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mercoledì 22 maggio 2019

It: Capitolo Uno (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/04/2018 Qui - Sono una di quelle persone rimaste traumatizzate per anni solo per aver visto alcuni pezzi del film TV del '90 per poi scoprire, rivedendolo, che era davvero poca cosa dal punto di vista della paura. Da questa specie di remake mi aspettavo perciò un film terrorizzante, e così è (in parte) stato. Lo si capisce bene fin dalla prima terrificante sequenza (addirittura forse fin troppo esagerata di questo cambio d'abito), dove lo spettatore comprende immediatamente che bisogna dimenticarsi della pungente ironia nera del capitolo originale e addentrarsi in qualcosa di più profondo e inquietante, qualcosa di senza dubbio riuscito. Certo, forse resterà (e qualcuno sarà rimasto) deluso chi si aspettava un horror nel vero senso della parola, perché questo film è soprattutto un'avventura, l'avventura di un gruppo di ragazzini che amano stare insieme, che insieme affrontano le loro paure più grandi e, sempre insieme, crescono. Una storia di formazione puntellata da palloncini rossi e da qualche spavento. Non a caso il romanzo It, uno dei libri più spaventosi di Stephen King (e molto più che una storia horror), che tuttavia non ho mai letto (e in questo caso difficile è capire se la storia che viene qui raccontata è coerente e fedele o no ai libri) è un racconto di crescita e formazione in cui l'horror serve "solo" a raccontare paure e disillusioni di un importante periodo della vita, quello a metà tra l'infanzia e l'età adulta. Ed It (vero nome Pennywise), mostro terribile dalle fattezze innocenti che si ciba di terrore, rappresenta simbolicamente il trauma di questo delicato passaggio. In tal senso l'obiettivo principale del film It, conosciuto anche come It: Capitolo Uno (It: Chapter One), film del 2017 diretto da Andrés Muschietti, per regista e sceneggiatori, era soprattutto restituire questo tema. E per fare ciò hanno pensato bene e giustamente di dedicare questo primo capitolo esclusivamente alle vicende vissute dai protagonisti da bambini, per poter meglio raccontare le loro storie personali e l'amicizia che li lega.