Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/10/2023 Qui - Il primo film era (nonostante tutto, nonostante i difetti) una origin story fresca e divertente, che puntava su una storia semplice e sulla bravura dei giovani protagonisti, questo tenta di ripetere alzando la posta e non riesce appieno. Se possiamo sempre contare sui discreti ragazzi protagonisti, su un budget migliore e pure su qualche grande nome come Helen Mirren (o Lucy Liu), è la trama che non convince appieno stavolta, difatti quasi tutti quelli che dovevano essere dei colpi di scena sono abbastanza telefonati e non sorprendono, la storia procede in maniera intricata anche quando non serve e lo sviluppo finale sembra fatto solo per forzare la comparsa del cameo. Visivamente impeccabile, ma non basta, comunque prodotto ludico non brutto, in attesa di vedere cosa riusciranno a tirare fuori con il prossimo film (che poi non capisco, ma quanti Shazam contando Black Adam?). Voto: 5,5
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giovedì 26 ottobre 2023
Shazam! Furia degli dei (2023)
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martedì 17 maggio 2022
West Side Story (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2022 Qui - Non ho mai fatto mistero della mia avversione ai musical (non è questa
la prima volta e non sarà l'ultima), ma al di là di questo io non ho
problemi se un film è girato bene, tanto che ho amato la rivisitazione
moderna del genere in La La Land. West Side Story, ad una prima visione
per me è (solo) un bel film. Non è infatti al livello di quel gioiello,
ma pur con le sue variazioni tutto il film è un valido remake che non
impallidisce di fronte all'originale, e che non solo rende omaggio al
calco originale, ma anche soprattutto al cinema di quell'epoca. A
proposito dell'originale, dello suddetto ricordo prevalentemente alcune
immortali canzoni, qui rivisitate in maniera eccelsa, come eccelsi sono i
costumi, le scenografie e coreografie. La regia stessa di Steven
Spielberg è sempre precisa e non è semplice per un 70enne che per la
prima volta affronta il genere/musical, ma solo lui poteva cimentarsi
nell'impresa del remake del più classico e celebre dei musical, lui il
"cantore" per eccellenza del cinema americano. Remake ma con
ambientazione sempre negli anni del film originale, quasi
a sottolineare che i problemi di integrazione e razzismo sono sempre un
prerogativa tipicamente americana, ieri come oggi. Sotto questo punto
di vista tali tematiche sono ancora più messe in evidenza in questo
remake dove corre sottile l'equilibrio fra inclusione del sogno o essere
trattato come spazzatura. Al netto di qualche variazione stilistica non
imprescindibile, il risultato è infatti discretamente soddisfacente,
fatta salva ovviamente la mancanza di originalità dell'operazione. Si
tratta nel complesso di uno spettacolo visivamente appagante, con
un'ambientazione metropolitana affascinante, performance musicali
eccellenti e un'ottima prova del cast, un cast che non abbisogna di nomi
altisonanti per funzionare (il premio Oscar ad Ariana DeBose lo
conferma). Tutto è davvero ben fatto, e le due ore e mezza scorrono via
piacevolmente. Non sarà un capolavoro, ma questo era il remake
(nell'anno con più operazioni di questo genere) che più statuette
meritava, in ogni caso buonissimo film, utile per fare conoscere un
classico alle giovani generazioni (che forse come me non ha mai visto). Voto: 7
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