Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/10/2023 Qui - Il primo film era (nonostante tutto, nonostante i difetti) una origin story fresca e divertente, che puntava su una storia semplice e sulla bravura dei giovani protagonisti, questo tenta di ripetere alzando la posta e non riesce appieno. Se possiamo sempre contare sui discreti ragazzi protagonisti, su un budget migliore e pure su qualche grande nome come Helen Mirren (o Lucy Liu), è la trama che non convince appieno stavolta, difatti quasi tutti quelli che dovevano essere dei colpi di scena sono abbastanza telefonati e non sorprendono, la storia procede in maniera intricata anche quando non serve e lo sviluppo finale sembra fatto solo per forzare la comparsa del cameo. Visivamente impeccabile, ma non basta, comunque prodotto ludico non brutto, in attesa di vedere cosa riusciranno a tirare fuori con il prossimo film (che poi non capisco, ma quanti Shazam contando Black Adam?). Voto: 5,5
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giovedì 26 ottobre 2023
Shazam! Furia degli dei (2023)
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martedì 31 maggio 2022
Ron - Un amico fuori programma (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2022 Qui - Graziosa (forse un po' troppo tirata per le lunghe) storia d'amicizia
tra due creature imperfette ma di buon cuore: da una parte un ragazzino
con problemi di socializzazione, dall'altra un robottino difettoso.
L'iter narrativo è uguale a quello di altre produzioni similari (si
parte da un rapporto inizialmente complicato per giungere man mano a un
legame profondo), ma il ritmo è discreto, la grafica e l'animazione
buone, i personaggi simpatici (la nonna di Barney) e il
finale soddisfacente. In sostanza, niente affatto male. Ron - Un amico
fuori programma infatti, seppur sbilanciato, ma, in fin dei conti,
divertente, seppur manchi quella marcia in più da grande produzione che
avrebbe fatto la differenza, è un film riuscito. Un film abbastanza
simpatico, colorato con una bella morale e con uno spunto di riflessione
molto attuale: il valore dell'amicizia e l'educazione all'uso della
tecnologia per scongiurare il grande pericolo dell'assuefazione e
alienazione che ne deriva dall'uso spropositato. Banale, fanciullesco,
ma non brutto. Voto: 6
mercoledì 13 ottobre 2021
Luca (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/10/2021 Qui - Non è forma di patriottismo se dico che gli italiani quando vogliono (e possono) sono capaci di grandi cose, anche nel cinema d'animazione, vedasi i recenti Gatta Cenerentola e La famosa invasione degli orsi in Sicilia, ed ora ecco questa pellicola, ben diversa da quelle, ma ugualmente ben riuscita. Luca, un bel film sull'Italia e sull'Italianità, attraverso gli occhi del regista (ed anche sceneggiatore) Enrico Casarosa (all'esordio in un lungometraggio) e le tasche della Pixar in collaborazione con la Disney. Un film d'animazione che è una ventata d'aria fresca, una goduria per occhi, cuore e mente. Sarà che appunto per noi italiani è un film particolare, che ci strizza l'occhio e ci solletica l'orgoglio, ma fondamentalmente è un bellissimo cartone per ragazzi, leggero e pulito con una morale di tendenza. L'idea è accattivante, la storia si segue senza affanni ed è resa molto gradevole dalla buona dose di ironia e dalla simpatia dei personaggi, oltre che dalla valenza emozionale di messaggi non nuovi ma sempre di grande rilevanza e attualità. Luca guadagna molto sull'aspetto visivo, con un'ambientazione splendidamente colorata e dettagliata, di una bellezza quasi terapeutica, tra le tinte calde e tenui di Portorosso (cittadina di fantasia ispirata ai luoghi delle meravigliose Cinque Terre) e quelle fresche e sfavillanti del mondo sottomarino. La pellicola è un esplosione di immagini e colori, con i vicoli meravigliosamente tratteggiati e una tecnica di animazione eccellente con il sottofondo di una colonna sonora ricca di classici della canzone nostrana. E' vero che la rappresentazione di luoghi e personaggi è un po' troppo "turistica", ma si tratta di un peccato veniale di una pellicola decisamente riuscita. Sicuramente la trama è un po' sempliciotta, lontana da altri capolavori della Pixar, i pretesti narrativi infatti sono tutti piuttosto fragili, seppur non incidano in maniera significativa sulla storia, che rimane gradevole. E poi è vero che sotto l'aspetto dell'intrattenimento convince, molto meno però sulla scelta dell'elemento della magia, che è inserito un po' alla carlona, senza dare allo spettatore una qualche spiegazione ragionevole. Nonostante ciò e per concludere, direi che Luca è un film decisamente carino e godibile, nulla di eccezionale ma apprezzabile. Un prodotto più che discreto, a mio avviso giustamente meritevole di tanta attenzione ed elogi. Voto: 7
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venerdì 14 agosto 2020
Shazam! (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/08/2020 Qui - No, non ci siamo proprio, dopo il piccolo passo in avanti compiuto con Aquaman, la DC ne fa uno bello indietro con questo film. Un film che, se confrontato al citato film supereroistico di prima perde ai punti, se confrontato (giacché questa ne sembra la risposta) con Deadpool (della rivale Marvel) perde per KO. Shazam! infatti, basato sul personaggio della DC Comics, che racconta di un ragazzino orfano che un giorno, per magia, diventa in grado di trasformarsi in un eroe da fumetti dall'aspetto di un aitante trentenne conservando però lo spirito di un ragazzino, rispetto al "Protettore degli oceani" non ha effetti speciali eccellenti (ma mediocri), non ha Amber Heard (ma un manipolo di attori sconosciuti, a parte Djimon Hounsou, e poi nessuna "bellezza") e non ha un attore carismatico come lo era Jason Momoa (Zachary Levi, l'amatissimo Chuck, non è male, ma risulta fin troppo caricato), soprattutto modesto nei dialoghi, banale e scontato nella rappresentazione della solita famiglia pazzerella in cui tutti si vogliono un gran bene (figuriamoci rispetto al mercenario chiacchierone cosa ha in meno). Eppure non che mi sia troppo dispiaciuto, anche perché momenti divertenti ci sono, riuscita è poi la parte dell'eroe alla scoperta dei suoi poteri (acquisiti peraltro, in modo totalmente diverso rispetto alle tradizionali storie di origini), e figo è senza dubbio Shazam stesso (personaggio dei fumetti che non conoscevo prima di vedere il film), per la sua capacità di trasformarsi solamente gridando il suo nome e per i grandi, tanti poteri a sua disposizione. La regia poi è diligente, anche se senza particolari contributi artistici, a cura di David F. Sandberg, noto per gli horror movie Lights Out - Terrore nel buio e Annabelle 2: Creation. Ma tutto il resto, dai toni molto infantili e dalla eccessiva linearità (le caratterizzazioni dei personaggi appena sufficienti), non convince. Non ha convinto me, io che probabilmente sono uno dei pochi ad averne dato un giudizio negativo. Mark Strong ci prova a fare un bel cattivo, ma forse è davvero indispensabile avere meno di 15 anni per apprezzare questo film. Un film che ha due memorabili momenti, il cameo finale dell'uomo d'acciaio e i conseguenti titoli di coda cartooneschi, ma che a dispetto del puro divertimento non giustifica un'idiozia come questa. Voto: 5,5
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mercoledì 22 maggio 2019
It: Capitolo Uno (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/04/2018 Qui - Sono una di quelle persone rimaste traumatizzate per anni solo per aver visto alcuni pezzi del film TV del '90 per poi scoprire, rivedendolo, che era davvero poca cosa dal punto di vista della paura. Da questa specie di remake mi aspettavo perciò un film terrorizzante, e così è (in parte) stato. Lo si capisce bene fin dalla prima terrificante sequenza (addirittura forse fin troppo esagerata di questo cambio d'abito), dove lo spettatore comprende immediatamente che bisogna dimenticarsi della pungente ironia nera del capitolo originale e addentrarsi in qualcosa di più profondo e inquietante, qualcosa di senza dubbio riuscito. Certo, forse resterà (e qualcuno sarà rimasto) deluso chi si aspettava un horror nel vero senso della parola, perché questo film è soprattutto un'avventura, l'avventura di un gruppo di ragazzini che amano stare insieme, che insieme affrontano le loro paure più grandi e, sempre insieme, crescono. Una storia di formazione puntellata da palloncini rossi e da qualche spavento. Non a caso il romanzo It, uno dei libri più spaventosi di Stephen King (e molto più che una storia horror), che tuttavia non ho mai letto (e in questo caso difficile è capire se la storia che viene qui raccontata è coerente e fedele o no ai libri) è un racconto di crescita e formazione in cui l'horror serve "solo" a raccontare paure e disillusioni di un importante periodo della vita, quello a metà tra l'infanzia e l'età adulta. Ed It (vero nome Pennywise), mostro terribile dalle fattezze innocenti che si ciba di terrore, rappresenta simbolicamente il trauma di questo delicato passaggio. In tal senso l'obiettivo principale del film It, conosciuto anche come It: Capitolo Uno (It: Chapter One), film del 2017 diretto da Andrés Muschietti, per regista e sceneggiatori, era soprattutto restituire questo tema. E per fare ciò hanno pensato bene e giustamente di dedicare questo primo capitolo esclusivamente alle vicende vissute dai protagonisti da bambini, per poter meglio raccontare le loro storie personali e l'amicizia che li lega.
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