltre appunto a presentare una nuova figura dello zombie, gode di altissimi livelli di splatter e gore ma non solo, riesce ad alternare umorismo nero a momenti di violenza e ferocia inaudite. Una cattiveria di fondo poi, presente in tutti e due i film, dona maggiore spessore al franchise. Un franchise appunto che si basa su una trama semplice, ma vincente, perché non vi è dubbio che la vicenda (in questo caso nel primo capitolo) si basi su quei canoni elementari che già fecero le fortune di Sam Raimi: la trama di Dead Snow, entità malefiche escluse, ha infatti inizialmente ben più di un punto in comune con la saga de La Casa (1981), citata anche in uno dei numerosi dialoghi cinefili di uno dei personaggi. Un gruppo di giovani più o meno stupidotti che si ritrova isolato dal mondo (anche i cellulari non hanno campo in questa baita di montagna) e che, dopo la mezzora iniziale atta a introdurci alle superficiali dinamiche interpersonali, si trova assalito da orde di zombie inferociti in numero sempre maggiore.
Dead Snow (2009)
Dead Snow 2: Red vs Dead (2014)
Dead Snow (2009)
Dead Snow 2: Red vs Dead (2014)
giovedì 6 giugno 2019
Atomica bionda (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/09/2018 Qui - Giochi di spie, in cui tutti tradiscono tutti e nulla è come sembra. Insomma niente di nuovo nella dimensione spy story, eppure questo film del 2017, Atomica bionda (Atomic Blonde), film in cui ammetto riponevo alte aspettative, è da vedere per vari motivi. Due, in particolare: Charlize Theron e David Leitch. La presenza dell'attrice ormai consacrata (con questo film) al cinema d'azione, e di un regista che dopo il buonissimo John Wick era smanioso di lavorare su un progetto differente (tanto da lasciare la regia del seguito, il meno efficace seguito John Wick: Capitolo 2, al co-regista del primo film Chad Stahelski). Due elementi sufficienti a far scommettere sulla riuscita del film, un film dove quello che salta all'occhio subito (e alle orecchie) è la ricostruzione storica, pompata, esasperata ed entusiasmante generatrice di richiami pop irresistibili. Ma soprattutto a splendere subito c'è Lei e (visto il background del regista non poteva essere altrimenti) le scene d'azione. Non a caso Atomica Bionda, che racconta di una Berlino divisa dal muro alla fine degli anni '80 che pullula di spie più di Casablanca nel 1940 e in cui l'agente britannica Lorraine Broughton deve immergersi fino al collo nella sua torbida atmosfera per ritrovare una lista di operativi rubata che, se finisse nelle mani dei sovietici, metterebbe in pericolo le intelligence occidentali, e che viene narrata come una ricostruzione degli eventi mentre Lorraine è negli uffici del MI6 a Londra e sta facendo rapporto ai superiori sull'intensa missione berlinese (introduzione che permette al film di prendere da subito un buon ritmo e di sorvolare su ampollose ed inutili spiegazioni, anche perché le presentazioni servono a poco, visto che la protagonista rende subito esplicita la sua volontà di non volersi fidare di nessuno), è un film d'azione duro e puro, girato da un regista che di esperienza nel cinema action ne ha da vendere. David Leitch infatti ha alle spalle una lunghissima carriera come stuntman e coreografo di stunt, e a quanto pare serviva proprio un cascatore per ricordare al mondo intero come vadano fatte certe opere, perché per anni sembrava quasi ci fossimo dimenticati che il principale obiettivo di un action è quello di intrattenere e Atomica Bionda lo fa in maniera superlativa. Due ore di inseguimenti, botte da orbi, tradimenti, botte da orbi, spionaggio spietato, botte da orbi, retate di polizia e ancora botte da orbi, con un ritmo serratissimo ed incalzante che sembra non voler lasciar quasi mai rifiatare lo spettatore (e in tal senso non c'è pubblico a cui questo film non sia destinato).
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mercoledì 5 giugno 2019
Quando la colonna sonora o il tema musicale è meglio del film
Post pubblicato su Pietro Saba World il 04/09/2018 Qui - Mentre sistemavo La mia compilation Anni '80 mi sono imbattuto in alcune famose canzoni che in quegli anni venivano utilizzate per alcuni film che, volente o dolente, divenivano praticamente l'essenza stessa del film. Tra questi, molti temi musicali più che le colonne sonore tuttavia, addirittura divenivano più famose del film stesso, non è un caso infatti che in alcuni casi il suddetto venga ricordato (e riconosciuto) soprattutto grazie alla sua porzione musicale, l'indimenticabile canzone di "supporto". E così, ripensando oggettivamente (ma anche soggettivamente) a certe straordinarie colonne sonore/canzoni, ho deciso di fare alcuni esempi e farvi ascoltare alcune di esse, e quindi verificare se davvero è così o meno, se davvero è possibile che la colonna sonora o il tema musicale sia meglio del film stesso. Starà a voi esprimere dei pareri su ciò, io tuttavia l'ho già fatto, proprio perché per alcuni sono fermamente convinto che sia preferibile ascoltare la canzone che vedere la pellicola. In tal senso però è utile specificare che in questo post inserirò prima alcuni pezzi che oggettivamente rappresentano sia musicalmente che cinematograficamente un pezzo di storia, capolavori assoluti in entrambi i casi nello specifico connubio Cinema/Musica, poi pezzi che sono decisamente (ed oggettivamente) migliori della pellicola ed infine alcuni pezzi che soprattutto soggettivamente mi sono, al contrario del film, rimasti impressi.
giovedì 23 maggio 2019
Yattaman: Il film (2009)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/05/2018 Qui - Partiamo da un presupposto importante per questa recensione e per questa pellicola facente parte delle mie promesse cinematografiche 2018, ovvero che questa roba assurda non va giudicata come un normale film. Se no, si dice subito che è totalmente improponibile, spesso imbarazzante per le scemenze proposte, malgrado qualche bella situazione umoristica, tanto che a volte viene da dire che il traduttore si è preso delle belle licenze (anche se in verità è uno primi che vedo di questo genere in ambito non occidentale). Giudicandolo invece per la totale pazzia che è, non è poi malvagio, anzi. Bisogna avere in mente i cartoni animati da cui prende ispirazione, che a loro volta erano strampalati assai. Questa pellicola del 2009 infatti, è il live action di uno cartoni (degli anni '80) più folli e bizzarri forse di sempre, cioè Yattaman, uno dei miei cartoni preferiti da bambino, come avrete potuto constatare nella mia Compilation Geek di settimane fa. Non a caso il prologo di questa pazza pellicola è ricco d'azione e d'ironia, risultando, soprattutto grazie alla capacità di rimanere altamente fedele al bizzarro spirito del cartoon, dal quale riprende addirittura i temi musicali, immediatamente accattivante ed infine risultando un prodotto godibile e riuscito. Proprio perché Yattaman (Yatterman nella versione internazionale) è un prodotto di semplice intrattenimento senza doppi fini, senza profondi messaggi, senza eroi oscuri e tetre controparti: puro divertissement d'autore senza pretenziosità e quasi senza passi falsi. In tal senso, dato che si tratta di una produzione che doveva miscelare adeguatamente attori reali e CGI, si è scelto di puntare interamente sull'affetto dei fan verso l'opera, sia in patria (dove ha ottenuto un successo clamoroso) che fuori, e si è deciso di affidare il progetto al regista Takashi Miike (The Call: Non rispondere, la trilogia di Dead or Alive, 13 Assassini e tanto altro) che nella carriera ha alternato produzioni abbastanza discutibili a film inaspettati e più che piacevoli. Non a caso è uno dei registi più incredibili e visionari (per molti un genio perverso) della scena cinematografica asiatica, più semplicemente la visione spesso estrema del "Tarantino d'Oriente", un regista forse e soprattutto amato per i film ambientati nel mondo della Yakuza che tuttavia si è negli anni dimostrato un regista poliedrico che prendendo spesso spunto per le sue sceneggiature dalla produzione manga e tanto altro, ha saputo abbracciare generi e tematiche disparate riuscendo sempre a prevalere.
martedì 7 maggio 2019
Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/02/2018 Qui - Se il primo era stato una sorpresa, il secondo è una conferma. Perché Guardiani della Galassia Vol. 2 (Guardians of the Galaxy Vol. 2), film del 2017 scritto e diretto da James Gunn, sequel forse persino superiore del precedente, non delude affatto le aspettative, anzi, divertente, scanzonato e ironico come il primo capitolo, dalla quale riprende e migliora i punti di forza (personaggi idioti, chiari riferimenti ai mitici anni '80 e colonna sonora epica), riesce nell'arduo compito di fare addirittura meglio, cosa più unica che rara. La pellicola infatti, dove il lato migliore rimane l'alone di leggerezza che lo contraddistingue, e in cui non mancano i momenti epici e quelli commoventi (con tanto di lacrimuccia finale sulle note della bellissima Father & Son, il funerale più bello di sempre) ma il tutto senza mai prendersi troppo sul serio e mantenendo una verve comica costante e mai banale, non è soltanto un degno sequel del film originale, ma anche la sua ideale "estensione" tematica e strutturale, un colossal che incarna l'eredità del cinema delle attrazioni e la rilancia verso nuovi orizzonti. Anche perché, se l'antecedente capitolo del 2014 dei Guardiani della Galassia (rivisto per l'occasione e nuovamente adorato) si dimostrò una convincente novità dalle tinte effervescenti e giocose, Guardiani della Galassia Vol. 2 (con quel "Vol. 2" così Tarantiniano), del suo antesignano di tre anni fa, semplicemente ne conferma l'efficacia della formula, esilaranti situazioni, coloratissime atmosfere, dialoghi irriverenti, guizzanti ed a volte sboccati, una punta di sentimento ed un'azione girata con magistrale perizia (epicamente spassosi il piano-sequenza iniziale e le sequenze in slow motion), il tutto diretto dal regista del primo episodio, James Gunn, un cineasta che è stato capace di imprimere la sua delirante autorialità ad una pellicola (due se vogliamo proprio essere precisi) che va ad aggiungersi al magma indifferenziato del Marvel Cinematic Universe, in cui l'impersonale standardizzazione filmica è oramai di casa.
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venerdì 26 aprile 2019
Le migliori colonne sonore dei film visti nel 2017
Classifica pubblicata su Pietro Saba World il 12/01/2018 Qui - Quest'anno ho voluto fare le cose in grande, e così dopo i migliori film, i migliori attori e attrici ecco nuovamente la classifica delle migliori colonne sonore, ma per questo 2017 c'è una novità. Infatti per essere più preciso possibile, la suddetta classifica sarà divisa in tre parti, prima la migliore colonna sonora originale, poi la migliore colonna sonora non originale, ovvero le musiche, ed infine la miglior canzone. Perciò aprite le orecchie e godetevi lo spettacolo.
11. Hans Zimmer per Kung Fu Panda 3 e Il piccolo principe
9. Daniel Pemberton per Operazione U.N.C.L.E. (attenzione soprattutto a Jimmy, Renda se..)
7. Daniel Hart per Il drago invisibile (Pete's Dragon)
5. Una delle cose che ho apprezzato di più in Carol di Todd Haynes
lunedì 18 marzo 2019
Tutti vogliono qualcosa (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/07/2017 Qui - Uno straordinario spaccato di vita degli anni '80 che descrive magistralmente alcuni giorni di vita di una squadra di baseball universitaria nei momenti precedenti agli inizi delle lezioni, tra party, scherzi e amori è Tutti vogliono qualcosa (Everybody Wants Some!!), film del 2016 scritto, diretto e prodotto da Richard Linklater. Il film infatti (sempre variamente ispirato al senso del tempo del regista), che riprende il discorso interrotto alla fine del bellissimo Boyhood e iniziato con La vita è un sogno (Dazed and confused), è una stupenda full immersion di quel periodo. Difatti Tutti vogliono qualcosa è un'esplosione di ricordi (e desideri) dell'estate del 1980, quando la musica disco e punk è all'apice e l'incubo dell'AIDS non si è ancora profilato. Ma non siamo davanti ad un teen movie, né ad una commedia banale, anzi il lavoro è piuttosto elaborato e trasuda nostalgia. Dato che in questo film generazionale il regista riesce a descrivere (impeccabilmente) gli anni '80 con un college film di quelli che non ti aspetti, non alla American Pie, ma in cui conta davvero la descrizione di quel periodo, in tutto, dalle mode alla musica, veramente tutto dettagliato, tanto che proprio l'attenzione per i dettagli rende il prodotto visivamente molto interessante. Perché questa perfetta ricostruzione d'epoca, dai costumi alle scenografie, alla fotografia, con musiche da urlo e personaggi divertenti che danno un ulteriore tocco di classe, è perfetta. Sembra insomma di essere in quell'epoca o in un film fatto in quegli anni.
mercoledì 6 marzo 2019
Forever Young (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/04/2017 Qui - Invecchiare, si sa, non è bello ma purtroppo bisogna accettarlo come processo naturale dello sviluppo di ogni essere umano. Non è quello, invece, che fanno i protagonisti dell'ultimo film di Fausto Brizzi, Forever Young, film del 2016 diretto e co-sceneggiato dallo stesso Brizzi e da Marco Martani e Edoardo Falcone, il cui titolo è già di per sé assai esplicativo. Sentirsi giovani, dinamici e al passo con i tempi infatti è probabilmente un modo per resistere, spesso inconsciamente, all'inevitabile trascorrere del tempo, ma troppo spesso non riusciamo ad accettare ostentando comportamenti che ci rendono inconsapevolmente ridicoli o fuori luogo. Riflessioni pertinenti e pure interessanti, che in questa commedia si traducono, in verità senza particolari guizzi di fantasia (e con qualche episodio di colore), in una serie di storie concatenate che riflettono sostanzialmente le considerazioni di cui sopra. Alcuni personaggi difatti, il direttore di una radio locale, un famoso dj, una madre di famiglia divorziata, la sua estetista ed un anziano avvocato sono i personaggi principali delle storie qui narrate in cui si evidenzia il loro totale rifiuto ad accettare la propria avanzata età. Credendosi ancora dei giovani, essi, ognuno a suo modo, assumono degli atteggiamenti poco consoni alla propria reale età e non si rendono conto di essere solamente ridicoli. Così, c'è il direttore della radio che ha una relazione con una ragazza molto più giovane di lui che egli segue dappertutto in discoteca, a feste dalla presenza di un folto numero di ragazzi, insomma con un ritmo di vita che egli fa fatica a seguire, il dj che si veste come un ragazzino e non si assume ancora completamente le proprie responsabilità di padre di un figlio ormai frequentante l'Università, la madre del suddetto figlio che esce svariate sere in discoteca intrecciando relazioni amorose con ragazzi molto più giovani, l'estetista che nel frattempo ha una relazione sentimentale anch'ella con un "toy boy" e l'anziano avvocato che, per mantenersi in forma rischia seriamente la propria salute seguendo tutti i tipi di sport per lui divenuti ormai seriamente pericolosi. Ma alla fine dovranno poi tutti fare conto con la dura realtà o forse no?
venerdì 15 febbraio 2019
Best ever scene
Rassegna pubblicata su Pietro Saba World il 29/12/2016 Qui - Quando mi hanno proposto di fare un post leggero pre-vacanziero (ora per forza di cose divenuto post-metà vacanziero) con le scene mie preferite oppure quelle che più semplicemente mi sono rimaste impresse non ci ho pensato due volte a dire sì, ma dopo poco di tempo ho subito pensato, e adesso? perché sinceramente non avevo riflettuto che tra le scene indimenticabili che potrei scegliere, esso sono così tante che sceglierne dieci era un'impresa titanica, poiché sfido io a trovare in un solo film quante scene famose, belle e straordinarie ci sono, molto più di dieci. Perciò per non appesantire il post e non sobbarcarmi un lavoro di ricerca durissimo, in questo post vi mostrerò, tramite video (non c'è un regolamento o qualcosa che lo vieti, ognuno avrà provveduto a suo piacere), le scene che mi sono sobbalzate per prima in testa, senza pensarci troppo, e ho quindi scovato queste straordinarie scene, a loro modo fantastiche, tutte per un motivo, tutte visionabili grazie a Youtube, attenzione però, questa non sarà una classifica di gradimento, ma le più importanti per me o le più apprezzate da me. Ora non so se gli altri compagni della ciurma (all'arrembaggio..) abbiano scelto la stessa (facile ma quella più percorribile) via (credo proprio di sì), ma spero apprezzeranno. Questi 'pirati' poi non sono pochi, partecipano infatti tanti blogger, e basta dare un'occhiata e li vedrete in giro. Ma bando alle ciance ecco la mia lista speciale.
A cominciare da uno dei film più belli, romantici ed emozionanti di sempre (fantastica la colonna sonora), con un attore eccezionale e la meravigliosa Wynona Ryder, vista recentemente e apprezzata tantissimo in Stranger Things nella parte della dolcissima donzella. Il film in questione è ovviamente Edward Mani di Forbice di Tim Burton e questa è una delle tante scene famose, non l'ultima, quella è troppo triste..
giovedì 10 gennaio 2019
Scherzi della Natura (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/07/2016 Qui - Scherzi della Natura (Freaks of Nature), una teen-comedy fanta-horror del 2015 che rientra nel filone dei revival horror anni '80 che ultimamente stanno andando molto di moda. Il film infatti prende tutti gli stereotipi possibili sul mondo degli adolescenti americani in età da liceo e li sviscera in una commedia che inizialmente pare una stramba variante horror dei film di John Hughes, poi si fa sempre più vicina alla satira sulla divisione in caste, con i vampiri in cime alla catena sociale, gli zombi sul fondo e gli umani nel mezzo. Sì perché nell'immaginario mondo del regista Robbie Pickering, più precisamente nella cittadina di Dillford, umani, vampiri e zombie vivono tutti insieme in pace, fino a che un'apocalisse aliena non si abbatte sulla regione. Toccherà perciò a tre adolescenti, uno umano (il 'cagasotto' Dag), uno vampiro (la neo vampira Petra) e uno zombie (l'imbranato ma intelligentissimo Ned), unire le forze per capire come liberarsi degli sgraditi visitatori, per riportare l'ordine nella cittadina, un tempo tranquilla. Purtroppo però l'idea dietro a questo film decisamente originale viene sviluppata in maniera sbagliata, se avere su schermo tre mostri sacri del cinema horror ringiovaniti a teenager possa essere un'operazione davvero succulenta per ogni amante dell'horror che si rispetti, dall'altra parte la mancanza quasi totale di scene d'azione e la presenza di dialoghi scialbi fa sicuramente perdere punti alla pellicola. Poiché sebbene l'idea dietro quest'opera commerciale sia quindi da elogiare e molto nostalgica, la sceneggiatura però meritava un adattamento in chiave moderna che invece non c'è stato. I protagonisti poi si spostano all'interno di un universo che non ha radici, non spiega assolutamente nulla della sua collocazione e del perché zombie, vampiri e umani vivano tranquillamente insieme, chiariamoci, non sarebbe obbligatorio dare spiegazioni nel caso in cui ci trovassimo davanti ad un film che porta da qualche parte, ma qui, in assenza di basi, ci si capisce davvero poco. Sebbene infatti gli stessi attori portino in scena dei personaggi interessanti, le trovate all'interno della pellicola invece crollano decisamente dopo la prima mezz'ora, non c'è più un filone narrativo, non c'è più evoluzione e sembra che il regista durante la realizzazione della pellicola non sapesse dove voler arrivare girando il tutto in modo frettoloso e senza una sceneggiatura alla mano.
venerdì 4 gennaio 2019
Omaggio a Bud
Omaggio pubblicato su Pietro Saba World il 29/06/2016 Qui - Oggi che dovrebbe essere per me una festa, infatti lo è (il mio onomastico), e festeggerò, siccome tutto comunque va avanti, anche la vita, sono però triste, non posso infatti non sentire una certa malinconia se penso alla triste notizia di lunedì sera, una di quelle notizie che non avrei mai voluto sentire e ricevere (ma che sarebbe arrivata probabilmente prima o poi, ma non così, dopo anche la bella vittoria dell'Italia), quella che Il Gigante Buono del cinema italiano ci aveva improvvisamente lasciato. Sì perché purtroppo (come ormai tutti sanno) il grandissimo Bud Spencer alla veneranda età di 86 anni si è spento. E se penso e ripenso a quello che mi ha regalato, sarebbe riduttivo dire solo durante la mia infanzia, in tutta la mia vita, mi farei prendere dallo sconforto, ma lui poiché ha regalato solo risate e gioia in me e in tantissimi di noi, è giusto ricordarlo con questo (nostalgico e gioioso) post, che mai avrei voluto scrivere (soprattutto dopo la sua dipartita), anche se era e doveva essere uno dei primi personaggi cinematografici di cui parlare nella mia raccolta che presumibilmente a settembre doveva partire, ovvero i miei miti, anche se di uno 'Rocky' ho già scritto qualcosina in occasione dell'ultimo film della saga. Prima di tutto Bud Spencer (Carlo Pedersoli) io l'ho sempre visto come uno di famiglia, uno zio, un secondo padre, un amico e quindi la sua dipartita fa ancora più male (un pezzetto che se ne va), perché lui è stato e per sempre rimarrà uno di quegli attori che vorresti sempre rivedere anche se l'hai visto centinaia di volte, di lui infatti non mi sono mai stancato di vedere (e mai farò), soprattutto nei suoi inimitabili ed indimenticabili film. Film che quando passano in tv, cascasse il mondo non mi perdo mai (come è immancabile accaduto ieri sera). Film che grazie anche e soprattutto al suo amico Terrence Hill sono e rimangono dei cult, perché i loro film sono dei capolavori di un genere, troppo spesso ridicolizzato, quello dei 'spaghetti western'. Non solo ovviamente, poiché nei loro sedici film insieme e in tutti i suoi da 'solista', portavano alla luce una comicità, nello loro commedie-spaghetti, vera e assoluta, senza volgarità e senza andare mai oltre anche quando facevano a botte, anzi, come Jackie Chan ha fatto dopo, si inventavano una 'coreografia' ad ogni scazzottata facendo sempre ridere, divertire e intrattenere come mai (quasi) nessuno riesce più a fare. Come anche lui da solo era in grado ovviamente di fare nei suoi tantissimi film. Che sono così tanti, così belli, che non ci sono dei preferiti (oddio ci sono, ma tutti meritano), perché tutti sono indimenticabili. Io ricordo quasi a memoria le epiche scene (un'infinità, che adesso impazzano ovunque), le battute spettacolari (veramente gustose ed efficaci), le citazioni (che al volo riesco a cogliere quando le vedo), le straordinarie colonne sonore (tutte bellissime, avevo anche il greatest hits una volta, da Fantasy, Movin cruisin e Dune Buggy per citarne alcuni) che hanno contraddistinto la sua lungimirante e lunghissima filmografia e carriera.
domenica 16 dicembre 2018
I mercenari 3 (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/03/2016 Qui - I mercenari 3 (The Expendables 3) è un film del 2014, sequel del film I mercenari 2, la terza pellicola della saga degli Expendables, iniziata nel 2010 e creata da Sylvester Stallone, protagonista dei film e regista del primo capitolo. Andato in onda su canale5 il 7 marzo scorso, è stato l'ultimo dei film première cinema di mediaset. In questo nuovo capitolo dei Mercenari, Barney (Sylvester Stallone), Christmas (Jason Statham) e il resto della squadra si ritrovano faccia a faccia con Conrad Stonebanks (Mel Gibson), che anni prima aveva co-fondato Gli Expendables con Barney, ma che in seguito è diventato un trafficante di armi senza scrupoli, uno che Barney era stato costretto a uccidere...o almeno così pensava. Ma nella squadra di Barney Ross si materializza il più prevedibile eppure il più clamoroso degli eventi, un incidente che mette a serio repentaglio la vita di uno dei membri. L'evento spinge Ross a trovarsi un'altra squadra, fatta di giovani, più veloci ed esperti di alta tecnologia, a cui non sia legato da una profonda amicizia, per portare a termine una nuova missione, quella infatti di eliminare Stonebanks che lui vorrebbe morto ma che deve catturare, non solo a causa del ferimento del suo amico ma anche perché Stonebanks, sfuggito alla morte, ha ora come principale missione quella di eliminare Gli Expendables. Liberarsi degli amici di una vita e tenerli lontani da un bel complesso di esplosioni però è più difficile del previsto. Inutile sottolineare che questo film d'azione è una pellicola dove si sprecano proiettili, bombe, granate, mezzi corazzati, elicotteri, arti marziali in una formula chiassosa dove gli eroi vincono ed i cattivi perdono, accumulando cataste di cadaveri senza alcuna drammaticità, e ci si diverte. Inutile dire poi che questo film non si discosta dal suo vero obbiettivo, intrattenere, facendolo in modo eccelso anche e nonostante parecchi difetti e buchi nella sceneggiatura.
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mercoledì 10 ottobre 2018
Ritorno al "presente"
Retrospettiva pubblicata su Pietro Saba World il 21/10/2015 Qui - Il 21 ottobre 2015 è una data speciale per gli amanti del cinema e della saga fantascientifica Ritorno al Futuro, oggi ci sarà il raduno mondiale al cinema, infatti nella mitica saga che ha esordito sul grande schermo esattamente 30 anni fa Christopher Lloyd e Michael J.Fox arrivano nel futuro proprio il 21 ottobre 2015. La Nexo Digital celebra l'avvenimento con mostre, appuntamenti speciali, gadget esclusivi e contenuti inediti, in un maestoso ed irripetibile evento al cinema, la lista dei cinema è visibile sul sito della Nexo Digital. Ci sarebbero tante cose da scrivere su questa incredibile saga che ha avuto un successo planetario, ma oggi voglio mettere a confronto il 21 ottobre 2015 immaginato da Robert Zemeckis nel suo film di trent'anni fa e quello reale.
domenica 2 settembre 2018
Quel simpatico mostriciattolo giallo!
sabato 1 settembre 2018
Ciak si gira
Post pubblicato su Pietro Saba World il 23/07/2015 Qui - Un'altra passione che mi tiene sveglio è il cinema, non so voi ma io ricordo dal nome se un film l'ho già visto o no, e questo per dirvi che sono un vero cinemaniaco. Il film di adesso sono pieni di effetti speciali ed altro e si punta soprattutto al profitto, ma prima si che era vero cinema con film che sono entrati nell'immaginario collettivo e come per me sono indelebili nella memoria. I primi film visti da piccolo sono stati del grande Totò (unico e inimitabile) poi dalle grandi coppie Franchi-Ingrassia e Bud-Terence perché anche se sembrano film inutili mi hanno fatto sempre divertire e continuano tuttora. Poi è arrivato prepotentemente il cinema americano con le sue saghe cinematografiche come Rocky, Rambo, Indiana Jones, Ritorno al futuro, Star wars, Lo squalo e ho scoperto gli anni 80. Per me anni d'oro del cinema della mia generazione. Ma il cinema non si è fermato e a continuato a produrre grandi successi e finché ci sarà la possibilità di fare grandi film il cinema non morirà mai. Ogni giorno escono sempre nuovi film che ci fanno paura, ridere ed emozionare e che ci fanno sognare, chi non ha mai voluto essere un attore o essere dentro al film? quasi tutti, anche io. Vedo spesso tanti film grazie al mio mysky. Quando vedrò qualcosa di bello o brutto ve lo scriverò con delle mie piccole recensioni.
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