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mercoledì 31 gennaio 2024

Super Mario Bros. - Il film (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2024 Qui - Puro fan service, giocato molto bene e trasformato in una divertente avventura. Velocissimo proprio come un videogioco, anche se mancante di qualsiasi tipo di profondità. Film (co-prodotto da Illumination e Nintendo) che riesce a catturare tutta l'essenza del mondo di Super Mario grazie a delle belle trovate e a una storia che decolla fin da subito, sono state inserite le giuste musiche, i giusti richiami ai vari videogiochi della serie, ottima la parte della corsa con i kart. Buono il doppiaggio italiano, così come l'animazione, che sa rendere credibile anche i personaggi più bizzarri. Senza essere chissà cosa, un filmetto carino, per un'operazione decisamente riuscita dopo la ciofeca di metà anni '90. Voto: 6,5 [Sky]

venerdì 2 luglio 2021

Hotel Artemis (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/07/2021 Qui - Un film connubio tra azione e fantascienza, con alcune buone idee alla base, la cui resa non corrisponde però alle premesse. Le sequenze d'azione sono ordinaria amministrazione, e c'è sì una certa suspense, ma il film stenta a decollare e prenderti, indeciso fra curare maggiormente i personaggi o privilegiare maggiormente la parte thriller. Cercando palesemente di stupire lo spettatore con il gioco dei contrasti (le scenografie claustrofobiche commiste alle mirabolanti capacità della medicina robotica, un luogo di rifugio e di cura, ma solo per gangster e pregiudicati), il regista Drew Pearce al suo esordio cerca probabilmente anche di produrre qualcosa di originale (però tutti gli elementi della società criminale, così come la clinica, somigliano fin troppo, anche se privo della sua dinamicità, al mondo di John Wick), ma il film alla fine risulta zoppicante, non solo nella costruzione dei personaggi ma anche nello sviluppo, quest'ultimo prevedibile e blando. Finale movimentato (fortunatamente), ma che lascia l'amaro in bocca, soprattutto per quello che il film poteva essere e non è stato. Il cast (comprendente una Sofia Boutella più sexy che in Climax) offre una buona prestazione collettiva, anche in considerazione del buon livello qualitativo degli attori (Jodie Foster e Jeff Goldblum ma non solo), nel complesso godibile, ma con la sensazione netta del bicchiere mezzo vuoto. Voto: 5,5

mercoledì 10 luglio 2019

Pacific Rim - La rivolta (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/04/2019 Qui - Nel 2013 Guillermo del Toro aveva coronato il sogno di molti, ovvero: vedere dei robottoni giganti combattere contro mostri altrettanto simili. E ne venne fuori un piccolo cult, un film che nel suo piccolo riuscì a sorprendere, merito soprattutto del regista messicano (non a caso vincitore dell'Oscar per The Shape of Water) che donò autorialità ad un soggetto del genere, riuscendo a dare un certo spessore alla lotta tra jaeger e kaiju. Nessuno prima di lui infatti, aveva saputo mostrarci con tanta maestria al cinema scontri titanici tra enormi ed orrendi alieni "godzilliani" da una parte e giganteschi Mecha guidati da avveniristici piloti dall'altra. Ora con questo Pacific Rim - La rivolta (Pacific Rim: Uprising), il testimone è passato a Steven S. DeKnight (regista, sceneggiatore e produttore della popolarissima serie televisiva Spartacus), chiamato dalla produzione a creare un iter cinematografico che comprendesse giocoforza alcuni personaggi del primo episodio come il Dr. Newt Geiszler (Charlie Day), l'amico e collega il Dr. Hermann Gottlieb (Burn Gorman), e la ex asso degli Jeager Mako Mori (Rinko Kikuchi). A questi la sceneggiatura scritta a quattro mani da Emily Carmichael, Kira Snyder, lo stesso Steven S. DeKnight e T.S. Nowlin, che riprende la storia ben 10 anni dopo gli avvenimenti del primo e troviamo un mondo cambiato, che si è ormai rimesso in moto dopo i disastrosi eventi passati, ma che continua ad addestrare giovani reclute in vista di un eventuale ritorno dei nemici numeri uno, ha aggiunto come new entry l'arcigno pilota Nate Lambert (Scott Eastwood), la ribelle e talentuosa Amara Namani (Cailee Spaeny), l'autoritaria plenipotenziaria cinese Liwen Shao (Jing Tian) ed infine il figlio di Stacker Pentecost (Idris Elba), il figlio uno dei più celebri eroi della vittoria di 10 anni prima, un tempo promettente pilota di jaeger che ha poi abbandonato l'addestramento ed è finito nel mondo del crimine, dalle fattezze del John Boyega della saga Star Wars. E per quanto non possa neanche essere lontanamente paragonato al primo episodio, ne viene fuori un prodotto di intrattenimento godibile e che tiene abbastanza.

lunedì 11 marzo 2019

The Hollars (2015)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2017 Qui - THE HOLLARS (Commedia Usa 2015): John Hollar (John Krasinski in veste anche di regista) è un aspirante artista di New York che alla vigilia di un delicato intervento chirurgico alla testa della madre Sally (una bravissima Margo Martindale) fa ritorno, insieme alla fidanzata Rebecca (la deliziosa Anna Kendrik di The Accountant), alla sua città natale nel centro degli States. Qui, sarà costretto a fare i conti con la sua disfunzionale famiglia (e un fratello strambo, Sharlto Copley di Hardcore!), con i compagni delle scuole superiori (e Charlie Day di Come ammazzare il capo e vivere felici), con suo padre Don (un convincente Richard Jenkins) e con un'ex che ritorna nella sua vita come un fiume in piena (anche se per un minuto solo). Questa commedia è modesta ma efficace, grazie alla buona scrittura e al cast indovinato, anche se c'è poco o nulla di originale, in The Hollars di John Krasinski (13 Hours), film pieno di umanità anche dinanzi ai propri palesi difetti. Merito di uno script che se da una parte pecca pesantemente di banalità ed esagerazioni, dall'altra ha comunque il merito di costruire rapporti emozionali tra i suoi protagonisti. Il film sa far ridere e a tratti anche commuovere, ma le situazioni non sono mai sui generis e una patina di già visto, già sentito ricopre tutto il film. Dinamiche narrative troppo spesso visibilmente forzate ed espedienti tirati per i capelli con il solo obiettivo di suscitare 'commovente' ilarità, dando così vita al classico mix di drama e comedy con il bilancino soppesato da un Krasinski tanto digeribile quanto dimenticabile. Voto: 6-

sabato 23 febbraio 2019

Come ammazzare il capo 2 (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2017 Qui - Senza neanche accorgermi il trio Nick, Kurt e Dale è tornato e con loro sono tornate le risate, infatti come nella spassosa prima pellicola (Come ammazzare il capo... e vivere felici, Horrible Bosses del 2011), di cui Come ammazzare il capo 2 (Horrible Bosses 2), film del 2014 scritto e diretto da Sean Anders, è il suo ideale seguito, si ride e si sorride spesso, a volte come se si assistesse ad un turbolento cartoon. Comunque la vicenda (quasi identica alla prima) prende le mosse da un trio di 'bamboccioni' che (frustrati dal lavoro dipendente) si buttano sul mercato come imprenditori, generando una quantità di avventure (anche criminali), di figuracce con annessi equivoci che investono lo spettatore e ovviamente gli stessi divertenti ostacoli della prima pellicola. E allora nel calderone comico-thriller-crime-sexy ecco che ci entra di tutto, dagli alcolisti anonimi del sesso (e una indemoniata Jennifer Aniston, sexy e arrapante che si mette in gioco come più non si potrebbe) ai 'motherfuckers' incalliti, dai finanziatori-squali alle famiglie con gemellini, in un infinito vortice di gag spassose, gag che anche se non facili da recepire per noi europei, in quanto alcune sfumature solo in America appartengono, divertono e intrattengono benissimo. D'altronde anche se non memorabile, questa brillante produzione americana, è comunque simpatica e divertente. Ma quello che rende questo film visibile a molti è soprattutto per la regia semplice, la narrazione lineare e gli ottimi momenti comici, tutte chiavi del successo per un film del genere, film dove notevole è la capacità del trio di far ridere lo spettatore soffermandosi sui particolari degli spasimanti dialoghi del film.