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martedì 30 aprile 2024

Wonka (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Un film gradevole che utilizza il personaggio di Willy Wonka per narrare una nuova storia, ricca di musica e colori. Di solito non apprezzo i musical, ma in questo caso ho trovato tutte le canzoni piacevoli, nonostante siano doppiate in italiano, e le coreografie colorate e fantasiose. Anche i co-protagonisti sono ben caratterizzati, dal poliziotto goloso che si ingrandisce dopo ogni scena alla coppia di albergatori grossolani e volgari. È impossibile non menzionare Hugh Grant nella parte dell'Umpalumpa, fortunatamente più simile all'originale che non alla versione del 2005, che personalmente non ho mai gradito. Tuttavia, il prequel del meraviglioso film di Mel Stuart con Gene Wilder, basato sul famoso romanzo di Roald Dahl e abilmente diretto da Paul King, noto per la sua affinità con ambienti magici e scenografie fantastiche grazie ai due film di successo sull'orso Paddington, pur essendo divertente e realizzato con una certa finezza, resta un film superfluo e non indispensabile. Voto: 6 [Infinity Plus]

martedì 31 ottobre 2023

Wendell & Wild (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/10/2023 Qui - La tredicenne Kat si allea con due fratelli demoni per riportare in vita i genitori persi in un incidente d'auto. L'autore di Nightmare Before Christmas (un certo Henry Selick) torna con una pellicola animata in stop motion che riprende le atmosfere cupe e gotiche di quel film e del cinema di Tim Burton. Un film nello stesso tempo divertente ed inquietante in cui compaiono non tanto sotto traccia temi importanti come quello dell'infanzia emarginata e dei legami parentali. Tecnicamente pregevole, con animazione impeccabile e sfondi suggestivi e un buon doppiaggio, soffre tuttavia del confronto e di una incapacità insita di entusiasmare. E' la storia in sé che fatica a coinvolgere, risultando troppo prevedibile e con qualche momento di staticità di troppo. I personaggi non hanno una grande carica emozionale, e la storia non possiede grande dinamismo né grandi capacità a coinvolgere pienamente. Ma è a suo modo un film edificante e rigorosamente inclusivo, in cui la trasgressione si unisce all'umanità, e per quanto banale vale il "prezzo del biglietto". Voto: 6+

mercoledì 5 gennaio 2022

Jingle Jangle: Un'avventura natalizia (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/01/2022 Qui - Favola natalizia targata Netflix, colpisce per la magniloquenza della produzione che prevede ricche scenografie, numeri musicali e coreografie assai curate. Professionale la prova del cast (Forest Whitaker ne è l'esempio), con una prova più che discreta della piccola co-protagonista. A fronte di tutto ciò, la sceneggiatura è abbastanza banale e derivativa al massimo, con la costante sensazione del "già visto" e una durata spropositata. Un film dal grande potenziale che, tuttavia, finisce per risultare fin troppo dimenticabile (canzoni trascurabili, momenti ridondanti, villain poco incisivo). Molti personaggi sono abbozzati e non trovano spazio nella storia, che si risolve in un happy ending annunciato e decisamente stucchevole. Graditi sono invece i riferimenti alla cultura pop del mondo cinematografico, per un film altalenante che non convince del tutto, che può solo intrattenere i bambini. Voto: 5

venerdì 6 settembre 2019

The Predator (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/09/2019 Qui
Tema e genere: Quarto film della serie cinematografica action fantascientifica.
Trama: Durante una missione in Messico un'astronave aliena precipita con un Predator. Inizia una caccia per nascondere le prove di un segreto militare.
Recensione: Ormai sono passati 32 anni dall'uscita di Predator, il film del 1987 con Arnold Schwarznegger in cui per la prima volta ci si imbatteva in una creatura aliena terrificante, feroce, molto astuta e ovviamente letale (film che per l'occasione ho rivisto). Dopo quella che è poi divenuta una pellicola cult del genere, a cui è succeduto un sequel del 1990, due crossover in cui gli alieni della razza Yautja si scontrano con gli Alien, ed infine il remake Predators del 2000 con Adrien Brody come protagonista, arriva un nuovo film a riaccendere la saga. Un film che riporta sullo schermo la creatura iconica dell'universo sci-fi horror appunto di fine anni '80, ma che butta via i pochi spunti creativi, mitragliando sul pubblico cliché, troppo action e pochissima suspense: il risultato è qualche risata e tanta noia. Il regista infatti, Shane Black (che ha partecipato come attore nel cult del 1987), talentuoso sceneggiatore e regista, che può non risultare un nome familiare, tuttavia è uno fra i più importanti pionieri del genere action-comedy, e in particolare dei buddy cop film (Arma Letale su tutti), con questa specie di reboot/sequel, più il secondo, dato che si tratta di una prosecuzione degli eventi accaduti negli altri film, con l'eccezione forse dei due crossover con Alien (tuttavia qui la continuità narrativa degli eventi sembra un optional), sforna un film senza mordente che non sa bene quale direzione prendere, diviso tra action ed (eccessiva) comicità. In tal senso è difficile parlare di una trama vera e propria, per via di un montaggio che decide palesemente di rendere il prodotto finale un'incoerente successione di eventi, senza un collegamento chiaro e preciso (non bastasse che il film si "spezzi" in tre filoni, e che nessuno dei tre risulti minimamente coinvolgente). In ogni caso la pellicola parte decisa, in notturna, nel mezzo di un'inospitale giungla, presentando il protagonista, il tiratore scelto Quinn McKenna (lo interpreta Boyd Holbrock, a cui però manca totalmente il carisma), testimone involontario dell'arrivo del Predator sulla Terra. Senza entrare troppo nel dettaglio (rischierei di svelare alcuni interessanti passaggi), si scopre presto che un'organizzazione para-governativa denominata progetto Stargazer è a conoscenza delle visite sempre più frequenti degli invasori, a loro volta (abbiamo modo di appurare nel corso dei minuti) "prede" designate di una razza ancora più evoluta di Yautja. Tentativi di insabbiamento, scoperte sensazionali e piani a dir poco inverosimili (sappiate solo che di mezzo c'è sempre, come in Venom, altra delusione, la futura sopravvivenza dell'umanità), McKenna dovrà difendersi dagli attacchi del "predatore atipico" (uccide per sport e non per necessità, fa notare la biologa Olivia Munn), salvando il suo "strambo" figlio (lo interpreta purtroppo Jacob Tremblay) e la Terra tutta. Insomma una mezza (e più) tamarrata, che seppur entra appunto subito nel vivo senza fare preamboli, che seppur cerchi di rilanciare la storia dei Predator inserendo buoni spunti narrativi (ma non tutti, anzi, alcuni pessimi, che rendono la storia caotica) non convince quasi per nulla. Anche perché il film decide di mettere completamente da parte la tensione e l'aura di mistero che aleggia intorno la creatura che qui non è più protagonista, ma diventa un mostro invincibile qualsiasi. Inoltre The Predator abbonda di cliché: da un lato c'è un gruppo di svitati, dalle battute politicamente scorrette (inserendo così qualche pennellata di buddy movie ben costruita e che diverte) pronti a riscattarsi, dall'altro due figure femminili che devono ancora una volta sottolineare quanto loro non abbiano bisogno di essere salvate perché sanno imbracciare fucili e vedersela da sole (una nota femminista poco incisiva).

venerdì 3 maggio 2019

Proprio lui? (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2018 Qui - Proprio lui? (Commedia, Usa 2016): Quando vorresti far ridere ma non sai come fare, buttala sul volgare e incrocia le dita. Sembra questa la filosofia della pellicola, una pellicola (diretta da John Hamburg) stracolma di parolacce e volgarità, spesso gratuite, e con pochissimi spunti divertenti. Il film infatti, che sullo sfondo del Natale, e mettendo (purtroppo in modo tanto becero e mediocre) a confronto due generazioni e due modi di vivere e lavorare, ci racconta l'ennesima (intrigante ma inutile) variazione di una storia e di un tema vecchio come il cinema, quello del fidanzato strambo (stavolta ricco e pazzo) che non piace (inizialmente) al padre di lei (in questo caso la bella Zoey Deutch), ma dopo qualche scintilla, come da copione consolidato, la famiglia si ricompatterà alla grande e tutto si sistemerà per il meglio. Tutto già visto e riciclato insomma, perché anche se nella mente degli sceneggiatori c'era la volontà di provare a variare qualche cosa (trovando nuove strade per divertire e intrattenere), lo stereotipo la fa da padrone, tanto che lo sforzo non raggiunge il livello sperato alla lettura del cast, innegabilmente valido a partire da James Franco (istrionico ma fin troppo sopra le righe, apparendo altresì finto e per nulla naturale) sino a Megan Mullally (lei sì calata nella parte e decisamente in parte). Anche perché si ricorre ad un turpiloquio francamente, al di la del moralismo, eccessivo. Il voler inserire lo scontato conflitto padre-fidanzato ripetuto in antiquato-tecnologico e informatico-cartaceo non risolleva infatti le sorti di un film oggettivamente modesto e slegato. Si salvano alcune scene (soprattutto grazie a Bryan Cranston, che da un po' di colore al film, anche se il suo talento è sprecato per questo genere di commedie) non sufficienti però per indurre a consigliare la visione dell'intero, anche nonostante la colonna sonora con i successi dei Kiss, e l'apparizione dei Kiss invecchiati, ma sempre ben truccati. Voto: 5,5

giovedì 10 gennaio 2019

Scherzi della Natura (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/07/2016 Qui - Scherzi della Natura (Freaks of Nature), una teen-comedy fanta-horror del 2015 che rientra nel filone dei revival horror anni '80 che ultimamente stanno andando molto di moda. Il film infatti prende tutti gli stereotipi possibili sul mondo degli adolescenti americani in età da liceo e li sviscera in una commedia che inizialmente pare una stramba variante horror dei film di John Hughes, poi si fa sempre più vicina alla satira sulla divisione in caste, con i vampiri in cime alla catena sociale, gli zombi sul fondo e gli umani nel mezzo. Sì perché nell'immaginario mondo del regista Robbie Pickering, più precisamente nella cittadina di Dillford, umani, vampiri e zombie vivono tutti insieme in pace, fino a che un'apocalisse aliena non si abbatte sulla regione. Toccherà perciò a tre adolescenti, uno umano (il 'cagasotto' Dag), uno vampiro (la neo vampira Petra) e uno zombie (l'imbranato ma intelligentissimo Ned), unire le forze per capire come liberarsi degli sgraditi visitatori, per riportare l'ordine nella cittadina, un tempo tranquilla. Purtroppo però l'idea dietro a questo film decisamente originale viene sviluppata in maniera sbagliata, se avere su schermo tre mostri sacri del cinema horror ringiovaniti a teenager possa essere un'operazione davvero succulenta per ogni amante dell'horror che si rispetti, dall'altra parte la mancanza quasi totale di scene d'azione e la presenza di dialoghi scialbi fa sicuramente perdere punti alla pellicola. Poiché sebbene l'idea dietro quest'opera commerciale sia quindi da elogiare e molto nostalgica, la sceneggiatura però meritava un adattamento in chiave moderna che invece non c'è stato. I protagonisti poi si spostano all'interno di un universo che non ha radici, non spiega assolutamente nulla della sua collocazione e del perché zombie, vampiri e umani vivano tranquillamente insieme, chiariamoci, non sarebbe obbligatorio dare spiegazioni nel caso in cui ci trovassimo davanti ad un film che porta da qualche parte, ma qui, in assenza di basi, ci si capisce davvero poco. Sebbene infatti gli stessi attori portino in scena dei personaggi interessanti, le trovate all'interno della pellicola invece crollano decisamente dopo la prima mezz'ora, non c'è più un filone narrativo, non c'è più evoluzione e sembra che il regista durante la realizzazione della pellicola non sapesse dove voler arrivare girando il tutto in modo frettoloso e senza una sceneggiatura alla mano.