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martedì 5 maggio 2020

Pets 2 - Vita da animali (2019)

Titolo Originale: The Secret Life of Pets 2
Anno e Nazione: USA 2019
Genere: Animazione, Avventura, Commedia
Produttore: Chris Meledandri, Janet Healy
Regia: Chris Renaud
Sceneggiatura: Ken Daurio, Brian Lynch, Cinco Paul
Personaggi: Max, Duke, Nevosetto, Galletto, Gidget, Mel, Katie
Marghi, Chloe, Sergei, Nonnotto, Norman, Buddy, Pisellino, Chuck
Durata: 78 minuti

Tornano gli scatenati animali domestici nel sequel targato Illumination.
Mentre Max diventa iperprotettivo nei confronti del figlio della sua padrona, Nevosetto libera una tigre dal circo.

martedì 29 ottobre 2019

The Confirmation (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/10/2019 Qui
Tema e genere: Un moderno Ladri di biciclette meno sociale e più intimo che si focalizza sul rapporto padre-figlio, ma che non riesce a fare del tutto centro.
Trama: Uno sfortunato falegname ottiene un lavoro che potrebbe trasformare per sempre la sua vita quando la sua insostituibile cassetta degli attrezzi viene rubata. Dovrà così rintracciare i ladri, prima che finisca la settimana, in compagnia di un improbabile compagno: il giovane figlio che non lo sopporta.
RecensioneBob Nelson, candidato all'Oscar per la sceneggiatura originale di Nebraska di Alexander Payne, esordisce alla regia con un film che costruisce sulla sua semplicità il fulcro della storia. Sin dalle prime inquadrature risulta chiara tuttavia l'inesperienza di Nelson dietro la macchina da presa, che adotta uno sguardo incerto e traballante, rafforzato da uno stile povero di dettagli e che non gioca con le varie tecniche registiche, ad eccezione di qualche piccolo movimento casuale di macchina. Le vicende del film sono leggermente caratterizzate dal punto di vista del bambino senza però marcare troppo su questa linea. Come a riprendere il neorealismo, la pellicola cerca di puntare tutto sulla storia rappresentata, su questo racconto di formazione di un giovane che, nel corso del film, si trova costretto a mentire costantemente, rubare ciò che è suo di diritto, organizzare stratagemmi per aiutare il padre a cavarsela nella sua situazione disperata e operare una serie di azioni che sa essere sbagliate ma le compie con tutta l'innocenza propria dei bambini. Il giovane cresce formando una propria idea della realtà che lo circonda, capendo attraverso l'avventura percorsa che non esiste giusto o sbagliato in senso stretto ma siamo noi stessi a dover trovare il giusto equilibrio nelle scelte che perseguiamo. Così come in Ladri di biciclette, la narrazione si svolge nell'arco di un solo weekend e scava nel rapporto tra i personaggi per arrivare a mostrare i cambiamenti che possono avvenire in poco tempo in un bambino costretto a comportarsi da adulto per risolvere i problemi causati dall'inattenzione e dalla sprovvedutezza del proprio genitore. Per assurdo, le scene drammatiche che rappresentavano i momenti salienti e pregnanti del capolavoro neorealista, in questo film non funzionano come dovrebbero e risultano essere banali e poco d'effetto. La pellicola riesce a colpire e affermarsi solamente nel momento in cui l'ironia e la spensieratezza del bambino si fanno strada e prendono possesso della storia facendola proseguire verso un cammino, forse troppo radioso e irrealistico, ma sicuramente più coinvolgente di quello mostrato all'inizio della pellicola. Una storia di base, benché già ripresa innumerevoli volte negli ultimi anni, sicuramente interessante da affrontare e rendere propria ma che, a causa di una sceneggiatura forse non perfettamente concepita, impiega diverso tempo prima di ingranare e insinuarsi nell'interesse di chi guarda. È solo dalla seconda metà del film che si riesce ad entrare pienamente nello spirito della vicenda e ad apprezzarla grazie soprattutto all'alchimia che si inizia ad instaurare tra i due protagonisti. È il giovane ragazzo, interpretato da un adorabile Jaeden Lieberher, a salvare continuamente la situazione e a trascinare l'attenzione del film, facendoci sorridere per le sue espressioni preoccupate e pensierose che fanno capire come le rotelle della sua mente siano sempre in funzione per architettare un nuovo piano o ideare un'altra piccola bugia. Ma non basta, perché anche se, nonostante tutto, il film riesce a renderti complice delle vicende dei due protagonisti e a patteggiare per loro, anche quando non dovresti, il suddetto non fa presa e non si fa per niente ricordare.

martedì 4 giugno 2019

The Circle (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/09/2018 Qui - Privacy contro trasparenza totale, questo è il punto cardine di The Circle. Un film del 2017 tratto da un opera letteraria (omonima) di Dave Eggers e adattata al cinema da James Ponsoldt (conosciuto soprattutto per The End of the Tour, film che tuttavia non ho visto e forse non vedrò mai), il fulcro di una vicenda che vede protagonista Mae una giovane determinata che raggiunge il posto lavorativo dei suoi sogni in The Circle, una azienda leader mondiale di tecnologia e social media, ma scoprirà che l'equilibrio fra sogno e incubo è flebile. Peccato che ciò sembra tutto detto e risaputo, una storia déjà-vu rispetto all'oggi che è già ieri, forse già fuori tempo massimo (non tanto sull'argomento ma sulla novità dello stesso). Infatti è similmente constatare che l'omonimo libro uscito nell'ormai lontano 2013 anticipava molti temi che oggi sono attualissimi: l'invasione dei social nelle nostre vite, la privacy che piano piano va a farsi benedire, i contatti umani che sfociano sempre più in contatti vivi solo su uno schermo e così via. Oggi, dopo quattro anni, queste tematiche le ritroviamo ogni giorno intorno a noi. Al massimo, ci sono alcuni sviluppi che immaginiamo, anzi temiamo possano accadere di qui a breve come, per fare un esempio, la possibilità che qualche società tipo Facebook o Google possa prima o poi costringerci a votare alle prossime elezioni tramite i nostri account. Ecco, da una parte questo è un difetto del film: la protagonista Mae ad un certo punto accetta di vivere in trasparenza la propria vita (ovvero filmare in streaming quello che fa 24 ore su 24) ma il fatto che ormai questa sia una pratica già diffusa abbastanza, se pensiamo alle varie live, dirette, stories e chi più ne ha più ne metta, rende la cosa meno efficace del previsto. Certo, possiamo anche per un attimo soffermarci sul fatto che proprio perché si tratta di un futuro apparentemente prossimo al presente allora c'è da spaventarsi. Ma la struttura generale del film, anche nell'accennare a grandi temi senza tuttavia approfondirli, non permette di notare i pochi pregi, perché presenta fin troppi difetti. E questo nonostante il fatto che i suddetti riescono comunque a rendere interessante il film, l'intrigante inchiesta di Dave Eggers infatti, sull'utilizzo dei social network, della tecnologia e dell'impatto che essi hanno sulla vita privata degli individui, fanno certamente diventare questo un film affascinante (almeno) nelle intenzioni ma purtroppo banale nella realizzazione.

domenica 12 maggio 2019

Le spie della porta accanto (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/03/2018 Qui - No, non sono impazzito, ma Le spie della porta accanto (Keeping Up with the Joneses), film del 2016 diretto da Greg Mottola e discreto mix tra commedia e spy story, non è affatto male. Il film infatti, seppur privo di un plot di grande originalità (quello di una coppia di periferia che si ritrova coinvolta in un complotto di spionaggio internazionale quando i due scoprono che i nuovi vicini di casa, all'apparenza perfetti, sono in realtà spie governative), è piuttosto gradevole e ritmato tale da garantire una visione godibile e senza fastidi. Cast, regia e scene action abbastanza rodate, dialoghi e personaggi simpatici e storia che si segue bene, regalano difatti un'ora e passa di intrattenimento innocuo. Anche perché mi aspettavo la classica commediola action che perde rapidamente slancio, porta alla noia, lo termini e rimani perplesso, invece no, anzi, il film è via via più interessante e divertente. Dopotutto Greg Mattola, regista di buoni film come Paul e Adventureland, dirige discretamente questa commedia ricca d'azione (anche se si sorride poco mentre la parte di azione è un po' più interessante), che riesce ad intrattenere pubblico di qualsiasi età con battute e gag molto divertenti. Certo, prevedibile e un po' scontata è la trama e il finale, tuttavia spruzzate di originalità danno un qualcosa in più al film stesso che, raccontando appunto di una "stantia" coppia di coniugi (un sempre spassoso Zach Galifianakis, che già mi fece ridere in Masterminds e Isla Fisher) che all'arrivo di una coppia di vicini (lei è la Gal Gadot, nota gnocca imperiale, lui è Jon Hamm, famoso per essere il protagonista di Mad Men, la serie TV pluripremiata, dove recita il ruolo del bel tenebroso che ha molto da nascondere), la spia scoprendo qualcosa di pericoloso, e si ritrovano così in mezzo a dei bei casini, si lascia tranquillamente vedere.

giovedì 31 gennaio 2019

Il luogo delle ombre (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/10/2016 Qui - Il luogo delle ombre (Odd Thomas) è un atipico e alquanto inusuale thriller horror del 2013 diretto da Stephen Sommers (La mummia 1 e 2, Van Helsing), adattamento cinematografico de Il luogo delle ombre di Dean R. Koontz, primo romanzo della serie Odd Thomas. Il protagonista, un ragazzo di venti anni che conduce la propria esistenza nella città desertica di Pico Mundo, in California, è interpretato dal compianto Anton Yelchin (qui davvero bravo) prematuramente scomparso poco tempo fa. Lui però che sembrerebbe un ragazzo come tanti altri, ha un dono speciale, può percepire la presenza dei defunti con qualcosa di sospeso e non solo. I defunti infatti con i quali però non può parlare ma, nel caso siano deceduti per morte violenta, può cercare di risalire ai colpevoli, gli appaiono per aiutarlo a risolvere i crimini di cui sono stati vittime ed aiutarlo per prevenire future carneficine. Un giorno però nella tavola calda dove lavora, appare un misterioso uomo, che Odd soprannomina "Fungus Man" (a causa della sua carnagione che ricorda la muffa e del suo bizzarro taglio di capelli), seguito da un grande sciame di Bodachs, creature oscure che appaiono solamente durante i periodi antecedenti a morti e carneficine (una variante del goblin o del bogeyman). E grazie al suo dono soprannaturale, Odd intuisce che il misterioso uomo è collegato da un'imminente catastrofe che sta per abbattersi sulla città, ma Odd avrà solo 24 ore di tempo per sventarla. In questa sua missione sarà aiutato dalla sua giovanissima e bellissima fidanzata Stormy (la meravigliosa Addison Timlin) di cui è follemente innamorato a cui è legata dal destino. I due credono negli ideali idealissimi, e Odd, accompagnato da una figura paterna sostitutiva quale è il capo della polizia locale (interpretato da un William Dafoe comunque sempre bravo anche se un po' alleggerito dalle sue parti solitamente drammatiche), ha tutte le carte in regola per essere il poliziotto giustiziere paranormale della cittadina, che deve difendere dal male imminente e ovviamente ci riuscirà, non senza danni collaterali.

giovedì 10 gennaio 2019

Scherzi della Natura (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/07/2016 Qui - Scherzi della Natura (Freaks of Nature), una teen-comedy fanta-horror del 2015 che rientra nel filone dei revival horror anni '80 che ultimamente stanno andando molto di moda. Il film infatti prende tutti gli stereotipi possibili sul mondo degli adolescenti americani in età da liceo e li sviscera in una commedia che inizialmente pare una stramba variante horror dei film di John Hughes, poi si fa sempre più vicina alla satira sulla divisione in caste, con i vampiri in cime alla catena sociale, gli zombi sul fondo e gli umani nel mezzo. Sì perché nell'immaginario mondo del regista Robbie Pickering, più precisamente nella cittadina di Dillford, umani, vampiri e zombie vivono tutti insieme in pace, fino a che un'apocalisse aliena non si abbatte sulla regione. Toccherà perciò a tre adolescenti, uno umano (il 'cagasotto' Dag), uno vampiro (la neo vampira Petra) e uno zombie (l'imbranato ma intelligentissimo Ned), unire le forze per capire come liberarsi degli sgraditi visitatori, per riportare l'ordine nella cittadina, un tempo tranquilla. Purtroppo però l'idea dietro a questo film decisamente originale viene sviluppata in maniera sbagliata, se avere su schermo tre mostri sacri del cinema horror ringiovaniti a teenager possa essere un'operazione davvero succulenta per ogni amante dell'horror che si rispetti, dall'altra parte la mancanza quasi totale di scene d'azione e la presenza di dialoghi scialbi fa sicuramente perdere punti alla pellicola. Poiché sebbene l'idea dietro quest'opera commerciale sia quindi da elogiare e molto nostalgica, la sceneggiatura però meritava un adattamento in chiave moderna che invece non c'è stato. I protagonisti poi si spostano all'interno di un universo che non ha radici, non spiega assolutamente nulla della sua collocazione e del perché zombie, vampiri e umani vivano tranquillamente insieme, chiariamoci, non sarebbe obbligatorio dare spiegazioni nel caso in cui ci trovassimo davanti ad un film che porta da qualche parte, ma qui, in assenza di basi, ci si capisce davvero poco. Sebbene infatti gli stessi attori portino in scena dei personaggi interessanti, le trovate all'interno della pellicola invece crollano decisamente dopo la prima mezz'ora, non c'è più un filone narrativo, non c'è più evoluzione e sembra che il regista durante la realizzazione della pellicola non sapesse dove voler arrivare girando il tutto in modo frettoloso e senza una sceneggiatura alla mano.