Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Buon film a tutta azione in ambientazione esotica, con una sceneggiatura molto essenziale ma efficace. Tyler Rake non ci fa mancare nulla. Deve essere un film d'azione e che azione sia. Il regista, coordinatore stuntman Sam Hargrave, qui al debutto dietro la macchina da presa, sa quello che vuole e ci propone una full immersion tra i meandri di Mumbai, tra i quali un ottimo piano sequenza di una dozzina di minuti diretto con una certa maestria. Chris Hemsworth ci mette anche del suo dal punto di vista fisico, ma è innegabile che il personaggio è molto basico e di sfumature ne offra veramente poche. Dal punto di vista dei contenuti possiamo lasciar perdere tranquillamente, di azione quanta se ne vuole ed intrattenimento assicurato. Voto: 6
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venerdì 28 aprile 2023
sabato 30 aprile 2022
Old (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Grande ambientazione e movimenti di macchina ispirati, entrambi al
servizio di un soggetto narrativo interessante ed avvincente (che si presta a molteplici sviluppi e interpretazioni):
in questo sunto nasce il nuovo lungometraggio di M. Night Shyamalan,
capace di acuire l'inesorabile potenza del tempo in un'impostazione a
scatola chiusa. Qualche espediente goffo non pregiudica la suggestione
di alcuni passaggi, nonché la
tensione costante per quasi tutto l'arco narrativo (tutto il film è un
crescendo di ansia per le sorti dei protagonisti, che poco alla volta
mostrano le loro debolezze). Il cast è ben assortito (Gael García Bernal, Vicky Krieps,
Rufus Sewell, lo stesso regista con un cameo tuttavia decisamente
autoreferenziale) e il colpo di scena finale garantito. Alcune scene
sono molto forti e visivamente raccapriccianti. Old, tratto da una
graphic novel, sembra un episodio di Twilight Zone,
più che richiamare il thriller o l'horror, elementi sia pure in
minima parte presenti, siamo più dalle parti del fantastico, non è
sicuramente un film perfetto, ma girato bene, con mestiere e
azzeccate scelte tecniche. Non è lo Shyamalan dei tempi migliori, ma
nemmeno di quelli peggiori. Diciamo che è un film particolare che ha
saputo intrattenermi. Voto: 6+
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giovedì 6 giugno 2019
Atomica bionda (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/09/2018 Qui - Giochi di spie, in cui tutti tradiscono tutti e nulla è come sembra. Insomma niente di nuovo nella dimensione spy story, eppure questo film del 2017, Atomica bionda (Atomic Blonde), film in cui ammetto riponevo alte aspettative, è da vedere per vari motivi. Due, in particolare: Charlize Theron e David Leitch. La presenza dell'attrice ormai consacrata (con questo film) al cinema d'azione, e di un regista che dopo il buonissimo John Wick era smanioso di lavorare su un progetto differente (tanto da lasciare la regia del seguito, il meno efficace seguito John Wick: Capitolo 2, al co-regista del primo film Chad Stahelski). Due elementi sufficienti a far scommettere sulla riuscita del film, un film dove quello che salta all'occhio subito (e alle orecchie) è la ricostruzione storica, pompata, esasperata ed entusiasmante generatrice di richiami pop irresistibili. Ma soprattutto a splendere subito c'è Lei e (visto il background del regista non poteva essere altrimenti) le scene d'azione. Non a caso Atomica Bionda, che racconta di una Berlino divisa dal muro alla fine degli anni '80 che pullula di spie più di Casablanca nel 1940 e in cui l'agente britannica Lorraine Broughton deve immergersi fino al collo nella sua torbida atmosfera per ritrovare una lista di operativi rubata che, se finisse nelle mani dei sovietici, metterebbe in pericolo le intelligence occidentali, e che viene narrata come una ricostruzione degli eventi mentre Lorraine è negli uffici del MI6 a Londra e sta facendo rapporto ai superiori sull'intensa missione berlinese (introduzione che permette al film di prendere da subito un buon ritmo e di sorvolare su ampollose ed inutili spiegazioni, anche perché le presentazioni servono a poco, visto che la protagonista rende subito esplicita la sua volontà di non volersi fidare di nessuno), è un film d'azione duro e puro, girato da un regista che di esperienza nel cinema action ne ha da vendere. David Leitch infatti ha alle spalle una lunghissima carriera come stuntman e coreografo di stunt, e a quanto pare serviva proprio un cascatore per ricordare al mondo intero come vadano fatte certe opere, perché per anni sembrava quasi ci fossimo dimenticati che il principale obiettivo di un action è quello di intrattenere e Atomica Bionda lo fa in maniera superlativa. Due ore di inseguimenti, botte da orbi, tradimenti, botte da orbi, spionaggio spietato, botte da orbi, retate di polizia e ancora botte da orbi, con un ritmo serratissimo ed incalzante che sembra non voler lasciar quasi mai rifiatare lo spettatore (e in tal senso non c'è pubblico a cui questo film non sia destinato).
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martedì 23 ottobre 2018
Hercules: il guerriero (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/12/2015 Qui - Hercules: il guerriero è un film del 2014 diretto e co-prodotto da Brett Ratner, basato sulla graphic novel Hercules: La guerra dei Traci della Radical Comics. Questa pellicola rappresenta il secondo film del 2014 sulla figura leggendaria di Ercole, dopo Hercules: La leggenda ha inizio. Ma questo secondo capitolo è molto diverso soprattutto visivamente e stilisticamente, anche nel rappresentare gli dei ma è quasi la continua del precedente. Nei panni di Hercules c'è Dwayne Johnson (The Rock), che ha ammesso di aver sempre desiderato di interpretare questo personaggio da quando (15 anni fa) aveva iniziato a darsi al cinema con il Re Scorpione. Al contrario di altri questo film è unico nel suo genere, per la prima volta c'è qualcuno che al cinema affronta la mitologia greca per quello che è: mito, racconto, narrazione eroica prima ancora che manifestazione effettiva, in bilico tra credibile e incredibile, l'eroe non è un dio (e da umano prova tanta paura). Nel mondo di Hercules - Il guerriero il prodigio non è chiaro se esista o meno, gli dei, le creature mitiche, le maledizioni e anche gli interventi sovrannaturali stanno nei racconti ma non si vedono nella realtà, per crederci serve fede e forse una buona dose d'inganni. Ogni mito viene svelato per essere una costruzione basata su una realtà poco metafisica e molto concreta, sempre finalizzato a mettere paura, tenere buoni o esaltare le truppe. Del semidio greco (Eracle, ma all'italiana resta Hercules) sappiamo e vediamo ben poco di "fanta-eroico", il prologo non è altro che il frutto dell'immaginazione di Iolao, figlio di Ificle e nipote di Hercules che mentre cerca di portare a casa la pelle, intrattiene i banditi che lo tengono in ostaggio con il mito della semi-divinità, inventando storie ricche d'azione e sciabolate: Hercules (nella leggenda un semidio figlio di Zeus) possiede davvero la forza di un dio, ma è un comunissimo uomo terreno, un orfano ateniese, mortale ma dotato di una forza sovrumana. Hercules, reduce dalle dodici fatiche affidategli dal re di Micene Euristeo per espiare il massacro della sua stessa famiglia, guida un gruppo di fedeli ed esperti mercenari.
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