Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Girato bene e con una fotografia ammaliante che esalta le belle scenografie, cosa che da subito aggancia lo spettatore nonostante una sceneggiatura non proprio precisa che si capisce subito dove voglia andare e quando ci arriva non soddisfa appieno. Bravissimo Barry Keoghan (come ne Il Sacrificio del Cervo Sacro, il suo personaggio è inquietante, disturbante/disturbato, estremamente furbo, manipolativo e sottilmente sopra le righe), alla guida di un cast in stato di grazia, punto in più a favore del film, che colpisce più per loro che per i dettagli fintamente morbosi (compresa la sequenza finale) inseriti a forza per farne parlare (con profitto). Un cinema curato, molto estetico, ma vacuo quando si ripensa a tutte le svolte. A differenza di Una donna promettente che, ricordo, aveva un qualcosa di davvero insolito e innovativo (a sua stessa volta diretto da qui presente regista Emerald Fennell), qui si mescolano un po' le carte di vari cliché. Tuttavia tirando le somme il film mi è piaciuto, anche se non credo meriti tutto questo clamore che lo sta circondando. Voto: 6 [Prime Video]
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venerdì 29 marzo 2024
Saltburn (2023)
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martedì 14 dicembre 2021
Una donna promettente (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2021 Qui - Trainato dalla grandiosa performance di Carey Mulligan, Promising Young
Woman è uno strano revenge thriller, che svela le sue carte piano piano.
Il progetto della sua enigmatica protagonista non è chiaro fin da
subito, ma i tasselli verranno amalgamati ottimamente e saranno evidenti
nella parte finale. Proprio il finale imprevedibile sarà di grande
impatto e non si scorderà facilmente. Alla sua prima regia, Emerald
Fennell filma un revenge movie non lontano dal modello di Oltre la
notte, Kill Bill o Lady Vendetta. Lo stile sta tra il dramma
psicologico, il grottesco, la commedia rosa e quella nera. E per quanto
il ritmo abbia qualche cedimento, le sorprese e i colpi di scena non
mancano. Un film incentrato sicuramente sul
dolore che tuttavia indugia davvero poco sulla spettacolarizzazione
della violenza, se non in una scena abbastanza dura più per il peso che
ha sulla storia che per le immagini. Un cast tecnico e artistico in
prevalenza femminile che manda un messaggio ben preciso agli uomini in
maniera diretta e grintosa che ricorda la quarta stagione de Il racconto
dell'ancella. Sicuramente un film figlio del #metoo, ma non di
propaganda e con una sua dignità cinematografica. L'Oscar come migliore
sceneggiatura originale, quindi, non sembra essere stato assegnato con
intenti politici, come si sospettava. A trovar qualche difetto, una voce
narrante troppo invasiva e una prima ora abbastanza criptica e
ripetitiva, ma una volta capite le intenzioni il film è un fiume in
piena. Un film sorprendente che la visione certamente la vale. Voto: 8-
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