Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - L'Oscar recentemente assegnato per la sceneggiatura non può che far sorridere dopo aver visto il film, dato che sembra essere l'opposto di ciò che l'autore avrebbe desiderato. A parte questo curioso dettaglio, il film è gradevole, sebbene tenda alla ridondanza nella seconda metà, dove emerge un eccesso di sentimentalismo. In ogni caso American fiction è un film complesso ma dalla resa molto solida. Affronta il razzismo da una prospettiva insolita e sottile, esponendo l'ipocrisia della moderna "inclusività", spesso superficiale (sbeffeggia in stile BlacKkKlansman). La sceneggiatura è ben articolata e bilanciata, sia nella trama che nella caratterizzazione dei personaggi, talvolta intenzionalmente stereotipati. American Fiction è un film che, con la sua satira fine ma incisiva, colpisce nel segno in diverse occasioni. Nel complesso una sorpresa che non mi aspettavo. Fa ridere in più occasioni e scivola via benissimo, con una piacevole patina da commedia americana un po' retrò e una grandissima interpretazione del cast capitanato da un Jeffrey Wright in vero e proprio stato di grazia. Gran bel film. Voto: 7+ [Prime Video]
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martedì 30 aprile 2024
American Fiction (2023)
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venerdì 2 luglio 2021
Hotel Artemis (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/07/2021 Qui - Un film connubio tra azione e fantascienza, con alcune buone idee alla base, la cui resa non corrisponde però alle premesse. Le sequenze d'azione sono ordinaria amministrazione, e c'è sì una certa suspense, ma il film stenta a decollare e prenderti, indeciso fra curare maggiormente i personaggi o privilegiare maggiormente la parte thriller. Cercando palesemente di stupire lo spettatore con il gioco dei contrasti (le scenografie claustrofobiche commiste alle mirabolanti capacità della medicina robotica, un luogo di rifugio e di cura, ma solo per gangster e pregiudicati), il regista Drew Pearce al suo esordio cerca probabilmente anche di produrre qualcosa di originale (però tutti gli elementi della società criminale, così come la clinica, somigliano fin troppo, anche se privo della sua dinamicità, al mondo di John Wick), ma il film alla fine risulta zoppicante, non solo nella costruzione dei personaggi ma anche nello sviluppo, quest'ultimo prevedibile e blando. Finale movimentato (fortunatamente), ma che lascia l'amaro in bocca, soprattutto per quello che il film poteva essere e non è stato. Il cast (comprendente una Sofia Boutella più sexy che in Climax) offre una buona prestazione collettiva, anche in considerazione del buon livello qualitativo degli attori (Jodie Foster e Jeff Goldblum ma non solo), nel complesso godibile, ma con la sensazione netta del bicchiere mezzo vuoto. Voto: 5,5
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lunedì 17 maggio 2021
Waves (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2021 Qui - Trey Edward Shults ha dimostrato di avere indubbiamente talento in seguito ai suoi due primi film, Krisha e It Comes at Night, ed anche se nessuno dei due mi ha convinto, resto dell'idea che sia da tenere d'occhio. Cosicché ritengo un passo in avanti quest'ultimo film, un film diviso in due parti dove prima viene raccontato, in modo registicamente affascinante e originale, una storia di vita difficile piuttosto comune, già vista ma con occhi ben diversi e autoriali. Poi la scena rallenta per dare spazio, e si "apre" anche lo schermo come in "Mommy", alla love story dell'altra protagonista (sorella del primo, un ragazzo che in seguito ad un'incidente diverrà problematico e causerà dei problemi). Il tutto diventa più monotono e tecnicamente classico, un peccato perché il film nella sua originalità sorprendeva, anche se paradossalmente ho apprezzato quest'ultima parte di pellicola, esattamente la seconda metà. Il film, lodevole ma anche rischiosissimo, sembra naufragare quando si sofferma su personaggi che sfiorano la più abusata stereotipia (il padre-padrone orgoglioso ed inflessibile appare come il personaggio più a rischio tracollo, salvo poi riprendersi in parte con sfaccettature inedite e profonde). Di fatto l'interesse verso il regista rimane immutato e forte, anche se questa sua opera, per quanto certamente la più ambiziosa e strutturata tra le tre (anche a livello scenografico e di molteplicità di location), appare anche la più vulnerabile e rischiosa, ma paradossalmente è quella che mi è piaciuta di più. Valido il cast quasi interamente di colore (soprattutto Taylor Russell, la nuova "Zendaya", ma anche Kelvin Harrison Jr., Sterling K. Brown e Renée Elise Goldsberry, non dimenticando i "bianchi" Lucas Hedges ed Alexa Demie), ritmo altalenante causa eccessiva durata e il ripetersi di certe situazioni, finale agrodolce. Si poteva fare di meglio. Ma è un film valevole di una visione. Voto: 6+
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lunedì 25 gennaio 2021
Marcia per la libertà (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/01/2021 Qui - Il titolo italiano è, come spesso succede, fuorviante: non c'è nessuna marcia, se non in senso figurato, in quanto viene narrata una delle tante sofferte tappe del processo di affermazione dei diritti degli afroamericani in un paese imbevuto di pregiudizi razziali. Ispirato ad un caso di cronaca che all'epoca fece scalpore, un film processuale di stampo classico, discretamente confezionato (la canzone candidata all'Oscar nel 2018 non è male) ed interpretato con professionalità, ma anche molto convenzionale e in alcuni snodi assai prevedibili. È buona la ricostruzione ambientale e il cast ben scelto offre come detto una buona prova (su tutti lo sfortunato Chadwick Boseman, un'altra valida performance dopo quella in City of Crime). La regia non è ispirata più di tanto. Un biopic incentrato sulla battaglia dei diritti civili condotta da colui che poi diventò il primo giudice afroamericano della Corte Suprema degli Stati Uniti (da qui il titolo originale Marshall), comunque interessante e non troppo da sottovalutare. Voto: 6
martedì 30 giugno 2020
Angry Birds 2: nemici amici per sempre (2019)
Titolo Originale: The Angry Birds Movie 2
Anno e Nazione: USA 2019
Genere: Animazione, Commedia, Avventura
Produttore: John Cohen
Regia: Thurop Van Orman, John Rice
Sceneggiatura: Peter Ackerman
Personaggi: Red, Silver, Leonard, Re Barbafangosa, Chuck
Bomb, Zeta, Courtney, Garry, Grande Aquila, Glenn Aquila
Alex, Carl Aquila, Brad Aquila, Ella, Zoe, Pinky, Axel
Bomb, Zeta, Courtney, Garry, Grande Aquila, Glenn Aquila
Alex, Carl Aquila, Brad Aquila, Ella, Zoe, Pinky, Axel
Durata: 85 minuti
Divertente sequel dell'animazione di successo tratta dal celebre
videogame.
Red e i suoi amici devono collaborare con gli odiati maialini
verdi di Leonard per arginare un comune nemico.
Labels:
Animazione,
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venerdì 6 settembre 2019
The Predator (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/09/2019 Qui
Tema e genere: Quarto film della serie cinematografica action fantascientifica.
Tema e genere: Quarto film della serie cinematografica action fantascientifica.
Trama: Durante una missione in Messico un'astronave aliena precipita con un Predator. Inizia una caccia per nascondere le prove di un segreto militare.
Recensione: Ormai sono passati 32 anni dall'uscita di Predator, il film del 1987 con Arnold Schwarznegger in cui per la prima volta ci si imbatteva in una creatura aliena terrificante, feroce, molto astuta e ovviamente letale (film che per l'occasione ho rivisto). Dopo quella che è poi divenuta una pellicola cult del genere, a cui è succeduto un sequel del 1990, due crossover in cui gli alieni della razza Yautja si scontrano con gli Alien, ed infine il remake Predators del 2000 con Adrien Brody come protagonista, arriva un nuovo film a riaccendere la saga. Un film che riporta sullo schermo la creatura iconica dell'universo sci-fi horror appunto di fine anni '80, ma che butta via i pochi spunti creativi, mitragliando sul pubblico cliché, troppo action e pochissima suspense: il risultato è qualche risata e tanta noia. Il regista infatti, Shane Black (che ha partecipato come attore nel cult del 1987), talentuoso sceneggiatore e regista, che può non risultare un nome familiare, tuttavia è uno fra i più importanti pionieri del genere action-comedy, e in particolare dei buddy cop film (Arma Letale su tutti), con questa specie di reboot/sequel, più il secondo, dato che si tratta di una prosecuzione degli eventi accaduti negli altri film, con l'eccezione forse dei due crossover con Alien (tuttavia qui la continuità narrativa degli eventi sembra un optional), sforna un film senza mordente che non sa bene quale direzione prendere, diviso tra action ed (eccessiva) comicità. In tal senso è difficile parlare di una trama vera e propria, per via di un montaggio che decide palesemente di rendere il prodotto finale un'incoerente successione di eventi, senza un collegamento chiaro e preciso (non bastasse che il film si "spezzi" in tre filoni, e che nessuno dei tre risulti minimamente coinvolgente). In ogni caso la pellicola parte decisa, in notturna, nel mezzo di un'inospitale giungla, presentando il protagonista, il tiratore scelto Quinn McKenna (lo interpreta Boyd Holbrock, a cui però manca totalmente il carisma), testimone involontario dell'arrivo del Predator sulla Terra. Senza entrare troppo nel dettaglio (rischierei di svelare alcuni interessanti passaggi), si scopre presto che un'organizzazione para-governativa denominata progetto Stargazer è a conoscenza delle visite sempre più frequenti degli invasori, a loro volta (abbiamo modo di appurare nel corso dei minuti) "prede" designate di una razza ancora più evoluta di Yautja. Tentativi di insabbiamento, scoperte sensazionali e piani a dir poco inverosimili (sappiate solo che di mezzo c'è sempre, come in Venom, altra delusione, la futura sopravvivenza dell'umanità), McKenna dovrà difendersi dagli attacchi del "predatore atipico" (uccide per sport e non per necessità, fa notare la biologa Olivia Munn), salvando il suo "strambo" figlio (lo interpreta purtroppo Jacob Tremblay) e la Terra tutta. Insomma una mezza (e più) tamarrata, che seppur entra appunto subito nel vivo senza fare preamboli, che seppur cerchi di rilanciare la storia dei Predator inserendo buoni spunti narrativi (ma non tutti, anzi, alcuni pessimi, che rendono la storia caotica) non convince quasi per nulla. Anche perché il film decide di mettere completamente da parte la tensione e l'aura di mistero che aleggia intorno la creatura che qui non è più protagonista, ma diventa un mostro invincibile qualsiasi. Inoltre The Predator abbonda di cliché: da un lato c'è un gruppo di svitati, dalle battute politicamente scorrette (inserendo così qualche pennellata di buddy movie ben costruita e che diverte) pronti a riscattarsi, dall'altro due figure femminili che devono ancora una volta sottolineare quanto loro non abbiano bisogno di essere salvate perché sanno imbracciare fucili e vedersela da sole (una nota femminista poco incisiva).
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