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martedì 30 aprile 2024

American Fiction (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - L'Oscar recentemente assegnato per la sceneggiatura non può che far sorridere dopo aver visto il film, dato che sembra essere l'opposto di ciò che l'autore avrebbe desiderato. A parte questo curioso dettaglio, il film è gradevole, sebbene tenda alla ridondanza nella seconda metà, dove emerge un eccesso di sentimentalismo. In ogni caso American fiction è un film complesso ma dalla resa molto solida. Affronta il razzismo da una prospettiva insolita e sottile, esponendo l'ipocrisia della moderna "inclusività", spesso superficiale (sbeffeggia in stile BlacKkKlansman). La sceneggiatura è ben articolata e bilanciata, sia nella trama che nella caratterizzazione dei personaggi, talvolta intenzionalmente stereotipati. American Fiction è un film che, con la sua satira fine ma incisiva, colpisce nel segno in diverse occasioni. Nel complesso una sorpresa che non mi aspettavo. Fa ridere in più occasioni e scivola via benissimo, con una piacevole patina da commedia americana un po' retrò e una grandissima interpretazione del cast capitanato da un Jeffrey Wright in vero e proprio stato di grazia. Gran bel film. Voto: 7+ [Prime Video]

giovedì 26 ottobre 2023

Shazam! Furia degli dei (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/10/2023 Qui - Il primo film era (nonostante tutto, nonostante i difetti) una origin story fresca e divertente, che puntava su una storia semplice e sulla bravura dei giovani protagonisti, questo tenta di ripetere alzando la posta e non riesce appieno. Se possiamo sempre contare sui discreti ragazzi protagonisti, su un budget migliore e pure su qualche grande nome come Helen Mirren (o Lucy Liu), è la trama che non convince appieno stavolta, difatti quasi tutti quelli che dovevano essere dei colpi di scena sono abbastanza telefonati e non sorprendono, la storia procede in maniera intricata anche quando non serve e lo sviluppo finale sembra fatto solo per forzare la comparsa del cameo. Visivamente impeccabile, ma non basta, comunque prodotto ludico non brutto, in attesa di vedere cosa riusciranno a tirare fuori con il prossimo film (che poi non capisco, ma quanti Shazam contando Black Adam?). Voto: 5,5

martedì 14 dicembre 2021

Una donna promettente (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2021 Qui - Trainato dalla grandiosa performance di Carey Mulligan, Promising Young Woman è uno strano revenge thriller, che svela le sue carte piano piano. Il progetto della sua enigmatica protagonista non è chiaro fin da subito, ma i tasselli verranno amalgamati ottimamente e saranno evidenti nella parte finale. Proprio il finale imprevedibile sarà di grande impatto e non si scorderà facilmente. Alla sua prima regia, Emerald Fennell filma un revenge movie non lontano dal modello di Oltre la notte, Kill Bill o Lady Vendetta. Lo stile sta tra il dramma psicologico, il grottesco, la commedia rosa e quella nera. E per quanto il ritmo abbia qualche cedimento, le sorprese e i colpi di scena non mancano. Un film incentrato sicuramente sul dolore che tuttavia indugia davvero poco sulla spettacolarizzazione della violenza, se non in una scena abbastanza dura più per il peso che ha sulla storia che per le immagini. Un cast tecnico e artistico in prevalenza femminile che manda un messaggio ben preciso agli uomini in maniera diretta e grintosa che ricorda la quarta stagione de Il racconto dell'ancella. Sicuramente un film figlio del #metoo, ma non di propaganda e con una sua dignità cinematografica. L'Oscar come migliore sceneggiatura originale, quindi, non sembra essere stato assegnato con intenti politici, come si sospettava. A trovar qualche difetto, una voce narrante troppo invasiva e una prima ora abbastanza criptica e ripetitiva, ma una volta capite le intenzioni il film è un fiume in piena. Un film sorprendente che la visione certamente la vale. Voto: 8-

domenica 8 novembre 2020

Finché morte non ci separi (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/11/2020 Qui - Non c'è soltanto Parasite a raccontare la lotta di classe, seppur con un prodotto molto più di genere come un horror-comedy diviso fra il classico e il moderno, tra un'impostazione sanguinolenta e divertita e una graffiante satira sociale. Un prodotto che, senza pretese alcune (è intrattenimento e niente più, impensabile pensare di raggiungere il livello dell'ottimo film coreano), riesce, mantenendo costantemente la vena ironica e il black humor, alla grande a intrattenere e divertire (un'ora e mezza di giostra degli orrori con una gioiosa esplosione di sangue). I personaggi sono ben caratterizzati e ci si "affeziona" subito alla loro assurdità e stravaganza (Samara Weaving qui sposa sanguinaria alla Beatrix Kiddo è splendida). Buono il ritmo (buono anche l'uso piuttosto macabro di alcune canzoncine altrimenti innocue), notevole la scelta della location (la villa è infatti di per sé un'altra protagonista, con i suoi anfratti bui, i quadri inquietanti, i passavivande). Esempio di soggetto semplice, portato ad alti livelli grazie a un buon lavoro di fantasia registica, quella di Matt Bettinelli-Olpin (attore e regista in V/H/S) e Tyler Gillett (anch'esso in V/H/S ed insieme già alla regia de La stirpe del male). Forse il finale poteva essere migliore (inatteso, pure troppo, è coerente ma seppur gustoso, esagerato), però nel complesso film sufficiente e ben riuscito. Voto: 6+

venerdì 14 agosto 2020

Shazam! (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/08/2020 Qui - No, non ci siamo proprio, dopo il piccolo passo in avanti compiuto con Aquaman, la DC ne fa uno bello indietro con questo film. Un film che, se confrontato al citato film supereroistico di prima perde ai punti, se confrontato (giacché questa ne sembra la risposta) con Deadpool (della rivale Marvel) perde per KO. Shazam! infatti, basato sul personaggio della DC Comics, che racconta di un ragazzino orfano che un giorno, per magia, diventa in grado di trasformarsi in un eroe da fumetti dall'aspetto di un aitante trentenne conservando però lo spirito di un ragazzino, rispetto al "Protettore degli oceani" non ha effetti speciali eccellenti (ma mediocri), non ha Amber Heard (ma un manipolo di attori sconosciuti, a parte Djimon Hounsou, e poi nessuna "bellezza") e non ha un attore carismatico come lo era Jason Momoa (Zachary Levi, l'amatissimo Chuck, non è male, ma risulta fin troppo caricato), soprattutto modesto nei dialoghi, banale e scontato nella rappresentazione della solita famiglia pazzerella in cui tutti si vogliono un gran bene (figuriamoci rispetto al mercenario chiacchierone cosa ha in meno). Eppure non che mi sia troppo dispiaciuto, anche perché momenti divertenti ci sono, riuscita è poi la parte dell'eroe alla scoperta dei suoi poteri (acquisiti peraltro, in modo totalmente diverso rispetto alle tradizionali storie di origini), e figo è senza dubbio Shazam stesso (personaggio dei fumetti che non conoscevo prima di vedere il film), per la sua capacità di trasformarsi solamente gridando il suo nome e per i grandi, tanti poteri a sua disposizione. La regia poi è diligente, anche se senza particolari contributi artistici, a cura di David F. Sandberg, noto per gli horror movie Lights Out - Terrore nel buio e Annabelle 2: Creation. Ma tutto il resto, dai toni molto infantili e dalla eccessiva linearità (le caratterizzazioni dei personaggi appena sufficienti), non convince. Non ha convinto me, io che probabilmente sono uno dei pochi ad averne dato un giudizio negativo. Mark Strong ci prova a fare un bel cattivo, ma forse è davvero indispensabile avere meno di 15 anni per apprezzare questo film. Un film che ha due memorabili momenti, il cameo finale dell'uomo d'acciaio e i conseguenti titoli di coda cartooneschi, ma che a dispetto del puro divertimento non giustifica un'idiozia come questa. Voto: 5,5

venerdì 3 maggio 2019

CHiPs (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2018 Qui - CHiPs (Commedia, Usa 2017): E' da tanto che non vedo una puntata della serie televisiva originale degli anni '80, ma credo di ricordare che non fosse per niente un giallo poliziesco volgare, rozzo e semplicistico. Però è quello che sembra venire fuori da questo adattamento del 2017 da parte della Warner Bros, che non si sa perché decide di travasare, snaturare in tutto e per tutto la concretezza della serie tv in una pellicola fatta sì di action, ma anche di tanta comicità e commedia, assurda e troppo demenziale. Il regista ed interprete di uno dei due agenti motociclisti della California Higway Patrol, che hanno la missione di sventare una banda di rapinatori che si annida nel comando di polizia, Dax Shepard infatti (un attore mediocre e adesso anche mediocre regista), cambia i toni, così tanto che il film poteva avere qualsiasi altro titolo e sarebbe stato forse meglio. Nel film difatti, anche se non mancano sparatorie, esplosioni e una certa violenza, quello che abbonda è la volgarità, non a parole ma con i gesti (rozzi), e con certe scene alquanto inutili (seppur intriganti). Ma il difetto principale è la semplicità, giacché il regista svela praticamente subito il mistero, è chiaro nei primi minuti infatti cosa succederà, come finirà e chi sono i colpevoli. Senza dimenticare le battute, poche e nemmeno tanto divertenti, cosa deludente in un film del genere, anche perché inspiegabilmente spesso e volentieri il film vira su fastidiose e ripetute battute a sfondo sessuale (che non danno niente in più al film e non fanno ridere), scene trash (Baker è di stomaco debole e tende a vomitare…), momenti splatter un po' fuori luogo (teste mozzate ad esempio) che non rafforzano ma indeboliscono il film. Un film che se avesse seguito di più i dettami dell'action comedy (dopotutto non male sono gli inseguimenti in moto, e sufficienti sono le sequenze d'azione come la colonna sonora ritmata, senza dimenticare una giovane e sexy Rosa Salazar) poteva essere una simpatica parodia del telefilm, invece è uscita proprio una bella vergogna. Soprattutto perché, in questa classica commedia poliziesca piena zeppa di cliché, tutto sa di già visto e il ritmo non è certo appassionante. Infine gravemente insufficiente il cast, che comprende un poco ispirato Michael Peña, mediocre interpretazioni di Adam BrodyMaya RudolphKristen Bell, lo stesso Shepard e uno sprecato Vincent D'Onofrio. Imbarazzante invece il cameo di Erik Estrada, che avvilisce ancor di più questa pellicola di per sé insufficiente. Voto: 5